mercoledì 10 marzo 2010

W. I. P. – Things to come

La mia concentrazione, così come gran parte delle mie energie, è sempre rivolta alla revisione del manuale di cui vi parlavo la scorsa settimana; ancora una decina di pagine e dovrei concludere. Dicevo in quell’occasione che in questo momento la mia creatività è un po’ in una fase di stanca, le nuove idee (ammesso che ne esistano) latitano e questo lavoro di supervisione mi permette di mantenermi in esercizio. Senonchè, tanto per cambiare, ieri sera mi si è accesa la lampadina quando meno me l’aspettavo, cioè guardando un episodio di “Master of Horror”. E tanto per cambiare, prima ancora di rendermene conto mi sono trovato nella testa il canovaccio di un nuovo racconto che tanto nuovo non è. Mi è già capitato infatti di occuparmi delle care vecchie possessioni demoniache, o presunte tali, e dei loro cugini di campagna, quei riti satanici che tanto spesso ci siamo visti propinare da molti film (per tacere dei tiggì che ogni tanto ci parlano delle gesta di sette sataniche che sono tali esattamente come io sono la reincarnazione di Visnù) di cui ho dato una più che personale interpretazione in “23.10”, una delle storie contenute in “Racconti a Margine”. L’idea balenatami ieri sera si colloca a mezza strada tra quest’ultima ed un’altra storia ancora inedita, ma assai apprezzata da chi ha avuto la (s)fortuna di leggerla, ovvero “Diavoli & Abbaini”, partorita nel giro di un paio di giorni dopo la visione del non disprezzabile “The exorcism of Emily Rose”, e fa il paio con un’altra storia che non ho mai trovato il tempo, o meglio l’ispirazione, per scrivere. Il che, detto francamente, è frustrante. Avere questa cosa che si agita dentro di te, già pronta per uscire, ma che all’ultimo momento si tira sempre indietro. Per stanchezza, per improvvisa mancanza di fiducia, per tutta una serie di ragioni spesso incomprensibili a me per primo. Comunque. L’idea di base, come dicevo, non è affatto nuova, ma il finale dovrebbe dare quella piacevole sferzata che, mi dicono, rende avvincente anche storie che hanno il sapore del “già visto”. Dubito che ormai si possa comunque parlare di “idee nuove”; durante la revisione del manuale, ad esempio, ho scoperto che molte delle creature che pensavo di aver inventato di sana pianta in realtà erano già state pensate, pur con differenze più o meno rilevanti, da qualcun altro… e qui mi vien da pensare che la teoria dello “Spazio-Idea” paventata da Artisti come Picasso ed Alan Moore non sia poi così balzana. Sarebbe più corretto quindi parlare di “originalità” contro “routine” (o di “semplicità” vs “banalità”, posto che di questi termini l’unico con un’accezione irrimediabilmente negativa è proprio “banalità”), ma il discorso rischia di farsi complesso e fuorviante. Tornando a bomba su quel che stavo dicendo, ammesso che stessi dicendo qualcosa, oltre alle basi della trama che sono già in elaborazione in qualche meandro del mio encefalo l’unico altra certezza è che userò Lamatsu, un demone di alto rango che usai a suo tempo nella prima stesura del famigerato “episodio uno” e che nel corso del remake, ormai arenatosi in qualche angolo del pc in attesa di essere ripescato, ha ricevuto un approfondimento dal punto di vista psicologico- narrativo ed un completo restyling grafico. Sarà pertanto molto diverso da quanto riportato nei testi di demonologia, e pur conservando una malsana passione per i bambini…beh, diciamo solo che forse non è opportuno disturbarla in continuazione. Ma non fatemi dire di più, perché ho la sensazione di avervi confuso abbastanza, e lo spazio comincia ad essere più scarso della mia considerazione del concetto di “bontà”. Ma di questo parleremo domani, e del progetto che forse si svilupperà con l’Assessorato alla Cultura del mio ameno paesello quando avrò in mano qualcosa di più concreto.

-La notizia del giorno: La lista del pdl nel Lazio resta fuori. Se trovate dello sperma in giro è mio.

