<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650</id><updated>2011-12-05T10:20:56.727+01:00</updated><title type='text'>Memories from the grave</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>341</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-141266216400327082</id><published>2011-12-05T09:10:00.006+01:00</published><updated>2011-12-05T10:20:56.735+01:00</updated><title type='text'>Calci di rigore</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ub0So4VkRDA/TtyIanlQbII/AAAAAAAABKo/70BKNeV2L5c/s1600/Calcio-di-rigore1_full.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 260px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ub0So4VkRDA/TtyIanlQbII/AAAAAAAABKo/70BKNeV2L5c/s400/Calcio-di-rigore1_full.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682566820717948034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'otto novembre scorso,con quasi un anno di ritardo,è stato certificato che la maggioranza di governo non era più tale. Capita infatti che,alle prime avvisaglie che la trippa è finita,i gatti cerchino più sicuri banchetti.Quattro giorni dopo,il pederasta del consiglio si reca dall'uomo dell'anno (e già il fatto che il New York Times abbia insignito napisolone di questa carica dovrebbe essere indicativo di che razza di anno sia stato)per rassegnare le dimissioni.Non si capisce bene a che titolo,una folla festante lo accoglie con insulti e lanci di monetine;come osservava qualcuno,abbiamo sempre bisogno di una Piazzale -piazzata?- Loreto per lavarci la coscienza.Mentre i tappi di spumante volano e bersani si prende meriti non si sa bene perchè, l'uomo dell'anno affida a Mario Monti,stimato professore di economia,il compito di formare un nuovo governo per cercare di tirare l'Italia fuori dal baratro.Per salvare la faccia,la quasi totalità dell'emisfero parlamentare accetta esultando.Chi critica o solleva dubbi sulla nomina di Monti viene pron(t)amente  tacciato di essere anti-italiano,irresponsabile,disfattista e qualsiasi altro insulto vi venga in mente.Mentre la casta si ricompatta,immergendosi per una manciata di mesi -tranquilli,poi vi spiego cosa intendo- gli italioti,da pallonari quali sono,si dividono subito in due tifoserie:quella del "Monti santo subito,ci salverà dai disastri del ventennio berlusconiano" e quella del "Monti è espressione dei poteri forti,elezioni subito". In rappresentanza dei minus habens,abbiamo anche i lettori di "libero",i leghisti,qualche grillino e rifondaroli assortiti,ma non infierirò. Dicevamo:mentre le tifoserie si scannano sul niente,Monti raduna dei tecnici per formare un governo di gente che capisca qualcosa delle questioni di cui dovrà occuparsi,e mette a punto una manovra che,ripete fino alla nausea,comporterà sacrifici ma sarà all'insegna del rigore e dell'equità.Dando per scontato che,almeno a grandi linee,si sapesse cosa significa "rigore",la speranza del professor Monti,probabilmente,era che qualcuno si sforzasse di prendere in mano un dizionario per vedere la definizioe di "equità". Andava bene anche una googlata.Purtroppo,dopo aver lavorato tanto all'estero,Monti s'è dimenticato di come sono fatti gli italiani.E del loro bizzarro concetto di "patriottismo" ed "equità".Per manifestare il primo,basta mettere alla finestra il tricolore.Per quanto riguarda la seconda,significa "paghino gli altri".Così,dopo giorni di indiscrezioni,di bertinotti in lacrime,di collette per la pivetti e minacciate dimissioni in massa di parlamentari ambodestri in caso di tagli ai vitalizi,arriviamo a ieri sera alle diciannove,quando vengono presentate le linee generali della manovra economica.E subito le tifoserie pro e contro Monti confluiscono nel gruppo misto dei minus habens, snocciolando tutto il repertorio demagogico e piagnone che è poi il  principale prodotto di casa nostra. Non basta nemmeno la rinuncia urbi et orbi di Monti al compenso come premier e ministro dell'economia:non essendo un rappresentante del movimento 5 stAlle,è automaticamente un demagogo ipocrita.Come la Fornero che,sfinita e frustrata,scoppia a piangere in conferenza stampa.Anche lei,poverina,non ha capito che il più grande problema dell'Italia non è la classe politica,ma l'italiano. Prontissimo a mettere stracci alla finestra per mostrare l'amor patrio,meno pronto a metter mano al portafoglio per salvarla sul serio. Prontissimo a dare un colpo di scure ai privilegi,basta che siano degli altri.Perchè la crisi non l'ho creata io,quindi non pago. Spero davvero di non venire mai investito,chè se tanto mi da' tanto verrei lasciato lì a dissanguarmi sulle strisce pedonali:"non l'ho investito io,quindi non lo soccorro". Peccato che qui non si parla di crisi,ma di un debito pubblico astronomico,una voragine per creare la quale sono serviti trent'anni. Trent'anni durante i quali è stato più conveniente girarsi dall'altra parte,esultando per ogni provvedimento populistico preso dai politici pur di vincere le elezioni (chi ha detto "toglierò l'Ici!"?). Già,ci sono voluti tre decenni per ritrovarci nella merda fino al collo.Adesso abbiamo circa un anno mezzo per tirare un respiro profondo,prima di venir nuovamente sommersi dall'onda.Poco più di dodici mesi:tanto basta al popolino per dimenticare. &lt;div&gt;Sarà in quel momento che i politici riemergeranno proponendo,delle due,l'una:&lt;div&gt;&lt;div&gt;-l'Italia si è salvata grazie al nostro senso di responsabilità&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-ci hanno costretti ad accettare queste misure draconiane.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In ogni caso,toglierò l'Ici,abolirò gli interventi sulle pensioni ed anche la tassa sul lusso.E torneremo subito alla normalità.Almeno per i prossimi vent'anni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase dell'anno:&lt;/b&gt; "Governare gli italiani non è impossibile:è inutile." (G. Giolitti)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-141266216400327082?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/141266216400327082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/12/calci-di-rigore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/141266216400327082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/141266216400327082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/12/calci-di-rigore.html' title='Calci di rigore'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ub0So4VkRDA/TtyIanlQbII/AAAAAAAABKo/70BKNeV2L5c/s72-c/Calcio-di-rigore1_full.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4518907218782661359</id><published>2011-10-02T10:52:00.006+02:00</published><updated>2011-10-02T12:02:05.236+02:00</updated><title type='text'>Fescìon victim</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-RAKxK3OlYz8/TogyajcXYNI/AAAAAAAABKY/eGwS3wpCpQg/s1600/vintage%2Bfair%2Bfiera%2Bvintage%2B2011%2Bvalpolicella%2Bitaly%2B28.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-RAKxK3OlYz8/TogyajcXYNI/AAAAAAAABKY/eGwS3wpCpQg/s400/vintage%2Bfair%2Bfiera%2Bvintage%2B2011%2Bvalpolicella%2Bitaly%2B28.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658828363563229394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La scorsa settimana l'aggiornamento del blog è saltato per permettermi di proseguire con l'aggiornamento della casa. Da un paio di mesi sono infatti impegnato,con Hayato e la mia dolce metà (che ringrazio entrambi del tempo,degli sforzi e soprattutto della pazienza) nel rinnovamento del mobilio di casa, da effettuarsi rigorosamente nei ritagli di tempo, week end compresi. Quindi sì,potrebbero esserci altri ritardi nelle prossime settimane;abbiate pazienza,ma il gioco vale la candela.La sostituzione delle librerie vecchie,acquistate qua e là senza alcuna logica,con una batteria di Billy dell'Ikea di varie misure ha provocato uno tsunami le cui onde d'urto hanno colpito anche la cantina ed il box,cambiando radicalmente il loro aspetto.C'è chi giura,me compreso,in meglio.E come ogni terremoto di vaste proporzioni,un sacco di roba data per dispersa o morta è riaffiorata alla superficie.Da elettrodomestici squisitamente anni '80 a libri e fumetti vari (archiviabili sotto la "C" di "C@xxo ho preso a fare 'sta roba?"),senza poter prescindere dall'immancabile mucchio di abiti smessi per raggiunti limiti di stazza.Ora:da diversi anni sono un assiduo frequentatore di mercatini dell'usato,dove mi rifornisco regolarmente di libri e,più raramente,di altro.Come fornitore di merce son sempre stato sporadico,se non addirittura latitante.Da buon nostalgico sentimentale quale sono,sviluppo quasi sempre un legame emotivo con gli oggetti,che mi impedisce di liberarmene a meno che non sia inevitabile. Come in questo caso.Ma,piuttosto che destinare alla discarica tutto quanto emerso da armadi e cantina,dopo una bella ripulita ho caricato tutto in macchina e mi sono avventurato nei famigliari luoghi dove all'usato viene data una seconda possibilità,anche per cercare di racimolare qualche soldino extra (obiettivo comunque secondario).Non senza sorpresa,disappunto ed una certa inquietudine ho scoperto che tutto ciò è più facile a dirsi che a farsi.Sorpresa e disappunto sono apparsi quando molti degli oggetti,soprattutto elettrodomestici certamente vissuti ma ancora funzionanti,sono stati scartati perchè non in perfette condizioni.Sa,la gente è esigente,li vuole puliti,funzionanti,e poi servono per far da mangiare,e i soprammobili ne abbiam già tanti e blablabla.Ok,obiezione accolta.E,impuntandomi quanto basta,son riuscito a piazzare anche un paio di pezzi sul punto di essere rispediti al mittente,cioè me.Prendo atto della cosa,ma qualche dubbio mi rimane.Trasformandosi in un grosso dubbio quando,proprio ieri,io e la mia metà approfittiamo del pomeriggioper dare una seconda possibilità anche agli abiti smessi.Che,dopo non troppo attenta analisi,vengono rifiutati in blocco,malgrado fossero lavati,piegati e stirati come da regolamento.Laconica motivazione:"non sono vendibili".E noi lì,perplessi ed irritati quanto basta,a cercare di interpretare le confuse e smozzicate spiegazioni della responsabile del ritiro merce mentre rimettiamo tutto in scatole e sacchi.Il mistero della non vendibilità si risolve quando,subito dopo di noi,una signora si vede respingere il proprio campionario con una più lapidaria condanna:"il giallo non è di moda,quest'anno,e son modelli troppo vecchi".Una spiegazione che,francamente,mi inquieta.Il fattore stagionale come condizione per il ritiro della merce lo capisco anche;il fattore moda,tendenze e teconolgie avanzate(non da altri),decisamente meno.Non fosse altro perchè non ricordo di aver mai visto schiere di modaioli aggirarsi tra grucce e scarpiere in cerca di abiti all'ultima moda,mentre ho ricordi vividi di schiere agguerrite che invadono gli outlet e le piccole boutique con prezzi popolari.Pericolosamente vicini a quelli praticati ultimamente dai mercatini dell'usato,con la differenza che ti porti via prodotti nuovi.Con uno scarto minima di euro non so quanti preferirebbero il vecchio al nuovo (accetto scommesse;io,per esempio,scelgo il nuovo,a meno che non sia qualcosa di introvabile). Risentimento da rifiuto?No,non proprio.Più che altro,preoccupazione.Timore che una malsana competizioni a fini di lucro porti al tracollo un'attività che,stando a quanto visto,sta perdendo di vista le proprie ragioni d'essere,cioè il recupero a prezzi contenuti di oggetti cronologicamente superati,ma ancora validi.Naturalmente i titolari di queste attività debbano pur campare e non possano permettersi di vendere (solo) ciarpame... Ma quanto si può andare avanti,pretendendo di tramutarsi in "Mercatini dello smesso recentemente",anzichè dell'usato?&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Com'è andata a finire:&lt;/b&gt; dopo un altro paio di tentativi infruttuosi di piazzare qualcosa (non fosse altro per giustificare la fatica di averli tirati a lucido,ma la moda non conosce pietà),i vestiti sono finiti alla P.A.L. di Legnano. Accolti a braccia aperte e con calorosi ringraziamenti,torneranno utili per i mercatini domenicali con cui i volontari recuperano fondi per la struttura. Se volete contribuire,a proposito,è disponibile il Calendario 2012:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.protezioneanimalidilegnano.com/calendari.htm"&gt;http://www.protezioneanimalidilegnano.com/calendari.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli elettrodomestici,invece,compresa la gloriosa Pastamatic,sono finiti in discarica.Piangeva il cuore,davvero.Ma il sibillino "ci penso io" dell'operatore,al momento di prenderli in consegna,mi fa pensare che forse non vedranno mai il compattatore. Incrociamo le dita...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana: &lt;/b&gt;"La moda: una prova suppletiva della notoria insicurezza dell'uomo occidentale in fatto di gusto." (B. Rudofsky)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4518907218782661359?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4518907218782661359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/10/fescion-victim.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4518907218782661359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4518907218782661359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/10/fescion-victim.html' title='Fescìon victim'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-RAKxK3OlYz8/TogyajcXYNI/AAAAAAAABKY/eGwS3wpCpQg/s72-c/vintage%2Bfair%2Bfiera%2Bvintage%2B2011%2Bvalpolicella%2Bitaly%2B28.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4647675392992681097</id><published>2011-09-18T11:01:00.002+02:00</published><updated>2011-09-18T11:36:34.947+02:00</updated><title type='text'>Snuff' Said</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9Wnq8biBZIs/TnWzrFnem4I/AAAAAAAABJw/JpuuWzmC8Bk/s1600/gang-bang.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 302px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-9Wnq8biBZIs/TnWzrFnem4I/AAAAAAAABJw/JpuuWzmC8Bk/s400/gang-bang.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5653622460057033602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A dire "Fight Club",viene subito in mente il film. Se sei in predicato per diventare una casalinga disperata, Brad Pitt. Oppure Edward Norton. Quanti pensino istintivamente al libro da cui il film è stato tratto non saprei; credo pochini. Quanti quel libro l'abbiano letto, immagino anche meno.&lt;div&gt;Così si sono persi una delle opere migliori di Chuck Palahniuk, versatile autore americano di cui sto recuperando, con sorprendente rapidità, la bibliografia completa presso i mercatini dell'usato. Così da non violare il mio embargo a mondadori senza negarmi il piacere di leggere le sue storie sgradevoli, irriverenti ma avvincenti come poche. "Gang Bang", letto giusto la settimana scorsa in poco meno di due giorni, mantiene le aspettative ed il ritmo dei romanzi letti in precedenza, "Invisible Monster" e, appunto, "Fight Club". Originariamente intitolato "Snuff", come le pellicole destinate all'home video dove stupri, torture e violenze varie sono reali (non chiedetemi perchè i geni della mondadori hanno sentito la necessità di cambiare un titolo in inglese con un altro), il libro narra il dietro le quinte dell'ultimo film di Cassie Wright, osannata attrice di film porno. Una volta tanto, "ultimo film" non è un modo di dire: Cassie, ormai sul viale del tramonto, ha infatti deciso di chiudere la propria carriera stabilendo il record di rapporti sessuali consecutivi, scopando in favor di telecamera con ben 600 partner diversi. Morendo, sempre davanti all'occhio impietoso e morboso della telecamera, nel corso delle riprese, raggiungendo così entrambi i risultati che si è prefissa: impedire che qualcuno, in seguito, possa superare il record (nella speranza che la tempesta mediatica inevitabilmente suscitata dalla performance porti al divieto di girare simili film in futuro) e garantire così, tra premi assicurativi ed introiti sui diritti d'autore, una vita di rendita al figlio, avuto anni prima sul set con uno dei suoi tanti partner, e dato in adozione subito dopo il parto. Caso vuole che il padre del bambino, altro volto noto del settore, sia stato reclutato anche per questa impresa, insieme, tra gli altri, ad un attore televisivo intenzionato a rilanciare la propria carriera, stroncata da uno scandalo, ed un ragazzo che potrebbe essere proprio il figlio perduto di Cassie. Su tutto vigila il cinico e distaccato occhio di Sheila, coordinatrice ed assistente di Cassie che, sotto l'inappuntabile freddezza, nasconde un disprezzo e più di un segreto. Attraverso una narrazione ciclica e soggettiva, la trama si dipana saltando da un protagonista all'altro, del quale veniamo a conoscere la storia e le ambizioni, figure legate a doppio filo con quella di Cassie, trascinandoci quasi senza accorgercene fino al colpo di scena che precede l'elettrizzante finale. Ed anche questo non è un modo di dire. Senza lesinare in volgarità ed aneddoti perversi (sapevate che la prima bambola gonfiabile fu inventata da Hilter? E' la verità), dando voce di volta in volta ai quattro protagonisti in maniera secca e credibile, Palahniuk confeziona una storia grottesca e disturbante, eppure credibile e coinvolgente, dove i personaggi non sono solo pezzi di carne in attesa di abbandonarsi ai propri istinti ma figure con le quali immedesimarsi, dove la volgarità è parte integrante senza diventare un facile espediente. Una delle cose migliori che abbia mai letto, insomma; facilmente recuperabile nell'usato, se anche voi siete cultori dell'embargo. Altrimenti sborsate pure i sedici euro necessari per acquistare queste 208 pagine. Non ve ne pentirete. E potrete dire, come gli altri partecipanti all'epica impresa, "io c'ero".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:  &lt;/b&gt;"Non c'è figlio che non sogni di sdebitarsi con i genitori, oppure di punirli." (C. Palahniuk)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4647675392992681097?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4647675392992681097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/09/snuff-said.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4647675392992681097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4647675392992681097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/09/snuff-said.html' title='Snuff&apos; Said'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9Wnq8biBZIs/TnWzrFnem4I/AAAAAAAABJw/JpuuWzmC8Bk/s72-c/gang-bang.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-1132940074330110059</id><published>2011-09-12T10:00:00.003+02:00</published><updated>2011-09-12T10:07:16.915+02:00</updated><title type='text'>Scusate il ritardo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-jJ1_PCxNsWs/Tm29pDj8-GI/AAAAAAAABJY/8-3pqaXWSbI/s1600/P1000551.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-jJ1_PCxNsWs/Tm29pDj8-GI/AAAAAAAABJY/8-3pqaXWSbI/s400/P1000551.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651381620448229474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E proprio quando forse non ci speravate più…O proprio quando avevate iniziato a sperare… Rieccomi. In ritardo,lo so:l’appuntamento era per fine agosto,ed oggi siamo quasi a metà settembre.Colpa di quelli che,ai tempi dell’onesto rapporto televisione-teleutente,venivano definiti “problemi tecnici indipendenti dalla nostra volontà” su delle asettiche schermate monocolore.Oggi invece ti salta il digitale e devi accontentarti di un’ostile schermata nera,di un laconico “assenza di segnale/video non compatibile”se il tuo decoder è particolarmente loquace(non tutti lo sono).Per fortuna non solo problemi mi hanno tenuto lontano dalla tastiera.Ho approfittato delle ferie agostane per apportare qualche indispensabile modifica al mobilio casalingo,un intervento da tempo meditato,troppo a lungo rimandato,finalmente quasi finito.Ancora un paio di librerie e potrò finalmente riporre brugole e tasselli(o meglio,potrà riporli chi mi sta dando una mano in quest’opera proporzionalmente faraonica,che ringrazio una volta di più)per ricominciare a dedicarmi di nuovo alla scrittura.Anche se,da parecchi mesi a questa parte,faccio sempre più fatica a trovare tempo,forze e tranquillità per tirare fuori dalla mia testa le varie idee che ci ronzano dentro come uno sciame di api arrabbiate,materializzandole tramite tastiera.Ora che ci penso,dovrei anche finire di revisionare l’ultimo racconto faticosamente messo nero su bianco nei ritagli di tempo.Uhm.Dovrò mettermici dietro.Se le condizioni per una corretta scrittura hanno latitato,non sono mancate quelle per una lettura sempre soddisfacente.In queste settimane ho infilato libri uno più bello dell’altro,dal nuovissimo “Ghost” di Richard Matheson sul quale non vale pena tessere elogi –Matheson,e tanto basta- alla trilogia di “Millennium” di Stieg Larsson,passando poi al sempre amato Enzo Biagi per approdare all’intrigante ma forse troppo denso “Middlesex” di Jeffry“Le vergini suicide”Eugenides.Menzione d’onore per l’ultimo libro di Clive Barker,da anni in paziente attesa sulla mensola dei libri da leggere e finalmente accontentato.Una piacevole smentita:del Barker romanziere non sono mai riuscito ad apprezzare del tutto le doti,trovando le sue opere confuse e pasticciate rispetto agli indimenticabili racconti brevi dei “Libri Di Sangue”.”Il Canyon delle Ombre”,invece,s’è rivelato un lavoro solido e ben ritmato,lineare quanto basta senza essere banale,rovinato giusto dall’incapacità dell’autore di terminare la vicenda(tre finali attaccati uno dietro l’altro sono decisamente troppi).Cosa gli fa meritare una menzione speciale?L’avermi fatto scoppiare in lacrime nel capitolo in cui il protagonista è costretto a sopprimere il proprio cane,gravemente malato.Un fatto di vita vissuta che Barker ha scelto di esorcizzare trasportandolo sulla pagina e nel quale mi è stato impossibile non immedesimarmi.Scoprendo che non solo,per fortuna,non ho ancora superato lo stesso trauma(malgrado il demonio a pelo raso che imperversa nel mio bilocale),ma che sono diventato ancora più sensibile di fronte a certe situazioni.Ieri,leggendo l’ultimo numero di “Wolverine”,per poco non ci sono ricascato.Ed il mio disprezzo per gli esseri umani s’è ulteriormente consolidato,malgrado si trattasse di un’opera di finzione.C’è poco da fare,continuo ad amare gli animali più di quanto ami la mia specie ritenendoli indiscutibilmente superiori a noi,anche se ciò fa di me un sociopatico,a detta di qualcuno.Me ne farò una ragione.Per il resto,tutto è filato abbastanza liscio,tra un brevissimo ma tonificante soggiorno sul lago nel triangolo Ponte Tresa/Luino/Lugano dove ho dovuto fare i conti con una crisi d’astinenza da informazione(quando il televideo non basta e ti accorgi che sei innamorato di una donna taaaaaaaanto paziente)ed il successivo ritorno alle amenità della vita di tutti i giorni,con la ripresa dell’attività lavorativa,tra racconti di vacanze più tragi che comiche e musi lunghi per lo sciopero di miliardari cocainomani in mutande,meglio conosciuti come“calciatori”,poco o punto desiderosi di sborsare di tasca loro per salvare il Paese.E,credeteci o no,sono solidale con loro.E,dopo la morte e resurrezione del router ADSL,principale causa del ritardo,sono infine di nuovo tra voi,rilassato quanto basta e con un obiettivo da raggiungere:parlare il meno possibile di politica,società ecce ecce.Non per aver ricevuto minacce o simili,ma perché oggettivamente nauseato da chi a questi pagliacci ancora da’ retta,prima ancora che dai pagliacci stessi.Vediamo se riuscirò a mantenere l’impegno.Per adesso,acontentiamoci di essere nuovamente in carrozza;sistemate il bagaglio e mettetevi comodi.Si (ri)parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt;”L’uomo sente il bisogno di ricorrere alla verità solo quando è a corto di menzogne.” (J.Renoir)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-1132940074330110059?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/1132940074330110059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/09/scusate-il-ritardo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1132940074330110059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1132940074330110059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/09/scusate-il-ritardo.html' title='Scusate il ritardo'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-jJ1_PCxNsWs/Tm29pDj8-GI/AAAAAAAABJY/8-3pqaXWSbI/s72-c/P1000551.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-7108874081286325767</id><published>2011-08-03T09:31:00.002+02:00</published><updated>2011-08-03T09:36:33.359+02:00</updated><title type='text'>L'agosto di mr. Pedersen</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-bUGDHN9nCdM/Tjj6LTkXpPI/AAAAAAAABJQ/fdZcEUQwZb8/s1600/contruc.gif" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 113px; height: 113px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-bUGDHN9nCdM/Tjj6LTkXpPI/AAAAAAAABJQ/fdZcEUQwZb8/s400/contruc.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636530005792498930" /&gt;&lt;/a&gt;Come a dire che sarò alquanto impegnato. Ci si risente a fine agosto. Fino ad allora, statemi discretamente.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/--2aIPP0IG48/Tjj56XrdFfI/AAAAAAAABJI/K29uimw733k/s1600/chiuso_per_ferie1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 306px;" src="http://1.bp.blogspot.com/--2aIPP0IG48/Tjj56XrdFfI/AAAAAAAABJI/K29uimw733k/s400/chiuso_per_ferie1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636529714838181362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-7108874081286325767?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/7108874081286325767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/7108874081286325767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/08/lagosto-di-mr-pedersen.html' title='L&apos;agosto di mr. Pedersen'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-bUGDHN9nCdM/Tjj6LTkXpPI/AAAAAAAABJQ/fdZcEUQwZb8/s72-c/contruc.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-1184979263079099309</id><published>2011-07-24T12:20:00.002+02:00</published><updated>2011-07-24T17:41:19.847+02:00</updated><title type='text'>Appunti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GRVBSL5Kz7U/TivyM4bf_AI/AAAAAAAABH4/dJQcUq0cQrQ/s1600/blood_pen.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-GRVBSL5Kz7U/TivyM4bf_AI/AAAAAAAABH4/dJQcUq0cQrQ/s400/blood_pen.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632862062077017090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Lavoro a “Tre Sulla Strada”,racconto insospettabilmente autobiografico. Conoscendomi, ora della fine una folla potrebbe occupare la carreggiata. Sempre che riesca a finirlo.In tema di lavoro:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-De “L’inquilino Ungherese” mi occuperò ad agosto.Quando sarà in ferie. A proposito di ferie:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Solo un italiano su cinque andrà in vacanza,secondo i sondaggi.Gli altri si accontenteranno di andare a spendere al mare ed in montagna soldi che non hanno.In ambito di spostamenti:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-bossi,calderoli e tremonti inaugurano la sede monzese dei rispettivi ministeri.L’arrivo di ministri competenti rimandato a data da destinarsi.Quanto alle destinazioni:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Per raggiungere quelle milanesi in metrò,pagheremo il biglietto un euro e cinquanta,a partire da settembre. Ottimo modo per incentivare l’ecopass. Stando su quattro ruote:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Sempre da settembre, andrò a far benzina in svizzera,sostenendo con le accise locali la lotta agli immigrati italiani. Restando in politica: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;-casini e l’udc favorevoli all’arresto di papa. Prove di laicità? Oh,a proposito di religione:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Estremista cristiano fa una strage in Norvegia. Dura condanna da parte dell’Islam moderato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Secondo le indagini,non aveva complici.Può vantarsi di aver disfatto da solo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Ha usato un’autobomba per creare confusione,distraendo gli agenti dal suo vero obiettivo. Ciò lo rende favorito alle prossime primarie di al qaida o dei casalesi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-O di cl;presentazione ufficiale al prossimo meeting di rimini.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-L’assassino s’è poi presentato ad un campo estivo dov’erano radunati 560 aolescenti vestito da poliziotto. “Seguitemi ed andrà tutto bene.Mi chiamo mario placanica”, ha esordito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Quindi ha aperto il fuoco con un mitra,uccidendo 90 ragazzi. Disperazione della rowling; in forse il prossimo lifting. Già, la rowling…&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-emma watson in lacrime alla “prima” della seconda ed ultima parte di “harry potter e i doni della morte”; non riesce a credere che le avventure del maghetto siano finite. E che ora dovrà cercarsi un vero lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-“Sono diventata donna,tutti possono vederlo”,ha affermato l’interprete di Hermione. Ma il video è già stato rimosso da Youtube. Ho controllato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-“Sono diventata donna”,ha ribadito.Malgrado le insistenze dei giornalisti,nessun accenno sul passaggio a stronza.Tornando in tema...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-ghedini assicura che mediaset risarcirà la cir di de benedetti,versando subito i 560 milioni di euro. Estero su estero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-In segno di pace e distensione,dell’utri invia all’ingegnere una testa di cavallo.Ma,usando un attimo il passo del gambero…&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-anders breivik voleva diventare “il più grande mostro dai tempi della seconda guerra mondiale”. Diversi avvocati italiani già pronti ad offrirgli un posto da segretario nel loro studio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-“Atto atroce ma necessario per risvegliare le masse”,ha commentato il pluriomicida.E poi, Sarah Connor rifiutava di consegnarsi.Però...