giovedì 1 aprile 2010

A volte ritornano- “Manimal”


Il bello della cosiddetta pirateria è che permette di recuperare film e serie d’annata snobbati dalla grande distribuzione perché poco appetibili/ commerciali/ interessanti nell’epoca delle serie ad alto contenuto di effetti (difetti) speciali ad alto tasso di spettacolarità ad uso e consumo dei biNbiminchia ambosessi d’ogni età. Con buona pace della trama, che se c’è bene, se no fa niente.
Proprio perché negli anni andati le tecnologia era quella che era, ci si arrangiava cercando di creare storie avvincenti impreziosendole con trucchi scenici e make up che oggi fanno sorridere, ma all’epoca erano rivoluzionar e sicuramente più affascinanti di tanti fondali in cigiii, del treddì e via cazzeggiando. Sfortunatamente, questi effetti speciali erano anche molto costosi, e questo fu uno dei motivi, insieme alla disaffezione del pubblico, che portò alla prematura chiusura di “Manimal” dopo solo otto puntate. Prodotta dal veterano Glen A. Larson, la (mini)serie andava in controtendenza rispetto ai canoni del poliziesco dell’epoca mescolando le tematiche prettamente action/investigative a quelle mistico/new age, strizzando l’occhio tanto ai canoni classici (il terzetto di protagonisti politically correct, il bel protagonista misterioso- la poliziotta determinata di lui invaghita- l’afroamericano simpaticamente macchiettistico) quanto alla novità di introdurre l’elemento fantastico nella ferrea struttura di un genere fino ad allora contraddistinto dal rigido realismo e dalle tematiche sociali. “Manimal” narra infatti la storia di Jonathan Chase, ricco e brillante insegnante universitario che collabora con la polizia di New York in qualità di esperto scientifico, specializzato nel campo degli animali. Le sue conoscenze naturalistiche, infatti, sono sterminate, retaggio degli studi e dei viaggi fatti in gioventù col padre nei più remoti angoli del globo, durante i quali Jonathan ha appreso l’arte di comunicare con ogni essere vivente… e come diventare uno di loro. Il professor Chase nasconde infatti uno sconcertante segreto: concentrandosi tramite un particolare metodo di respirazione, è in grado di trasformarsi in qualunque animale desideri, dal topo all’elefante, acquisendone le capacità ma conservando la sua spiccata intelligenza umana. Inutile dire quanto sia utile questa capacità nel corso di un’indagine per spiare senza essere visti o sopraffare un manigoldo avvalendosi della forza e dell’agilità di una pantera, ed altrettanto superfluo dire che solo due persone sono a conoscenza del suo segreto: Tyrone Johnson, ex commilitone ai tempi del Vietnam dalla battuta facile e sempre pronto a menare le mani, e Brooke McCanzie, volitiva agente di polizia che scopre il segreto di Jonathan nel corso del primo episodio e spesso tende a scambiare qualunque animale di passaggio per il bel professore per il quale nutre un malcelato interesse. Ricco di gag e stereotipi del genere, non privo di incongruenze (una per tutte i vestiti di Jonathan che si lacerano durante le trasformazioni, salvo poi tornare integri e perfettamente stirati quando il nostro torna umano) ogni episodio ruota intorno a casi più o meno classici, dal traffico di droga alla truffa sportivo- immobiliare, che vengono risolti privilegiando il lato scanzonato rispetto a quello serioso, puntando molto sulle spettacolari trasformazioni del dottor Chase. Avvalendosi dei trucchi di make up già utilizzati da John Landis nel suo “Un lupo mannaro americano a Londra”, spesso omaggiato anche con precise scelte stilistiche (per esempio quando Jonathan, trasformandosi nottetempo, leva lo sguardo alla luna immancabilmente piena) le mutazioni in falco e pantera sono infatti mostrate a vista; assistiamo quindi quasi per intero al passaggio da umano a felino/ falco attraverso riprese estremamente suggestive e convincenti, accompagnate da una colonna sonora che all’epoca faceva furore. Purtroppo, nonostante il cast di protagonisti e comprimari di tutto rispetto (Brooke è interpretata da Melody Anderson, nota al grande pubblico per la sua partecipazione qualche anno prima a Flash Gordon, ma nel corso degli episodi appaiono altre guest star come Ursula Andress e Robert “Freddy Krueger” Englund, erroneamente menzionato come “England) la serie non incontrò il favore del pubblico americano, forse non ancora abituato a contaminazioni di generi di tale portata, e chiuse come detto i battenti dopo soli otto episodi. Venne comunque trasmessa in Italia dalle reti mediaset in quegli anni felici dove la diffusione di prodotti di questo tipo non era strettamente vincolata alla logica commerciale, e dopo aver imperversato per qualche anno nei palinsesti sparì nel nulla insieme ad altri cult come “Street Hawk- Il Falco della Strada”, “Supercopter” e “Automan”. Peccato davvero, ma per fortuna lo scarso successo dovrebbe impedire che venga messo in cantiere un remake, che senza dubbio finirebbe come di consueto per stravolgere i canoni che lo rendevano appetibile (la verve, l’ironia, la violenza assente o comunque appena accennata) trasformandolo nell’ennesima boiata fracassona/ psicologica per chi non riesce a trascorrere 45 minuti in totale rilassatezza senza vedere una sparatoria/ scazzottata furiosa, una bellona poco vestita e delle psicologie tanto complesse da risultare involute. Non necessariamente in quest’ordine. Quindi non resta che affidarsi a qualche appassionato che ebbe all’epoca la costanza di registrare questa manciata di episodi. Se ne conoscete uno, fateveli passare, e sicuramente potrete godervi qualche oretta di relax. E visto che siete qua, non potete dire di non conoscere nessun appassionato dell’epoca che potrebbe passarvi, a gentile richiesta, questo piccolo gioiellino da rivalutare.

