martedì 25 maggio 2010

A Volte Ritornano- Tank Girl


Anno:1995
Durata: 105’
Genere:Fantascienza
Con:Lory Petty,Malcom McDowell,Naomi Watts,Ice-T
Regia:Rachel Talalay

Correvano gli anni ’90,e mentre i supereroi oltreoceano scoprivano che non serve un motivo per essere iperviolenti(buttando così nel cesso tutto quel che di prezioso Frank Miller ed Alan Moore avevano insegnato loro),in terra d’Albione,sulle pagine della rivista “Deadline”,nasceva un personaggio destinato a diventare icona di una generazione:Tank Girl.Trattavasi di cacciatrice di taglie iperpunk che,in un deserto australiano inserito in un non meglio precisato periodo postapocalittico,scorrazza sul suo carrarmato in compagnia di Booga,il suo fidanzato,un canguro umanoide dedito all’abuso di alcool,droghe ed al sesso esattamente come la sua iperviolenta compagna.Nel corso delle storie,articolate sia in poche pagine che in più episodi,sono la dissacrazione,la violenza e la violazione di tutto ciò che è politically correct a farla da padrone,grazie anche a tavole lisergiche che stupiscono non poco per le soluzioni grafiche e la cura quasi maniacale del dettaglio.Tank Girl,insieme a Booga ed alle amiche Jet Girl e Sub Girl(indovinate un po’ cosa pilotano ‘ste altre due sciroccate)aspirava ad essere un elemento di rottura e denuncia nei confronti della moda e della società.La seconda la ignorò più o meno bellamente;la prima la sedusse bussando alla porta dei suoi creatori,Jamie Hewlett(che in seguito avrebbe contribuito a dare un’altra mazzata al già agonizzante mondo della musica pop creando insieme a damon albarn la band virtuale dei gorillaz) e Alan Martin,nei panni della più affascinante delle sirene moderne: Hollywood.Così,con quella Rachel Talalay che aveva finalmente ma per poco sepolto una volta per tutte Freddy Krueger non solo metaforicamente,si iniziò a girare.


Va detto che cavare qualcosa di sensato ed accessibile a tutti da una base di partenza che del nonsense e della scorrettezza elevata alla massima potenza ha fatto il suo cavallo di battaglia era impresa difficilissima,quasi impossibile.Infatti il film deluderà gli aficionados duri e puri della ragazza carrarmato proprio perché tutti gli elementi che l’hanno resa ciò che è sono appena accennati in questa pellicola che,se presa coi dovuti accorgimenti,può però risultare tutto sommato gradevole.La trama è quanto di più convenzionale ci si possa aspettare:nel mondo sconvolto e desertificato dalla caduta di una meteora,l’acqua è il bene più prezioso,e la bieca multinaziona WP non si fa scrupoli pur di conquistare tutti i giacimenti sotterranei esistenti,ed uccide chiunque cerchi di ostacolarli o sottragga indebitamente l’acqua dai loro serbatoi.Nel corso di un raid presso una comunità di hyppie,macchiatasi di quest’ultimo crimine,i soldati della WP sterminano tutti tranne Rebecca,biona e sboccata ribelle che,deportata nelle miniere,non cederà ai soprusi ed alle torture,riuscendo infine a fuggire insieme ad un’altra prigioniera per allearsi con una banda di canguri mutanti assieme ai quali ingaggerà una lotta senza quartiere nei confronti della WP.E sì,durante la fuga le fanciulle sottraggono un carrarmato ed un jet.E sì,finisce proprio come vi aspettate.Nessuna infamia e nessuna lode,insomma,in questa trasposizione su celluloide di un’eroina di cellulosa,anche se non mancano incongruenze narrative ed un eccessivo gigioneggiare che se funzionava nelle storie a fumetti,qui risulta piuttosto fastidioso.

Da segnalare la presenza,nei panni di Jet Girl,di un’allora sconosciuta Naomi Watts,qui in versione corvina,e gli inserti tra una scena e l’altra di tavole a fumetti e sequenze animate create espressamente per il film.Se non avete grandi pretese e volete scollegare il cervello per un’oretta e mezza,potrebbe essere una valida scelta.Ma se siete già fans del fumetto,tenetevi alla larga,perché a parte qualche riferimento indispensabile non troverete quell’overdose di critica sociale e culturale a base di sesso,sangue,violenza,scorregge,alcool,vomito,droga,parolacce,paradosso e gusto per l’eccesso in ogni senso che hanno consegnato Tank Girl ed il suo kitchissimo carrarmato alla Storia dell’arte sequenziale.Nonostante il parere contrario dei benpensanti.
La saga a fumetti di Tank Girl è disponibile anche in quattro volumi per fumetteria, editi da Coniglio Editore:
-Tank Girl (12 €)
-Tank Girl: L’Odissea (14€)
-Tank Girl: Sunflower (13€)
-Tank Girl:The Taste Of The Paradise (14€)

-La notizia del giorno: meno due.

-La frase del giorno: “Vaffanculo”. (Rebecca Buck,alias Tank Girl)

3 commenti:

  1. Io personalmente non lo avevo mai sentito nominare, ma, sinceramente parlando non è il genere di fumetto che fa per me. Un po' per il tipo di disegno, un po' perchè sn appassionato di altri generi (e bobby lo sa bene). Stando cmq quasi perennemente in un negozio di fumetti X°D (quando non lavoro e mi voglio rilassare un poco) ho visto tantissimi generei e titoli diversi da stupirmi non poco della loro presenza e anche del tipo di lettori che possono desiderare di leggere qualcosa di particolare come questa tua citazione.

    RispondiElimina
  2. Nemmeno io la conoscevo, ma sinceramente non mi piace. Giusto portare avanti la battaglia contro mode e multinazionali sfruttatrici, ma per farlo non c'è bisogno del solito mix sesso-alcool-droga!! I veri grandi combattono evitando quei falsi piaceri che bruciano il cervello, come le droghe e l'abuso di alcool.

    RispondiElimina
  3. Beh,attenzione però;fermo restando il de gustibus, TG nasceva fumettisticamente come elogio della libertà da quelli che sono le falsità della morale e del cosiddetto "vivere civile"(quindi sì,anche libertà di drogarsi,fare sesso,ubriacarsi eccetera).Anche libertà di scrivere storie senza capo nè coda.Che poi abbiano dovuto limitare questa libertà per tirarne fuori qualcosa adatto al grande pubblico è negazione stessa della filosofia di TG,ma del resto il tempo dei Monty Python,coi loro sketch e film e programmi dissacranti,era ormai finito da un pezzo....

    RispondiElimina

I più letti