sabato 4 settembre 2010

Somewhere....


Una Ferrari nera che gira a tutta velocità su un anonimo circuito asfaltato, unica nota di colore in un paesaggio brullo e deserto. All'improvviso l'auto rallenta, si ferma. Ne scende un uomo che si guarda intorno spaesato, le mani sui fianchi, negli occhi una domanda: "Ed ora?". O forse: "Che sto facendo?". A Sofia Coppola basta questa manciata di secondi, prima ancora dei titoli di testa, per farci sapere tutto quel che occorre su Johnny Marco, acclamatissima star hollywoodiana che trascina le sue giornate vagando con la sua fuoriserie per le strade di Los Angeles inseguendo avvenenti e disponibili fanciulle fino a casa, per poi tornare alla sua camera dell'esclusivo Hotel Marmot dove si sta svolgendo l'ennesima festa di cui nemmeno conosce gli invitati, per assistere all'ennesimo spettacolino di due avvenenti ballerine di Lap Dance reclutate alla bisogna. Un depravato libertino? Piuttosto un uomo che si aggira spaesato nella sua stessa vita senza sapere bene cosa fare o che farci, in cerca di qualcosa che possa darle uno scopo, una direzione. Qualcosa che forse si trova sul fondo di una bottiglia di whisky, o nell'amplesso svogliato con donne di cui nemmeno riesce a ricordare il nome; ai suoi occhi, infatti, sono solo strumenti con cui riempire un vuoto che Johnny forse nemmeno percepisce del tutto. Almeno finchè non arriva lei, l'unica persona capace di trascinarlo fuori da quest'apatia apparentemente irreversibile: Cleo, la figlia undicenne, costretta a crescere troppo in fretta per non rimanere schiacciata tra questo padre decadente ed una madre assente, fredda, egoista abbastanza da affidarla all'ex marito per due settimane e partire verso lidi sconosciuti "in cerca di sè stessa". Se e quando tornerà, non è dato sapere: Johnny si arrangi, l'importante è che Cleo parta per il campo estivo entro il giorno stabilito. Così padre e figlia si arrangiano, tra sfide alla Wii ed una trasferta a Milano per ritirare il telegatto dalle mani di simona ventura lei medesima. Due settimane cruciali per Johnny, che al momento di separarsi da quella donna-bambina-figlia-complice-badante avverte finalmente il vuoto dentro ed attorno a sè. Un vuoto che nessuno sa o vuole colmare. Perchè nessuno può o vuole o deve farlo, eccetto lui. Ed ecco allora che non resta altra scelta se non quella di salire sulla rombante ferrari e partire, andare lontano, sempre di più, da tutto e da tutti. Anche da quel simbolo di una vita che altro non è se non apparente, vuota opulenza. Deve esserci altro. Là, oltre l'orizzonte. Da qualche parte....
Per la sua quarta pellicola, Sofia Coppola abbandona (momentaneamente) le atmosfere e le tematiche della sua cinematografia "delle adolescenti inquiete" e si riavvicina al secondo lungometraggio, quel "Lost In Traslation" che le è valso un Oscar. Stavolta non è però il disagio e l'incomunicabilità generazionale a passare sotto il suo ed il nostro sguardo, ma l'analisi di sè stessi. Il rischio di scadere nel buonismo disneyano ed affogare nella melassa retorica era altissimo, ma Sofia lo evita con gran classe, limitandosi a mostrare, e lasciando ai giochi di sguardi ed ai movimenti del corpo il compito di trarre conclusioni. Stephen Dorff è più che convincente nel ruolo della star sciupata ed un po' cialtrona, e l'alchimia che raggiunge quando duetta con Elle Fanning, sorella della più celebre Dakota, è qualcosa di incantevole. Come incantevole è il personaggio di questa donna-bambina timida e forte, che non perde tempo a tranciare giudizi; i suoi sguardi dicono tutto, ogni abbraccio al padre grida quella solitudine cui rifiuta di abbandonarsi se non quando, prima di partire per il campo estivo, scoppia in un pianto liberatorio naturale come ogni altra evoluzione della trama. "Somewhere" è un film malinconico e poetico, capace di toccare corde assai intime senza l'invadenza dei cinema strappalacrime hollywoodiani. Vale la pena di essere visto e rivisto, anche e soprattutto per ridere disgustati della nostra cialtroneria provinciale. Il film è infatti assurto agli onori della cronaca proprio per la trasferta italiana con simulata notte dei telegatti, per la quale Sofia Coppola ha reclutato alcuni v.i.p. nostrani. Così, appena sbarcato a Malpensa, Johnny e Cleo vengono subito intervistati da una rivoltante giorgia surina nel pieno della sua stupidità; non a caso interpreta sè stessa. Particolarmente significativa è poi la premiazione stessa. Prima di Johnny viene assegnato il telegatto alla carriera a Maurizio Nichetti, liquidato nel giro di due secondi. Ma quando tocca alla star internazionale, simona ventura e nino frassica (nella veste di conduttori) si zerbinano come non mai e Johnny si ritrova d'improvviso circondato da ballerine seminude ed ammiccanti tra cui spicca una valeria marini mai così volgare. Abbastanza da spingere padre e figlia a fuggire dall'Italia clandestinamente in largo anticipo sui tempi. Come dire: "ok, son messo male, ma a tutto c'è un limite".
Per fortuna, non alla bravura di Sofia Coppola.