-La trasformazione del giorno:

5 commenti:

  1. Sarà un sintomo che stò invecchiando (ovviamente è permesso solo a me dirlo) ma mi trovo sempre più spesso a pensare a quanto bella era le TV di una volta, anche quella Mediaset.
    Manimal era un serie molto carina ma non era la solo hai giustamente ricordato tu, caro Bobby, Street-Hawk etc, che altre al figaccione di turno biondone american-boys, alla bellona ipertinta, avevano un che di innocente e naif che io oggi non riscontro più.
    Non che fossero soggetti da educande ma i ruoli erano ben chiari i buoni vincono sui cattivi, tutto molto easy e rilassante, ma soprattutto capivi che gli attori più o meno bravi ce la mettevano tutta per fare del loro meglio senza l'ausilio di grossi effetti speciali.
    Oggi al di la della violenza spesso troppo gratuita o della scempiaggine nel mostrare stili di vita improbabili, l'offerta è davvero monotona.
    Ultimamente, salvando CSI, Crossing Jordan, Cold Case e i generis polizziotto-patologo-psichiatrico che accarezzano il mio lato oscuro, l'uniche serie che ho guardato sono state Disperate Housewife (zero effetti speciali cinismo alle stelle) e Oz, vita in penitenziario di massima sicurezza. Tutte è due produzioni basate sulla recitazione e sull'osservazione della natura ambigua e peggiore dell'umanità, deliziosamente non politycally correct.
    Però ogni tanto sento la mancanza dei Jefferson o di Phillis per non parlare di George e Mildred, insomma raga' anche se me sbatto na cifra per sembrare un 35enne in forma la "testina" ne segna 10 in più....ma il cuore no! Li sono appena, appena maggiorenne!
    p.s. Grazie per il cd di Manimal di cui sentirai il bisogno di farmi dono:)
    Boyofthetime

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  2. Infatti. Probabilmente per stimolare le aspirazioni simil-intellettualoidi degli spettatori americani. Poi in italia, terra di cialtroni convinti di avere un brillante Horatio Caine dentro di sè, non ne parliamo; là hanno i C.S.I che risolvono i casi, noi abbiamo i R.I.S che inquinano le scene del delitto su richieste degli avvocati... (che poi fa ridere amaro pensare che la maggior parte dei cosiddetti legal drama/polizieschi vada in onda sulle reti berlusconiane...-_-)

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  3. Solo un santo come Mr. B e la sue reti possono sono abbastanza puri per farlo.....
    Boyofthetime

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  4. Molto interessante,anche perchè io sono fan di "un lupo americano mannaro a londra" e la trasformazione mi ricorda molto il film...cmq sticazzi, è dell'83, sta serie ha i miei anni!
    Grazie del consiglio, approfondirò..

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  5. Segno che nell'83 è stata sfornata molta roba di qualità!^^ Al prossimo giro ti passo anche questa...

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