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Com’è culturalmente arretrata la Norvegia rispetto all’Italia.Da noi,per risvegliare le masse, basta mettere in discussione lo scudetto 2006. La giustizia sportiva sta facendo il suo corso.A proposito di giustizia:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-“Paolo Borsellino sia un esempio per tutti”, dice schifani alla commemorazione del giudice ucciso in Via D’Amelio nel ’92. Pensando ai magistrati dell’inchiesta P4. Ma non è il solo:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-napolitano auspica la fine dello scontro tra magistratura e politica.Per fortuna,i pm si occupano stanno di faccendieri,corruttori e papponi.Ma l’incontenibile giorgio non si ferma qui:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-“basta con le intercettazioni,a meno che non siano indispensabili”,ha tuonato.Tra uno sbadiglio e l’altro.C’è altro di insidpensabile?Sì:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Rimanere fin dopo i titoli di coda di “Captain America”. Bel film,consigliato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Momento clou: la capsula del Progetto Supersoldato si apre e Steve Rogers scopre con sgomento di essersi trasformato nella Torcia Umana dei Fantastici 4. E per concludere con altrettanto sgomento:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Il mondo sconvolto nell’apprendere che amy winehouse è sopravvissuta fino a 27 anni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana: &lt;/b&gt;“E’ triste non poter scrivere quello che si pensa,ma è disperante scrivere quello che pensano gli altri.” (E. Biagi)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-1184979263079099309?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/1184979263079099309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/07/appunti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1184979263079099309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1184979263079099309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/07/appunti.html' title='Appunti'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-GRVBSL5Kz7U/TivyM4bf_AI/AAAAAAAABH4/dJQcUq0cQrQ/s72-c/blood_pen.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-5510808809387635816</id><published>2011-07-10T12:44:00.010+02:00</published><updated>2011-07-10T19:49:25.803+02:00</updated><title type='text'>Lotto fino all’ultimo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-UXXUv73X9NQ/ThmGVnJy36I/AAAAAAAABGg/d4xbmAwk1Ic/s1600/708701632_6eea88fcec.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 289px; height: 369px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-UXXUv73X9NQ/ThmGVnJy36I/AAAAAAAABGg/d4xbmAwk1Ic/s400/708701632_6eea88fcec.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627676915221585826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Ha passato da tempo la soglia della terza età e della pinguedine,ma non appare innocua né ispira compassione,nel suo grembiule stampato a fiori;probabilmente,sarebbe minacciosa anche seduta su una panchina del parco.Tutto merito di un’altezza degna di rispetto,nient’affatto truccata dalle ciabatte a buon mercato che le avvolgono i piedi gonfi e rugosi.Suda copiosamente,e non certo per il caldo,ben tenuto a bada dal condizionatore.La sfumatura di rosso sul volto è appena meno preoccupante della luce che le brilla negli occhi,riverberandosi fino alla voce che non vuole saperne di abbassare,malgrado i timidi tentativi dell’edicolante di ricondurla alla ragione.Ciabatta verso il bancone,agitando rettangolini di carta come fossero spade o una qualsiasi altra arma mortale.Li sventola con foga davanti al naso dell’ometto che sbuca dalla trincea di guide TV e settimanali di gossip,il quale attacca stancamente il copione già ripetuto abbondantemente negli ultimi cinque minuti.Sì,la combinazione vincente è uscita,ma nell’estrazione del lotto.Lei,signora, ha giocato ad un’altra cosa.Superlotto,o qualcosa di simile,la cui estrazione è quotidiana,non settimanale,spiega, indicandole ancora il monitor in fondo alla stanza su cui scorrono allegri dei numeri,in ordine apparentemente casuale.La matrona guarda con astio bovino lo schermo,i talloncini stretti tra le dita,l’edicolante,e ritorno.Protesta di nuovo,non sapeva,hai sbagliato tu,ma ho vinto,tutto il campionario delle recriminazioni. Sfinito,l’edicolante le rispiega tutto daccapo.Alla fine,la donna si protende in avanti come l’uomo nero che sbuca dalle ante dell’armadio.Sembra arrendersi all’evidenza,la voce torna normale,c’è giusto una punta di rammarico.Ma subito si abbassa ad un sibilo minaccioso e cospiratorio:va bene,ma adesso mi giochi le schedine per questo qua.E che siano giuste.L’estrazione di stasera,chiaro?Di stasera, sottolinea col suo inconfondibile accento milanese. L’edicolante sospira un assenso, prima di voltarsi verso l’altro cliente, in disparte davanti all’espositore dei fumetti: cosa le serve? Il clone robotico del mio gemello meno malvagio proveniente dal futuro alternativo di un’altra dimensione è colto di sorpresa.Non dalla domanda,alla quale risponde dopo un microsencondo di esitazione;tutta la scena l’ha disorientato,e lo sguardo feroce della donna(sbrigati,intimano quegli occhi acquosi e farneticanti) lo inducono a non insistere più del necessario. Esce dall’edicola,recupera perplesso la bicicletta e mi chiede:”ci capisci qualcosa?”Aggirandomi in quello che doveva essere il cantiere della nuova tratta metropolitana,ed è ora solo un cimitero dove ruspe e camion arrugginiscono (pare che i fondi siano stati dirottati dall’ayatollah Pisapia I per la costruzione di un nuovo padiglione dei mercati generali,dedicato alla tratta di schiavi e donne bianche),devo ammettere che no,non capisco.Non ho mai capito,a dir la verità. Potevo e posso comprendere la bonaria sfida alla fortuna che porta ad investire cifre risibili in gratta&amp;amp;vinci dai nomi sempre più improbabili (turisti per caso,l’isola del tesoro,l’albero della carfagna o che so io) o giocare la schedina settimanale, sperando che la Dea Bendata volga una volta tanto il suo benevolo sguardo cieco su di noi.E’ un un rito alla lunga dispendioso ma tutto sommato innocuo, un vizio come un altro, anche se non credo altrettanto soddisfacente.Sì,è capitato anche a me di investire un paio di euro che mi ballavano in tasca in un colpo di testa,di giocare qualche schedina ai tempi del Totocalcio (esiste ancora?) per conto di mia madre. Una volta capitò pure di vincere una discreta sommetta, niente che potesse cambiare la vita ma tornarono certamente utili;soldi che però non ho mai sentiti veramente miei.E’ stato un po’ come trovarli per strada.Sì,capisco il desiderio di sfidare la fortuna. Ma come ogni desiderio,quando diventa ossessione non riesco più a capirlo.Specie se riguarda lotto,enalotto, lotterie,grattevvinci e chi più ne ha più ne metta.Da qualche tempo,poi, l’ossessione sembra diventata psicosi, proliferata insieme al dilagare di sale scommesse e videopoker nei bar. La matrona in grembiule, qualche anno fa,poteva essere un’eccezione.In tempi nei quali sempre più persone si uccidono,magari portando con sé il resto della famiglia,per non meglio identificati “debiti di gioco”,temo stia diventando una regola.Credo di aver letto da qualche parte che,ormai,il gioco d’azzardo è considerato una vera e propria patologia,con tanto apposite cliniche per disintossicarsi.Alla faccia degli allegri richiami al “giocare con responsabilità” smozzicati alla fine di qualche spot.”Ma perché?”,ha chiesto il clone.”Perché la gente dovrebbe dilapidare il proprio patrimonio sapendo che ha minime possibilità di vittoria,che slot machine e videopoker sono truccati,che ogni anno c’è un’inchiesta calcioscommesse…” Che potevo rispondergli?Non ne ho idea.Forse è un disperato tentativo di arricchirsi in fretta e senza fatica per sfuggire una vita di presunta miseria,diventando uno di quegli individui abituati ad ostentare la propria ricchezza materiale, gente sempre disprezzata per mera invidia. Oppure non è nemmeno più l’importo la posta in palio ad essere importante. Quel che conta è vincere per dimostrare a se stessi di non essere degli eterni sconfitti in tutto. E se la fortuna mi ha appena sorriso,forse lo farà ancora,se mi sbrigo a rimettere subito in palio la posta appena incassata. Perché forse la vita, la mia vita, può davvero cambiare, come in un film da pomeriggio estivo su canale 5 o in un servizio di metà tg,quando si annunciano i fantomatici vincitori di fin troppo reali e devastanti concorsi. Forse ci sono altri motivi, per cui la gente getta nello scarico soldi di cui ha bisogno nel disperato e quasi sempre fallimentare tentativo di vincerne altri di cui ha ancora più bisogno. Su una cosa,però, conveniamo io ed il clone:cioè il sistema per vincere ogni settimana al gratta&amp;amp;vinci. Basta non acquistarli,e già ci si mette in tasca la vincita minima.A lungo andare,diventa un bel gruzzoletto.E gli edicolanti,anziché tramutarsi temporaneamente in biscazzieri e domatori di pensionate selvagge,possono tornare a fare il loro mestiere.Cercando, magari,di recuperare la rivista tanto cercata dal clone,e non ancora trovata.Se potete aiutarlo…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana:&lt;/b&gt; tremonti se ne va,anzi no;bossi intanto trama nell’ombra,mentre bersani e casini si incontrano di nascosto.E bondi anuncia a berlusconi: “aspetto un bambino.” Zoom sul volto smarrito di silvio,musica in crescendo,dissolvenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; “Si colgono gli attimi,e non le ragioni e le conseguenze.” (E. Biagi)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-5510808809387635816?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/5510808809387635816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/07/lotto-fino-allultimo.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5510808809387635816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5510808809387635816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/07/lotto-fino-allultimo.html' title='Lotto fino all’ultimo'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-UXXUv73X9NQ/ThmGVnJy36I/AAAAAAAABGg/d4xbmAwk1Ic/s72-c/708701632_6eea88fcec.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-3871642202015997354</id><published>2011-07-03T12:19:00.002+02:00</published><updated>2011-07-03T12:24:46.685+02:00</updated><title type='text'>L(ic)enzuola</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-IP7GGx3xXPE/ThBDWOoKAFI/AAAAAAAABFg/dTxLHrqHOXk/s1600/S_f29cb17ed5.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 323px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-IP7GGx3xXPE/ThBDWOoKAFI/AAAAAAAABFg/dTxLHrqHOXk/s400/S_f29cb17ed5.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625069983748456530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Rieccomi qui,dopo il salto della scorsa settimana. Appuntamento mancato per due motivi: l’inizio della stesusa de “L’inquilino Ungherese”, racconto che procede bene nella mia testa ma fatica a trasferirsi sulla carta per cronica mancanza di tempo.Dovuta soprattuto al mio disperato fuggire per eludere la tenaglia comunista strettasi sulla padania alle ultime votazioni amministrative e referendarie. Colpa dei cittadini ottusi, strumentalizzati dai media politicizzati,com’è drammaticamente chiaro:l’85% della stampa è tutta schierata a sinistra.Il 15% rimanente ce l’ha con grillo,che nel suo non-partito impone dall’altro dei non-coordinatori decisi da lui stesso ai suoi non-militanti,ognuno dei quali,com’è stato ripetuto fino alla nausea,vale uno.Peccato che grillo,non-leader del suo non-partito,paia valere uno più.Il non-nuovo che avanza,sempre uguale a se stesso,dopo un sapiente lavoro di maquillage e tinteggiatura per renderlo più accattivante. Sistema vecchio come il mondo,grazie al quale anche il più anonimo lenzuolo può diventare un micidiale sistema di comunicazione. Nel mio vagabondare per la steppa del comprensorio MoSCa- Brianza, ultimamente mi capita di vederne parecchi.Sventolano dai parapetti dei cavalcavia pedonali, garriscono appesi alle cancellate, vengono tesi con mezzi di fortuna tra i pali della luce. Candidi rettangoli di stoffa deturpati dal dubbio spirito di autonominati artisti della bomboletta, ansiosi di mostrare al mondo la propria sagacia. Quella del lenzuolo come striscione nasce, ovviamente, con i più nobili intenti: erano gli anni della seconda guerra di mafia, ed i cittadini li esponevano alle finestre per dire “basta” alla fiumana di sangue che affogava i selciati siciliani. Con quella capacità tutta italiota di tramutare in farsa anche i più nobili intenti, oggi le lenzuola diventano bandiere da due soldi su cui esercitare il proprio estro in occasione di eventi socialmente inutili, ma considerati fondamentali per i piccoli microcosmi rionali. In primis, naturalmente, i matrimoni. Cosa penso dell’istituzione in sé,penso sia abbastanza ovvio:per quale motivo sia considerato necessario seppellire il proprio amore sotto quintali di scartoffie e cerimonie inutilmente pompose,di fronte ad un potenziale molestarore di bambini inneggiante una divinità assente (in quanto inesistente?), sfugge alla mia comprensione. Chiaro, ci sono in ballo questioni non da poco che devono essere regolarizzate,tutela del coniuge,dei figli e via dicendo; e fin qui,sono disposto ad accantonare le mie obieizoni formali,almeno sul piano civile. Anche perché della parte squisitamente eclesiastica non devo preoccuparmi. Cosa penso degli “amici” che si fanno in quattro per imbrattare lenzuola con slogan che nemmeno il bagaglino dell’ultimo periodo si sarebbe permesso di avallare, è altrettanto facile da intuire. Niente da dire sui canonici “Marco e Maria oggi sposi”, con tutte le varianti del caso; una manifestazione innocua di entusiasmo, prodotta con l’intento di rendere partecipe della gioia dell’evento il passante occasionale. Poi magari è un cinico come me, che pensa già alla coppia sfatta dalla routine nel giro di pochi anni, ed alle battaglie legali per gli alimenti destinate a consumarsi davanti al giudice prim’ancora di poter celebrare le nozze di tolla. Magari in favor di telecamera, a “forum” o “verdetto finale” (cosa? Sono solo figuranti? Ma allora siete comunisti anche voi. Fuori da questo blog. Subito.).Comunque,dicevo:niente di male in questa modesta,banale manifestazione di gioia. La faccenda si complica quando prolifera l’estro stereotipato e cialtrone dei vari “sei ancora in tempo”, “ripensaci”, “ci sono tante altre donne al mondo”. Considerazione, quest’ultima, che sarebbe appena patetica…se non fosse stata rivolta alla sposa. Per la maggior parte dell’italiota tipo, cose simili sono allegre guasconate concesse in un giorno dove su tutto è concessa una tregua. A me personalmente portano a chiedere di che razza di “amici” sia circondata la coppia. Domanda retorica anche questa: il classico pubblico di tardo adolescenti rimbambiti da anni di commedie scollacciate italo-americane e programmi raiset.Convinti di essere maestri della risata e della batttutina fulminante,inconsapevoli della loro puerile pochezza ed intrinseca invidia sul ciglio della perfidia.La stessa che muove la mano di chi, una volta ogni quindici giorni, informa con linguaggio criptico gli automobilisti della Milano-Meda delle imprese amorose di alcune residenti. E mentre passi,non puoi non notare quel j’accuse vergato in grandi lettere sbilenche ed irregolari sul bianco increspasto dal vento.Un altro cavalcavia: “Mimmo, non farlo, sei ancora in tempo!”.Forse sì. Almeno per sbarazzarti di certi “amici” spiritosi;non è mai troppo tardi,per fare pulizia.Resta però l’amaro di pensare a come le lenzuola,una volta,fossero manifesti improvvisati di coscienza ed indignazione.A come,nel giro di pochi anni,gli autori abbiano fatto il salto della quaglia finendo direttamente nel fango.Siamo in italia,dopotutto.Scali la marcia,ed infili lo svincolo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana:&lt;/b&gt; Il pdl cerca disperatamente un santo a cui votarsi. Per ora, ha trovato solo un angelino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; “Non è l’età che rende adulti.” (C. Stein)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-3871642202015997354?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/3871642202015997354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/07/licenzuola.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3871642202015997354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3871642202015997354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/07/licenzuola.html' title='L(ic)enzuola'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-IP7GGx3xXPE/ThBDWOoKAFI/AAAAAAAABFg/dTxLHrqHOXk/s72-c/S_f29cb17ed5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4839081020355390820</id><published>2011-06-19T13:35:00.006+02:00</published><updated>2011-06-20T08:25:00.922+02:00</updated><title type='text'>Pontidududu-dadadà</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-9pqV-OP7Y4k/Tf3flbLTkCI/AAAAAAAABEw/W66q1_KM-nw/s1600/manifesto-pontida-2011.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-9pqV-OP7Y4k/Tf3flbLTkCI/AAAAAAAABEw/W66q1_KM-nw/s400/manifesto-pontida-2011.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5619893744071577634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left; "&gt;Tutte le cose belle finiscono, e proprio quando pensavo di aver trovato un’abitazione stabile dove vivere in pace e lavorare in tranquillità ho dovuto sbaraccare in fretta e furia. Destino cinico e baro, avevo appena iniziato “L’Inquilino Ungherese”, racconto che mi frullava in testa da qualcosa come sette anni, mai concretizzatosi per mancanza di quella scintilla capace di far esplodere il tritolo piazzato sotto la diga della creatività. Come al solito, la miccia ha preso fuoco nel momento meno prevedibile. La rotonda: ecco il punto,l’anello mancante. Era così chiaro… Ad ogni modo, ho dovuto tagliare la corda alla svelta quando alcuni loschi figuri dall’inconfondibile aspetto hanno fatto irruzione nel cimitero di automobili dove m’ero accampato: da alcune frasi colte qua e là, mentre raccattavo le mie povere cose, m’è parso di capire che fossero in cerca di una carcassa d’auto da imbottire di tritolo e lanciare poi a mezzo catapulta nel bel mezzo di una manifestazione. Sia per festeggiare la vittoria di al zawahiri alle primarie di al qaida (sul favoritissimo huljaned pysahpja, che pare abbia dato forfait all’ultimo istante per aver già ottenuto un’altra carica altrove), e per dare una lezione a quelli che, nella loro lingua stridente e minacciosa, sono stati definiti “ki hater balahabyott, Allah ahkbahara”. Naturalmente, l’idea che degli innocenti potessero andarci di mezzo per il cieco fanatismo di un manipolo di pazzi mi ha nauseato; così, una volta al sicuro, ho prontamente contattato il clone robotico del mio gemello meno malvagio proveniente dal futuro altenativo di un’altra dimensione, che da qualche tempo mi rimpiazza nella vita di tutti i giorni. Messolo in fretta al corrente della situazione, l’ho pregato di dirmi se era in programma per il fine settimana qualche manifestazione importante che potesse giustificare un’azione tanto scellerata; riuscendo io a ricevere solo “Radio Stalin, in diretta da Arcore”, sono un po’ tagliato fuori dagli eventi mondani. Un rapido giro di telefonate, e sono emersi tre possibili obiettivi: la sagra del cinghiale a Solaro, l’elezione di Miss Maglietta Bagnata a Ceppaloni, l’annuale raduno leghista a Pontida (una di queste kermesse è falsa: indovinate quale). Il tempo giocava contro di me: non potevo essere in tre posti contemporaneamente, e dovevo ragionare come un terrorista o un elettore di pisapia (figure assolutamente sovrapponibili) per evitare una strage di innocenti. Capire il vero obiettivo è stato dunque facile: così, camuffatomi abilmente da Obelix, mi lancio in una corsa a perdifiato verso Solaro. Quando arrivo, è apparentemente tutto tranquillo, il che mi fa temere il peggio. Il campanile della chiesa, in lontananza, batte mezzogiorno. Mi guardo intorno,in cerca di un segno,per quanto trascurabile, della presenza degli assassini. E’ in quel momento che l’occhio mi cade sul televisore nel soggiorno di una casa lì vicino. Sta trasmettendo la diretta di RaiNews 24 sul raduno di Pontida. So che non dovrei farlo, che non per quel motivo mi trovo lì. Ma è più forte di me. Fischiettando “quando l’appetito c’è”, brandendo con disinvoltura un cosciotto di verro selvatico, mi appropinquo alla finestra e sbircio. Subito mi colpisce l’enorme striscione che inneggia a “maroni presidente del consiglio”, piazzato proprio dirimpetto al palco da cui, a momenti, prenderà la parola bossi. Un bello schiaffo, per il nume tutelare del popolo padano. Che quando s’avvicina al podio, al termine dell’ennesima riproposizione di uno spezzone di “Braveheart”, riceve un’ovazione meno fragorosa del previsto. Pubblico freddino,oggi. Inizia a scaldarsi quando, supportato da “pota” calderoli nelle inedite vesti di badante (sicuramente assunta in nero), bossi inizia a biascicare di quote latte e ganasce fiscali che “l’amico giulio” deve allentare, come inevitabile tassello dell’imprescindibile riforma fiscale. Da lì è un crescendo rossiniano, o verdiano, di salti dal palo alla frasca che farebbero vergognare un lemure. In una mezz’oretta di parole strascicate, bossi punzecchia maroni (accanto al palco, unico a disertare la divisa verde in favore di giacca e cravatta, pare un cazzo di Don Vito Corleone alla polenta &amp;amp; usej) invitandolo a portare il proprio ministero a Monza, insieme a quello di bossi stesso e calderoli. Appare anche il sindaco brianzolo, tipo valletta su un ring di pugilato, esibendo la targa che verrà affissa a Villa Reale, sede deputata ad ospitare i ministeri legaroli. Il resto è un mix di folklore ed invettive, con l’accusa a berlusconi di essersi “cagato addosso” ed aver fatto marcia indietro sui ministeri al nord, e l’ennesimo penultimatum al governo: o verranno approvati nei prossimi 180 giorni i dodici punti messi sul tavolo dalla lega, oppure… pollice verso. Dalla folla riprendono le grida di “secessione, secessione”, mentre bossi si avvia a concludere ammonendo di non aver paura a correre da solo alle prossime elezioni, e che la leadership di berlusconi è tutt’altro che scontata. Accompagnato da calderoli, il senatùr lascia spazio a Don Vito maroni, che subito arringa la folla secessionista con spatafiate sui risultati portati a casa dalla lega finora. Attribuendosi, per essi, un gran merito. E’ più o meno allora che, sbarazzandomi dell’osso diligentemente spolpato, mi allontano dal davazale, perso nei miei pensieri. Poteva esserci la rottura in padaniavisione col governo? Auspicabile, ma improbabile. No, non è così che possono sganciarsi: verrebbero subito bollati dai media berlusconiani come traditori, i responsabili dell’impossibilità di attuare le riforme eccetera eccetera. E’ una partita delicata e va giocata con furbizia: avanzando, per esempio, una dozzina di proposte assurde che già si sa non potranno mai essere accolte. In questo modo, l’inadempiente traditore sarebbe silvio. O meglio ancora, provocare la collera di quelle frange di pidielle di cui anche berlusconi vorrebbe sbarazzarsi. Tipo gli alemanno. Che infatti, già in serata, tuona contro l’ipotesi di spostamento al nord dei ministeri, appellandosi addirittura a napolitano. Sempre più, come non mai, si respira un’aria di resa dei conti tra bande. E di zuppa di radici; stasera preferisco stare leggero, dopo quell’ingozzamento di cinghiale. A proposito di bande: mi sono scordato dei terroristi. Avranno poi colpito? Oriento l’antenna, ricavata con una gruccia, nella speranza di intercettare una stazione radio diversa. Niente da fare; ancora una volta, devo ricorrere al contatto telepatico col clone. Il quale mi informa che sì, nei pressi di Pontida sono stati fermati alcuni cittadini medio orientali, con regolare permesso di clandestini autenticato dal sindaco di Milano in persona: avevano con loro un pacco sospetto di sei metri per uno e venti per uno e sessanta. La polizia non ha ritenuto di dover esaminare il pacco, ed i tre uomini si sono allontanati con il loro ingombrante bagaglio. Pare abbiano bofonchiato qualcosa sul fatto che il plastico non valesse quel prezzo. Appassionati di modellismo, probabilmente. O no?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left; "&gt;&lt;b&gt;-Il dubbio della settimana:&lt;/b&gt; odio i ragazzini. Il fantasy mi fa cagare. Quindi perché mi ostino a leggere “le coliche di narnia”?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left; "&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; “Non possiamo essere costretti da altri a nulla di ciò a cui possiamo reciprocamente costringerci.” (E. Kant) &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left; "&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-decoration: underline; text-align: left; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4839081020355390820?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4839081020355390820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/06/pontidududada.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4839081020355390820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4839081020355390820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/06/pontidududada.html' title='Pontidududu-dadadà'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9pqV-OP7Y4k/Tf3flbLTkCI/AAAAAAAABEw/W66q1_KM-nw/s72-c/manifesto-pontida-2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-8869050645910134353</id><published>2011-06-12T10:57:00.015+02:00</published><updated>2011-06-13T15:19:10.363+02:00</updated><title type='text'>Tutto il voto minuto per minuto</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vo3Y8306Grk/TfSJMkNG--I/AAAAAAAABEQ/ISKW0dq51hA/s1600/referendum-12giugno2011-e1305127292584.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-vo3Y8306Grk/TfSJMkNG--I/AAAAAAAABEQ/ISKW0dq51hA/s400/referendum-12giugno2011-e1305127292584.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617265484207946722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da qualche settimana godo di una pace relativa; la carcassa d'auto nella quale mi sono rifugiato è abbastanza nascosta da permettermi di vedere senza essere visto. In lontananza, il cartello che indica l'inizio della "Saronno- Monza". Una mano esagitata, armata di bomboletta, ha sfregiato l'indicazione, sostituendo "NZ" con "SC". Un contentino alle forze blosceviche le quali, proprio un paio di giorni fa, sfilavano con carri armati verso il cuore dell'onesta Brianza, Arcore espugnata dai comunisti. Da una donna, per di più. Oltre al danno, la beffa. Comunque; oggi è giorno di referendum, il cui risultato, secondo alcuni, "non ha valenza politica". Tradotto dal politichese: "Speriamo non si raggiunga il quorum, o ce ne andiamo tutti a casa". Sia gli ultimi giapponesi ancora vicini al predellino del consiglio, sia i non- vincitori dell'ultima tornata elettorale. Avrei voluto partecipare anche io, al voto referendario; ma l'anarchia dilagante nel milanese ("Pisapia è stato qui", mi ricorda una scritta tracciata sul cruscotto bruciato del mio rifugio... il liquido, ormai di un marrone screpolato, in origine doveva essere rosso) mi costringe a stare lontano dalle urne. Almeno apparentemente. Perchè avendo previsto una riscossa dei mangiatori di bambini a sbafo ed il successivo, inevitabile pogrom di chiunque abbia osato criticarli, ho giocato d'anticipo. Grazie ad amici che mi dovevano un favore che a loro volta dovevano riscuoterne da altri amici i quali avevano favori arretrati con altri amici eccetera, sono riuscito a recuperare il mio clone robotico meno malvagio (quindi più accondiscendente) proveniente dal futuro alternativo di una dimensione parallela. Non è la mia copia sputata, e qualcuno ha già notato l'imbroglio (s'è mai visto bobby mangiare frutta e verdura?),  ma i più sono stati presi per il naso. E grazie al contatto psichico che mi lega alla mia controparte cyborg, posso vedere tramite i suoi occhi. Così, stamattina, alle urne c'è andato lui. E, dietro mio suggerimento psionico, ha poi inforcato la bicicletta (da quando bobby va in bicicletta?) e s'è fatto un giro nel circondario.&lt;div&gt;Ecco cosa succede fuori da questa carcassa arrugginita e cotta dal sole:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ore 7.55:&lt;/b&gt; Il clone raggiunge il seggio elettorale di spettanza con mia madre ed il nostro cagnolo, noto anche come "il demonio a pelo raso". Malgrado sia praticamente l'alba, c'è già una fila di sette persone davanti a loro. Altre ne arrivano alla spicciolata; quando i seggi si aprono, una ventina tra uomini, donne e ragazzi varcano la soglia delle scuole elementari. Non ricordo di aver mai visto una tale affluenza a quest'ora di domenica mattina; mia mamma va a votare per prima, mentre il clone si occupa del demonio. Pare che quest'ultimo non abbia diritto di esprimersi, nonostante possano farlo anche bestie come castelli, gasparri e la santanchè. Dannato pollice opponibile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ore 8.12:&lt;/b&gt; mia madre emerge dalla cabina elettorale, il clone le passa il quadrupede e si avvia a sua volta verso le urne. Lungo la strada conversa con un garbato signore di mezza età sopraggiunto nel frattempo, in cerca della propria sezione ed indeciso su cosa votare per il quesito relativo al nucleare. Il clone gli spiega, con garbo sospetto (da quando bobby è garbato?), che il problema non è la fonte di energia, ma chi eventualmente la gestirebbe. Un governo ancora in attesa di cominciare i lavori del ponte sullo stretto di Messina (anche se, secondo il premier, i lavori son finiti nel 2009 ed il ponte è lì, in tutto il proprio splendore), costruzioni affidate ad aziende note per usare calcestruzzo depotenziato (ed abbiam visto cosa è successo a l'Aquila, con un terremoto tutto sommato relativamente potente... e cosa ancora sta succedendo), lo smaltimento delle scorie su cui metterà di sicuro le mani la criminalità organizzata, senza dimenticare che già abbiamo difficoltà a smaltire correttamente i rifiuti domestici. E che la prima centrale, se tutto va bene, sarà pronta tra 10 anni, quando il resto d'Europa avrà del tutto abbandonato questa forma energetica. Frastornato, il signore annuisce. "Ha ragione, qui in Italia ci sono un sacco di cose che non vanno...". "Appunto, questo è il momento per fare tutto il possibile affinchè non peggiorino", chiosa il clone salutando e dirigendosi verso la propria sezione. Recupera le schede, piazza quattro "Sì" senza nemmeno pensarci, le piega, le infila nelle urne e si dirige verso l'uscita. Incrocia un'altra decina di bravi cittadini, muniti di scheda elettorale, che procedono in senso contrario. Mi sfugge un sorriso. Anche al mio clone.