"Somewhere", di Sofia Coppola
commedia drammatica, 98'

Con
Stephen Dorff
Elle Fanning
Michelle Monaghan
Laura Ramsey

8 commenti:

  1. Bobby, io sono curioso di vedere che succederebbe se fossi tu a girare un film. Conoscitore di molti autori di film d'autore e grandi classici, mi piacerebbe vederti all'opera come regista. Con un bagaglio culturare così ampio secondo me uscirebbe un bel film!

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  2. Non so fare una foto col cellulare, figurati se saprei girare un film... potrei sceneggiarlo, forse (del resto più d'uno sostiene che le mie storie abbiano un taglio molto cinematografico, sarà perchè descrivo le scene che vedo passare sullo schermo della mia mente), ma girarlo ne dubito assai.

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  3. Mh, io la videocamera qualche volta la uso :P ma per scopi personali. Anche se ora devo cambiarla, perchè non funziona con windows 7 -.-. Cmq, beh, sono d'accordo anche io riguardo. Mai provato a spedire qualche sceneggiatura per un film??? ma mi sa di no eh...?

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  4. Windows 7? Anche tu? Graficamente la versione è molto carina.
    @ Bobby: non è vero che non sai fare la foto con il cell, altrimenti non avrei la foto di Logan!! E poi si può sempre imparare eh! ;-) A proposito, domanda un po' OT, come sta il tuo cagnolo?

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  5. Daniele, ma perchè hai questa mania ossessivo- compulsiva di spedire tutto a tutti? Se scrivi solo per essere pubblicato/ diventare famoso non hai capito a cosa serve la scrittura. Che serve ANCHE a vedersi pubblicati/ diventare famosi, ma secondariamente.

    @ Mylady; il cagnolo è più in forma di me, ringrazia per l'attenzione. Per il resto, il problema non è che io sappia usare il cellulare per fare una foto (che poi era un'estremizzazione, gente, mi prendete troppo alla lettera a volte...), ma quante abbia dovuto farne prima di scattare quella buona.

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  6. XD ma nooooooooo bobby! mica ho detto che devi spedire per forza -.- ho solo esposto un parere. Io scrivo perchè vorrei metter giù qualcosa di decente e che mi soddisfi. se poi viene pubblicato o meno non mi interessa. forse mi sn mal spiegato nell'intervento.

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  7. Io con il cell ho la mania di fotografare paesaggi, animali e ogni tanto anche me stessa. Fotografare è uno dei miei hobby preferiti. Sapessi quante volte rifaccio lo scatto perché la foto non mi piace! Per quanto riguarda me, per mia sfortuna, ho curato lo strabismo per anni, ma l'occhio destro nelle foto va spesso per conto suo e io reagisco esattamente come la faccina che hai messo qui nel blog (quando salta incazzosa). :( Per quanto riguarda gli animali ho fotografato di tutto: farfalle, una chiocciola che tentava la scalata sulla finestra della cucina in una notte di pioggia, una libellula blu al canale, ragni (solo epeire, ovvero quelli gialli e neri), cani, gatti e una rana. Mi mancano gli uccelli, per ora non sono ancora riuscita, ma non demordo. Un pomeriggio ho visto una cavalletta, ma non ce l'ho fatta, è impossibile perché appena mi avvicino salta. Quella cartella sul mio pc è una vera e propria collezione personale che miro ad espandere sempre più.

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  8. @ Daniele: prega che non arrivi mai il giorno in cui scriverai qualcosa di soddisfacente; mai andare oltre il "posso fare molto meglio di 'sta roba". Sapessi che ribrezzo mi fa rileggere ciò che scrivo, perchè mi sembra sempre inadeguato, pesante, ripetitivo, noioso... comunque l'ossessione di essere pubblicato tu ce l'hai, dì di no.

    @ Mylady: Mah, c'è anche da dire che io non sono un grande amante delle foto, nè come autore nè come soggetto... Infatti non ho nemmeno (nè mi interessa avere) una macchina fotografica.

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