mercoledì 18 novembre 2009

Il Bardo & io

Avevo già letto il suo nome qua e là. Ne leggevo parecchi, di nomi; disegnatori, sceneggiatori, editori... era uno tra i tanti, anche se veniva considerato una sorta di nume tutelare. Ai tempi muovevo i primi passi nel variopinto mondo dei fumetti. Era il periodo in cui ancora andavo alle fiere e compravo le nuove uscite anzichè le cose più rare ed esclusive, si può essere più ingenui? E si può sì; perchè un paio d’ anni dopo, quando ancora il fenomeno doveva esplodere generando una marea di ristampe ed edizioni definitve extralusso, chiedevo se per caso c’ era una copia di “Watchmen”; puntualmente o quasi, il fumettaro in questione si metteva a ridere. Col senno di poi di cui son piene le fosse, capisco la loro reazione: pretendere di trovare una copia di “Watchmen” all’ epoca era come cercare una copia originale del Necronomicon rilegata in pelle umana. Oggi, grazie ad un film che non è mai stato girato, te la offrono in tutte le salse.
(per il Necronomicon ci sarà da aspettare ancora, temo; in ogni caso mi offro fin da ora come grossista di pelli per le copertine...) E come sempre accade, la fama arriva postuma o quasi. Così uno degli Autori più importanti della storia del fumetto diventa una figura nota al grande pubblico proprio quando ha deciso di ritirarsi per fare a tempo pieno... lo sciamano. Stupiti? Pensate come doveva sentirsi Len Wein quando si recò a Londra per incontrarlo e lo vide arrivare “con passo tranquillo, gli occhi selvaggi, quel lungo groviglio di capelli e barba ondeggianti al vento, sembrando in tutto e per tutto il monaco pazzo Rasputin che si stava riprendendo da una sbornia. Indossava un abito fuori moda da almeno quarant’ anni, coi polsini della giacca e i risvolti dei pantaloni troppo corti, una camicia sgualcita, una cravatta stretta con il motivo di una tastiera di piano, calzini sgargianti che non facevano il paio con nulla su questa terra e, se ricordo bene, un cilindro. Si scusò per il ritardo, ma spiegò che era stato dall’ oculista per un controllo. Disse anche che un occhio vedeva perfettamente, mentre l’ altro meno. Il dottore gli aveva raccomandato occhiali con lenti correttive; disse che stava considerando di usare un monocolo per l’ occhio difettoso, ma che alla fine aveva deciso di lasciar perdere.
-Perchè?-, gli chiesi scioccamente.
-Beh, francamente,temevo che portare un monocolo mi potesse dare un’aria strana.-, replicò. “*
Del resto, tutto ciò che fa è strano. E sorprendente. Capace di inchiodarti alla pagina nonostante la cripticità e prolissità del testo; scopri così che generi si pensava avessero detto tutto, hanno ancora qualcosa da dire. Può essere un affettuoso omaggio al genere supereroico classico, una storia dura e violenta come quella di V ed Evey, oppure dolceamara come quella di Halo Jones e del Distretto 10 di Neopolis; posso essere racconti brevi o saghe demenziali o monumentali opere sulla Magia. Può essere quello che volete; non saranno tutti capolavori, ma anche quelli che non lo sono, sanno catturarti ed imprimersi nel tuo immaginario per molto molto tempo. Se poi vi infastidisce pensare ad un costume vivente di sesso femminile col ciclo mensile (e tutti gli annessi e connessi per il supereroe col quale è legato a livello simbiotico) o non vi va giù che Wendy, Alice e Dorothy scoprano le gioie dell’ omosessualità mentre vi raccontano come sono andate davvero le cose nei romanzi che le hanno viste protagoniste... Se non vi digerite l’ idea che il primo supergruppo della storia fosse formato dagli eroi dei romanzi dell’ epoca Vittoriana, o che gli eroi si differenzino dai criminali solo per come decidono di reagire ad una giornata andata male.... Se non volete veder annientate le vostre teorie su Jack lo Squartatore... Se pensate che i film tratti dalle sue opere siano capolavori assoluti... allora non vi accostate mai a chi ha preferito chiudere la propria casa editrice piuttosto che vederla in mano ad una major con la quale ha giurato di non lavorare mai più (grazie tante, jim lee), ed ha scelto di dedicarsi interamente al culto di una divinità romana del secondo secolo. Cinquantasei anni fa nasceva a Northampton da Ernest e Sylvia Moore. Il suo nome è Alan. Ed oggi è il suo compleanno.
Auguri.
Altri cinquantasei di questi giorni, sperando che qualcuno decida di dedicarlo a noi, regalandoci una Sua nuova Storia. E che, nel caso, Glycon non se la prenderà.

-La frase del giorno: “Fu un’esperienza degna di qualcuno che abbia sodomizzato e ucciso un’ intera scolaresca dopo averla imbottita di eroina.” (Alan Moore a proposito della controversia legale in cui fu coinvolto con la 20th Century Fox per la versione cinematografica de “La Lega degli straordinari gentleman”; in seguito al patteggiamento della Fox, Alan Moore troncò ogni rapporto col mondo cinematografico.)

* intervista a Len Wein pubblicata su “Alan Moore; ritratto di uno straordinario gentleman”, Black Velvet, 2003.

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