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ore 9.30:&lt;/b&gt; ristabilisco il contatto mentale dopo un necessario isolamento dovuto alla necessità di nascondersi: alcuni elicotteri hanno perlustrato la zona; dalle casse montate sulla carlinga tuonavano le note dell'Internazionale. "Sono elicotteri rubati, quasi di sicuro", penso tornando a respirare, mentre il ronzio si allontana in direzione del Duomo. Nel frattempo, il clone sta rientrando da una vigorosa pedalata sul solito tragitto percorso abitualmente da ciclisti, podisti e passeggiatori in cerca di contatto con la natura: l'argomento di discussione è uno solo. E' rimasta particolarmente impressa nei suoi circuiti di memoria una dichiarazione, colta al volo da un ciclista che così si rivolge all'amico di pedale: "io non voto, bell'esempio che da' quel bastardo di berlusconi, tanto cosa gliene frega? Ha ottenuto quello che voleva, ha fregato tutti, ma stavolta lo fottiamo noi..". Convinco il mio alter ego a passare, prima di rincasare, nuovamente presso i seggi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ore 9.50:&lt;/b&gt; un dispaccio di un'infiltrata presso un seggio elettorale mi informa che c'è "parecchia gente". Impressione confermata dal mio clone, che in quel momento passa davanti al principale del nostro paese. Un flusso costante di gente entra ed esce dai cancelli. Stessa cosa nel seggio in cui ha votato un paio d'ore prima con mammà. Soddisfatto, lo lascio tornare a casa a farsi un bagno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ore 11.30: &lt;/b&gt;"Dopo la messa arrivano tutti", mi informa un altro infiltrato nei seggi. L'ottimismo mi pervade; sorrido alla testa di letizia moratti, conficcata su un palo poco distante. Insetti ed uccelli le hanno devastato le carni con goloso accanimento; il vento umido, finalmente, le ha acconciato i capelli in una maniera decente, dopo anni ed anni...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ore 12.35: &lt;/b&gt;Primi dati sull'affluenza: secondo le prime indiscrezioni la percentuale dei votanti è attorno al 10% per tutti e quattro i quesiti, e si avvicina all'11%. Per il pompiere della sera, la percentuale è "appena sopra l'8%", con "tutti i quesiti attorno al 10%". Un sostanziale pareggio, direbbe qualcuno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/12/referendum-parte-la-caccia-al-quorum-meglio-votare-entro-le-12/117632/"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/12/referendum-parte-la-caccia-al-quorum-meglio-votare-entro-le-12/117632/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/11_giugno_11/referndum-testo-base_35f6bb4a-9466-11e0-9db6-651cd37b13cb.shtml"&gt;http://www.corriere.it/politica/11_giugno_11/referndum-testo-base_35f6bb4a-9466-11e0-9db6-651cd37b13cb.shtml&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ore 13.30: &lt;/b&gt;mentre termino il mio scarno pasto a base di lucertola e radici, annaffiato da un po' di acqua piovana raccoltasi in un'incavo del cofano, mi contatta il clone. Ha portato a spasso il demonio a pelo raso, passando davanti al seggio elettorale. Il flusso di elettori è costante. I dati sull'affluenza, intanto, dicono che si viaggia spediti verso il 12%. Stando agli analisti del Viminale, quando il dato supera il 10% a mezzogiorno di domenica si è sempre raggiunto il quorum affinchè il referendum fosse valido. Solo tre volte la "regola" è stata disattesa. Spero che questa non sia la quarta; mi chiedo se, alla resa dei conti, sarà o meno il caso di lapidare b. di monetine, come già accadde nel '92 col suo protettore politico. "Scusa ma... non gli avete già dato abbastanza soldi?",mi apostrofa perplesso il clone, una voce che riverbera direttamente nella mia mente.Saggezza del futuro. Decidiamo di andare entrambi a riposare. Nè io nè lui riusciamo a smettere di incrociare le dita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ore 16:&lt;/b&gt; gli infiltrati parlano di affluenza attorno al 20%. Il clone, dopo un meritato riposo, mi riporta dati simili dal sito del "fatto quotidiano". Inoltre, beppe grillo risulta indagato in Val di Susa per aver violato i sigilli ad una baracca abusiva. Ci aggiungerei anche abuso della credulità popolare e circonvenzione di incapace.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ore 19.30:&lt;/b&gt; affluenza attorno al 28%. Dati relativi a metà dei comuni scrutinati. Ansia. Ma "30 Rock" è eccezionale: Tina Fey potrebbe diventare il mio mito prossimo venturo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ore 21.15: &lt;/b&gt;mentre appronto il solito giaciglio di fortuna, un sedile sventrato per materasso ed un foglio di cartone rosicchiato dai topi per lenzuolo, un flash dal clone: "Guarda qua", mi dice offrendomi i suoi occhi. Percepisco un misto di entusiasmo ed incredulità. Sbircio attraverso di lui, in giro col cane per la passeggiata serale. Tappa obbligatoria al seggio. Un seggio preso d'assalto. Famiglie a piedi, in bici, in auto. Un continuo via vai. L'ultimo bollettino parlava di affluenza oltre il 30%. Con l'autoradio modificata ho intercettato uno stralcio di radiogiornale: la premiata ditta b &amp;amp; b invita all'astensionismo. Ha più il sapore dell'implorazione. Saluto e ringrazio il clone, lasciandolo ai suoi pensieri biomeccanici; mi rimbocco il cartone, invitandomi alla prudenza. Ma questo sorriso proprio non vuole andarsene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Lunedì 13 giugno, ore 15.15:&lt;/b&gt; mi sveglio tardi, sotto una pioggia che mitraglia la mia precaria abitazione. Tento più volte di contattare il clone, ma senza successo. Inizio a preoccuparmi, sia per il mancato contatto, sia per la mancanza di notizie relative al quorum. E' quasi mezzogiorno quando la mia controparte riesce a contattarmi. Si scusa, ma la giornata è stata alquanto assurda; fin dalle prime ore del mattino l'argomento è stato unicamente il referendum. Ed il clone è stato ripetutamente interpellato in qualita di "opinionista di reparto", come dice scherzosamente. Sembra comunque che l'attesa e l'ansia fossero palpabili, tra i miei colleghi. Non tanto per il risultato del referendum (non solo), ma per ciò che porterà questo voto. Ma nemmeno lui ha novità sull'affluenza. Sono da poco passate le 14 quando un laconico comunicato di maroni e berlusconi parlano di "quorum raggiunto". Il clone esulta, io dubito; potrebbe essere il colpo di coda disperato di due farabutti per far mancare il quorum per un soffio. Invece... alle 15 le urne si chiudono; i primi dati parlano di affluenza tra il 55 ed il 61%. Qualcosa dentro di me esplode. Sento un peso rotolarmi via dalla testa. In lontananza, sento un'impero cominciare a crollare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O forse è l'ego di chi, dal centro di quell'impero, ci inganna da oltre trent'anni con un mondo di plastica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana:&lt;/b&gt; "a tremonti ed al governo bisognerebbe fare un monumento", proclama berlusconi. Accanto al mausoleo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana: &lt;/b&gt;"Sì, Sì, Sì, Sì... Ti ho inculCato... lo sen-ti co-me ent-ra brut-to buro-cra-te di mer-da-a-a-a-a-a!!!" (J. Carrey, "Ace Ventura:Missione Africa")&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-8869050645910134353?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/8869050645910134353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/06/tutto-il-voto-minuto-per-minuto.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8869050645910134353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8869050645910134353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/06/tutto-il-voto-minuto-per-minuto.html' title='Tutto il voto minuto per minuto'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-vo3Y8306Grk/TfSJMkNG--I/AAAAAAAABEQ/ISKW0dq51hA/s72-c/referendum-12giugno2011-e1305127292584.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-7002651756046401512</id><published>2011-06-06T09:23:00.003+02:00</published><updated>2011-06-06T10:19:45.016+02:00</updated><title type='text'>W. I. P.- "Lamiere"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-nuvserbbEkc/TeyL3Zlg8yI/AAAAAAAABDM/rOsxp5bB4yc/s1600/maxi-tamponamento-nello-iowa.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 255px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-nuvserbbEkc/TeyL3Zlg8yI/AAAAAAAABDM/rOsxp5bB4yc/s400/maxi-tamponamento-nello-iowa.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615016619301466914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Torno dopo una settimana allucinante ed il tempo è poco: orde di rom e clandestini affollano le strade, si bruciano bandiere del "grande satana" americano ed i punkabbestia assediano il rifugio dove mi trovo al momento. Fortuna volle che il tugurio disponga di una presa telefonica per attaccare il modem e di un'uscita secondaria. Non so dove conduce, la scalinata sprofonda nelle viscere della terra. La imboccherò tra poco, prima che i barbari islamici accorsi a frotte al richiamo del nuovo sindaco di Milano lancino l'assalto finale. Dovrò essere molto veloce. Più di quanto sia mai stato. Ho riflettuto molto, in questo ultimo periodo, sulla velocità. Merito non solo dell'acquisto di cui vi ho parlato due settimane fa, che certamente ha contribuito ad aprirmi nuove prospettive sulla locomozione. E' già diverso tempo che, per varie ragioni, mi trovo sovente su strade trafficate; impossibile non notare lo stile di guida folle di certi automobilisti, convinti di trovarsi alle qualificazioni del gran premio e che la segnaletica serva giusto a dare una nota di colore. Molte volte finisce come sappiamo, coi servizi dei telegiornali la domenica che indugiano su genitori in lacrime urlanti "non si può morire così", schiantati contro un palo a 200 all'ora. Straziante, indubbiamente; ma forse è un'affermazione errata. Non si può &lt;i&gt;vivere&lt;/i&gt; così. Con questa ossessiva ossessione di arrivare primi, di finire presto, di andare andare andare, travolgendo qualunque cosa ci rallenti. Anche se ciò significa sfidare il buon senso stesso. Dalla strada, il mio terzo occhio (quello che osserva tutto e ne trae poi spunti per le storie, spesso senza avvisarmi) si è soffermato sulle altre azioni della vita quotidiana. Accorgendosi che l'ossessione di velocità non è relegata al solo concetto di movimento. Bisogna andare più veloci per produrre di più. Perchè tra poco arriva la suocera e non abbiamo ancora pulito i pavimenti. Perchè dopo devo andare a fare la spesa. Perchè c'è un'emergenza qualsiasi, e bisogna agire in fretta, prima che sia troppo tardi (l'emergenza poi si ripresenta, puntuale, ad intervalli ciclici; segno che o non è così urgente, oppure la risoluzione è stata affidata a totali incompetenti). Velocità, velocità, velocità. La nuova frontiera, uno status symbol che tutti possono raggiungere in diversi modi e maniere. Un simbolo di potere, se vogliamo. Ed il potere, a lungo andare, da' alla testa. Ti porta ad essere imprudente, a credere di poter fare qualunque cosa e farla franca. Che i limiti esistano solo per gli altri, qualunque sia il limite. Compreso quello dell'istinto di autoconservazione. Quello della velocità ad ogni costo, come questione di vita o di morte, è un bisogno indotto che abbiamo abbracciato con entusiasmo, quasi senza accorgercene. I possibili risultati a cui può condurre ho cercato di illustrarli in "Lamiere", il primo e finora unico racconto di stampo apocalittico uscito dalla mia tastiera. L'estinzione della razza umana viene raccontata in maniera frammentaria da uno dei pochissimi e sfortunati sopravvissuti,rimasto per forze di cose immune alla maniacale necessità di andare sempre più veloce veloce veloce. Chi ha già avuto modo di leggerlo l'ha trovato agghiacciante e commovente, zeppo di riferimenti che, in molti casi, erano sfuggiti anche a me. C'è ancora qualche dettaglio da sistemare, ma...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un colpo all'esterno; urla entusiaste in una lingua aliena. Le fiamme guizzano al di là della finestra. Una molotov; alcune frasi che non suonano affatto di sinistra. Sì, è arrivato d'alema. Non ho più tempo. Devo fuggire. In fretta.Giù per la scala, nel ventre oscuro del mondo. Chissà dove sbucherò.E che non mi tornino utili certi errori grammaticali che, ultimamente, faccio sempre più spesso sia parlando che scrivendo. Ho una teoria, su questo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma è una storia per la prossima volta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La dichiarazione di voto della settimana:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-plSMr9aBDjU/TeyL3KzIeeI/AAAAAAAABDE/gAygbpu_QHg/s400/referendum-12giugno2011-e1305127292584.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615016615332051426" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;E non vi salti in testa di dire che questi quesiti "non sono importanti".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana: &lt;/b&gt;"Per progresso s'intende più la velocità che la direzione."(T.Wilder)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-7002651756046401512?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/7002651756046401512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/06/w-i-p-lamiere.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/7002651756046401512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/7002651756046401512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/06/w-i-p-lamiere.html' title='W. I. P.- &quot;Lamiere&quot;'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-nuvserbbEkc/TeyL3Zlg8yI/AAAAAAAABDM/rOsxp5bB4yc/s72-c/maxi-tamponamento-nello-iowa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-5250230655836588298</id><published>2011-05-23T13:34:00.004+02:00</published><updated>2011-05-23T14:34:54.595+02:00</updated><title type='text'>Concessioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-OwEsnmvuTfk/TdpS36kXpYI/AAAAAAAABCY/yFkjhY6UaHM/s1600/Gentleman.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 358px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-OwEsnmvuTfk/TdpS36kXpYI/AAAAAAAABCY/yFkjhY6UaHM/s400/Gentleman.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609887406411457922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questa settimana mi sono fatto un paio di regali: una nuova bicicletta e sette giorni di pausa dal lavoro. La prima è arrivata nel mio box, dopo un periglioso viaggio in auto dal più vicino centro commerciale, per colmare la necessità di avere a disposizione un mezzo di trasporto alternativo nel caso mi ritrovassi senz'auto. La quale, al momento, è in effetti dal meccanico per i soliti controlli di routine. Così, se mi capita di dover sbrigare qualche commissione, posso contare su un paio di ruote in più, che dovrebbero permettermi di ampliare il mio raggio d'azione. L'acquisto di una bicicletta è stato accolto con ilare scetticismo (pienamente giustificato) da chi ricorda come finì l'acquisto del mio ultimo velocipede; dopo anni di inattività ciclistica, ebbi la bella pensata di saltare in sella e stantuffare sui pedali come un Girardengo consumato. In effetti, dopo soli venti minuti, rincasai con qualcosa di più di una banale consunzione. Pare fosse proprio un principio d'infarto. Grazie ad Uzala me la cavai, rimangiandomi proprio in queste ultime ore la solenne promessa fatta allora di non toccare mai più nulla dotato di manubrio e pedali. Il rischio di passare a miglior vita non era infatti imputabile al mezzo, ma solo ed esclusivamente alla mia stupidità. Questa volta ho adottato un approcio molto più soft e pacato, e constato con piacere che i risultati già si vedono: innegabile ammettere che qualche pedalata al giorno mi fa sentire piacevolmente stanco, di quella stanchezza che l'attività lavorativa non potrà mai procurarti. Infatti ho avuto bisogno di staccare, ed eccomi qua, all'inizio di una settimana tutta per me in cui teoricamente dovrei e vorrei riposare, ma nel corso della quale, già so, finirò per fare di tutto e di più. La mia sinistra magione necessita di una sistemata, dopo mesi e mesi in cui acquisti, bollette e ricevute si sono ammucchiati dove capitava. Anche in questo caso, sono già entrato in azione, sorprendendo me per primo dell'energia e dell'insolita operosità che mi anima. Sarà che non ho fatto tutto tutto da solo, e che qualcuno ha saputo come spronarmi e trasmettermi una doverosa scarica energetica. Sarà che, oltre il corpo, anche lo spirito aveva bisogno di abbracciare un ambiente più sano. In effetti non avere attorno somari blateranti a ciclo continuo di amenità da terza elementare è assolutamente rinfrancante. Se mai avessi avuto dubbi sull'opportunità di concedermi questa pausa, basta il pensiero di poter pranzare e cenare senza sentire sfottò a tema calcistico che viaggiano da un tavolo all'altro della mensa su una scala di decibel troppo alta. Questa settimana dovrei anche riuscire a trovare tempo e risorse per concludere "Lamiere", un racconto breve di cui conto di svelarvi i retroscena prossimamente.. e che non ha niente a che vedere con la mia macchinina dal meccanico. Spero. A proposito di prossimamente: la aspetto con particolare ansia lunedì prossimo. Non tanto perchè rientrerò a lavoro, o per il ponte del 2 giugno (che non farò). Nemmeno tanto per la conclusione di tutta quella spazzatura televisiva che si, e ci, concederà la classica pausa estiva fatta di classiche repliche di classici telefilm polizieschi. Oh no. Aspetto settimana prossima per vedere finalmente il sipario calare su questo governo. Non per l'esito dei ballottaggi, come è facile prevedere (e come quasi tutti auspicano). All'indomani della mazzata elettorale di due settimane fa, siamo rimasti in attesa di vedere cosa avrebbe fatto bossi. E lui, dopo un allarmante silenzio e qualche moderato insulto a pisapia, ha pensato bene di uscirsene con quella che viene considerata una "sparata elettorale" da mettere accanto a quelle di donna letizia bricchetto arnaboldi, in arte moratti (abolizione dell'ecopass, dei parcheggi a pagamento, sanatoria sulle multe, orari flessibili per il carico- scarico merci, happy hour e pesce spada in offerta dalle quindici alle sedici): il senatùr vuole il trasferimento di due ministeri a Milano. silvio, dice, ha già acconsentito (e fatto peraltro retromarcia, balbettando di "dipartimenti"). Il pozzo di letame reagisce come un sol uomo opponendo al leader del carroccio un secco rifiuto, beccandosi beccandosi in risposta pernacchie non solo metaforiche. E ciò rivela, dunque, la vera strategia del partito: chiedere qualcosa che non potrà essere concesso, in modo da rompere col pdl facendo ricadere la colpa su quest'ultimo, accusandolo di tradimento. Stessa strategia, del resto, già tentata da silvio ai danni di fini. Della serie "chi di calunnia ferisce....". Una bella morale alla Esopo per la fine di questa legislatura, dove s'è dimostrato che non si può concedere, come sperava di fare il cavaliere mascariato*, tutto a tutti. Anche perchè di una settimana di ferie e di una bicicletta non si accontenta più nessuno. O quasi.&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;*La voce di glossario della settimana:&lt;/b&gt; mascariato= nel gergo malavitoso, personaggio compromesso con la criminalità organizzata (perlopiù con la mafia), quindi indifendibile presso l'opinione pubblica. A proposito di mafia, oggi ricorre il diciannovesimo anniversario della strage di Capaci, in cui morì Giovanni Falcone. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;iframe width="425" height="272" src="http://www.youtube.com/embed/Zb9jLfljYpM" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; "La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine." (G. Falcone)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-5250230655836588298?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/5250230655836588298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/05/concessioni.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5250230655836588298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5250230655836588298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/05/concessioni.html' title='Concessioni'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-OwEsnmvuTfk/TdpS36kXpYI/AAAAAAAABCY/yFkjhY6UaHM/s72-c/Gentleman.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4408219463361580670</id><published>2011-05-17T18:07:00.002+02:00</published><updated>2011-05-17T18:12:24.851+02:00</updated><title type='text'>Paolomanzia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ZjzrisIdBEM/TdKdq0M0wJI/AAAAAAAABCA/HdD2lzuDuxE/s1600/paolo-bonolis.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 280px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZjzrisIdBEM/TdKdq0M0wJI/AAAAAAAABCA/HdD2lzuDuxE/s400/paolo-bonolis.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607717844922187922" /&gt;&lt;/a&gt;No,non sto sogghignando per la temporanea (effimera?) vittoria di pisapia,noto ladro d’auto e violento. Né per l’exploit di Luigi de Msagistris in quel di Partenope. Men che meno per l’avanzata dei grillini. Anzi, l’affermarsi del movimento patrocinato da un berlusconi barbuto “dalla parte giusta” mi inquieta parecchio. Colpa mia, immagino, che mi concentro più su stili e linguaggio che sulle idee. Comunque no, non sto ghignando per nessuno di questi motivi. Ghigno e sogghigno per il ceffone preso dal cosiddetto centrodestra, in particolare dalla mamma di batman e soprattutto dal dimezzato berlusconi. Puntava a 53.000 preferenze in quella che considera(va) la sua roccaforte, e ne ha portate a casa poco più della metà. Per molti, lui compreso, è stata una sorpresa, ora piacevole ora quasi schockante. Per me, sarebbe stato sorprendente il contrario. Già da un paio di mesi vado vaticinando un collasso della maggioranza di governo, e la possibilità di elezioni anticipate. I più mi tacciano di eccessivo ottimismo. Me. Ottimista. E Chuck Norris è un seguace di Ghandi. La mia sicurezza non nasce affatto dall’ottimismo; vorrebe dire che ho scordato di vivere in italia, un paese la cui popolazione mi fa più schifo della catalogna bollita con la cotenna, per il suo arrogante vittimismo ruffiano e voltagabbana. Più semplicemente, e senza abbandonarsi a tanti voli di fantasia, basta interpretare i segni. Qualche post fa ho snocciolato quelli che indicavano il notevole affanno del pederasta del consiglio. A pochi giorni dalle elezioni, ho spiegato a qualcuno perché la debacle del pozzo di letame sarebbe stata assicurata, e senza appoggiarmi al parere di politologi e sondaggisti. Ho capito che tira una brutta aria per b. e la sua b.anda quando è stata annunciata la chiusura anticipata de “il senso della vita” di paolo bonolis. Detta così, potreste pensare che sono di nuovo pronto per la camicia di forza; ma c’è una logica dietro questa affermazione. bonolis è sempre stato il beniamino del pubblico. E’ il fighetto arrogante e piacione, con lo sguardo da scavezzacollo dal cuore d’oro; sai che ti disprezza, nemmeno lo nasconde, e sei felice di essere disprezzatro da lui. I maschietti vorrebbero somigliargli, le donne vorrebbero averlo come amante/ marito/ compagno, le madri lo vorrebbero come figlio o genero. bonolis, qualche mese fa, affermava che la maggior parte dei programmi televisivi sono “spazzatura”. Avendo condotto praticamente tutti quelli che possono a buon diritto rientrare in questa definizione, si può dire che sappia perfettamente di cosa parla. Ed altrettanto evidente è che i suoi programmi fossero una delle tante incarnazioni del berlusconismo più becero e caciarone. Forse la peggiore, perché abilmente impastata con fenomeni parastatali e bellezze in mostra c’era anche qualche velleità socio-culturale onesta come un editoriale di sallusti. Eppure, i programmi di bonolis funzionavano alla grande; ascolti record, repliche infinite, l’evidente prova che in quel contesto lo spettatatore (cioè la gente, cioè la grandissima maggioranza di noi) ci si identificava. Nell’anno che ha visto colare a picco le trasmissioni più amate dai teledementi, dal reality alla fiction, quando persino maria de filippi ha avuto bisogno di rilanciarsi grazie ai “mai dire” degli indecenti gialappa’s, si pensava che bonolis fosse una garanzia di ascolti, quindi di successo, il che avrebbe fatto tirare a tutti un sospiro di sollievo: gli italiani trangugiano ancora le stesse sciocchezze senza cambiare canale, quindi inseguono e perseguono le stesse illusioni, e proprio questo daremo loro al momento opportuno. Senonchè, “il senso della vita” è stato un flop fin dalla prima puntata. Esattamente come il suo emulo canterino su rai uno, presentato dall’impresentabile francesco facchinetti affiancato da quel fenomeno antropologico di belen rodriguez. Per non parlare di “human take control”, pseudo reality silurato dopo appena una puntata. Sempre per lo stesso motivo: bassi ascolti. Gli stessi che affliggono “zelig”, “striscia la notizia” e via enumerando. E scalando. Segno evidente, almeno per me, che l’arroganza cialtrona di bonolis, le gag insipide di aspiranti comici e le esibizioni canore di bolse stelle televisive con un piede nel dimenticatoio e la canna del gas a portata di mano non creano più complicità con lo spettatore. La crisi economica, con tutto quel che ancora si porta dietro, ha risvegliato bruscamente la maggior parte dei teledipendenti. Finalmente resisi conto che quello propinato da bonolis, belen e berlusconi (comincio ad intravedere un nesso anche nella lettera “b”) sono paesi delle meraviglie in cui ci si può rifugiare quando tutto va bene, ma decisamente meno appetibili quando devi arrabattarti in qualsiasi modo per mettere insieme il pranzo con la cena. Il rigetto sistematico di questo tipo di trasmissioni indica, oltre alla noia per l’ennesima edizione- fotocopia, anche un sussulto a livello culturale. Non sarà un caso se molta gente che conosco guarda, oppure afferma di guardare, quasi esclusivamente documentari. O di aver abbandonato del tutto la tv, come feci io a suo tempo. Liberati dallo stereotipo del mondi di cartapesta propinato dalle reti raiset, è fisiologico che il rigetto si espanda a macchia d’olio verso tutti gli altri aspetti socio- culturali del nostro quotidiano. E vada a colpire, con maggior forza, chi con certi modelli di esistenza (non chiamiamola “vita”) non solo ci campa da più di vent’anni, ma li ha addirittura usati per arrivare a montecitorio. Cadono, uno dopo l’altro, i modelli, ed alla fine tocca, inevitabile, anche allo stilista. Forse non sarà domani, e nemmeno tra un mese. Magari si tratta solo di un sussulto galvanico, e tra quattordici giorni tutto tornerà esattamente come prima. Chissà. Fatemi dare un’altra ravanata nelle interiora di bonolis, e potrei anche rispondervi. Oppure, una volta tanto, lasciatemi essere appena un po’ più ottimista del solito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana: &lt;/b&gt;carla bruni incinta; ghedini già al lavoro sugli alibi del suo cliente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; “”E’ più facile comprendere le ragioni che hanno determinato la sconfitta, che stabilire le circostanze che hanno favorito il successo.” (E. Ferrari)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4408219463361580670?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4408219463361580670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/05/paolomanzia.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4408219463361580670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4408219463361580670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/05/paolomanzia.html' title='Paolomanzia'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ZjzrisIdBEM/TdKdq0M0wJI/AAAAAAAABCA/HdD2lzuDuxE/s72-c/paolo-bonolis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4125431054886642257</id><published>2011-05-09T10:18:00.003+02:00</published><updated>2011-05-09T10:57:44.488+02:00</updated><title type='text'>Per colpa di chi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0ORal5QRSTE/TcejkTbbuqI/AAAAAAAABBQ/w4j8ndOFOIc/s1600/dito-puntato.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 281px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-0ORal5QRSTE/TcejkTbbuqI/AAAAAAAABBQ/w4j8ndOFOIc/s400/dito-puntato.