martedì 17 novembre 2009

Croce

Quando ripenso alla mia vita mi rendo conte che nessuno mi ha fatto tanto male quanto i cattolici praticanti. Le persone più perfide, viscide, arroganti, pettegole, calunniatrici, malvagie eranto tutte beghine, frequentatrici di oratori fino a tarda età, zerbini di sacerdoti. Di questa bella schiera farà certamente parte la signora che stamattina alle otto non ha trovato di meglio da fare che chiamare in diretta uno di quegli spaventosi programmi pseudopolitici a micronono aperto che infestano le emittenti private lombarde. Si parlava della sentenza europea sul crocefisso nelle scuole italiane. La signora ha spiegato con fuoco da Santa Guerriera che la vera vergogna è la televisione che beatifica i trans e li mostra come persone per bene. Lei invece ha cresciuto i figli all’ ombra del crocefisso, tenendoli lontani dai pericoli della droga e del sesso. Signora mia, il vero pericoli per i ragazzi sono le mamme come lei. E anche tutti quei politici misconosciuti che il tg5 ha scovato nei meandri più oscuri di montecitorio e con facce verdastre recitavano in favore di camere lo “sdegno per il simbolo delle nostre radici cristiane estirpato dalle scuole”. Banale dire che prima o poi anche questi paladini della croce saranno trovati a braghe calate in compagnia di Esmeralda, al seconolo Gianluca Buzzobuono, ex commercialista. Meglio domandare a questi signori quanto sia scandaloso il comportamento di certi sindaci cristiano- padani, quelli che lanciano belle iniziative come al rimozione delle panchine dai parchi per evitare che vi dormano sopra senzatetto, disperati ed immigrati. Negando così quanto detto dal cristo nel discorso della montagna. Quello sì, che dovrebbe essere alla base delle nostre radici europee e crisitiane. cristo ci insegna ad accogliere come fratelli anche i trans, la cui unica colpa è quella di essere al centro di una campagna televisiva buonista che li sfrutta contando sulla morbosità di gente come i politici verdastri e la signora al telefono. Ma gli insegnamenti di cristo son scomodi e difficili da portare avanti e si trova sempre una scappatoia. Avete presente senza dubbio la furbizia degli Skopzy, setta segreto-mistica fondata in Russia nel secondo Settecento da Kondratii Selivanov che, come dice chiaramente il nome (skopzy deriva da skopets che in russo antico significava castrato), prevedeva l’ asportazione degli organi genitali per non cadere nelle tentazioni del sesso. In seguito gli skopzy interpretarono a modo loro il versetto di matteo cui si riferivano in origine e si limitarono alla castità. Ho appena letto un bel libro di Philip Roth, Indignation, in cui il giovanissimo protagonista, Marcus Messner, muore sul fronte della guerra in Corea nella quale si era arruolato dopo essere stato espulso dal college. Lui, nato da una famiglia ebraica, ma ateo convinto e seguace del libero pensiero anticristiano di Bertrand Russel, non poteva sopportare l’ obbligo imposto dal suo college: frequentare la cappella cristiana una volta alla settimana. Era l’ America interna e più retriva del 1951. L’ italia del 2011 sarà forse peggio? Chissà. Intanto i begli esempi non mancano. bersani non ha ancora finito di contare le schede delle primarie che lo hanno nominato segretario del pd e già si veste da crociato in difesa del crocefisso nei luoghi pubblici. Forse per trattenere don rutelli e seguaci. Tutti questi timorati di dio non trovano altrettanto scandaloso l’ uso della croce per farne monili in pietre preziose adagiati sulle tette di provocanti soubrette televisive? Ancora una volta certi cattolici di dimostrano arroganti, ipocriti ed antidemocratici. La vera domanda da porsi è: quanto siamo cristiani? Poco, al di là delle baggianate che si è costretti a ad ascoltare nei corsi prematrimoniali o della foto di padre pio messa sui comodini di ospedale in un disperato, spaventato, ultimo tentativo di salvezza quando si viene ricoverati dopo una esistenza spavalda di birra, droghe, trans e salumi grassi. La religiosità di massa è una espressione formale. Valgono ancora oggi le parole del mio idolo Ennio Flaiano che sui moduli in cui si domandava la sua religione scriveva “praticante, non credente”. Ma vale anche il motto di Barack Obama, subitamente adattato dai suoi fan italiani di certa sinistra. Obama dice “Yes, We Can”. bersani già dice “Yes, We (Vati)Can”.

(Articolo di Tommaso Labranca tratto da FILM TV numero 45 del novembre 2009; minuscoli miei.)

Le frasi del giorno:

“La fede è credere in cose non basate sui fatti. Siccome dio sa tutto, non può avere fede. E poichè è già il massimo potere, non crede in un potere superiore. Quindi, dio è ateo.” (S. Wheeler)

“I più grandi credenti sono quelli che non hanno altro da fare.” (A. Casiraghi)

“La fede è quella sorprendente facoltà data all’ uomo che ci dà la capacità di credere in cose che sappiamo essere false”. (Isabelle Adjani nel “Nosferatu” di Werner Herzog, 1979)


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