-La frase del giorno:”Le idee non nascono, arrivano.” (John Doe; attribuita)

3 commenti:

  1. Che giornata coi fiocchi...di neve.
    Sebbene sono convinto che il tempo sia di tuo gradimento, ed in fondo anche mio, se al posto di venire in ufficio me ne fossi rimasto a casa magari davanti al camino acceso a vedere inbiancarsi tutt'attorno, oggi ho vissuto un vero e proprio viaggio nel terrore semplicemente prendendo i "confortevoli" treni delle ferrovie dello (disa)st(r)ato.
    Sto procedendo nella lettura del tuo Racconti a margine e il tuo post odierno cade a fagiuolo.
    Innanzitutto lasciami dire che i tuoi racconti sono davvero piacevoli invogliandoti a farsi leggere. Tra i letti sinora mi è particolarmente piaciuto Stanza 307. Ovvero La Genesi secondo Bobby S. Pedersen.
    L'idea in se è molto originale il protagonista-narratore nella sua lucida non-follia da una versione dei "fatti" che in fondo potrebbe essere ragionevole quanto quella ufficiale.
    Traducendo in aramaico le parole di Edmond tracciandole su antiche pergamene chiuse in vasi di coccio nelle grotte di Qumram avremmo una delle scoperte più sconvolgenti degli ultimi anni.
    Mi ha colpito il modo con cui hai affrontato e poretato avanti la trama del tuo racconto con intelligenza e modo evitando di scivolare nel fantastico ma essendo invece originale. Che dire bravo!
    Sono quindi molto curioso di leggere cosa sta prendendo corpo nella tua testa e che se condurrai come per Stanza 307 sarà un "lavoro" ben riuscito.
    Si molto spesso può succedere che persone diverse in luoghi diversi abbiano la stessa idea la differenza sta proprio nel modo con cui viene sviluppata dal singolo, in altre parole dalla capacita di passare alla forma materiale dell'idea stessa.
    Dunque buon lavoro e a me buona lettura.
    Boyofthetime

    RispondiElimina
  2. Caro Bobby
    oggi data la neve ho deciso di rimanere in ufficio in pausa pranzo e mi sono deliziato nella lettura di Comitato di quartiere.
    Devo davvero complimentarmi con te per questo racconto, non solo e ovviamente per l'originalità della trama, per l'idea brillante di un quartiere così "protettivo", per il cameo Hitchcockiano con cui ti sei inserito nella storia con un taglio cinematografico perfetto (per favore non ti dipingere così male) ma anche per la tua scelta di raccontare la storia tra le due protagoniste in modo così delicato. Bravo.
    Non ti nascondo che mi sono commosso nel quadro finale con Beth che ricorda Meg, descrivere le storie d'amore omo non è sempre facile, e soprattutto farlo con naturalezza.
    Inserire il tutto in un contesto noir conservando la poesia dei sentimenti richiede una capacità non comune.
    Bella la storia dove ancora una volta i mostri non sono tali, dove niente è come sembra ma altresì è l'opposto di ciò che saremmo pronti a credere. L'ambientazione mi ricorda lo stabile di Rosmarybaby, immagino Meg come Mia Farrow e Nonna Ethel come Ruth Gordon, forse confermerai questa mia impressione, e seppur il tuo racconto prenda il largo su corde completamente diverse il mio pensiero vola inevitabilmente a quel film.
    Per quel poco che possa valere il mio giudizio il tuo è un talento speciale per questo tipo di scrittura, tratteggi il buio con colpi di luce, come se ciò che è oscuro lo sia solo perche non sempre siamo in grado di illuminarlo guardandolo attentamente.
    Buona serata.
    Boyofthetime

    RispondiElimina
  3. Eh eh...i soldi sono al solito posto!^^
    A parte gli scherzi, ti dirò che "Stanza 307" è stato,come ho già detto un bel po' di tempo fa, un esperimento di "retrocontinuity",nel senso che non sono partito da lì a sviluppare la mia saga, ma è stato piuttosto un passaggio obbligato per mettere i paletti del caso quando mi sono reso conto che "Le Sabbie del Non Ritorno" non poteva finire lì e che tutto quanto scritto in precedenza era in qualche modo collegato. Quanto a comitato di quartiere, non confermo nè smentisco, nel senso che non ho avuto nessunissima ispirazione cinematografica per creare i personaggi, quanto semmai la necessità di raccontare una storia venutami in mente al tempo della rivolta delle Banlieu francesi. Anche in questo caso dovresti trovare in giro da qualche parte dei post (vecchiotti!) in cui parlavo sia di questo racconto che del mio cameo... ma non ti anticipo nulla, ti lascio il piacere di trovare i post in questione e scoprire qualche retroscena sui racconti in questione. Grazie ancora per i complimenti, comunque.

    RispondiElimina

I più letti