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604628105371826850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Scoppia la crisi economica,e l’azienda in cui lavori annuncia che,allo scadere del contratto,lascerà a casa tutti i lavoratori interinali.Da delegato sindacale,proponi un’ora di sciopero,per solidarietà nei confronti dei colleghi licenziati e per dare un segnale alla direzione.La maggioranza degli altri membri di rsu ti stoppa subito:l’azienda è nel suo pieno diritto,non è questo il momento di alimentare tensioni blablabla.Inizia poi una cassa integrazione che si protrarrà per due anni;la tua proposta di presidiare i cancelli viene accolta con indignato scandalo.L’azienda è nel suo pieno diritto,non è il momento di alimentare tensioni blablabla.La messa in cigo coatta e continuativa di alcuni lavoratori a scapito di altri,che lavorano come se niente fosse, la dismissione e trasferimento all’estero di alcune linee produttive,un piano aziendale che prevede una drastica riduzione dell’attuale forza lavoro:per ciascuna di queste situazioni chiedi agli altri sindacalisti di dare un segnale forte, fosse pure un sussulto galvanico,e puntualmente i paladini delle maestranze allargano le braccia facendo spallucce:non è il momento, non bisogna alimentare tensioni blablabla.Poi,mercoledì scorso,entri in reparto e trovi nelle bacheche la proclamazione di un’ora di sciopero per il giorno dopo.Motivo:a fronte di una significativa ripresa del lavoro,l’azienda a chiesto il ripristino di una forma d’orario che permette di sfruttare a pieno gli impianti anche durante la pausa mensa.Peccato che,pur avendo incassato il nulla osta dei lavoratori interessati,si sia dimenticata di supplicare il sindacato.Che,sentitosi scavalcato,reagisce come il celebre biNbominKia portandosi a casa il pallone.Ora:tu decidi di non aderire a questo sciopero,viste tutte le cose ben più gravi che sono state liquidate con una scrollata di spalle.Nè ti lasci intimidire quando i delegati,con aria minacciosa,perlustrano i reparti per costringere chi non ha aderito ad uscire.Perché,non dimentichiamolo,il sindacato è democratico.Rispetta talmente l’opinione di tutti da incitare gli scioperanti a tornare a casa,per protesta contro di noi e contro l’azienda,rea di non averci costretto ad adeguarci alla massa.Non solo il gregge,belando indignato,salta in macchina tornando ciascuno alla propria stalla,ma il giorno dopo,tra uno sguardo ostile e l’altro,ti accusa pure di avergli fatto perdere la giornata di lavoro,di aver minato l’unità tra i lavoratori,di essere uno schiavo del padrone blablabla.Come se già non fosse stato abbastanza mortificante ricevere i ringraziamenti della direzione per non aver abbandonato il posto di lavoro (ringraziamenti prontamente rispediti al mittente),ti tocca pure condividere aria e spazio vitale per quaranta ore settimanali con dementi di tal fatta.I quali sgranano gli occhioni allorchè gli fai notare tutte le altre faccende passate sotto silenzio,aggiungendo che,se proprio non volevi tornare a casa,allo scadere dell’ora programmata potevi anche tornare in reparto;il segnale l’avevi comunque dato.Quando ti senti rispondere,con voce incerta e stizzita,”ho fatto come ha detto il sindacato”,cominci a capire molte cose.Quelle che mancano,diventano chiare quando il penultimo baluardo della rivoluzione d’ottobre mormora a denti stretti: “e poi,non condividevo nemmeno io lo sciopero,ma ieri non avevo propria voglia di lavorare,e poi l’han fatto tutti…”.Quindi uso il comodo paravento della difesa dei miei diritti (che spesso ignoro anche più dei miei doveri,ma dei quali mi riempio la bocca) e della massa per rincasare giusto in tempo per vedere il galà dell’isola dei famosi. Prendendomela poi con Bobby e gli altri,colpevoli di aver usato la propria testa,a prescindere che fossero giuste o meno le motivazioni.Ma è così difficile,ragionare da soli. Difficile e rischioso,perché implica una successiva assunzione di responsabilità.Molto più comodo e facile obbedire ciecamente,sperare che vada tutto per il meglio,e se non è così…eh,ma io ho fatto come mi han detto.Non è colpa mia,ma di chi ha dato l’ordine. O,meglio ancora,di chi non l’ha eseguito, spezzando il nostro glorioso fronte.Non siamo tutti nella stessa barca,in fin dei conti?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Certo che sì.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed io e te non siamo forse uguali?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Capisco che ce l'hai con me,ma adesso stai esagerando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt; -La notizia della settimana:&lt;/b&gt; berlusconi promette di liberare Napoli dalla spazzatura (ancora), mandando la russa ed i militari a raccoglierla (ancora),e così facendo aumentandola di fatto (ancora).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; “Sai perché ho perso una giornata di lavoro,ieri?” “Perché sei un cretino.” (scambio di battute tra un “lavoratore” e Bobby S. Pedersen )&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4125431054886642257?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4125431054886642257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/05/per-colpa-di-chi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4125431054886642257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4125431054886642257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/05/per-colpa-di-chi.html' title='Per colpa di chi'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-0ORal5QRSTE/TcejkTbbuqI/AAAAAAAABBQ/w4j8ndOFOIc/s72-c/dito-puntato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-1140589465328374162</id><published>2011-05-02T00:01:00.000+02:00</published><updated>2011-05-02T00:01:02.085+02:00</updated><title type='text'>Detective oltre l’orlo di una crisi di nervi.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zSdiL8NoGk8/Tb22W6OmYEI/AAAAAAAABAw/GeUUM5HLsUM/s1600/sherlock_holmes_soluzione_sette_per_cento_robert_duvall_herbert_ross_013_jpg_gtfw.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 312px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-zSdiL8NoGk8/Tb22W6OmYEI/AAAAAAAABAw/GeUUM5HLsUM/s400/sherlock_holmes_soluzione_sette_per_cento_robert_duvall_herbert_ross_013_jpg_gtfw.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5601834016222634050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di Sherlock Holmes, celeberrimo detective inventato dalla felice penna di Sir Arthur Conan Doyle, sappiamo praticamente tutto: è infallibile, pressochè inseparabile dalla sua pipa e dal fido amico/ biografo John Watson, professione medico, e senza il decisivo contributo dell’inquilino del 221 di Baker Street il povero ispettore Lestrade di Scotland Yard faticherebbe a chiudere dietro le sbarre numerosi criminali. Ci sono poi aspetti meno noti, oppure solo accennati, che gettano diverse ombre sulla figura dell’investigatore più amato ed imitato di tutti i tempi. La spiccata misoginia, ad esempio, l’indole caotica e confusionaria. E,soprattutto, la tossicodipendenza. Il buon Sherlock, infatti, nelle pause forzate tra un caso e l’altro è solito farsi di cocaina, diluita in una soluzione al sette per cento, allo scopo di mantenere il più attivo possibile il cervello,senza tuttavia rischiare di incorrere in allucinazioni o diventare dipendente a tutti gli effetti. Almeno, così sostiene lui, del tutto impassibile di fronte alla stizza del dottor Watson, giustamente preoccupato dagli effetti che la droga potrebbe provocare nel tempo. Il buon medico, ormai felicemente sposato, non accoglie dunque con eccessiva sorpresa la richiesta d’aiuto dell’ex padrona di casa: la signora Hudson, disperata, lo manda a chiamare perché l’aiuti a far rinsavire Holmes, asserragliato nella propria camera da letto. Il detective sente infatti la propria vita minacciata dal perfido professor Moriarty, “il Napoleone del crimine”, colui che, come ha scoperto dopo rischiosissime ed estenuanti indagini,tira le fila di tutta la criminalità londinese. Figurarsi la sorpresa del dottore quando, ricondotto l’amico ad una parvenza di ragione,torna a casa e trova ad aspettarlo proprio il bieco Moriarty,che si rivela essere un mite professore di matematica, esasperato dalle continue minacce e pressioni di Sherlock Holmes…del quale fu il precettore in gioventù.Resosi conto della gravità della situazione, Watson decide di tentare il tutto per tutto e,con uno stratagemma,attira a Vienna Holmes per farlo visitare,e possibilmente curare,da un collega i cui studi stanno facendo discutere la comunità scientifica di tutto il mondo.Un tale Siegmund Freud.Tra deliri onirici e dimostrazioni che,malgrado tutto,le facoltà deduttive non sono affatto deteriorate,dottori e paziente dovranno unire le forze per salvare una fanciulla vittima di un terribile complotto;l’indagine si dimostrerà molto più avventurosa del previsto, e farà emergere un episodio del passato di Holmes che risponderà,una volta per tutte,ad alcuni degli enigmi legati alla sua figura.Girato nel 1976 Herbert Ross per la Universal, “Sherlock Holmes: soluzione sett per cento” è uno di quei gioiellini che spiegano da soli perché non scambierei mai un film di oggi con uno dei bei tempi andati.Girato con brio,attento nella ricostruzione degli ambienti ed alla psicologia dei personaggi,è un film che per un’ora e quaranta tiene viva l’attenzione con una trama solida,ricca di colpi di scena che scattano con la precisione di un orologio svizzero. Notevoli anche le trovate visive (il delirio onirico di Holmes in astinenza è disturbante quanto basta) e,per non farci mancare niente,il rocambolico inseguimento finale tra treni ricompensa la mancanza di azione precedente.Non manca nemmeno un certo sense of humor,ovviamente e rigorosamente british,ed a volerci proprio trovare un difetto ci si poteva risparmiare è l’happy end un po’ troppo telefonato. Peccatuccio veniale,di fronte ai numerosissimi rimandi all’opera letteraria di Doyle (che modellò Holmes sulla figura di un chirurgo del quale fu assistente;alzi la mano chi lo sapeva) che faranno felici i cultori del personaggio,ed al cast di prima grandezza. Alan Arkin è un Freud che alterna magistralmente azione e riflessione; Robert Duvall conferisce il dovuto aplomb britannico al suo Watson; e se la grazia della sfortunata Vanessa Redgrave porta il giusto tocco di conturbante femminilità alla storia, la menzione d’onore va a Nicol Williamson per il suo Holmes isterico ed istrionico. Se pensate che il più anticonformista Sherlock della storia sia quello di Robert Downey Jr., guardate questa pellicola e ricredetevi. Senza dimenticarvi di Basil Ratbone e, soprattutto, dello strepitoso Michael Caine di “Senza Indizio”. Grazie a loro, non serve bucarsi per fare viaggi spettacolari.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Sherlock Holmes: Soluzione Sette per Cento&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Di Herbert Ross,&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;con Alan Arkin, Robert Duvall, Nicol Williamson, Vanessa Redgrave, Laurence Olivier, &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Usa, 1976,&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Durata: 113 minuti. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;Due nomination all’Oscar. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana&lt;/b&gt;: bossi assicura che il governo non cadrà. Non prima di averlo menato per bene.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; “Io non tiro mai ad indovinare. E’ una abitudine deplorevole, deleterea per le facoltà logiche.” (Sherlock Holmes, “Il Segno Dei Quattro”)&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-1140589465328374162?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/1140589465328374162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/05/detective-oltre-lorlo-di-una-crisi-di.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1140589465328374162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1140589465328374162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/05/detective-oltre-lorlo-di-una-crisi-di.html' title='Detective oltre l’orlo di una crisi di nervi.'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-zSdiL8NoGk8/Tb22W6OmYEI/AAAAAAAABAw/GeUUM5HLsUM/s72-c/sherlock_holmes_soluzione_sette_per_cento_robert_duvall_herbert_ross_013_jpg_gtfw.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-3438883436494617599</id><published>2011-04-24T11:56:00.004+02:00</published><updated>2011-04-24T13:20:08.172+02:00</updated><title type='text'>Zartan</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QBAoUb2ouec/TbQFMUdfCbI/AAAAAAAABAQ/RE5QX1kSuFI/s1600/zartan10rn.gif" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 223px; height: 234px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-QBAoUb2ouec/TbQFMUdfCbI/AAAAAAAABAQ/RE5QX1kSuFI/s400/zartan10rn.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599105945937316274" /&gt;&lt;/a&gt;Quando ti trovi d'accordo con piercasinando e,parzialmente,con "pota" calderoli, le ipotesi sono due: sei diventato un imbecille loro pari,oppure la situazione è a tal punto degenerata che persino loro se ne sono resi conto.Mi piace pensare di appartenere alla seconda categoria,e di essermi accorto di come stanno le cose già da qualche mese,mentre ora è sotto gli occhi di tutti.O quasi.Per alcuni,quelli degli ultimi giorni sono l'ennesimo tentativo di sviare l'attenzione da ben altre questioni.Mi permetto di dubitarne.Una cosa che s'è imparata in un ventennio di berlusconismo è che,per distrarre l'opinione pubblica italiota,basta poco.Prendi un banale articolo di cronaca nera (per quanto possa definirsi "banale" un caso di omicidio,o di violenza carnale), infiorettalo con qualche particolare sordido ed il parere di qualche "esperto",e voilà,tutti si dimenticano di questioni come il processo breve,il nucleare ed il capo del governo che va a puttane e bacia la mano a dittatori stranieri,additati come "esempi di democrazia".Da che mi interesso di politica,è sempre stato così.Da quel che vedo in questi giorni,così non è.Certo,ci si prova a spostare l'attenzione su altro,per esempio se le ragazze,alle notti di arcore,fossero portate da fede o mora.O sul volontario ucciso a gaza,del quale fino al giorno dell'uccisione si ignorava persino il rapimento. In questo fine settimana si sta tentando anche l'extrema ratio del solito omicidio misterioso della solita bella ragazza che,come al solito,viene già chiamata per nome,onde aumentare il senso di partecipazione da parte del pubblico bove.Pare però che,questa volta,le "armi di distrazione di massa" stiano sistematicamente fallendo il loro compito,vedendo le reazioni che suscitano,giorno dopo giorno,le nuove demenziali trovate di alcuni esponenti della maggioranza.Per gli alcuni di cui sopra,questi kamikaze del ridicolo sono mandati allo sbaraglio da berlusconi stesso,al solo scopo di distrarre l'attenzione.Chi pensa una cosa simile,dimostra di non aver capito nulla di questi ultimi quindici anni.O di aver dimenticato quanto astuto sia quel piccolo figlio di puttana incatramato. Persino lui,dall'alto della sua megalomania,percepisce il cambiamento. Pensateci:quando mai il berlusconi che conosciamo sarebbe fuggito dall'uscita di servizio di una basilica,per evitare contestazioni?Quando mai il berlusconi che conosciamo si sarebbe presentato in aula,in un processo in cui è imputato,per dimostrare di non temere le accuse?Quando mai si sarebbe dato tanto da fare per far saltare il referendum del dodici giugno,rimangiandosi il tanto sbandierato ritorno al nucleare (almeno temporaneamente,e va anche detto che,comunque,il disastro di Fukushima ha inciso parecchio su questo momentaneo stop) insieme alla privatizzazione dell'acqua,solo per far saltare anche il quesito sul legittimo impedimento?Da che ricordo,non è questo il modus operandi di Al Tappone.Che, probabilmente, deve essersi pure accorto che il maggior pericolo per il suo governo viene proprio dagli stessi membri del suo partito.In un'intervista a "il messaggero", casini li definisce degli "yes-man".Io,più prosaicamente,li classifico "servi sciocchi",pronti a tutto non già per salvare il loro datore di lavoro (come dovrebbero fare gli "yes-man" degni di questo nome),ma al solo scopo di compiacerlo,sperando di rientrare nelle di egli grazie al momento opportuno;non dimentichiamoci che,per i servizi resi,i cosiddetti "responsabili" della premiata ditta moffa-scilipoti esigono un congruo pagamento.Il che porterà,inevitabilmente,a far cadere in disgrazia qualcun altro.&lt;div&gt;Ecco quindi materializzarsi,sui muri del milanese,i celeberrimi manifesti anti-procura;il povero lassini,mandante dell'iniziativa,invece di glorie ed onori ha raccolto pernacchie e ceffoni da ogni dove,a cominciare dal suo stesso partito.Ma,assicura,"berlusconi mi ha chiamato ed è con me".Ed anche daniela santanchè e roberto castelli,la qual cosa dovrebbe spingere l'imprudente attacchino a più attenta riflessione.O forse no;dopotutto,anche la santamadechè e castelli appartengono alla stessa categoria.Così come il direttore generale della rai masi,che chiama in diretta santoro per dissociarsi dal suo programma e,pochi giorni dopo,telefona a simona ventura per non dissociarsi dall'isola dei famosi (che,ascolti alla mano,difficilmente verrà riproposta l'anno prossimo).Lo stesso masi,rimanendo serio e scordandosi dei ripetuti richiami ricevuti dall'agcom,bacchetta "annozero", "ballarò" e "potere" perchè violano le regole della par condicio.Pare infatti che diano troppo spazio all'opposizione.O,per meglio dire,ai diversamente complici.Nessuno dei quali,alle prossime elezioni,potrà contare sul mio voto.Pare infatti che io rientri in quel 40% di italiani che non andrà a votare,o non sa per chi farlo.Certo,da qui a qualche mese la situazione potrebbe anche cambiare.E,contro ogni previsione,potrei anche votare per il pdl.Non perchè creda all'improvviso ravvedimento di silvio e del suo entourage;semplicemente perchè,da che ho ricordo,le mie simpatie sono sempre andate ai cattivi,sempre tesi a conquistare il mondo con piani grandiosi ed inutilmente complessi,ma destinati al fallimento proprio a causa dell'incapacità dei loro sottoposti.Nessuno dei quali,però,se n'è mai andato da una trasmissione bofonchiando in un mitragliar di tacchi e svolazzar di gonna a giropelo.Incapaci ed inetti sì,ma con dignità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana:&lt;/b&gt; papa ratzy apprezza chi si prodiga nell'accoglienza degli immigrati.Un uomo con evidente carenza di autotisma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; "La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi."  (I. Montanelli)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-3438883436494617599?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/3438883436494617599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/04/zartan.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3438883436494617599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3438883436494617599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/04/zartan.html' title='Zartan'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-QBAoUb2ouec/TbQFMUdfCbI/AAAAAAAABAQ/RE5QX1kSuFI/s72-c/zartan10rn.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-6520429870361014842</id><published>2011-04-18T16:56:00.001+02:00</published><updated>2011-04-18T17:04:18.209+02:00</updated><title type='text'>Incontri ravvicinati del primo anno</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-UyMMwlZHPMQ/TaxS0veoT_I/AAAAAAAAA_g/c1EilF_Ou1E/s1600/Dryfess.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 219px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-UyMMwlZHPMQ/TaxS0veoT_I/AAAAAAAAA_g/c1EilF_Ou1E/s400/Dryfess.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596939502966296562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non capitava da un po’;dismessi i panni del sindacalista,intervenuto in veste di autore ovunque mi fosse offerto lo spazio per farlo,sfiorato persino il non così magico mondo televisivo, ero convinto che difficilmente avrei avuto altre occasioni per intrattenere più di una mezza dozzina di persone nella veste di oratore.Difficile dire se ciò mi spiacesse o meno.&lt;br /&gt;Sapete quanto ami discutere degli argomenti più disparati,ma un interlocutore con cui dialogare seriamente faccia a faccia,oggigiorno,è più raro da trovare di un programma televisivo intelligente sulle reti mediaset.O di un sostenitore di grillosavianotravagliolacgil dotato di spirito critico verso i loro beniamini.Dunque è probabile che la mia voglia di dialogo e confronto stesse morendo più per solitudine che per mancanza di spazi dove esercitarsi.Forse la stavo soffocando io stesso, lentamente e inconsciamente,stufo come sono di avere a che fare con gente asserragliata nel proprio guscio, troppo presa a sfamarsi con pasti a base di idee preconfezionate,rassicuranti e poco impegnative.Da premesse tanto poco incoraggianti (sono sempre io,dopotutto) non è difficile immaginare la perplessità con cui ho accettato di partecipare,la scorsa settimana,ad un incontro pubblico.La cosa bolliva in pentola da un’annetto,grazie ad un’amica che ha pensato di passare il mio libro ad un’insegnante.Che,colpita dallo stile e dalle tematiche di “Racconti a Margine”, mi ha chiesto se fossi interessato a svelare un po’ dei miei segreti e di bobby- pensiero a qualcuno che mai avrei pensato di intrattenere.Non è una novità che,salvo casi elencabili sulle dita di una zampa di Ronfo(e ne avanzerebbero pure,)detesto i bambini d’ogni età.Specie se,malgrado l’anagrafe permetta loro di guidare l’auto e comprare alcolici nei negozi,si ostinano a comportarsi da infanti capricciosi e viziati.Immaginate dunque la mia reazione una volta saputo che la platea sarebbe stata composta da alunni della prima media.Malgrado ciò non ho pensato di rinunciare nemmeno per un istante;si trattava,dopotutto,di un’esperienza del tutto inedita,e chissà che non si rivelasse istruttiva persino per me.E sì,ho valutato l’idea di portare con me l’ascia bipenne.Tanto per sicurezza.Alla fine,mercè la mia immarcescibile prigizia,non l’ho staccata dalla parete del salotto.&lt;br /&gt;Per fortuna.Mi sarei zavorrato per nulla.&lt;br /&gt;L’ora e mezza trascorsa coi “primini” è stata una delle esperienze più gratificanti e sorprendenti di sempre.E’ stato innegabilmente piacevole tornare per un po’ sotto i riflettori,essere il catalizzatore di sguardi così curiosi,attenti,certamente anche un po’ perplessi;il tizio vestito di nero,con sciarpa a strascico in tinta e impermeabile stazzonato era di sicuro quanto di più lontano si possa accostare all’immagine tipo dello scrittore che,certamente,si erano fatti.&lt;br /&gt;Ma è stato ancor più sorprendente scoprire in questi ragazzini un pubblico intellettualmente pronto, capace di porre domande abbastanza complesse da far esplodere la testa di un qualsiasi amico di maria,e di spiazzarmi almeno un paio di volte con argomenti mai nemmeno sfiorati dagli “adulti” coi quali mi capita di discutere di scrittura.&lt;br /&gt;Senza contare la soglia d’attenzione,ben più alta di quella dimostrata da molti dei “grandi”.&lt;br /&gt;Se speravano di scoprire il segreto per scrivere bene e in fretta,temo siano rimasti delusi.&lt;br /&gt;Se volevano passare un pomeriggio diverso,spero di essere riuscito a darglielo.&lt;br /&gt;Sicuramente,la mia prospettiva nei confronti dei più piccoli è un po’ cambiata,ed è riassumibile in quella che vi propongo come frase della settimana.&lt;br /&gt;Il che non mi impedirà,comunque,di continuare a detestare bambini e ragazzini,specie dai trenta in su.Ma,almeno,da adesso avranno un minimo beneficio del dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;-Il mio botta e risposta preferito:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;“Bobby,che lezione possiamo imparare dai tuoi racconti?”&lt;br /&gt;“Spero nessuna”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; “Da piccoli son tutti in gamba,è crescendo che si guastano.” (Anonimo… o quasi)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-6520429870361014842?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/6520429870361014842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/04/incontri-ravvicinati-del-primo-anno.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6520429870361014842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6520429870361014842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/04/incontri-ravvicinati-del-primo-anno.html' title='Incontri ravvicinati del primo anno'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-UyMMwlZHPMQ/TaxS0veoT_I/AAAAAAAAA_g/c1EilF_Ou1E/s72-c/Dryfess.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4370446001839993791</id><published>2011-04-04T18:54:00.005+02:00</published><updated>2011-04-08T04:31:19.798+02:00</updated><title type='text'>Il curioso caso dell’uomo a margine</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-tKZLWcyHWfY/TZn6t8-xs_I/AAAAAAAAA_Q/IgS9VMq7vVk/s1600/76571a387a_41563042_o2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-tKZLWcyHWfY/TZn6t8-xs_I/AAAAAAAAA_Q/IgS9VMq7vVk/s400/76571a387a_41563042_o2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591776079727670258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Succede anche così: una mattina ti svegli, ancora mezzo assonnato ti siedi davanti al monitor, e la tua attenzione viene attratta da un articolo in fondo alla prima pagina online del Corriere della Sera. Sorseggiando il caffè tra uno sbadiglio e l’altro, ci clicchi sopra, giusto per cominciare la giornata scuotendo la testa. Pare che roberto saviano sia stato chiamato a dare consigli ad aspiranti scrittori di ogni età, e sono ancora lì a chiedermi quale sarà la prossima vetta di prostituzione mediatica che raggiungerà la soubrettina dell’antimafia, quando finalmente i miei occhi si snebbiano abbastanza da scorgere qualcosa per cui è valso la pena aprire questa pagina. Un paio di parole. Mi lascio alle spalle, senza troppi rimpianti, il Giano biforcuto della lotta al crimine organizzato e mi concentro su qualcosa di molto più interessante. Talmente interessante che non sembra vero: un concorso letterario, aperto a tutti i lettori del Corriere della Sera (purchè iscritti al sito). Basta inviare un racconto, lasciare alla redazione il tempo di dargli un’occhiata e, se ritenuto valido, lo si vedrà pubblicato online. Non ho ancora finito di leggere il termine ultimo per gli invii ed i premi per i vincitori, che già sto spulciando l’archivio, in cerca di qualcosa rispondente ai requisiti minimi di lunghezza. Trovo quasi subito il candidato ideale: “Cuore di Mamma”. Sei pagine, il tema forte ma attuale; esattamente quello che mi serve. Il tempo di una revisione, per eliminare sviste ed errori di battitura, e premiamo “invio”. Un’infinità di volte. Senza successo. Un ossessivo pop- up (che ben potrebbe essere protagonista di un mio prossimo racconto) mi informa che “Il numero di caratteri inseriti non è valido”. Malgrado un’interminabile serie di tentativi scanditi da bestemmie da far accapponare la pelle, tale rimarrà. A riprova che l’informatica, come tutta la tecnologia del resto, non è una scienza, ma un’opinione. L’esasperazione prende infine il sopravvento sulla voglia di sana competizione, di misurarsi con altri appassionati, sottomettendosi al giudizio inopinabile di illustri sconosciuti. Non sarà “Cuore di Mamma”, ok, ma qualcosa dovrò pur riuscire ad inviare. Non può vincerla quel cazzo di pop- up. O non mi chiamo più Bobby. Già, ma quali alternative ho? Una nuova ispezione nella cartella “Racconti” fa emergere due potenziali rimpiazzi: “Sogno” e “L’Uomo  a Margine”. Ottimo, ma me ne serve uno solo. Chi scegliere? Alla fine, novello ponzio pilato, lascio che siano altri a decidere. E la spunta “L’Uomo a Margine”, definito da chi l’ha letto “angosciante”, “cupissimo”, “che ansia!”. Anche stavolta, il tempo di una formattazione e premiamo “invio”, sperando che Uzala ce la mandi buona. Sulle prime, sembra proprio che il Dio meccanico di Atlantide mi abbia voltato la coda: ecco di nuovo, implacabile, il pop- up che ti rinfaccia l’eccessiva lunghezza del racconto. Una volta. Due. Finchè alla terza, forse impietosito, forse su suggerimento di tutti i santi stufi di essere chiamati in causa, si addolcisce in un più neutro “grazie per aver inviato il tuo racconto”. Potrei quasi dirmi soddisfatto anche solo di aver alfine avuto ragione di un’ammasso di schede stampate e microprocessori, pazienza se anche non lo pubblicano… Invece il buon vecchio drago atlantideo ha di nuovo volto il proprio sguardo su di me. La mattina dopo, tra i nuovi racconti pubblicati, fa capolino “L’Uomo a Margine”, eroe per caso che certamente non si aspettava un simile debutto. Né, forse, che avrebbe mai avuto l’occasione di presentarsi in società. Ed è ancora lì, che aspetta di essere letto, apprezzato, e magari gratificato di una stellina o due… Specie dopo la brutta avventura capitatagli questa mattina. Dopo un fine settimana da leone, in cui ha veleggiato a metà della classifica dei più votati, per non so quale motivo (vedi la riflessione precedente sulla tecnologia ed affini) i voti sono stati azzerati; insomma, si riparte da capo. Non è ancora ben chiaro quale sia il link della versione “ufficiale” da votare; a scanso di equivoci, ve li metto entrambi. Fateci un giro, dategli un’occhiata, se vi piace consigliatelo ad amici e parenti; se invece vi restano dubbi, critiche, suggerimenti o quant’altro sono qui per chiarire i primi e raccogliere il resto. E se mai vi abbandonaste alla prolissità… so dove trovare un pop- up capace di rimettervi a posto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Il link per votare e condividere “L’Uomo a Margine”:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/ioscrivo/racconti/racconto-220051.shtml"&gt;http://www.corriere.it/ioscrivo/racconti/racconto-220051.shtml&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; “Avevo uno scopo nella vita. Ma quando l’ho raggiunto, s’è voltato e non era lui.” (L. Ortolani)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;PS: se vi state chiedendo dov’è finito il box “Offri un pensiero”, chiedetelo agli spammer.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4370446001839993791?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4370446001839993791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/04/il-curioso-caso-delluomo-margine.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4370446001839993791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4370446001839993791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/04/il-curioso-caso-delluomo-margine.html' title='Il curioso caso dell’uomo a margine'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-tKZLWcyHWfY/TZn6t8-xs_I/AAAAAAAAA_Q/IgS9VMq7vVk/s72-c/76571a387a_41563042_o2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4266305519598270443</id><published>2011-03-27T00:01:00.000+01:00</published><updated>2011-03-27T00:01:01.278+01:00</updated><title type='text'>modà</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-NiIcpQgUup4/TYz3ev9wIBI/AAAAAAAAA9w/cqMQtP30yVY/s1600/mod%25C3%25A0-tour.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 350px; height: 247px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-NiIcpQgUup4/TYz3ev9wIBI/AAAAAAAAA9w/cqMQtP30yVY/s400/mod%25C3%25A0-tour.