mercoledì 30 settembre 2009

Capacità di adattamento

La mia passione per il cinema “datato” è manifesta e dichiarata. Ogni tanto però mi concedo anche delle sortite nei tempi moderni. E, da Marvel Zombie quale sono, ritengo sia quasi un mio dovere morale guardare i film tratti dai miei fumetti preferiti. Di solito ne vengono fuori abbastanza bene, a parte schifezze indifendibili come Elektra, il primo Fantastici Quattro e Ghost Rider... che non ho visto. Abbiate pazienza. Lo stronco a prescindere per la sola scelta del protagonista. Ad un collega che mi chiese con aria di superiorità se sapevo di cosa parlasse quello che a sua detta era uno dei migliori film di sempre, risposi: “Certo. Uno stuntman fa un patto col diavolo per salvare la vita del suo patrigno, e si ritrova vittima di un’ orrenda maledizione: ciclicamente, si trasforma in Nicholas Cage.” Il peggio attore di sempre. Ma non è dell’ inespressivo stempiato che chissà come ha convinto tutti di essere un attore che voglio parlare. Lo spunto me lo offre un’ altro film, sempre targato Marvel, che è il seguito ideale del “Punisher” uscito qualche anno fa con John Travolta. Dico “seguito ideale” perchè questo nuovo film, “Punisher War Zone”, vede un altro attore al posto dell’ ottimo Tom Jane nelle vesti di protagonista, e delle diverse origini del personaggio, più fedeli a quelle del fumetto. Breve storia: Frank Castle, ex marine esperto in tecniche di guerra e guerriglia, vede la sua famiglia falciata accidentalmente da un regolamento di conti tra bande mafiose a Central Park. Unico sopravvissuto, Frank ingaggia una guerra senza quartiere contro la criminalità organizzata nei panni del Punitore, per vendicare la sua famiglia. Nato negli anni ’80 come versione Marvel del giustiziere della notte di Charles Bronson, dopo anni di inutili rilanci Frank ha trovato la sua dimensione narrativa ed il successo solo recentemente, quando la sua serie è stata presa in mano da quel geniaccio di Garth Ennis. Che ha finalmente risposto alla fatidica domanda: perchè Frank, dopo aver ucciso tutti i responsabili dell’ assassinio dei suoi cari e quasi tutti gli esponenti della criminalità organizzata, continua a vestire i panni del Punitore? Perchè non si gode una meritata pace? Risposta: perchè la morte dei suoi famigliari è solo il pretesto che Frank usa per giustificare la sua “missione”. Perchè in realtà Frank Castle non è altro che un serial killer di criminali quasi del tutto privo di morale. Quindi non siamo di fronte ad un eroe borderline come Wolverine o Batman. Frank è un pazzo furioso che però sceglie le vittime “giuste”; ecco perchè la polizia non si impegna più di tanto per catturarlo. In fin dei conti, gli facilita il lavoro. L’ ossatura è questa, ed Ennis nelle sue storie è riuscito a renderla al meglio, infarcendo le trame di intrighi e dosi di ultraviolenza che più che insostenibile è ridicolmente grottesca. Ed è quello che ti aspetteresti di trovare anche in un film dedicato al Punisher, specie adesso che è realizzato direttamente dalla Marvel; la Casa Editrice ha infatti deciso di scendere in campo in prima persona per produrre i film tratti dai suoi fumetti, per evitare che vengano stravolti per esigenze di blocbuster. Ottimo. Poi vedi “Punisher War Zone” e le cose sono due: o non ho capito un cazzo io della psicologia di Frank, o non ha capito un cazzo la Marvel. Oppure, terza e più probabile ipotesi, lo stravolgimento di un personaggio è accettabile se lo rende più umano e simpatico. Adesso. Sono perfettamente consapevole, da autore, che molte cose che funzionano su un media non hanno lo stesso effetto nel passaggio ad un’ altra forma di comunicazione. Forse Von Ordog, così come lo immagino io, su schermo sarebbe buffo, anzichè minaccioso. Ma se l’ estetica può, forse deve, cambiare, è una forma di stupro annacquare psicologie e trame per rendere il protagonista più “abbordabile”. Penso al Frank di PWZ, che si ritrova vittima di complessi di colpa e seghe mentali che l’ avrebbero sfiorato ad inzio carriera, e probabilmente nemmeno allora; che si strugge per aver accidentalmente ucciso un poliziotto, si fa in quattro per difenderne la moglie e la figlia, e nel finale le lascia fuggire nel bel mezzo di una sparatoria tra bande criminali con un banale “state attente” prima di dedicarsi al cattivo di turno, massacrato con un eccesso di violenza gratuita (attenzione, non grottesca; tutto il film trasuda violenza gratuita e fastidiosa, che è cosa ben diversa da quella proposta da Ennis nelle sue storie. ) Una delle tante falle logiche del film. Uno dei tanti esempi di addatamento annacquamento. Penso a V, il protagonista di “V for Vendetta”, che nel passaggio dalla carta alla celluloide diventa un antieroe, un martire, sconfessando ciò che era quando è nato: un terrorista senza scrupoli concentrato solo sulla sua missione. Rileggete “Vedute e Valutazioni”, confrontatelo con la versione filmica del discorso televisivo. Vi sembrano la stessa cosa? A me no. Vi sembra corretto che un personaggio debba perdere le peculiarità che l’ hanno fatto amare a migliaia di lettori? Chè poi è solo per quello che si passa da un libro/ fumetto al film/ telefilm/ miniserie: c’ è un possibile bacino di utenza, sfruttiamolo. E già che ci siamo, rendiamolo appetibile anche per lo spettatore occasionale. Ammorbidendolo anche un po’, così riesce più simpatico, e poi sai, con la censura, i comitati dei genitori... Risultato: vai a vedere un film tratto da un libro, da un fumetto, e scopri che è tratto da un altro libro oppure un altro fumetto. Se avete visto “Troy” (ata), avete l’ esempio lampante di cosa intendo. E del perchè certe cose mi irritano da matti. Adattare è un po’ tradire, diceva qualcuno, e ci sta. Ma qualcun altro ha dimostrato che a sopravvivere sono solo coloro che sanno adattarsi. Pensare che molte valide storie non sopravviveranno per questo, perchè non si è saputo adattarle, è abbastanza desolante per chi le ha create e per i personaggi stessi. Che poi dovrebbero essere gli unici referenti di un adattamento, altro che il pubblico. Ed invece, guarda un po’, non lo sono praticamente mai. Tu chiamalo, se vuoi, bussiness. Così capirai perchè ti ritrovi nei credit “liberamente tratto da.” Ma nessuno ricorda mai che certe libertà non bisognerebbe mai prendersele....

-La notizia del giorno: ieri silvio berlusconi ha compiuto 73 anni. Dimostrando una volta di più che solo i buoni muoiono giovani.

-La frase del giorno: “Era avvenuta una grande battaglia di idee al termine della quale non c’ erano stati nè vinti, nè vincitori, nè idee. “( Stefano Benni)

1 commento:

  1. A partte che tra le marvel minchiate filmiche hai dimenticato X-men3, ma vabbè...

    Non mi parlare di brutti adattamenti che ho Snyder sulla mia lista nera per quello che ha fatto al mio adorato 300 e Watchmen.

    Da ignorante (perchè nonl'ho mai letto) mi hanno divertito molto i due hellboy, ma appunto qui parlo senza cognizione di causa.

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