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lunedì 18 aprile 2011

Incontri ravvicinati del primo anno


Non capitava da un po’;dismessi i panni del sindacalista,intervenuto in veste di autore ovunque mi fosse offerto lo spazio per farlo,sfiorato persino il non così magico mondo televisivo, ero convinto che difficilmente avrei avuto altre occasioni per intrattenere più di una mezza dozzina di persone nella veste di oratore.Difficile dire se ciò mi spiacesse o meno.
Sapete quanto ami discutere degli argomenti più disparati,ma un interlocutore con cui dialogare seriamente faccia a faccia,oggigiorno,è più raro da trovare di un programma televisivo intelligente sulle reti mediaset.O di un sostenitore di grillosavianotravagliolacgil dotato di spirito critico verso i loro beniamini.Dunque è probabile che la mia voglia di dialogo e confronto stesse morendo più per solitudine che per mancanza di spazi dove esercitarsi.Forse la stavo soffocando io stesso, lentamente e inconsciamente,stufo come sono di avere a che fare con gente asserragliata nel proprio guscio, troppo presa a sfamarsi con pasti a base di idee preconfezionate,rassicuranti e poco impegnative.Da premesse tanto poco incoraggianti (sono sempre io,dopotutto) non è difficile immaginare la perplessità con cui ho accettato di partecipare,la scorsa settimana,ad un incontro pubblico.La cosa bolliva in pentola da un’annetto,grazie ad un’amica che ha pensato di passare il mio libro ad un’insegnante.Che,colpita dallo stile e dalle tematiche di “Racconti a Margine”, mi ha chiesto se fossi interessato a svelare un po’ dei miei segreti e di bobby- pensiero a qualcuno che mai avrei pensato di intrattenere.Non è una novità che,salvo casi elencabili sulle dita di una zampa di Ronfo(e ne avanzerebbero pure,)detesto i bambini d’ogni età.Specie se,malgrado l’anagrafe permetta loro di guidare l’auto e comprare alcolici nei negozi,si ostinano a comportarsi da infanti capricciosi e viziati.Immaginate dunque la mia reazione una volta saputo che la platea sarebbe stata composta da alunni della prima media.Malgrado ciò non ho pensato di rinunciare nemmeno per un istante;si trattava,dopotutto,di un’esperienza del tutto inedita,e chissà che non si rivelasse istruttiva persino per me.E sì,ho valutato l’idea di portare con me l’ascia bipenne.Tanto per sicurezza.Alla fine,mercè la mia immarcescibile prigizia,non l’ho staccata dalla parete del salotto.
Per fortuna.Mi sarei zavorrato per nulla.
L’ora e mezza trascorsa coi “primini” è stata una delle esperienze più gratificanti e sorprendenti di sempre.E’ stato innegabilmente piacevole tornare per un po’ sotto i riflettori,essere il catalizzatore di sguardi così curiosi,attenti,certamente anche un po’ perplessi;il tizio vestito di nero,con sciarpa a strascico in tinta e impermeabile stazzonato era di sicuro quanto di più lontano si possa accostare all’immagine tipo dello scrittore che,certamente,si erano fatti.
Ma è stato ancor più sorprendente scoprire in questi ragazzini un pubblico intellettualmente pronto, capace di porre domande abbastanza complesse da far esplodere la testa di un qualsiasi amico di maria,e di spiazzarmi almeno un paio di volte con argomenti mai nemmeno sfiorati dagli “adulti” coi quali mi capita di discutere di scrittura.
Senza contare la soglia d’attenzione,ben più alta di quella dimostrata da molti dei “grandi”.
Se speravano di scoprire il segreto per scrivere bene e in fretta,temo siano rimasti delusi.
Se volevano passare un pomeriggio diverso,spero di essere riuscito a darglielo.
Sicuramente,la mia prospettiva nei confronti dei più piccoli è un po’ cambiata,ed è riassumibile in quella che vi propongo come frase della settimana.
Il che non mi impedirà,comunque,di continuare a detestare bambini e ragazzini,specie dai trenta in su.Ma,almeno,da adesso avranno un minimo beneficio del dubbio.

-Il mio botta e risposta preferito:
“Bobby,che lezione possiamo imparare dai tuoi racconti?”
“Spero nessuna”.

-La frase della settimana: “Da piccoli son tutti in gamba,è crescendo che si guastano.” (Anonimo… o quasi)

2 commenti:

  1. Ci sono volte in cui persone insospettabili ti lasciano a bocca aperta. E quando meno te lo aspetti ti accorgi che il mondo non è poi propriamente uno schifo e che, sebbene in pochi, ancora qualcuno di inteligente e affamato di cultura c'è ancora.

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  2. Ciao Bobby! Il beneficio del dubbio secondo me è giusto concederlo. E poi, dietro alla testa di ogni bambino/ragazzino c'è sempre la testa dell'adulto. Intendo dire che se un ragazzino ha genitori intelligenti e amanti della cultura che sanno trasmettere i propri valori, allora c'è grande possibilità di incontrare un soggetto che sta crescendo in modo positivo

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