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588113345303552018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La cronaca macina uno scandalo dopo l’altro e quando presenta il più recente relega nell’oblio quello che fino al giorno prima sembrava un esecrabile motivo di indignazione. E’ lo stesso procedimento messo in atto dalla discografia quando offre alla venerazione del pubblico meno preparato gruppi di scarso valore presentati però come coloro che faranno impallidire Euterpe. Giusto per limitarci agli ultimi anni, abbiamo visto esplodere le vibrazioni subito sepolti da quella operazione di marketing, degna del lancio di un nuovo prosciutto, con cui si sono imposti i negramaro. Dopo un dischetto pieno di motivetti mediocri eseguiti con un accento strascicato talmente irritante da farti rimpiangere il vibrato budinoso di Riccardo Fogli ai tempi dei Pooh, ecco i salentini già in fase down che incolpano la mancanza di promozione perché schiacciati dal lancio dei modà. Che poi sarebbero l’ultima puntata in questa vertiginosa successione di carne da playlist radiofonica. Credo che i modà meritino una attenzione entomologica. Noi che non frequentiamo le radio fatte con le divette televisive, con le prese in giro agli ascoltatori che telefonano e con le canzoncine imposte dale case discografiche, ci siamo visti esplodere tra le mani troppo tardi questo ennesimo Progetto Bufala. Da quando nei supermercati, nelle pubblicità truffaldine di suonerie telefoniche e nelle autoradio periferiche a palla abbiamo sentito note sparse di una canzone- collage, tale la notte. Pare che abbia fatto impazzire eserciti di shampiste, troppo giovani per rendersi conto di alcune cose. Che la canzone, con i suoi toni infuocati, sembra Se bruciasse la città, antico successo di Massimo Ranieri. Che, come dimostrato dall’imperdibile sito plagimusicali.net, contiene un taglia- e- incolla da un noto brano di Elton John. E che il cantante, tale kekko, urla troppo. Ogni tanto nel corso della Storia si urla. Negli anni 60 artisti come Tony Dallara e la prima Mina erano definiti urlatori perché avversavano il bel canto italiano e festivaliero, sussurrato e melodico, con un’onda energica e davvero rivoluzionaria. Oggi gente come i modà e i loro sodali emma marrone e francesco renga quando sul palco urlano in maniera belluina non fanno la rivoluzione, ma credono di essere i portabandiera del bel canto italico. Putroppo non basta lanciare grida lancinanti da film horror giapponese per porsi a eredi di Claudio Villa. Serve scuola, educazione, esercizio, preparazione. Leggete invece cosa scrive sul sito della band il kekko: “Beh io sono un perito informatico ma non ci capisco molto… per quanto riguarda la musica… boh… schiaccio i tasti e mi vengono le parole… poi non so… a volte vengono le canzoni, altre le porcate. In pratica non sono un figlio d’arte o uno di quei maniaci che hanno studiato una vita…”. Se avete studiato dieci anni al conservatorio siete solo dei poveri cretini perché per avere successo nella vita basta frequentare svogliatamente un Itis di periferia, girare tutto il giorno in motorino e ogni tanto pestare tasti a caso. Un bel messaggio educativo. Grazie, kekko. E complimenti per le k nel tuo nomignolo, un ammiccamento all’ormai sbiadito giovanilismo da sms. Te l’ha suggerito federiko moccia? Rozzi, periferici, incolti, ma senza la forza animale dei Rolling Stones, i modà si definiscono una band rock. Ma la loro musica sta al rock come giampiero galeazzi sta all’anoressia. Si definiscono allo stesso tempo romantici, ma a sanremo hanno saputo proporre solo un’altra canzone- collage di frammenti già sentiti, rubati al patrimonio musicale degli anni 60. Noi abbiamo amato il citazionismo postmoderno, dichiarato e ironico di Franco Battiato. Non si può fare lo stesso con il continuo taccheggio dei modà, anche perché in loro non c’è ironia, ma l’arroganza di chi si sente forte solo perché giovane. Anche se a ben vedere così giovani non sono stando alle capigliature in rapida fuga. Modà, fate qualcosa subito per salvare i capelli! Non fate come me che ho commesso un errore: non ho mai usato la brillantina Linetti (non l’avete capita? Era uno slogan pubblicitario molto in voga nel periodo in cui andavano le canzoni che oggi impunemente depredate).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;(Articolo di Tommaso Labranca tratto da Film TV #10 del Marzo 2011; copyight degli aventi diritto. Minuscoli dei nomi, dove presenti, miei.)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana:&lt;/b&gt; per gianni letta l’aumento dei carburanti per finanziare il ministero della cultura sarà ben accolto dagli italiani. Che non hanno ben chiaro quanti punti premio servano per poter ritirare la “cultura” presso il distributore di fiducia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana: &lt;/b&gt;“La mediocrità rende più del genio.”(P. Daninos)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4266305519598270443?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4266305519598270443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/03/moda.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4266305519598270443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4266305519598270443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/03/moda.html' title='modà'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-NiIcpQgUup4/TYz3ev9wIBI/AAAAAAAAA9w/cqMQtP30yVY/s72-c/mod%25C3%25A0-tour.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-7484196861905812393</id><published>2011-03-20T11:06:00.006+01:00</published><updated>2011-03-20T17:54:46.652+01:00</updated><title type='text'>Il Cigno Nero</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Si0WfaehBUE/TYXSS-xCx7I/AAAAAAAAA9g/g2so2pi5Z_A/s1600/black_swan_ver6.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Si0WfaehBUE/TYXSS-xCx7I/AAAAAAAAA9g/g2so2pi5Z_A/s400/black_swan_ver6.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586102136351147954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Dal Dottor Jekill di Stevenson al Doria Gray di Oscar Wilde, il tema del doppio, del riflesso corrotto di noi stessi, è stato ripreso più volte, con infinite variazioni sul tema. Può essere l’esposizione a prodotti chimici di varia natura, a far emergere con violenza la bestia, o più banalmente l’opprimente routine di ogni giorno, come ci insegnano, soprattutto, le cronache dei quotidiani. Non di rado, il doppelganger prende il sopravvento senza che nemmeno ce ne accorgiamo, precipitandoci in una realtà allucinante ed allucinata, dove i più inconfessabili desideri prendono vita. Ai deliri dei Jack Torrance e delle Betty di lynchana memoria, si aggiungono quelli di Nina, giovane ballerina ossessionata dalla perfezione assoluta e da una madre sciatta, che vorrebbe per la figlia quella grandezza che lei non ha potuto raggiungere in gioventù, occasione mancata della quale accusa, inconsciamente, proprio la figlia. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="435" height="275" src="http://www.youtube.com/embed/xp9kvL5hfc4" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’occasione della vita si presenta quando Nina viene scelta per interpretare l’ambita parte di Odette, protagonista de “Il Lago Dei Cigni” di Tchaikovsky; ma, per volere dell’impresario, la ragazza  dovrà anche trovare, dentro di sé, la torbida sensualità che farà di lei il perfetto cigno nero, alter ego che causerà la morte della sfortunata principessa. Per Nina inizia così il calvario che la condurrà nei più oscuri meandri di se stessa, tanto sul palco quanto nella vita. Detta così, la trama dell’ultimo film di Aronofsky non pare niente di eccezionale, ed in effetti lo scivolone nel “già visto” era dietro l’angolo. Fortunatamente, il regista ha pensato bene di incoccare diverse frecce sul proprio arco. Rinunciando al mondo di cartapesta rifilatoci dagli ultimi film danzerecci per biNbiminKia cresciuti a pane e talent, dimostrando che non per forza i sacrifici della protagonista deve infine esser ripagati dal dozzinale “vissero tutti felici e contenti”, veniamo da subito gettati in un mondo sporco e disadorno, con luci sempre sul punto di venire inghiottite dalle ombre. Luoghi dell’anima, prima ancora che fisici, manifestazioni della cinica lascivia che muove ed unisce i personaggi, primo tra tutti un luciferino Vincent Cassel, perfetta sintesi di maestro e corruttore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="435" height="275" src="http://www.youtube.com/embed/OOXmtG21Gmg" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Solo la camera di Nina si erge, unico ed ultimo bastione, contro la corruzione imperante. Ma il cigno nero non tollererà a lungo i rosa pastello ed i peluche tra i quali Nina si rifugia per sfogare la frustrazione con infinite, silenziose lacrime. E proprio qui avverrà la più sconvolgente delle metamorfosi. O forse no? Chi può dire, ormai, cosa sia vero e cosa frutto del delirio? Ciò che conta è essere perfetta; non importa quali depravazioni concedersi, quali sentimenti calpestare, quanto reali siano i fantasmi che ci perseguitano; conta solo il risultato. Quell’agghiacciante, kafkiana, definitiva trasformazione in tutto ciò che abbiamo sempre voluto (e temuto di) essere viene finalmente raggiunto lì, sotto le luci dei riflettori, la sera della prima. Il pubblico in teatro, pallidi, anonimi volti nell’ombra, vedendo l’oscurità spalancare trionfante grandi ali nere applaude fino a spellarsi le mani. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="435" height="275" src="http://www.youtube.com/embed/PzpyKVaSdCs" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In sala il sottoscritto non può far altro che rimanere a bocca aperta per l’interpretazione di Natalie Portman; smessi i panni dell’odiosa Amidala nella nuova, dimenticabile trilogia di Star Wars, Natalie torna all’acerba, torbida sensualità del suo esordio cinematografico, quando a soli dodici anni rubò la scena allo scafato Jean “Leon” Reno. Oggi, alla soglia dei trenta, Natalie chiude il cerchio, Mathilda diventa Nina e spalaca trionfante le ali per raggiungere il meritato oscar come migliore attrice protagonista, regalandoci la migliore, più vibrante interpretazione della sua carriera… insieme ad una buona dose di spaventi, prevedibili certo, ma non per questo meno efficaci. Sì, ho fatto diversi salti sulla poltrona, non mi vergogno a dirlo. Non prendevo spaventi così piacevoli da parecchio; ne avevo tanto bisogno. Provateli anche voi. Sono sicuro che, quando le luci torneranno ad accendersi ed i titoli di cosa scorreranno sullo schermo, ci vorrà un bel po’ prima che vi passi la pelle d’oca. Anzi, di cigno. Nero, ovviamente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il Cigno Nero, di Darren Aronofsky&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Usa, 2010&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Durata: 108 minuti&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Con Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Wynona Rider, Barbara Hershey&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-“Sette storie per non dormire” : &lt;/b&gt;se terminata la visione de “Il Cigno Nero” volete riprendervi facendo due risate di quelle grasse, cercate il trailer di “frozen”, la storia di tre mentecatti bloccati su una seggiovia. La comicità involontaria non ha mai raggiunto simili vette (letteralmente).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; “Gli uomini preferiscono una bugia ben costruita ad una verità fastidiosa.” (R. Wood)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-7484196861905812393?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/7484196861905812393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/03/il-cigno-nero.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/7484196861905812393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/7484196861905812393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/03/il-cigno-nero.html' title='Il Cigno Nero'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Si0WfaehBUE/TYXSS-xCx7I/AAAAAAAAA9g/g2so2pi5Z_A/s72-c/black_swan_ver6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-5956198278804868877</id><published>2011-03-13T12:30:00.003+01:00</published><updated>2011-03-14T11:36:54.941+01:00</updated><title type='text'>Non c’è “provare”.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-WF7Web25WQY/TXyrsLdvymI/AAAAAAAAA9A/ZHeMvYdcz1Y/s1600/yoda.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 277px; height: 360px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-WF7Web25WQY/TXyrsLdvymI/AAAAAAAAA9A/ZHeMvYdcz1Y/s400/yoda.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583526413512723042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Avevo pensato di proporvi un sapido articolo di La Branca sui modà (chi sono costoro?), ma questa mattina, sfogliando come consuetudine i quotidiani on line, ho trovato un interessante articolo di Marco Travaglio. Che a sorpresa non si occupa, solo, delle malefatte del sultano di arcore. L’impietosa penna del giornalista con aspirazioni da guru questa volta sferza, infatti, il mondo della celluloide. Non per il boicottaggio da parte di raiset del trailer di “sivlio forever, l’autobiografia non autorizzata di silvio berlusconi” in sala (???) dal 26 marzo. Stavolta Travaglio si occupa di una perla del nostro cinema, la trilogia di “Amici Miei”. Che tra poco diventerà tetralogia, se siamo fortunati, una serie se andrà male. Pare infatti imminente l’uscita in sala di “amici miei- come tutto è iniziato”, per la regia di neri parenti. Che non è omonimo del registucolo avvezzo al pecoreccio più spinto che ci ammorba da trent’anni con natali in giro per il mondo e pietosi sequel di fantozzi; è proprio lui. Ed è sempre lui a rispondere, piccato, dalla colonne del “corriere della sera” a quanti già criticano la sua pellicola, minacciando finanche il boicottaggio e l’occupazione delle sale affinchè l’operazione muoia sul nascere. “Prima di criticare una cosa, bisogna vederla”, sentenzia il cineasta. Da quanto mi sento ripetere questa supercazzola (tanto per rimanere in tema) quando critico un film dal trailer, un libro dalla copertina, una canzone da chi la canta? Abbastanza spesso da aver fatto diverse volte un passo indietro per provare la tal cosa. Ho letto “twilight” poco prima che diventasse un fenomeno social- culturale per gente precipitata dal seggiolone in tenera età. Sono andato a vedere “matrix 2” con le migliori intenzioni, rimanendo in sala anche quando, dopo i primi 20 minuti, il cervello m’ha sussurrato “ti aspetto fuori”. Ho provato, davvero, a trovare qualcosa di valido nello straziante gnaulare di giusy ferreri e nelle canzoncine da oratorio di marco carta. Fatta la prova, con tutta la buona volontà, “twilight” è rimasta una saga demenziale, osannabile solo da chi è convinto che i wachoscky siano raffinati filosofi postmoderni ed i trionfatori dei reality artisti a tutto tondo. Ecco perché, da diversi anni a questa parte, faccio spallucce quando mi si rimprovera di “non poter criticare qualcosa senza prima averla provata”. Si può eccome; anzi, si deve. Non per l’opera in sé, ma per quanto c’è dietro. A cominciare dalla disonestà intellettuale. Il sequel- prequel di “Amici miei”, ambientato nella Firenze del ‘400, è un esempio tra tanti; lo scopo non è infatti omaggiare alcuni dei nostri più grandi artisti arrangiandosi con quello che c’è, ma un disperato tentativo di colmare dei presunti vuoti di cassa. Il cinepanettone negli ultimi tempi ha avuto vistose emorragie di spettatori, a favore della neo-commedia(ccia) degli zalone, degli albanese, degli aldogiovanni&amp;amp;giacomo, solo apparentemente più impegnati. Inevitabile quindi che i produttori nostrani cerchino altri spunti, con un occhio al passato, per pareggiare il bilancio attraendo il potenziale spettatore con opere ruffiane, promosse a tamburo battente. Dimostrando di non aver imparato nulla della sonora lezione già impartita coi sequel di “eccezziunale veramente” e “l’allenatore nel pallone”. Si dirà; succede anche all’estero, guarda quanti remake e sequel produce Hollywood al solo scopo di rastrellare soldi. Vero. Ma in America trovano spazio anche i David Lynch ed i John Landis. Da noi arrivano in sala solo “opere dal sicuro ed immediato ritorno economico”. Tanto per citare un comunicato stampa di un paio d’anni fa, che delineava le nuove linee guida della distribuzione. E sempre che le opere stesse non siano sgradite ai piani alti. Altrimenti fanno la fine di “Agorà”, “Videocracy” e lo stesso “silvio forever”, destinati al limbo distributivo per far spazio ai comici fuoriusciti da zelig ed ai cinefumettoni made in America, che propinano rimanendo seri un dylan dog palestrato con tirapugni e mira da cow boy. Film che devono essere visti, prima di venire criticati: “non può essere merda solo perché è così”, sostengono in molti. La prossima volta li inviterò ad emulare Daniele Luttazzi, quando mangiò con voluttà uno stronzo; come possono dire che faccia schifo, se non l’hanno mai provato?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Il link del giorno: &lt;/b&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/10/amici-vostrila-triste-finedella-supercazzola/96402/"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/10/amici-vostrila-triste-finedella-supercazzola/96402/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; “Per giudicare un vino non è necessario bere l'intera botte." (J. Swift)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-5956198278804868877?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/5956198278804868877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/03/non-ce-provare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5956198278804868877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5956198278804868877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/03/non-ce-provare.html' title='Non c’è “provare”.'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WF7Web25WQY/TXyrsLdvymI/AAAAAAAAA9A/ZHeMvYdcz1Y/s72-c/yoda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-929742348448275752</id><published>2011-03-06T12:09:00.004+01:00</published><updated>2011-03-06T13:35:10.881+01:00</updated><title type='text'>Appuntamenti (im)perdibili</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-RYrf5gHds5E/TXN-7VnG1tI/AAAAAAAAA8o/MhkKH49_YDg/s1600/agenda2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-RYrf5gHds5E/TXN-7VnG1tI/AAAAAAAAA8o/MhkKH49_YDg/s400/agenda2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580943921120728786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Che non sia un amante delle feste dovreste saperlo; del mio odio particolare per quelle comandate, durante le quali ognuno di noi deve fare la propria parte per garantirne la piena riuscita, pure. Colpa della mia naturale diffidenza per "imperdibile" e "tradizionale", parole che lasciano traspirare un miasma di patacca direttamente proporzionale all'uso reiterato dei termini stessi. A questo si aggiunge, spesso e volentieri, un'ancor maggiore diffidenza nei confronti di chi si fa in quattro per promuovere il determinato evento. La frittata diventa completa se ad "imperdibile" l'oratore di turno sostituisce "necessario", aggiungendoci una carrellata di presunti validissimi motivi per cui non si dovrebbe mancare, pena il declassamento sociale con immediata traduzione in via dell'Euchadé. Alla lista dei miei crimini di lesa isteria collettiva, andanti dalla non edificazione dell'albero di natale in periodo consono all'ostinato rifiuto di catapultarmi in sala per ammirare estasiato la cine-puttanata del momento (e sì, continuo a considerare &lt;i&gt;avatar&lt;/i&gt; il film più imbarazzante di sempre, apprezzabile solo da chi verrebbe sconfitto in un test d'intelligenza dal proprio &lt;i&gt;ficus benjamin&lt;/i&gt;) si dovrà quest'anno aggiungere un altro paio di capi d'imputazione, uno dei quali è stato salutato con gioia dai miei colleghi di lavoro, a torto convinti che avessi finalmente abbracciato la causa del carroccio. Il che, per un istante, mi ha fatto pensare di star sbaglando. Ma gli attimi sono effimeri per loro stessa natura, e no, non trovo nulla di sbagliato nella mia decisione di vivere il diciassette marzo come un giorno qualsiasi, lavorando, anzichè andare in piazza a cantare in playback l'inno di Mameli per i 150 anni di questa repubblica delle banane. Al di là del mio totale disprezzo per l'italia e per chi la abita, basterebbe l'enfasi che napolitano e la russa riservano a questa data; da gente così non accetterei nemmeno un consiglio per comprare delle scarpe in saldo, figurarsi se possono dirmi in che giorno devo amare questa disgraziata nazione. Se vero amore fosse, dovrebbe far parte della nostra di vita di tutti i giorni, ogni giorno, almeno ogni anno, anzichè venir tirato fuori dal cilindro alla scadenza di una cifra tonda con puerili cerimonie. Guarda caso, poi, proprio in un anno in cui mancano i ponti del fine settimana, con ipotizzabile grave danno al turismo di casa nostra. Oltre al miasma da enfasi, sento fetore di casse vuote. F&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;cile allora, riscoprire e sbandierare l'importanza ed il valore dell'unità d'italia  il 17 marzo, appoggiando poi il federalismo leghista, anzi la lega in sè, durante gli altri 364 giorni dell'anno*. Necessità politiche e di relativa sopravvivenza, si dirà facendo spallucce, tuttavia la sensazione è che ci si sia auto-convinti che la "politica" sia questo sudicio accattonaggio, anzichè un'arte nobile al servizio dei cittadini e non degli (auto) eletti dal gregge. Non a caso il punto più dibattuto in questi giorni è se ruby fosse o meno maggiorenne. Con tanti saluti al contesto di questa squallida vicenda, che tuttavia non rappresenta il vero dramma. Semmai, è sentire tanta gente anche insospettabile non chiedersi se sia lecito o meno che b. vada a puttane, corrompa giudici e si accompagni a figure a dir poco equivoche, ma vederli prestarsi a questo giochetto, anche solo giustificandolo. Soprattutto chi, dichiarando un'incrollabile e pluriennale militanza a sinistra, afferma che "al posto suo lo farei anch'io", rimanendo serio per tutto il tempo necessario a pronunciare queste sette parole. Diventa inevitabile, dunque, che ogni residuo possibile di amor patrio venga meno, trovandomi di fronte a connazionali del genere, rappresentati da un governo loro pari che proprio in questi giorni , per rimanere in tema di tradizioni, di onorare i propri trascorsi voltando le spalle all'amico fraterno di un tempo. Accadde con hitler, ricapita oggi con gheddafi. Che molti scoprono essere un sanguinario dittatore, plaudendo alle dure parole riservategli dal sempre esilarante frattini. Chè tanto, ad accanirsi sugli sconfitti siam sempre al primo posto; in termini di raggiro, poi, nessuno è capace di farsi prendere per il naso come gli italiani. I quali, dopo aver manifestato il proprio attaccamento al tricolore a metà mese, così come ordinato, torneranno a casa in tutta fretta per tirare fuori dalla naftalina il guardaroba estivo e l'ormai stinta maglietta con Che Guevara, scarabocchiando quindi qualche cartello provocatorio grondante di retorica giusto in tempo per tornare in piazza il 6 maggio, aizzati dalla nuova segretaria particolare della cgil. Quella susanna camusso che, a dicembre, frenava lo schiumante landini (segretario della maFiom in cerca di una comoda poltrona parlamentare, possibilmente a sinistra, alla scadenza dell'incarico) sullo sciopero generale con una motivazione spettacolare: "per organizzarlo occorre tempo, e non sappiamo contro quale governo andremo a scioperare". Chapeau. Adesso che il quadro politico rimane traballante, ma più delineato, si può scendere in piazza per i diritti dei lavoratori (comodamente dimenticati nel disastroso biennio prodi), la loro dignità (ah- ah), contro le contrattazioni separate (dissero quelli che non firmano contratti con un governo di centro-destra a prescindere) e contro un presidente del consiglio che mortifica l'italia, allontanando gli investitori stranieri. Che, par di capire, altrimenti sarebbero felici di catapultarsi in una nazione dove corruzione e criminalità fanno parte del quotidiano soprattutto ai più alti livelli politico- economici, anche sindacali, dove marchionne è il nuovo Satana reo di aver messo a repentaglio la quiete dei fannulloni da officina da cui il sindacato, fiom- cgil in primis, attinge a piene mani. Senza contare che "il sindacato dei lavoratori", come ama definirsi indipendentemente dalla sigla distintiva, è composto per due terzi da pensionati, stando alle statistiche del 2009. Eppure, cuori pulsanti di senso civico mi dicono che non posso mancare a questi due eventi; vorrò mica passare per un nemico della patria e dei lavoratori? Non potendo permettermi di espatriare in una nazione più civile, tipo la Papuasia, credo non mi resti altra scelta che disertare entrambe le celebrazioni. Di certi "amici" posso fare tranquillamente a meno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; "Il patriottismo è l'ultimo rifugio delle canaglie." (S. Johnson)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;* Senza contare le solite menate sul 25 aprile, che inevitabili sentiremo tra qualche settimana. Non si dovrebbero commemorare anche i repubblichini di salò, oltre ai sanguinari partigiani? Può essere. In tal caso, a dicembre farò uno strappo alla regola e commemorerò i legionari che massacrarono i neonati di Betlemme agli ordini di Erode. In fin dei conti, anche loro credevano davvero in ciò che facevano. Ed eseguivano solo gli ordini. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-929742348448275752?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/929742348448275752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/03/appuntamenti-imperdibili.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/929742348448275752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/929742348448275752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/03/appuntamenti-imperdibili.html' title='Appuntamenti (im)perdibili'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-RYrf5gHds5E/TXN-7VnG1tI/AAAAAAAAA8o/MhkKH49_YDg/s72-c/agenda2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-5234194464987505893</id><published>2011-02-27T12:13:00.004+01:00</published><updated>2011-02-27T13:23:17.946+01:00</updated><title type='text'>Velluto blu</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/VvxuhzVl8Ys" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;Finisce in un tratto di terreno isolato, inutilmente setacciato per mesi. E' qui che ricompare yara gambirasio, la tredicenne scomparsa da casa tre mesi fa, per la cui sorte tutti avevano pregato. Morta. L'epilogo da molti temuto, da altri certamente sperato. Io rientro nella prima categoria. E non per i motivi che pensate. I più sgamati avranno infatti notato il minuscolo; crudele bobby (minuscolo a vostro beneficio), che spara a zero anche su una ragazzina le cui carni putrefatte sono ancora piante dai genitori, giustamente inconsolabili. Errore. Non mi intendo sparare a zero su questa poveretta, assassinata a ripetizione. Da chi l'ha privata della vita, dopo averle forse fatto chissà cosa, chissà per quanto. E' in momenti come questi in cui penso che, se proprio bisogna recuperare parte del nostro passato, sarebbe opportuno prendere in considerazione anche alcune efficaci tecniche d'intrattenimento medievali. Dopo lo sdoganamento della commedia(ccia) all'italiana degli anni '80 e la beatificazione di edwige fenech ed alvaro vitali, potrebbe essere il momento di riscoprire la pera spagnola e la vergine di Norimberga. Specialmente per chi l'ha uccisa ogni giorno un po' di più nei mesi scorsi. E continuerà a scempiarne il cadavere nelle prossime settimane. Serial killer al confronto dei quali Patrick Bateman è un'educanda. Il protagonista di &lt;i&gt;Americna Psycho&lt;/i&gt; aveva bisogno infatti di svariati oggetti per perpetrare i propri delitti e massacrare  i cadaveri delle vittime. Gli assassini seriali di casa nostra sono infinitamente più esperti. A loro basta una macchina fotografica, anche solo un cellulare munito di fotocamera a risoluzione decente. E poi via, in gita ad Avetrana a farsi fotografare davanti al "garage degli orrori". Proprio lì dove, durante le indagini sull'omicidio si sarah scazzi, bivaccavano decine e decine di troupe televisive, in attesa di rivelazioni scabrose sulla possibile violenza sessuale subìta dal cadavere. La gente ha diritto di sapere, proclamavano i paladini dell'informazione. Ragion per cui il sempre ottimo fabrizio corona dovrebbe essere perdonato per essersi infiltrato, giusto ieri, in casa scazzi entrando da una finestra e spaventando la padrona di casa. Che, secondo corona, l'ha invece fatto entrare volontariamente, offrendogli pure un caffè. Chi dei due dica la verità, francamente, non lo so, nè credo conti qualcosa, a questo punto. Ormai, temo, la verità non esiste nemmeno più. O meglio, ne esistono troppe. Ecco perchè è più facile cercare "la verità" sull'omicidio di questo o la sparizione di quell'altro. E' cosa così sfuggente, la verità. Così manipolabile, a differenza dei fatti. Ma quali sono, questi fatti? Una tredicenne è stata uccisa in maniera efferata. Come capita a tante sue coetanee nel resto del mondo, che troppo spesso si spengono nell'indifferenza generale. Così come nell'indifferenza ha giaciuto yara per diverse settimane; il destino di due gemelline scomparse meritava più attenzione, da parte delle telecamere. Oggi, che queste siano vive o morte non importa più a nessuno: c'è un cadavere fresco da fotografare, studiare, analizzare, su cui milioni di investigatori autocertificati possono discettare, sprofondati nei loro comodi divani. Già da domani, coadiuvati dai sempre ottimi sposini &amp;amp; bianchetti (probabilmente schiumanti di rabbia, proprio quando non vanno in onda doveva farsi ritrovare, quella puttanella? E morta, per di più! Piccola stronza...), gli Horatio Caine alla vaccinara rimetteranno mano a reagenti chimici e lenti d'ingrandimento, virtuali s'intende, per assicurare alla giustizia quello che il parroco di Brembate ha già definito "l'orco tra noi". Chissà come si sente lui, invece, a far suonare le campane a festa perchè "yara è diventata un angelo". Chissà se le fa suonare allo stesso modo per un anziano che muore solo, abbandonato in un letto d'ospedale dove i parenti l'hanno scaricato come un elettrodomestico desueto in discarica, o solo riserva questo trattamento solo ai concittadini baciati dai flash dei fotografi. Gli stessi che considerano il collega corona la vergogna della categoria, salvo poi comportarsi persino peggio di lui, almeno cosciente di essere uno sciacallo da quattro soldi intenzionato solo ad arricchirsi sulla pelle degli altri. Già, l'orco è tra noi, esattamente come gli scarafaggi che brulicano invisibili sotto il prato perfettamente curato all'inizio dei &lt;i&gt;Velluto Blu&lt;/i&gt;. Ed è sconcertante che tutti diventino matti per scoprire dove si nasconde, questo orco; per trovarlo basta un istante. Non ci credete? &lt;div&gt;Prendete un specchio, e fissatelo attentamente.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana: &lt;/b&gt;ratzinger ammonisce i medici a non ingannare le donne sull'aborto. Ecco un altro che non sopporta la concorrenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; "Il fatto è la cosa più ostinata del mondo." (M. Bulgakov)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-5234194464987505893?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/5234194464987505893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/02/velluto-blu.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5234194464987505893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5234194464987505893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/02/velluto-blu.html' title='Velluto blu'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/VvxuhzVl8Ys/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-5301080905796446652</id><published>2011-02-21T10:40:00.006+01:00</published><updated>2011-02-22T10:52:06.836+01:00</updated><title type='text'>Assedio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-5NUh8Pplnfg/TWI2Hv_wjBI/AAAAAAAAA8A/80wBfjPmWGg/s1600/Sentry-fromSiege3.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-3pxie5aEGls/TWI2HKPHj9I/AAAAAAAAA7o/f7HjWgfUQgo/s1600/siege2-final-page.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 264px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-3pxie5aEGls/TWI2HKPHj9I/AAAAAAAAA7o/f7HjWgfUQgo/s400/siege2-final-page.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576078785272844242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;C’era una volta, intorno agli anni ’70, un imprenditore in rapida ascesa. Dietro la maschera di rispettabile filantropo e capitano d'industria, si nascondeva un uomo ossessionato dalla continua ricerca di un potere sempre più grande, pronto a tutto pur di ottenerlo. Per anni, la sua inarrestabile sete di  conquista venne frustrata da chi aveva scelto di difendere l’ordine e la giustizia. Un giorno, durante una drammatica crisi politica e sociale, il nostro scese in campo in prima persona; chi fino a quel momento l’aveva osteggiato decise di appoggiarlo, malgrado fosse emerso, nel frattempo, il suo poco limpido passato. Ma la necessità, si sa, procura strani compagni di letto. Come potrebbe ben testimoniare il protagonista di questa storia. Il quale, con un abile colpo di mano, divenne infine l’uomo più potente del paese. Non ci mise molto ad imporre la propria visione delle cose: i difensori della legge, che tanto a lungo l’avevano contrastato, vennero etichettati come criminali sovversivi. Ai fedeli lacchè, dal passato persino più equivoco del suo, assegnò incarichi prestigiosi ed onorevoli. Agli scrupoli morali sostituì la politica del “fare”, rovesciando la realtà e manipolandola per i propri fini, grazie anche all’accondiscendenza dei media totalmente asserviti. I dissidenti venivano cacciati, sbugiardati, intimoriti. Le masse acclamavano, vedendo in lui l’uomo della provvidenza. Il resto del mondo politico lasciava fare; poteva anche essere un figlio di puttana, ma era il loro figlio di puttana. Che avrebbe dovuto accontentarsi di quanto aveva ottenuto; ma accontentarsi non fa parte della sua natura. Dopo aver stretto accordi segreti con dittatori di altri paesi e stipulato patti con assassini sanguinari, ormai travolto dal proprio delirio di onnipotenza fece, come prevedibile e previsto, il passo più lungo della gamba: ritenendola l’ultimo e più pericoloso ostacolo al suo regno oscuro, invase Asgard, la città degli dèi scandinavi, fluttuante sopra i cieli dell’Oklahoma per volere di colui che l’aveva ricostruita, il mitico Thor.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/--VkWKp0KDb8/TWI2HCyuqnI/AAAAAAAAA7w/Y-WiYXLcTgg/s400/siege20100226011745782.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576078783274723954" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 309px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;"Ora basta.."&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Confusi? Lo immagino. Per un po’ mi sono convinto anche io di star parlando di qualcun altro, anziché di Norman Osborn, storica nemesi dell’Uomo Ragno. L’ho pensato spesso anche leggendo, mese dopo mese, gli abli dedicati ai Vendicatori, a Capitan America, ad Iron Man e compagnia variopinta. Invece il protagonista di questa breve biografia è proprio un personaggio di fantasia. Osservare però come la sua vita scorra in parallelo a quella di “colui- a- cui- stavate- pensando” (ohUzala, sembro veltroni) è piuttosto inquietante. Così come il contesto costruitogli attorno da Brian Michael Bendis, l’artefice del rilancio in grande stile del decotto universo Marvel. Certo, la russa non stacca a morsi le braccia agli oppositori in diretta tv come Venom (non ancora, almeno), dell’utri non è esattamente il machiavellico consigliere personale e dio degli inganni Lohki (che, pare, non si sia mai abbassato a prestare i propri talenti alla mafia) e l’amico gheddafi non potrebbe nemmeno pulire le ghette metalliche del sommo Victor Von Doom, aspirante monarca mondiale non per megalomania, ma perché “nessun altro può”… Né, per fortuna, berlusconi (l’ho detto, l’idea di essere assimilibalie a walter mi dava la nausea) dispone di un superumano di distruzione di massa come l’onnipotente e schizofrenico Sentry. A meno che barbareschi non ci stia nascondendo qualcosa. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5NUh8Pplnfg/TWI2Hv_wjBI/AAAAAAAAA8A/80wBfjPmWGg/s1600/Sentry-fromSiege3.jpg"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-5NUh8Pplnfg/TWI2Hv_wjBI/AAAAAAAAA8A/80wBfjPmWGg/s400/Sentry-fromSiege3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576078795408968722" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 373px; height: 400px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;"Hai idea di quanti dèi ho ucciso oggi?"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eppure, tali e tanti sono i parallelismi tra la New York di Terra 616 e l’Italia attuale che non si può reprimere un brivido leggendo alcuni passaggi di “Dark Reign” ed “Assedio”… specie quelli che cessano di essere paralleli e diventano intersecanti con la nostra vita di tutti i giorni. Vengono i brividi perché, con tutta probabilità, Bendis non pensava affatto al Norman di casa nostra nell’elaborare l’evolversi della vicenda, chiaramente un atto d’accusa nei confronti della delirante amministrazione bush e nella sua ossessione per “la sicurezza nazionale” (ritornello che Osborn intona ad ogni piè sospinto). E se il punto di svolta della vicenda è perfettamente rappresentato dalla vignetta là sopra, a mio insindacabile giudizio la migliore e più potente da molti anni a questa parte, viene da chiedersi cosa debba ancora accadere perché qualcuno si decida finalmente a lanciare il proprio scudo, metaforico o meno, contro l’Iron Patriot di casa nostra. Forse la risposta è data ancora una volta da Bendis. Già, perché solo un atto presidenziale mette fine allo strapotere di Norman. E solo un simbolo (il Capitan America originale) è in grado di annientare l’uomo nell'armatura divenuto, a sua volta, simbolo di questo mondo alla rovescia. Non a caso, lo scontro decisivo è proprio tra Norman/ Iron Patriot e Steve Rogers/ Capitan America. Col primo che urla al secondo “finirai sulla sedia elettrica… per…per alto tradimento!”, giocandosi il tutto per tutto pur di non venire sconfitto. Pronto anche a distruggere l’intero paese, pur di non perderlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-hCUbBAKNzec/TWI2Hfz1MeI/AAAAAAAAA74/-rG6mD_px9o/s400/siege%2Basgard.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576078791063974370" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 307px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;"Bob, distruggi tutto! Non lasciarli vincere!!!"&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E l’opinione pubblica? Che fa? Quello che facciamo noi: niente o quasi. Assiste, sbigottita, alla diretta tv dell’Assedio di Asgard. Condannandolo istintivamente quando l’allibita inviata annuncia “Thor è a terra”; ma anche inneggiando ad Osborn, l’unico che abbia il coraggio di affrontare i “falsi dei” in casa loro. Pronta, in ogni caso, a saltare senza troppi problemi sul carro del prossimo vincitore. Sì, ho decisamente un deja- vu.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Il link della settimana:  &lt;/b&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/02/20/news/telecom_peer-12683117/?ref=HREC2-9"&gt;http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/02/20/news/telecom_peer-12683117/?ref=HREC2-9&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; “Cadrà. E’ nella sua natura.” (Victor Von Doom, il Dottor Destino, a proposito di Norman Osborn, nuovo Responsabile della Sicurezza degli Stati Uniti)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-5301080905796446652?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/5301080905796446652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/02/assedio.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5301080905796446652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5301080905796446652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/02/assedio.html' title='Assedio'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-3pxie5aEGls/TWI2HKPHj9I/AAAAAAAAA7o/f7HjWgfUQgo/s72-c/siege2-final-page.png' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-2863815684649771600</id><published>2011-02-13T00:07:00.000+01:00</published><updated>2011-02-13T00:07:00.481+01:00</updated><title type='text'>Bavagli(n)o</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-BnCXeSX-8iM/TVcC2457f9I/AAAAAAAAA7Q/vpj9OZwiEuY/s1600/mafalda.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 338px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-BnCXeSX-8iM/TVcC2457f9I/AAAAAAAAA7Q/vpj9OZwiEuY/s400/mafalda.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572926205905829842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il Fatto Quotidiano, nell’edizione del 20 gennaio, aveva lanciato l’allarme sulla bozza di atto di indirizzo sul pluralismo, presentata da Alessio Butti, senatore del Pdl, in Commissione parlamentare di Vigilanza. Il testo sarà votato la settimana prossima con una maggioranza schiacciante e prevede tre grosse limitazioni per la Rai, una volta che sarà recepito dal Consiglio di amministrazione: temi non sovrapponibili per otto giorni; se il lunedì Porta a Porta parla del caso Ruby, il giovedì Annozero deve occuparsi di altro; doppio opinionista,  ad esempio Marco Travaglio contraddetto da un secondo ‘editorialista’; doppio conduttore, uno con il governo e uno contro. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Già il titolo promette tanto: atto di indirizzo sul pluralismo della Commissione parlamentare di Vigilanza per la Rai. Istruzioni per l’uso per il Consiglio di amministrazione di viale Mazzini che – ricordate la serrata per la par condicio? – può interpretarle a modo suo. Il deputato Alessio Butti, capogruppo del Pdl in Vigilanza, ieri ha presentato la sua bozza. Un manifesto, in pochi punti, per dire: noi, maggioranza al governo, vediamo così il servizio pubblico. O meglio, prescriviamo: “Per garantire l’originalità dei palinsesti è opportuno, in linea generale – si legge – che i temi prevalenti trattati da un programma non costituiscano oggetto di approfondimento di altri programmi, anche di altre reti, almeno nell’arco di otto giorni successivi alla loro messa in onda”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tradotto: se il lunedì Porta a Porta (Raiuno), nel suo stile, parla di Ruby e dei festini di Arcore, Ballarò (Raitre) il martedì e Annozero (Raidue) il giovedì devono tacere. Ma se il pensiero è unico, il conduttore è doppio. Perché Butti immagina due “giornalisti di diversa estrazione culturale” (di che tipo?) a moderare un dibattito in studio: “La Rai deve studiare e sperimentare”. Gianluigi Paragone (l’Ultima parola) boccia l’idea: “Sbagliata. C’è il rischio che il talk-show sia monopolizzato dai conduttori e che si crei confusione”. E sui temi da non sovrapporre è ironico: “A me che vado in onda il venerdì resta solo l’anticipo della Domenica sportiva”. Lucia Annunziata (In Mezz’ora) sente odore di chiusura: “S’avvicinano le elezioni. E per questo si preparano a sospendere l’informazione”. E c’è un secondo indizio, rivelato la settimana scorsa dal Fatto Quotidiano, il direttore generale Masi ha congelato i palinsesti che vanno da marzo a giugno, proprio nella parentesi utile per il voto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma nel dibattito in Vigilanza, in un’aula deserta, non poteva mancare l’argomento Annozero, editoriale di Marco Travaglio e contraddittorio. Butti non l’ha dimenticato, e l’ha inserito nel suo documento che, soltanto tra un paio di settimane, verrà votato nella commissione presieduta da Sergio Zavoli e poi recepito dal Cda di viale Mazzini: “Quando la trasmissione prevede l’intervento di un opinionista a sostegno di una tesi, è indispensabile garantire uno spazio adeguato anche alla rappresentazione di altre sensibilità culturali”.  Il testo del Partito democratico, relatore Fabrizio Morri, è (molto) più morbido e fa soltanto un riferimento ad Augusto Minzolini: “I direttori di rete e di testata devono evitare di rappresentare i propri giudizi personali o valutazioni che non siano improntati alla massima imparzialità e obiettività”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ieri in Rai e dintorni politici erano impegnati a polemizzare con Giovanni Floris che, a differenza di sempre, non ha passato in diretta la telefonata di Silvio Berlusconi, ma l’ha invitato in studio per martedì prossimo sul tema Ruby e per le inchieste della Procura di Milano. L’accusa più significativa è arrivata dal consigliere di viale Mazzini in quota Pdl, anzi fedelissimo del premier, Antonio Verro: “È intollerabile che il conduttore di una trasmissione del servizio pubblico si permetta di decidere di non mandare in onda la telefonata del presidente del Consiglio”. E Floris s’è difeso citando i precedenti, ovvero lunghi e incontenibili interventi senza rispondere alle domande: “Abbiamo pensato che fosse meglio fare così, visto come erano andate le cose le ultime volte che aveva chiamato, e visto che domenica scorsa lo avevamo invitato a partecipare alla puntata di ieri. Già martedì potrà venire a Ballarò per confrontarsi con noi e gli altri”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;(da il Fatto Quotidiano del 20 gennaio 2011)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/20/gia-il-titolo-promette-tanto-atto-di-indirizzo/87314/"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/20/gia-il-titolo-promette-tanto-atto-di-indirizzo/87314/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana: &lt;/b&gt;"In un paese in cui regni apertamente il dogma della sovranità del popolo la censura è non solo un pericolo ma anche una grande assurdità." (A. de Tocqueville)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-2863815684649771600?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/2863815684649771600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/02/bavaglino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/2863815684649771600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/2863815684649771600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/02/bavaglino.html' title='Bavagli(n)o'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-BnCXeSX-8iM/TVcC2457f9I/AAAAAAAAA7Q/vpj9OZwiEuY/s72-c/mafalda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-6584542116925102976</id><published>2011-02-06T08:10:00.004+01:00</published><updated>2011-02-06T09:09:14.749+01:00</updated><title type='text'>Fase 5</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TU5XCldmYfI/AAAAAAAAA6o/h0yMf2hI0YU/s1600/lecchino1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 154px; height: 283px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TU5XCldmYfI/AAAAAAAAA6o/h0yMf2hI0YU/s400/lecchino1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570485491031499250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Capita, per quanto di rado, di scambiare coi colleghi quattro chiacchiere esulanti dal calcio, dagli alcolici e dalla figa. Si finisce così a parlare di attualità politica, o si cerca di farlo coi pochi mezzi a disposizione dell'italiano medio- basso. Quello che si informa solo tramite televisione e, pertanto, ritiene me una specie di pozzo senza fondo di cultura e conoscenza. L'italiano catodico ritiene che non sia poi così scandaloso andare a puttane. Poco importa se sei il presidente del consiglio, o che per un singolo soffocotto (anzi, per averne negato l'esistenza) bill clinton si giocò a suo tempo la presidenza degli stati uniti, venendo perseguitato giorno e notte dai media e dal procuratore kenneth starr. Da questo punto di partenza si passa, quasi obbligatoriamente, a parlare della precaria salute dei nostri media, che possiamo definire "fase due": che schifo la rai, che schifo mediaset, cosa pago a fare il canone (la domanda, in realtà, dovrebbe essere: "perchè guardi ancora la televisione, se tutto ti fa schifo?") e via dicendo. Di lì a poco, senza nemmeno accorgersene, si entra nella fase 3, ovvero chi è il più servo del reame. Inevitabile come la rata dell'assicurazione, la controparte risponde "emilio fede". Fino a qualche tempo fa condividevo, essendo fin troppo palese la cosa. Da qualche mese a questo parte, però, avevo rivisto leggermente il mio giudizio, rivalutando emilio. Vero, è di parte, becero, volgare e definire il suo un telegiornale è una bestemmia. Vero è anche, però, che fede, &lt;i&gt;nomen omen&lt;/i&gt;, nutre una fede cieca nel suo padrone (mai termine fu più appropriato; "datore di lavoro" non rende altrettanto bene l'idea). Pertanto, nel disorientamento generale, dalla fase 3 traghetto l'interlocutore nella "fase 4": alla fin fine è peggio, in termini di vassallaggio, quel sottogenere umano che difende il padrone (vedi parentesi precedente) non per devozione, ma per tornaconto personale. I vari minzolini (anonimo cronista de "la stampa" divenuto direttore del tg1 dopo una serie di interviste in ginocchio al bisunto del signore), daniela garnero (meglio nota come santanchè, cognome che si rifiuta di restituire al marito dal quale è divorziata perchè noto nel jet set), capezzone (l'uomo con la sillaba in più nel cognome, inserita apposta per sviare i sospetti) e compagnia sono infinitamente peggio del direttore del tg4. Perchè fede non hanno, non solo in termini anagrafici, se non quella nel miglior offerente. Terrorizzati dall'idea di tornare ad essere nullità quali prima erano, si battono strenuamente per salvare la nave che affonda, ma non dubitiamo: quando silvio sparirà, troveranno altri a cui vendere i propri servigi. Ci sono puttane peggiori di ruby rubacuori e patrizia d'addario, nè il prostituirsi si espleta nel solo atto sessuale. Un concetto che non tutti hanno ancora realizzato. Così come, probabilmente, non ammetteranno la neonata "fase 5", scaturita da una domanda apparentemente banale: si può essere peggio di minzolini, daniela garnero, mauro masi e serraglio seguente? Sì. Se si degnerà di rispondervi, chiedete a roberto saviano. Che ieri, nel corso della manifestazione meneghina per chiedere le dimissioni del premier, sale sul palco accolto da una standing ovation a blaterare di giustizia, legalità, decoro ed altre banalità trite e ritrite che tanto piacciono al suo pubblico di pasionari da salotto buono. Bovini plaudenti che, quando il nostro ha orgogliosamente dichiarato, nel corso della sopravvalutatissima "vieni via con me", di non aver mai avuto una casa ad Antigua, si son ben guardati dal fargli notare che lo stipendio glielo passava proprio quello che la casa ad Antigua ce l'ha. Lo stesso che, un giorno sì e l'altro pure, lo accusava di rovinare l'immagine pubblica dell'italia col suo "gomorra". saviano è considerato, dalla vulgata comune, un eroe per aver denunciato i malaffari dei casalesi, esponendosi alle loro poco cordiali attenzioni pur di portare all'attenzione dell'opinione pubblica un fenomeno fin troppo ignorato, in favore della ben più pittoresca mafia. "Triste quel paese che ha bisogno d'eroi", diceva qualcuno; ancor più triste se gli eroi sono fighetti da mtv con l'aria da bello e dannato, millantanti una schiena dritta ed un coraggio posseduto solo a parole; con una mano puntano il dito contro il malcostume e l'indecenza, con l'altra arraffano i cospicui assegni elargiti da chi, di quel malcostume, è il principale esponente. Si levano gli scudi: "saviano fa bene a pubblicare con mondadori, danneggia silvio dall'interno, e poi mondadori è pur sempre la più grande casa editrice italiana, ed il suo messaggio così può raggiungere più persone". Vero. Da quando ha acquisito einaudi e sperling, ancora di più. Peccato che, quando tesi balorda fu sostenuta da d'alema, lo si crocifisse per connivenza col nemico. Indice di quella doppia morale che rimane il maggiore e più catastrofico problema di questo paese, di quel pensiero prettamente berlusconian- fascista per cui "noi siamo buoni a prescindere e loro cattivi, in quanto tali tutto ci è concesso". Persino accorgerci del conflitto d'interessi del nostro editore dopo aver pubblicato per vent'anni con lui, o dichiarare, rimanendo seri, che rimanere nel catalogo einaudi è una forma di resistenza. Neolingua orwelliana; "la sudditanza è resistenza". Complimenti a wu ming, ai lucarelli ed a tutti gli altri esponenti di questo pensiero allucinato ed allucinante. Complimenti, soprattutto, a saviano, eroe dei nostri tempi dotato di una faccia di bronzo impenetrabile alle critiche, di una doppia morale intercambiabile alla bisogna e, recentemente, della capacità di abbandonare finalmente il suo maggior detrattore per più coerenti lidi. Ma solo al tramonto dell'impero, e dopo aver firmato il contratto per il prossimo libro con feltrinelli. Anche l'incredibile coincidenza può essere un superpotere.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana: &lt;/b&gt;casini invita la lega a tornare alle proprie origini. Come se fosse facile trovare caverne in cui ripararsi e legni da cui ricavare clave.&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana: &lt;/b&gt;“Gli Italiani si dividono in due grandi gruppi: quelli che lavorano per Berlusconi e quelli che lo faranno.” (Da un articolo del New York Times)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-6584542116925102976?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/6584542116925102976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/02/fase-5.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6584542116925102976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6584542116925102976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/02/fase-5.html' title='Fase 5'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TU5XCldmYfI/AAAAAAAAA6o/h0yMf2hI0YU/s72-c/lecchino1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-1552286422938063264</id><published>2011-01-30T09:35:00.005+01:00</published><updated>2011-01-30T10:16:11.148+01:00</updated><title type='text'>Cucina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TUUsBSpu8hI/AAAAAAAAA5k/QC3DWdThOL0/s1600/504108982_4a16471e66.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TUUsBSpu8hI/AAAAAAAAA5k/QC3DWdThOL0/s400/504108982_4a16471e66.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567904915011858962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ho conosciuto benedetta parodi molti anni fa, quando in una vita passata lavoravo per la scomparsa Tele+  insieme al marito, fabio caressa. Mi era sembrata una ragazza timida, gentile e nulla faceva presagire la sua attuale trasformazione in kamikaze della fricassea. Mi fa una certa impressione vedere le pile dei suoi libri di ricette all'ingresso degli ipermercati, sfogliati con interesse da anziane massaie che dovrebbero sapere già tutto di intingoli e manicaretti e che invece si abbeverano con avidità alla fonte di sapienza gastronomica di benedetta. Solo perchè ha il marchio catodico di italia 1. Si dice spesso che "una cosa non esiste se non va in televisione". Oggi si potrebbe creare una glossa a questa ormai banale dichiarazione: "una cosa non è mangiabile se non va in televisione". I canali grondano di cuochi, chef e sguatteri, tutti autori di almeno una silloge di ricette. Un tempo, la cucina televisiva era più selezionata. C'erano l'aquilano Vincenzo Buonassisi, il primo a portare i fornelli in tv. Ma erano fornelli nobili, mettevano soggezione. Solo con l'avvento di Wilma De Angelis con &lt;i&gt;Telemenù &lt;/i&gt;la cucina ritrovò il suo aspetto popolaresco. E oggi Wilma ha più di un motivo per ribollire quando le si parla delle nuove principesse del mestolo che non ne riconoscono il ruolo di regina madre. Al di fuori della televisione, la ricetta aveva una sola firma: quella di Lisa Biondi. Solo dopo anni si è saputo che la signora Lisa Biondi non è mai esistita, era un nome che nascondeva un collettivo di esperti, quasi un wu ming del fritto misto. Nemmeno Petronilla esisteva. L'esperta di cucina che scriveva su "La Domenica del Corriere" negli anni 40 si chiamava in realtà Amalia Moretti Foggia e curava svariate rubriche con altrettanti pseudonimi. Lo scopro da &lt;i&gt;Le voci di Petronilla&lt;/i&gt;, un'interessante biografia della Foggia scritta da Roberta Schira e Alessandra De Vizzi, appena pubblicata da Salani. Non so come mai, ma posseggo due vecchi volumi che raccolgono le ricette di Petronilla. Sono una lettura affascinante perchè ogni ricetta, oltre che essere improntata al risparmio, al riutilizzo degli avanzi e all'autarchia tipica dei tempi, è introdotta e conclusa da scene di vita familiare della scaltra Petronilla. Sfogliando in un ipermercato l'ultima fatica della parodi ho visto che questo escamotage letterario è tornato. Nulla di male. Anche Manzoni aveva copiato Sir Walter Scott. Devo però ammettere, con tutto l'affetto, che le avventure di fabio caressa al supermercato non hanno lo stesso fascino delle improvvise apparizioni della grassa cognata di Petronilla. Un'altra differenza che ho osservato sta nell'indicazione della quantità: siamo davvero nell'universo del pressappoco. Petronilla forniva indicazioni precise al grammo. E quando, in un'altra mia reincarnazione professionale, lavoravo come redattore per le enciclopedie a fascicoli della De Agostini, ricordo che se in una ricetta si diceva di tagliare la mozzarella a fette, da Novara arrivava la domanda: "Che spessore devono avere le fette?". benedetta parodi applica invece la trascuranza di pesi e misure e utilizza un sistema raffazzonato- decimale. Ma a colpirmi maggiormente è la dichiarata banalità delle ricette. Se una persona compera un libro di cucina è per imparare a sfornare timballi multipiano o lasagne degne della Regina di Saba. Aprendo a caso il libro di benedetta ho trovato la ricetta del toast: "Prendete del pan carrè, del prosciutto e una sottiletta". Il prossimo passo sarà la ricetta dell'acqua calda. Ma tutto rientra in quella &lt;i&gt;renaissance&lt;/i&gt; del banale di cui si gloriano i nostri giorni. Chi mette in pratica le ricette della parodi è lo stesso individuo che considera vertici della letteratura i romanzetti di fabio volo, pietre miliari della musica le canzoncine dei negramaro e pilastri del cinema i filmucci di silvio muccino. Solo chi considera giovanni allevi un pianista classico potrà allestire una cena con le ricette della parodi. Devo però confessare una cosa: benedetta consiglia di avvolgere il fondo dei toast nella carta stagnola per evitare di far colare la sottiletta fusa nel tostapane. Ho seguito il consiglio. Mi sono ritrovato con un toast carbonizzato sopra e crudo sotto. L'ho mangiato comunque, pensando che se questi sono i risultati della parodi in cucina, è logico che fabio caressa cerchi consolazione nel poker. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;(Articolo di Tommaso Labranca tratto da Film TV #4 del gennaio 2011; copyright degli aventi diritto. Minuscoli dei nomi, dove presenti, miei. )&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana:&lt;/b&gt; roberto saviano pubblicherà il suo prossimo libro con Feltrinelli. Dove non potè la dignità, riuscì l'indole del bimbo viziato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno: &lt;/b&gt;"La cucina di un popolo è la sola, esatta testimonianza della sua civiltà." (Anonimo)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-1552286422938063264?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/1552286422938063264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/01/cucina.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1552286422938063264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1552286422938063264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/01/cucina.html' title='Cucina'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TUUsBSpu8hI/AAAAAAAAA5k/QC3DWdThOL0/s72-c/504108982_4a16471e66.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-5170968350346019778</id><published>2011-01-23T14:42:00.001+01:00</published><updated>2011-01-23T14:44:25.415+01:00</updated><title type='text'>W. I. P.- Brevi in cronaca</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TTwwg_Ek5MI/AAAAAAAAA5M/agGdpcpHMr0/s1600/boogeyman_uomo-nero.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TTwwg_Ek5MI/AAAAAAAAA5M/agGdpcpHMr0/s400/boogeyman_uomo-nero.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565376582767666370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;No, non sono sparito. Né mi sono dimenticato del blog. Vero, in questi ultimi due mesi ho rivisto e riconsiderato le priorità cui dedicarmi, ma se questo spazio è relativamente trascurato è per mancanza di tempo, non certo di interesse. La qual mancanza di tempo ha inciso anche, negativamente, sulla mia produzione letteraria. Si può tranquillamente dire che, al momento, i romanzi su cui lavoravo sono tutti fermi; un’opera di ampio respiro necessita di corrispondenti spazi temporali e mentali per poter essere scritta al meglio, obiettivo che modestamente sempre perseguo (che poi l’abbia centrato ogni volta è un altro paio di maniche; che 99 volte su 100 quel che scrivo mi fa cagare è completamente tutt’altro cappotto). Altrimenti,se dovessi riempire dei fogli con le prime stupidaggini che mi vengono in mente, prese dal peggio del peggio dei media di genere, sarei licia troisi… e non dispongo certo come lei di indiscutibili doti autoriali per poter sperare di essere pubblicato da mondadori. Per fortuna. Così, dovendo fare di necessità virtù, ho ripreso a cimentarmi con una forma narrativa più adatta alle esigenze attuali, ovvero il racconto breve. Un esercizio utile, anche per affinare quella capacità di sintesi che spesso mi manca, nonché per sperimentare stili diversi, meno diretti ma ugualmente efficaci.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Attualmente ho un parto “riuscito” ed altri due pargoli in gestazione:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;b&gt;“Chat”&lt;/b&gt; è l’ultimogenito di casa Pedersen, è per certi aspetti la cosa più autobiografica che abbia mai scritto e, come suggerisce il titolo, si propone come un classico racconto di forma epistolare adeguato al XXI secolo. La struttura narrativa “in prima persona” mi è sempre stata congeniale, ma quella dove la storia progredisce in una molteplicità di punti di vista mi stuzzica anche di più. Proprio pochi giorni fa ho terminato “Il Libro dei Teschi” di Robert Silverberg (grazie alla mia dolce metà per avermi fatto scoprire questo gioiello, che caldamente vi consiglio), un perfetto esempio di storia la cui narrazione progredisce scandita da più punti di vista, spesso in conflitto tra loro; nel mio piccolo, avevo tentato qualcosa di simile con “Il Palazzo Giallo”, contenuto in “Racconti a Margine”. Ritentare l’esperimento, adeguandolo alle più attuali forme comunicative (ed aumentando, così, il disorientamento del lettore, cui spetta l’ultima parola sulla vicenda) era un passo obbligato. Il risultato? Apprezzato da chi l’ha letto, ma qualcosina devo ancora aggiustarlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-&lt;b&gt;“Pamplona”&lt;/b&gt; è il secondo racconto della triade, ve ne avevo già accennato, e sta diventando un parto di proporzioni equine. L’idea di base è che, al di là di tanti bei discorsi, l’intrinseca violenza della nostra natura non aspetta altro che l’occasione giusta per esplodere. Meglio ancora se ammantata di una nobile causa (nobile per chi la sostiene, ovviamente). Se poi qualcuno ci desse l’opportunità di liberarla completamente, senza alcuna ripercussione o quasi, i freni inibitori (auto)imposti dalla cosiddetta “civiltà” salterebbero del tutto. All’inizio il tutto mi pareva debole, dal punto di vista della credibilità; la presentazione di un libro cui ho partecipato mesi fa e la lettura de “La Notte del Drive In” di Lansdale mi hanno fatto ricredere. Dopo una falsa partenza, credo di aver imboccato la strada giusta. Adesso devo solo trovare lo slancio per tagliare il traguardo, che è lì, in vista, a nemmeno cento metri. Se solo riuscissi a staccarmi da questo punto- ristoro…&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Chiudiamo con &lt;b&gt;“La Nonna”&lt;/b&gt;…  e non sarei del tutto onesto se dicessi che è un’idea nuova. La domanda di partenza è: l’Uomo Nero, il famigerato babau che nonne e genitori usavano per convincerci a mangiare anche il grasso del prosciutto, fa ancora paura? Cosa spaventa davvero le nuove generazioni? E soprattutto: perché l’Uomo Nero deve per forza essere cattivo? Spunti recentissimi, nato da una chiacchierata scherzosa, che hanno fatto accendere la proverbiale lampadina, scatenando una sequela di associazioni di idee conclusasi con un tuffo nel passato. Saltano fuori, infatti, due miei vecchissimi racconti che trattavano di abusi su minori e che, come tutti i miei vecchissimi racconti, avevano bisogno di una bella mano di vernice (ecco perché dico che, pur essendo gli spunti freschi di giornata, l’idea su come sviluppare il tutto non lo è: la datazione al carbonio conferma che risale a 22 anni fa). In questo caso, però, ho pensato bene di buttar giù anche un paio di pareti divisorie, così da rendere “Clarence” e “Il Cassetto” una cosa sola. Il titolo arriva dritto dritto da quest’ultimo, così come gran parte delle atmosfere. Per la cronaca, “La Nonna” è il mio primo racconto che, pur partendo da una singola trama, si è sviluppata in due modi diversi: uno prettamente favolistico, l’altro molto più esplicito. Alla fine ha avuto il sopravvento il primo; vorrei rendelo il più possibile adatto anche a lettori 0- 12, non mi essendomi mai cimentato con una vera e propria fiaba “dark” adatta a tutte le età. Certo, c’è stato “La Principessa Nel Cristallo”… ma dubito che potesse essere apprezzato grandi &amp;amp; piccini. Cosa combinerò con questo nuovo tentativo lo sapremo a fatto compiuto. Come sempre, sarete informati dei risultati tempestivamente. O quasi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno:&lt;/b&gt; ruby non ha mai preso cinque milioni di euro da berlusconi. Figurarsi se una del genere si accontentava della tariffa minima.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; “La miseria morale non ha partito.” (E. Biagi)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-5170968350346019778?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/5170968350346019778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/01/w-i-p-brevi-in-cronaca.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5170968350346019778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5170968350346019778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/01/w-i-p-brevi-in-cronaca.html' title='W. I. P.- Brevi in cronaca'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TTwwg_Ek5MI/AAAAAAAAA5M/agGdpcpHMr0/s72-c/boogeyman_uomo-nero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-1581597384033773006</id><published>2011-01-12T09:49:00.006+01:00</published><updated>2011-01-12T10:52:41.457+01:00</updated><title type='text'>Missing grey</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TS1rwiHuntI/AAAAAAAAA4M/ObqxuLDCDe4/s1600/765e4c4ab7682c7d31c77753909f8ae0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TS1rwiHuntI/AAAAAAAAA4M/ObqxuLDCDe4/s400/765e4c4ab7682c7d31c77753909f8ae0.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561219596409544402" /&gt;&lt;/a&gt;Da un paio d'anni sono tesserato con l'ANPI, l'Associazione Nazionali Partigiani Italiani, che tiene viva la tradizione e gli ideali della lotta al fascismo; dunque, accetta tra i suoi iscritti e sostenitori solo chi è dichiaratamente e profondamente antifascista. Quest'anno ho deciso di non rinnovare la tessera. Motivo: non sono più sicuro di non essere antifascista. Quest'affermazione mi è uscita di getto ieri, durante una piacevolissima chiacchierata, ed ha creato un certo disorientamento. A me per primo. Sentirmi in qualche modo fascista era una cosa che non mi aspettavo; figuriamoci ammetterlo con tanta innocente leggerezza. Ragionandoci sopra meglio, ho capito cosa intendevo (già, a volte devo pensarci, sui miei pensieri improvvisi). Inizio infatti a ritenere ci sia una certa qual confusione sul termine "fascismo". Dizionario alla mano, ed escluse quelle relative al regime politico retto dal signore di cui sopra,  la terza definizione di "fascismo" recita: "ideologia, movimento, atteggiamento politico autoritario o reazionario". Quindi no, non sono tentato dal fare il saluto romano inneggiando al duce nè mi agghindo con croci celtiche e magliette con mottetti maschi aventi velleità di motto. Questa è la versione nazional- popolare del fascista a cui siamo stati abituati, perolpiù riconducibile a branchi di biNbiminKia col cranio rasato rimpiangenti cose che non conoscono. Per loro fortuna; se oggi esistesse ancora e davvero quel regime tanto invocato, probabilmente sarebbero già stati randellati senza pietà e nutriti ad olio di ricino a colazione, pranzo, merenda e cena. Con frequenti spuntini di mezzanotte. Siamo sempre portati ad esaltare idee e stili di vita che conosciamo solo in astratto. E tendiamo ad aggregarci con chi ha la nostra stessa visione del mondo. Dicono sia una condizione naturale dell'uomo, il bisogno di trovarsi e condividere le proprie idee. Fino a poco tempo fa, all'aggregazione e condivisione si univa però anche il "confronto", nel senso di ascoltare le ragioni della controparte e contestarle nel merito con ulteriori controdeduzioni. Oggi invece ho la sensazione che chi ha voglia di confrontarsi sul serio, senza ideologie preconfezionate e precotte da altri, sia una specie in via d'estinzione. E che il fascismo abbia dunque vinto non già come sistema politico, ma come &lt;i&gt;forma mentis&lt;/i&gt;. In un clima in cui ci si sente accerchiati, si risponde al nemico con le sue stesse armi spuntate, imbastendo improbabili giustificazioni infarcite di retorica. "Libertà, dignità, uguaglianza, diritti" ed altre amenità da fumetto, facili da proclamare ma che nessuno vorrebbe davvero applicate in concreto. Così, quando un branco di teppisti coperti di stracci e con kefia in bella mostra scendono in piazza per protestare contro la riforma universitaria, distruggendo qualunque cosa gli capiti a tiro, bisogna capirli: è l'unico modo che hanno di farsi ascoltare (sempre che non siano degli agenti infiltrati per sabotare la manifestazione, perchè noi siamo tutti bellibravicivili per definizione. Non ci credi? Fascista.). E quando a farlo sono i loro equivalenti con cranio rasato e "faccetta nera a fior di labbra"? Da condannare e reprimere, perchè hanno torto a prescindere. Provare a far notare che l'imposizione della propria idea con ogni mezzo, anche violento, e la repressione di tutto ciò che è sgradito-contrario è esattamente il &lt;i&gt;modus operandi&lt;/i&gt; del fascismo, porta automaticamente ad essere bollati come fascisti. Perchè noi siamo i buoni ed abbiamo ragione, chi non è con noi è contro di noi e va distrutto. In questo clima da stadio permanente, dove cambiano i colori sociali e gli slogan ma non la mentalità che li muove, non c'è più spazio per l'analisi oggettiva ed il compromesso. O sei con grillotravagliodipietro, o sei con berlusconibersanicasini. O sei con la fiom, o sei con marchionne. O sei per la libertà sempre e comunque, o sei un fascista. Ma la libertà, se mal gestita, diventa negligenza. Ed il fascismo non è necessariamente nero: è anche bianco, rosso o di qualsiasi altro colore neghi la benchè minima sfumatura, imponendosi come unica tinta possibile. Dipingendo il mondo di un unico colore. E se quel colore non ti piace... preparati al peggio.&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana:&lt;/b&gt; landini, segretario fiom, esorta il pd a prendere una posizione netta nei confronti della fiat. Non s'è accorto che bersani è chinato da mesi sulla scrivania. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; "Nessuno dice che il vero fascismo consiste nell'essere anti per principio, per bizza, cioè nel negare a priori che in ogni corrente di pensiero vi sia qualcosa di giusto o qualcosa da usare per cercare il giusto. (O. Fallaci)"&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-1581597384033773006?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/1581597384033773006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/01/missing-grey.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1581597384033773006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1581597384033773006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/01/missing-grey.html' title='Missing grey'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TS1rwiHuntI/AAAAAAAAA4M/ObqxuLDCDe4/s72-c/765e4c4ab7682c7d31c77753909f8ae0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-3418142621168400955</id><published>2011-01-09T09:22:00.006+01:00</published><updated>2011-01-10T10:16:00.267+01:00</updated><title type='text'>Coglioni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TSlxAZiUTjI/AAAAAAAAA28/ux0jZXkaT2U/s1600/Forbici_antiche.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 186px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TSlxAZiUTjI/AAAAAAAAA28/ux0jZXkaT2U/s400/Forbici_antiche.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560099466634350130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mercoledì scorso la falce della Nera Signora è calata in casa mia, mietendo la vita di uno dei miei famigliari. Una morte annunciata, ma non per questo meno straziante. Pensavo che le urla di disperazione, quelle che ti lasciano cianotico e tremante e sembrano non doversi mai esaurire, fossero esagerazioni studiate a tavolino per fare del sensazionalismo becero. Adesso so che non è così... non sempre, almeno. E che, per quanto si possa prepararsi in astratto, non si è mai pronti quando bisogna prendere certe decisioni, quando arrivano certi momenti. Puoi pensare, sperare, di aver agito per il meglio; che quel “sì” rantolato tra le lacrime sia stato un ultimo gesto d’amore e non un assasinio, come amano dire i cattolicissimi detrattori dell’eutanasia (nota a margine: interessante come, in questi ultimi giorni, vatic- ano e baciapile associati stiano dandosi tanto da fare per porre fine alle persecuzioni religiose, specificando ogni volta “nei confronti dei cristiani”. Come dire che musulmani, induisti e buddisti possono/ devono essere mazzuolati ad libitum. Fine nota a margine). Scelte del genere non cancellano gli “avrei dovuto- voluto- potuto”, pongono “solo” fine a sofferenze indicibili. Non è stato facile decidersi, accettare la necessità di quel “sì”. Non c’era però altro da fare. Così, dopo quindici anni, ho dato per l’ultima volta la buonanotte al mio fratellino, mentre il veterinario lo addormentava. Ovunque sia ora, sono certo che le mie divinità di riferimento ne hanno buona cura, né gli fanno mai mancare una ciotola traboccante della sua pappa preferita, lunghe passeggiate quotidiane ed un comodo e caldo giaciglio. Sapete com’è: Uzala, Cthulhu e Odino sono ben lontani dalla mentalità cristiana, che nega l’anima a queste creature con tutto quanto ne consegue, accesso al paradiso compreso. Dopotutto, a detta di noi razza superiore, cani, gatti ed altri animali sono appunto “esseri inferiori”. Evidentemente, non ci siamo mai soffermati abbastanza a guardarli negli occhi. Quando è capitato, abbiamo chinato i nostri, imbarazzati nel vedervi riflessa la nostra pochezza, incapaci di sostenere lo sguardo di chi sa dare un’infinità d’amore senza chiedere in cambio altro che un minimo di affetto ed attenzione. Nel confronto con loro, ne usciamo irrimediabilmente con le ossa rotte. Logico quindi che, alla fine, abbia la sensazione che certe leggi siano apparentemente draconiane, effettivamente sensate, ma mal indirizzate. Come quella che impone, da un paio di anni in qua, la sterilizzazione per i cani adottati presso un canile. Lo scopo è quello di ridurre il numero di randagi per le strade, impedendo che altri infelici trovatelli finiscano in gabbie di pochi metri quadrati in attesa di qualcuno disposto a dare, o ridare, loro una casa. Inizialmente la cosa mi ha fatto inarcare il sopracciglio e storcere il naso; per quale motivo dovrei far tassativamente sterilizzare il mio migliore amico? Non c’è proprio nessun’altra soluzione? Parlando con i volontari del canile di Legnano, sembra proprio di no, visto che, con  cadenza regolare, si presentano alla loro porta famigliole e personcine con scatoloni stipati di cuccioli; pare che buona parte di coloro che adottano un cane non sappiano come questi si riproducano. E quando succede il patatrac, ci si sbarazza di tutto, cucciolata e genitori compresi, con un “ops” ed un’alzata di spalle. Esattamente come ci si libera di oggetti ormai ingombranti ed indesiderati. Come la cucciola di Beagle, riportata in canile dalla sua padrona proprio ieri. Non a causa di un’improvvisa ed indesiderata gravidanza, ma perché “fa la pipì, morsica i mobili, abbaia, vuol giocare in continuazione”. Un cane che si comporta da cane, orrore e raccapriccio. Forse la povera vittima di questo diavolo a quattro zampe era convinta che fossero tutti bravi, belli ed ubbidienti come il commissario Rex. O, semplicemente, cercava un soprammobile a forma di cane e le hanno dato un indirizzo sbagliato. Di sicuro non è rimasta minimamente turbata dalle orecchie basse, dalla coda tra le gambe, dallo sguardo avvilito della cucciola. Sconsolata non dal fatto di dover tornare in una gabbia di pochi metri ed all’affetto dei volontari, dopo sei mesi trascorsi a mordicchiare in allegria le finte manolo blahnik della sua ex proprietaria. Credo che il motivo di tanto sconforto sia il non capire perché dovesse tornare a quella vita. Cos’aveva fatto, di così sbagliato? Perché la sua padrona non era riuscita a capirla, ad amarla lo stesso, come faceva lei? Domande le cui risposte sono tutte nello sguardo altero della bestia, uscita pochi minuti dopo aver scaricato il pacco indesiderato nell’ufficio adozioni del canile, nella sua mancanza evidente di qualcosa che sembrasse dispiacere. L’ho guardata, ed ora ripenso a quanto mi hanno detto i volontari su mostri simili, che rispediscono al mittente i migliori amici che possano mai sperare di avere perché “ci è nato il bambino, non ci siamo accorti che è rimasta incinta, abbaia- sporca- mordelegambedeltavolo”. O, peggio ancora, “ci siamo stufati di avere un cane”. Ho pensato e ripensato a tutto questo, ed infine mi sono convinto che sì, è giusto sterilizzare le bestie che escono dai canili. Bisogna farlo appena mettono piede fuori dal cancello, con un paio di forbici arrugginite, dalla punta stondata e poco affilate. Giusto perché possano provare, sulla loro miserabile pelle, un decimo della sofferenza che infliggono a quelle creature che trattano ed abbandonano come fossero giocattoli. Mi sembra il modo migliore per insegnare loro qualcosa; la speranza di toccare un’anima di cui sono privi con gesti e parole è pari a zero. Quindi, ben venga la sterilizzazione. Ma anziché a dei poveri animali innocenti, somministriamola alle bestie che lo meritano davvero, la cui bastarda progenie sarà mille volte più dannosa di quella a quattro zampe. Merito del pollice opponibile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Il link della settimana: &lt;/b&gt;Se cercate qualcuno che vi ami davvero e non cercherà di uccidervi per la vostra eredità, andate qui: &lt;a href="http://www.protezioneanimalidilegnano.com/"&gt;http://www.protezioneanimalidilegnano.com/&lt;/a&gt; O in qualunque altra struttura simile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana: &lt;/b&gt;“Se accogli un cane allo stremo e lo sfami, non ti morderà. Ecco la differenza principale fra un cane e un uomo.” (M. Twain)  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-3418142621168400955?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/3418142621168400955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/01/coglioni.html#comment-form' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3418142621168400955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3418142621168400955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2011/01/coglioni.html' title='Coglioni'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TSlxAZiUTjI/AAAAAAAAA28/ux0jZXkaT2U/s72-c/Forbici_antiche.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-389656257396930039</id><published>2010-12-27T12:21:00.005+01:00</published><updated>2010-12-27T14:20:43.183+01:00</updated><title type='text'>Fattacci nostri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TRh3Jg0Ky5I/AAAAAAAAA2c/ReH0dcVJMxE/s1600/1284458975153ifatti_imggrandearticolo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 232px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TRh3Jg0Ky5I/AAAAAAAAA2c/ReH0dcVJMxE/s400/1284458975153ifatti_imggrandearticolo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5555321145672780690" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi avrei dovuto aggiornarvi sui miei progressi letterari, svelandovi qualche restroscena dell'ultimo racconto che ho scritto. Appuntamento rinviato per spezzare un'imprevedibile lancia a favore del più o meno odioso quartetto di cui sopra. Per chi non fosse avvezzo ai palinsesti televisivi dell'ora di pranzo, trattasi dei conduttori de "i fatti vostri", storico programma d'intrattenimento avente principalmente funzione di sottofondo mentre ci si dedica al pasto di metà giornata. Assolutamente privo di contenuti non studiati a tavolino per solleticare ed appagare la massaia disattenta e non troppo esigente, nell'oretta e mezza del programma si alternano giochi, gossip cammuffato da storie vere (preferibilmente morbose/ strappalacrime), ospitate di stelline televisive ormai oltre la soglia del dimenticatoio nel disperato tentativo di non precipitare del tutto nell'oblio, soprattutto cimentandosi in improbabili duetti canori con l'insopportabile marcello (il primo da destra). A dar man forte allo squallore generale, il veterano e sempre indigesto giancarlo magalli (il secondo da destra, quello che somiglia alla versione 2.0 del Pinguino di Batman), che incurante dell'età continua ad atteggiarsi da simpatico gigione, ed adriana volpe (questa, anche se siete digiuni di tubo catodico, potete capire da soli chi sia). La quale è convinta di essere una conduttrice di prima grandezza, e potrebbe anche esserlo, se rimanesse zitta. La signora volpe, peraltro, ha la curiosa tendenza a reagire con strepiti da mercati generali ogni volta che viene resa edotta del proprio destino dal nume tutelare degli astrologi televisivi, ovvero paolo fox (anche lui, andando per esclusione, dovreste ormai essere in grado di identificarlo). Che, quotidianamente, snocciola la classifica dei segni zodiacali, non secondo l'ordine classico, ma in base alla fortuna o meno cui andranno incontro in quella tal giornata. Un mezzuccio per costringere il telespettatore a seguire l'oroscopo nella sua interezza o quasi, anzichè permettergli di fare zapping e rimanere in pianta stabile sul programma giusto quella manciata di secondi necessaria a sentire le previsioni del proprio segno. Ora, ricapitolando: il programma è penoso, i conduttori insopportabili, il pubblico in sala, pardon in piazza, relativamente imbarazzante quanto la scenografia stessa, gli interventi telefonici di michele guardì che cerca di essere simpatico e spiritoso aiutano a trovare il lemming dentro di noi ed assecondarne la natura. Dunque, evitiamo come la peste questo ennesimo esempio di TV spazzatura pagata coi nostri soldi e dedichiamoci ad altro? No. Almeno, non del tutto. Ho infatti deciso di diventare un accanito sostenitore di paolo fox, dandogli il mio modesto contributo in termini di share televisivo ogni volta che me ne capita l'occasione. Non perchè sia divenuto improvvisamente un credulo sostenitore dell'astrologia, anche se mi diverto a leggere e sentire gli oroscopi quando capita. Nè perchè incasso una percentuale per ogni gonzo che convinco a guardare, per quella cruciale decina di minuti, "i fatti vostri". Molto più semplicemente, oserei dire come al solito, il motivo risiede nel mio insopprimibile odio per gli atti di bullismo. Come quello di trasmettere la puntata speciale di un programma fondamentalmente innocuo, o comunque non più dannoso di altri, a notte fonda. Caso vuole, infatti, che l'appuntamento annuale con "i fatti vostri- speciale oroscopo 2011" questa sera slitterà dalla prima alla seconda serata inoltrata, per lasciare spazio al fondamentale "i pooh- la storia vera", che terrà compagnia agli increduli teleutenti fin quasi a mezzanotte. Solo allora, per gentile concessione, i terribili quattro qua sopra potranno entrare in casa nostra, in pigiama e col cuscino sotto braccio, per dirci cosa prevedono gli astri l'anno prossimo. A dir la verità, più che il caso potè luca borgomeo. Chi è costui? Il presidente dell' aiart, un'associazione di telespettatori. Che dall'anno scorso assilla il direttore di rete liofreddi affinchè tagli gli spazi in cui paolo fox ci fa sapere cosa accadrà alla vergine, al toro ed al capricorno. Motivo: "È inopportuno che il servizio pubblico dedichi trasmissioni agli oroscopi. Il rischio è che si sfrutti la superstizione, la credulità o la paura, in particolare delle categorie di utenti psicologicamente più vulnerabili". Ora, le parole di questo Carneade in cerca del proprio quarto d'ora di gloria a mezzo fracassamento di testicoli altrui sarebbero da applaudire fino a spellarsi le mani, se l' aiart fosse un'associazione di telespettatori ultrarazionalisti, ciecamente fedeli alla scienza, il cui fine ultimo è sradicare la supestizione ovunque ed in qualunque forma essa si manifesti. Peccato che la benemerita sia un'associazione cattolica. Cioè emanazione di un sistema politico- culturale che con "lo sfruttamento della superstizione, della credulità e della paura, in particolare delle categorie di utenti psicologicamente più vulnerabili", ci campa da duemila anni. E che ultimamente, non passandosela granchè bene, ha dichiarato una guerra senza quartiere a tutto ciò che può competere con lei o metterne a repentaglio autorità e credibilità. Paolo fox , dunque, finisce nella lista nera insieme agli integralisti islamici, a chi difende i diritti delle minoranze, a chi pretende di vivere e soprattutto morire come meglio crede ed  ai giudici che indagano sugli scandali pedofilia e sui fondi dello ior; da' da pensare. In qualsiasi altro paese, un direttore di rete avrebbe usato le pressante richieste di Carneade borgomeo per supplire ad un'improvvisa mancanza di carta igienica. Purtroppo, questo non è un qualsiasi altro paese, ma quello dove su qualsiasi poltona che conti qualcosa si posano, puntuali, le terga di "praticanti non devoti" (Uzala benedica quel genio di Corrado Guzzanti). Sicchè, la povera massaia che voleva conoscere gli sviluppi per il sagittario ascendente scorpione durante il prossimo anno dovrà rimanere in piedi fino ad ore da sonnambuli, un sacrificio necessario per evitare che il diabolico fox rovini per sempre altre menti fragili e suggestionabili. Come ingannerà il tempo la nostra casalinga? Magari facendo zapping sull'infinità di canali messi a disposizione dalla rivoluzionarai tecnologia del digitale terrestre. E soffermandosi della maga Priscilla, su Tele6volute, che divìna sistemi sicuri per vincere al lotto. O, se è un po' sgamata, passerà la sera su internet a confrontare i vari oroscopi sugli infiniti siti di astrologia offerti dal web, per poi fare il raffronto con quello di paolo. Oppure, perchè no, invitando quattro o cinque amiche per una bella autodivinazione a mezzo interiora di pollo. Chissà. Quel che è sicuro, è che paolo fox s'è guadagnato, se non il mio rispetto, tutta la mia solidarietà . Non fosse altro perchè, della Luna in trigono con Urano, si hanno prove inconfutabili. Dell'esistenza di un vecchio fancazzista ed impiccione che ci spia da lassù, e per bocca di una masnada di uomini che indossano la gonna (e poi considerano gli omosessuali "malati") pretende di dirci come vivere le vite che ci avrebbe dato con tanto di "libero arbitrio" incorporato, non ho ancora avuto prove. &lt;div&gt;&lt;div&gt;Dell'idiozia dei superstiziosi, invece, se n'è appena avuta un'altra.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;- Il desiderio per l'anno nuovo: &lt;/b&gt;che, terminata la diretta della messa domenicale su raiuno, bruno vespa ospiti nel suo salotto un satanista, un terrorista islamico e branko. O il diritto di contraddittorio vale solo per le associazioni pro-life?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;- La frase del giorno: &lt;/b&gt;"Quanto più l'uomo è religioso, tanto più crede; quanto più crede, tanto meno sa; quanto meno sa, tanto è più ignorante; quanto è più ignorante, tanto è più governabile." (J. Most)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-389656257396930039?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/389656257396930039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/fattacci-nostri.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/389656257396930039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/389656257396930039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/fattacci-nostri.html' title='Fattacci nostri'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TRh3Jg0Ky5I/AAAAAAAAA2c/ReH0dcVJMxE/s72-c/1284458975153ifatti_imggrandearticolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-2424119877342991326</id><published>2010-12-14T16:20:00.000+01:00</published><updated>2010-12-14T16:20:08.052+01:00</updated><title type='text'>A volte ritornano...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TQcwrzeOerI/AAAAAAAAA0s/e2iWlUuypug/s1600/325528.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 256px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TQcwrzeOerI/AAAAAAAAA0s/e2iWlUuypug/s400/325528.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550458594866920114" /&gt;&lt;/a&gt;Quando sei inchiodato a casa per necessità, anzichè per voglia, ad un certo punto arrivi a non poterne più; alla stanchezza fisica si somma quella psicologica, una miscela letale capace di causare un Vajont emotivo. La mia immensa fortuna è di aver accanto una compagna che riesce a sostenermi, dandomi la forza di andare avanti senza uscire completamente di testa. Almeno, non più di quanto già non sia. Ed è bello, ogni tanto, fuggire insieme verso lidi più sereni, seppur metaforici. Luoghi che non si trovano (solo) nello spazio, ma anche e soprattutto nel tempo. Che sono un passatista impenitente, di quelli che "si stava meglio quando si stava peggio", lo dovreste ormai sapere. Quindi non dovrebbe sorprendervi il mio improvviso ed ossessivo ritorno alle serie, animate e non solo, degli anni '80. In questi giorni sono vittima di una vera e propria sindrome ossessivo- compulsiva, che mi spinge a cercare in rete materiale d'ogni tipo, dalla sigla presa da vinile agli episodi trasmessi su emittenti televisive semiclandestine ad orari impossibili. Ed è strano, ritrovarsi a tanti anni di distanza, nuovamente di fronte a personaggi che mi hanno tenuto compagnia durante tediosi pomeriggi o noiosi fine settimana. Strano averli dimenticati, considerato quanto importanti erano, con quanta passione si seguivano le loro, in fondo, ingenue avventure. Strano scoprire che loro no, non si sono dimenticati di me, e ritrovarsi oggi nuovamente bambino in un corpo d'adulto, nuovamente partecipe; strano, quasi incredibile come disegni ed animazioni così datate e ridicole possano inchiodarti allo schermo più di qualsiasi effetto speciale treddì utilizzato nel film del momento. Sì, lo so, sono prevenuto e di mentalità ristretta, il nuovo avanza e chi si ferma è perduto, accogli il cambiamento; ma se non ti guardi indietro, almeno ogni tanto, non saprai mai da dove vieni. E dimenticarlo può essere fatale, perchè si rischia di osannare ed incensare autori salutandoli come "geniali" quando, al più, sono mestieranti che da tutto attingono, abbellendo con qualche spruzzata di fredda CG idee e situazioni già ampiamente collaudate da altri, ma con maggior sentimento. Se riciclassimo i rifiuti come ricicliamo le idee, il mondo non avrebbe mai conosciuto l'effetto serra. Permettemi dunque di omaggiare, con una piccola carrellata, alcuni personaggi che tempo e marketing hanno forse appannato, ma non vogliono saperne di arrendersi all'avanzata inarrestabile della loro, spesso bastarda, progenie.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zn2PlzD_ykY?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zn2PlzD_ykY?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gbpKiwLjfWE?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gbpKiwLjfWE?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZFSqYC5_2_g?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x234900&amp;amp;color2=0x4e9e00"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ZFSqYC5_2_g?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x234900&amp;amp;color2=0x4e9e00" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RGICvFr9tDo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/RGICvFr9tDo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Chissà se queste poche immagini hanno scatenato in voi un'ondata di piacevoli ricordi, così come sanno sempre provocarla a me. Se anche voi siete tornati indietro nel tempo, quando tutto appariva più semplice e potevi addirittura permetterti di credere che sì, i mostri si possono sconfiggere. E se il ritorno alla realtà è, per voi, devastante quanto lo è per me, ogni volta che vedo come i mostri hanno rubato il cerchietto di Evelyn e gli zoccoli di Alvaro, sostituendosi a loro come gli alieni ne "l'invasione degli ultracorpi". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Di cosa parlo? Passate più tardi, e lo saprete.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno:&lt;/b&gt; non sono affari vostri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;-La frase del mattino: &lt;/b&gt;"Le fiabe dicono più che la verità. E non solo perchè raccontano che i draghi esistono, ma perchè affermano che si possono sconfiggere." (G. K. Chesterton)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-2424119877342991326?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/2424119877342991326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/volte-ritornano.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/2424119877342991326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/2424119877342991326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/volte-ritornano.html' title='A volte ritornano...'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TQcwrzeOerI/AAAAAAAAA0s/e2iWlUuypug/s72-c/325528.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-6691988701404425796</id><published>2010-12-14T14:01:00.005+01:00</published><updated>2010-12-14T16:29:17.684+01:00</updated><title type='text'>...a volte no (ma l'avvoltoio non desiste)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TQeB1QL9NNI/AAAAAAAAA00/y3eGEl9C6bs/s1600/LORENA.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 369px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TQeB1QL9NNI/AAAAAAAAA00/y3eGEl9C6bs/s400/LORENA.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550547817635591378" /&gt;&lt;/a&gt;domenico scilipoti è un ex deputato dell'italia dei valori (bolliti), recentemente migrato in un fantomatico "movimento di responsabilità nazionale" da lui stesso cofondato, convinto che il governo berlusconi vada a tutti i costi salvato per il bene del paese. Quale paese, non è dato sapere. Fatto sta che, appena si consuma il tradimento, scatta inevitabile la macchina ritorsiva della stampa comunista. Ed ecco dunque partire da Roma una troupe di "annozero", che subito si precipita a casa dei suoceri in cerca di elementi compromettenti con cui sputtanare il nostro giovedì sera. Nulla trovando, i barbari armati di telecamera guadano lo Stretto di Messina e si precipitano a casa della madre novantunenne, assediandola e seviziandola a tal punto da farla stramazzare a terra esanime. Il coscienzioso figlio, naturalmente, denuncia subito quanto avvenuto. Non alla polizia, ma a due giornalisti autorevoli e notoriamente imparziali. Cioè maurizio belpietro, direttore de "il giornale", ed emilio fede. Sarebbe stato, magari, più saggio e consigliabile rivolgersi alle autorità, tenendo al contempo la fragile madre lontano dall'inevitabile ondata mediatica di ritorno, ma tant'è; nel caos generale, il povero scilipoti non deve averci pensato. Il problema però non è nemmeno, o nemmeno tanto, se quanto denunciato ai due esimi giornalisti sia o meno vero; personalmente faccio non poca fatica ad immaginare Ruotolo e formigli accanirsi contro un'anziana per estorcerle informazioni con metodi da kgb, ma tant'è. La cosa (relativamente) sconcertante è la reazione del pubblico di riferimento, che immediatamente condanna il vergognoso assalto delle trouppe bolsceviche, a prescindere che sia o meno vero. Già; peccato sia lo stesso pubblico di riferimento che gongola davanti ai pomeriggi sul due e le vite in diretta, quando dallo studio si collegano con giornalisti, o presunti tali, stremati dalle intemperie e dall'inedia dopo giorni e notti di appostamento ininterrotto in luoghi dove s'è consumata una qualche tragedia, magari famigliare, meglio ancora se a sfondo sessuale. E' lo stesso pubblico di riferimento che, complici i plastici ricreati ad hoc nei vespasiani di tarda serata, si diverte ad elucubrare con gli opinionisti in studio sulla vita e le abitudini delle vittime e dei presunti carnefici. Lo stesso pubblico che non ha alzato un ciglio di fronte agli inviati di "studio aperto" che, all'indomani del terremoto a l'Aquila, inseguivano i bambini in lacrime tra le macerie per chiedere loro "cosa provi in questo momento?". E' in definitiva, una platea di decerebrati catodici dalla morale a doppia velocità, idealmente radunatasi attorno al più becero rappresentante della tv morbosa- sensazionalista di questi ultimi anni. Ovvero la signorina là sopra, che tra una spinta vaticana (non in quel senso; è troppo vecchia per i gusti dei prelati) ed un sacrificio umano in diretta (il mago Silvan, in una indimenticabile puntata di "domenica in") è arrivata ad essere la reginetta del day time di rai due, portando addirittura a casa una rubrica di cui è l'unica intestataria, e fa apparire i paparazzi di fabrizio corona dei seri giornalisti d'inchiesta. Una rubrica dove, da un mese a questa parte, ci si arrovella sulla sparizione di una ragazzina di tredici anni, ma più che lei si cercano particolari morbosi, rivelazioni scottanti, magari un cadavere. Che fortuna sarebbe, essere la prima a dare la notizia. Che bella spinta ulteriore, per la carriera. Accusare lei ed i suoi consimili di speculare sulle disgrazie della gente, però, scatena proteste indignate da parte della diretta interessata e delle casalinghe di Voghera ambosessi che con tanto affetto la seguono. Lei, e quelli come lei, fanno giornalismo vero, sono davvero preoccupati per la sorte della povera Yara. Che magari vorrebbe tornare a casa, se solo non ci fossero tutti quei giornalisti ammucchiati lì davanti. E nemmeno uno di "annozero" a cui dare eventualmente la colpa.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Momenti di gloria:&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sPtDMtymoQM?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/sPtDMtymoQM?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Vedere per credere:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pIRAM371PpI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/pIRAM371PpI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del pomeriggio: &lt;/b&gt;"Una Stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile." (J.Pulitzer)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-6691988701404425796?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/6691988701404425796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/volte-no-ma-lavvoltoio-non-desiste.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6691988701404425796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6691988701404425796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/volte-no-ma-lavvoltoio-non-desiste.html' title='...a volte no (ma l&apos;avvoltoio non desiste)'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TQeB1QL9NNI/AAAAAAAAA00/y3eGEl9C6bs/s72-c/LORENA.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-1310068499191921991</id><published>2010-12-09T07:18:00.005+01:00</published><updated>2010-12-09T07:44:01.303+01:00</updated><title type='text'>Il pensiero fisCo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TQB1yiPBSVI/AAAAAAAAA0c/BXWydXz7QN4/s1600/tasse.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 357px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TQB1yiPBSVI/AAAAAAAAA0c/BXWydXz7QN4/s400/tasse.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548564251964164434" /&gt;&lt;/a&gt;C'era una volta un imprenditore che, per sfuggire ai propri guai finanziari (tra gli altri), decise di scendere in campo nell'agone politico. Per il bene del Paese, naturalmente. Ineleggibile per costituzione, l'imprenditore prestato alla politica venne eletto più volte come presidente del consiglio. Giurando di difendere la Costituzione e le leggi. Ma si sa, ad una certa età alcuni vuoti di memoria ci sono. Così, in più di un'occasione NON disse che evadere le tasse, se ritenute troppo alte, è un diritto naturale dell'uomo. Naturalmente, e giustamente, si levarono alti lai contro questo invito a delinquere. Però è innegabile che certe gabelle all'evasione ti ci spingono davvero; non (tanto) per l'impatto economico, quanto per la loro assurdità. Piccola dimostrazione pratica. Leggete, e meditate.&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Se l'albergatore espone il tricolore paga dazio.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;E il pagamento è «bifacciale»: la bandiera sventola&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ha ammainato le bandiere dinanzi al suo albergo per protestare contro l'iniquo balzello che la concessionaria della pubblicità del comune di Desio (Milano) gli chiede da quattro anni. Esattamente 178,14 euro l'anno per cinque bandiere: il tricolore, la bandiera dell'Unione europea, quella della Svizzera e dell'Inghilterra (che pagano ciascuna un'imposta di 30,98 euro). Poi c'è la più cara, tassata con 54,22 euro, la bandiera del Palio degli zoccoli di Desio. Una curiosità: nelle cartelle esattoriali il tricolore è definito per la tassazione come "cassone normale bifacciale", trattato come uno striscione pubblicitario o un cartellone stradale e sottoposto a tassazione. A ribellarsi al balzello Gianni Caslini, proprietario con i figli di un bed &amp;amp; breakfast di Desio, l'Hotel Saint John's di viale Lombardia, che da quattro anni paga la gabella. «Inizialmente - racconta Gianni Caslini - la società incaricata dal comune della riscossione, parlando di insegna pubblicitaria, mi chiese 54,22 euro a bandiera, che poi vennero ridotte a 30,98 euro, tranne che per la bandiera del Palio degli zoccoli di Desio, una manifestazione locale di cui sono grande fautore, per la quale si pagano 54,22 euro, senza sconti». Costa caro, dunque, ricordare ai turisti il palio locale, manifestazione giunta quest'anno alla XXII edizione, nata per promuovere e realizzare la rievocazione storica della battaglia di Desio (21 gennaio 1277), una battaglia minore, ma decisiva nel passaggio da comune a signoria per la città di Milano. «Mi sono subito chiesto come il tricolore possa essere ritenuto una pubblicità - spiega Caslini - io ho messo le bandiere perchè il mio albergo è frequentato per lo più da clientela internazionale e mi sembrava una buona idea mostrare l'orgoglio di essere italiano, di far parte dell'Europa». Informandosi sempre più a fondo Caslini ha scoperto che le bandiere si pagano con una tariffa ad hoc per ciascun lato. «Perchè, mi hanno spiegato alla concessionaria di pubblicità, sventolando viene vista su due lati, tanto che nella cartella di esazione sono definite "cassone normale bifacciale"». Libere al vento, insomma, ma doppiamente tassabili perché sventolano. Per fare un esempio far sventolare il tricolore è costato 15,490 euro a lato, per un totale di 30,98 euro l'anno. Far sventolare la bandiera del palio, 27,110 euro a lato. La tassazione avviene secondo la concessionaria in base al regolamento comunale sulla pubblicità approvato nel 1994 e modificato nel 1995 e fa riferimento anche al decreto legislativo 507/1993, che come ambito di applicazione segnala che la pubblicità esterna e le pubbliche affissioni sono soggette a un'imposta o a un diritto in favore del comune nel quale sono effettuate. Decreto che non parla mai direttamente di tassazione delle bandiere, ma all'articolo 49 precisa solo che non sono tassabili «le aste delle bandiere». Forse però il riferimento è a quelle pubblicitarie, non certo al tricolore. Alla fine, spiega Caslini, dopo un lungo braccio di ferro con la concessionaria della pubblicità, «ho ammainato le bandiere. Così il fisco gabellerà qualcun altro».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;(fonte: &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-08/albergatore-ammaina-tricolore-tassato-170359.shtml?uuid=AYVUo3pC"&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-08/albergatore-ammaina-tricolore-tassato-170359.shtml?uuid=AYVUo3pC&lt;/a&gt;  Copyright degli aventi diritto)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;berlusconi pronto a valutare qualsiasi soluzione alternativa alle sue dimissioni. Un'esecuzione su pubblica piazza?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Ipse dixit: &lt;/b&gt; “La verità è che se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel lodo Mondadori. Ma questo non lo scriva”. (Fedele Confalonieri, Presidente di Mediaset, intervistato da Curzio Maltese)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-1310068499191921991?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/1310068499191921991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/il-pensiero-fisco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1310068499191921991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1310068499191921991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/il-pensiero-fisco.html' title='Il pensiero fisCo'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TQB1yiPBSVI/AAAAAAAAA0c/BXWydXz7QN4/s72-c/tasse.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-7698933422437415237</id><published>2010-12-03T09:42:00.004+01:00</published><updated>2010-12-06T09:37:51.006+01:00</updated><title type='text'>Pausa caffè</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TPyeCXTcWRI/AAAAAAAAA0U/mcAziMXGbmE/s1600/sex-and-the-city-restaurant.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TPyeCXTcWRI/AAAAAAAAA0U/mcAziMXGbmE/s400/sex-and-the-city-restaurant.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547482604466100498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tra i molti culti da società piccolo-medio-aspirante borghese che mi mancano, c'è anche quello della colazione al bar. Lo vivo come un "posso" anzichè come un "devo". Mi fa piacere, con gli amici o con la mia compagna, prendermi quando capita una decina di minuti per sorseggiare un caffè e mangiare una pasta, prima di buttarci negli impegni della giornata; un'ultima pausa durante la quale ricaricare del tutto le batterie. La maggior parte delle volte, comunque, metto la moka sul fornello di casa, apro un cartone di succo d'arancia, recupero qualche biscotto e la giornata comincia bene lo stesso. Anzi, comincia meglio, visto che non sono circondato da burini ambosessi intenti a scambiarsi pareri sull'ultima partita di calcio, a raccontarsi le proprie disgrazie o snocciolare teorie socioeconomicopolitiche, normalmente ad un livello di decibel troppo alto. Dunque, quando vedo certe cose, probabilmente le giudico male perchè mi manca il tassello mentale che mi spinge a trascinarmi ad ogni costo fuori di casa per bere il cappuccino da "Gigi il Troione, bar trattoria", nella convinzione che "è mejo", e che la gente di un certo livello la colazione la fa solo al bar, tra i propri simili. Probabilmente è sul "livello" che non siamo d'accordo. Nè ho intenzione di essere intruppato, anche solo per sbaglio, tra i "simili". Quindi, forse, in errore sono io, e non gli aspiranti yuppies fuori tempo massimo. Di cosa parlo? Presto detto. Esco di buon ora per andare al centro analisi, dovendo sottopormi a degli esami del sangue. Sono sulla mia macchinina, in una delle vie principali del paese, ancora sospeso in quel limbo tra sonno e veglia tipico della prima mattina, quando scorgo un'auto parcheggiata per metà sul marciapiede, per metà sulla sede stradale, tutta di traverso, all'altezza di una curva con annesso stop. Roba che neanche i criminali di T. J. Hooker al termine di un'inseguimento con repentino e necessario abbandono del mezzo. Solo che i delinquenti non si sarebbero dati la pena di inserire le quattro frecce. Mi auguro che la macchina sia in panne, incidentata, qualcosa; la protesta bitonale di un autobus, impossibilitato a curvare, frantuma le mie speranze, richiamando dal bar una donna di facili costumi. Nel senso che sembra uscita da un depliant da centro commerciale, abbigliamento simil- fashion con pretese, sottocosto solo per la prima settimana di novembre. Arrancando frettolosamente su stivali &lt;i&gt;vintage &lt;/i&gt;dai&lt;i&gt; &lt;/i&gt;tacchi troppo alti, il giubbotto &lt;i&gt;trendy&lt;/i&gt; infilato in qualche modo, agita frettolosamente una mano armata di borsa &lt;i&gt;cool&lt;/i&gt; verso l'autista. Per scusarsi o minacciarlo, chissà; comunque, alla fine, la fanciulla si getta in auto, libera in tutta fretta marciapiede e sede stradale... e parcheggia davanti al cancello dirimpetto, in barba al passo carrabile. Sempre con le quattro frecce inserite. E con la stessa andatura &lt;i&gt;glamour&lt;/i&gt; ritorna nel bar, probabilmente dal resto delle amiche, per continuare il sacrosanto rito della colazione. Magari imprecando contro lo sgarbato autista, che pretendeva addirittura di fare il suo lavoro. Cose del genere, alle protagoniste di "sex &amp;amp; the city" (il modello di riferimento è inevitabilmente quello, così come lei è inevitabilmente carrie), non capitano mai. Speriamo solo che qualche fastidioso condomino non debba uscire proprio ora, costringendola a spostare di nuovo l'auto. Poco importa se, ad una decina di metri di distanza, ci sono tutti i parcheggi vuoti; la macchina devo averla a portata di mano, come i protagonisti delle mie fiction preferite. E come loro, devo concedermi una colazione tra la gente, perchè così fanno le persone di successo, vincenti, con vite interessanti ed appaganti. Insomma, più che un ultimo attimo di pausa prima di buttarmi negli impegni quotidiani, un ultimo istante di illusione, prima di ripiombare nello squallore del call center o della cassa al supermercato, in attesa che passi mister big, rimuginando intanto sulle mie sfortune. Delle quali, naturalmente, è colpevole qualcun altro. Non certo io, che sono il/ la  protagonista di un film dove gli altri sono al massimo comparse. Come il sottoscritto. Che fa il prelievo del sangue, torna a casa e mette la moka sul fornello con più soddisfazione del solito.&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana:&lt;/b&gt; berlusconi abbandonerà la politica solo per far posto ai giovani. Non "alle"?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; "Ognuno di noi fa quello che può, per non pensare alla vita." (F. Dellamorte)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-7698933422437415237?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/7698933422437415237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/pausa-caffe.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/7698933422437415237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/7698933422437415237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/pausa-caffe.html' title='Pausa caffè'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TPyeCXTcWRI/AAAAAAAAA0U/mcAziMXGbmE/s72-c/sex-and-the-city-restaurant.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-5141789478476352488</id><published>2010-12-01T14:57:00.004+01:00</published><updated>2010-12-01T16:44:11.214+01:00</updated><title type='text'>Dati &amp; ridati</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Intanto, partiamo con due doverosi saluti. Non addii, perchè vorrebbe dire non rivederli più. Invece, ringraziando il vostro dio di riferimento (sempre che ne abbiate uno), ciò che hanno fatto è indelebilmente impresso nel mondo della Settima Arte, e ci basterà pigiare il tasto "play" per sentirli di nuovo vicini... pur con l'amarezza di sapere che, da oggi, in poi, vivremo di sole repliche.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ciao, Leslie. Ciao, Mario. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TPZV0hjh34I/AAAAAAAAAzs/Kg5DWDOqi2g/s1600/leslie_nielsen.jpg"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TPZV0hjh34I/AAAAAAAAAzs/Kg5DWDOqi2g/s400/leslie_nielsen.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545714352002293634" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TPZV1C_zJ8I/AAAAAAAAAz0/8Zzg9jKOhAM/s1600/monicelli.jpg"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TPZV1C_zJ8I/AAAAAAAAAz0/8Zzg9jKOhAM/s400/monicelli.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545714360979236802" style="text-align: left;display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; cursor: pointer; width: 302px; height: 400px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per bondi saran giusto due perdite da niente, eran vecchi, non affrescati, ed uno pure comunista, morto suicida e quindi lontano dalla grazia del suo dio di riferimento (non silvio, l'altro).  Per sacconi, due persone in meno con le quali fare i conti nel sempre più complesso mondo del lavoro. Dopotutto, per lui, l'esercito di disoccupati che cerca in ogni modo di tirare a campare sono "più persone [che] si offrono sul mercato del lavoro incoraggiati dalla ripresa". "Fortunatamente". L'opinione di frattini non è pervenuta, ma visto il taglio apocalittico delle sue ultime esternazioni forse è meglio così. E' anche probabile che abbia dato tutto se stesso, bruciandosi irrimediabilmente il mononeurone, nell'affermare che "Wikileaks vuole distruggere il mondo e la comunità internazionale, quella vera, che vuole migliorare il mondo, deve reagire compatta". Un po' come i professori delle vecchie serie robotiche giapponesi che esortavano il mondo ad armarsi contro improbabili invasioni aliene, venendo puntualmente sbeffeggiati dalla comunità internazionale (quella falsa, a questo punto; avrebbero dovuto farsi dare qualche dritta da frattini, anzichè scegliersi da soli gli interlocutori), fino a quando il primo mostro meccanico non planava su Tokyo. Peccato che, dagli anni '70 ad oggi, sia passato un po' di tempo, e che le tanto strombazzate rivelazioni dell'organizzazione di pirati informatici dediti al culto della verità non siano state poi così rivelatorie. Certamente fastidiose per la diplomazia americana, senz'altro imbarazzanti per qualche altro capo di stato, ma non così dirompenti da "cambiare il mondo", com'era stato annunciato. Insomma, frattini pensa di affrontare il Signore delle Tenebre dell'Impero di Micene con le sue Sette Armate, e non accorge di aver di fronte, al massimo, Garada K7. E mentre il nostro ministro degli esteri vaneggia il mondo, quello vero, è andato avanti più o meno come al solito. Il governo berlusconi continua ad affondare a vista, la riforma dell'università made in marystar gelmini è passata alla camera con tanti sì, qualche no e molti bah (ma chissà se entrerà mai in vigore, con la spada di Damocle del voto di fiducia del 14 dicembre),  gli studenti protestano (ma quelli veri sono a casa a studiare, ci fa sapere il premier contrariato; evidentemente aspettava visite da laureande impegnate con la tesi), "l'unità" lancia la solita iniziativa da oratorio delle firme pro-saviano, giusto perchè feltri aveva lanciato quelle contro... probabilmente, per risolvere la questione, ci vorrà un violento scontro a "strega strega comanda color" o "ce l'hai". Sullo sfondo, di pietro continua a dare il meglio di sè parlando a vanvera tanto da riabilitare persino frattini (no, dai, adesso non esageriamo), bersani sale su un tetto con gli studenti per solidarietà (e quelli, stranamente, non lo buttano di sotto), ed abbiamo una nuova responsabile della cultura nell'adc di pionati, ovvero quella deborah caprioglio che tante momenti di indimenticabile autoerotismo ha regalato a svariate generazioni di italioti. Ci ha provato, a riciclarsi come attrice seria, dopo i fasti di paprika, le spiate a marina e le lezioni di sesso al (col?) robottino pirlik nei primi anni '90. Fallito l'intento, sfumata anche l'opportunità di rilanciarsi con "l'isola dei famosi 5" , null'altro ha potuto fare la signora maresca se non riscoprire il proprio senso civico, dedicandosi alla politica nel partito semiclandestino di fuoriusciti dall'udc, fondato dall'amico del di lei consorte pionati. Nella prossima legislatura, se tanto mi da' tanto, le noiose votazioni saranno sostituite da interessanti cat-fight nella schiuma tra le più procaci esponenti parlamentari. Potremmo liberarci di berlusconi, tra una quindicina di giorni, ma sbarazzarci del berlusconismo è tutt'altra faccenda. Niente di nuovo, insomma; tutto si trascina nel fango rimestato del solito. Così come le immancabili analisi di adusbef e federconsumatori per il natale 2010 . Che registrerà un -3% nelle vendite rispetto al 2009. Che registrava un -35% rispetto al 2008. Che registrava un -20% rispetto al 2007. Curioso che, per la principale festa del cristianesimo, l'indice sia "con quanto/cosa" e non "come" si festeggerà.  Mazzata finale, la cgia di mestre, questa misteriosa associazione che rilascia comunicati unicamente nel fine settimana, annuncia che per il natale 2010 un italiano su quattro non farà nemmeno un regalo. "Beccato", è stato il mio primo pensiero. Così come mi hanno beccato nel 2009. E nel 2008. Perchè gli anni passano, ma i numeri e gli eventi ad essi collegati restano sempre gli stessi. Malgrado gli sforzi di assange, e gli avvertimenti del professor frattini.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La vignetta della settimana:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TPZqiWsEFDI/AAAAAAAAAz8/IVAWzQfQj9M/s1600/disegni-piange-il-telefomno.jpg"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TPZqiWsEFDI/AAAAAAAAAz8/IVAWzQfQj9M/s400/disegni-piange-il-telefomno.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545737129591837746" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 377px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana: &lt;/b&gt;"La logica vi porterà da A a B.L'immaginazione vi porterà dappertutto. (A. Einstein)"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-5141789478476352488?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/5141789478476352488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/dati-ridati.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5141789478476352488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5141789478476352488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/12/dati-ridati.html' title='Dati &amp; ridati'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TPZV0hjh34I/AAAAAAAAAzs/Kg5DWDOqi2g/s72-c/leslie_nielsen.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-6351874382783553445</id><published>2010-11-21T12:37:00.004+01:00</published><updated>2010-11-22T17:57:57.511+01:00</updated><title type='text'>Apollo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TOqFpScGZEI/AAAAAAAAAzM/WHzS-lFOn2w/s1600/unclecreepy.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 396px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TOqFpScGZEI/AAAAAAAAAzM/WHzS-lFOn2w/s400/unclecreepy.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542389235803644994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;C'erano una volta i fumetti della EC Comics; quelli, per capirci, presentati dallo Zio Tibia e simili. Storie horror e noir con protagonisti i nipotini dei più classici mostri dell'immaginario collettivo, dallo scienziato pazzo al lupo mannaro al mostro atomico. Più spesso vittime che carnefici,in e di un mondo che non provava nemmeno a capirli, preferendo subito condannarli per le loro deformità, fisiche o mentali. Un bel giorno, arrivò il lindo professor fredric wertham, che spiegò al mondo come i fumetti fossero una rovina per le giovani menti, facile bersaglio di certe suggestioni. E' il tizio che, senza tanti giri di parole, ipotizzò una relazione omosessual- pedofila tra Batman e Robin; è il tizio che, indirettamente, portò alla creazione del famigerato comics code statunitense, una sorta di autoregolamentazione delle case editrici affinchè non veicolassero, nelle loro pubblicazioni, messaggi fuorvianti, o presunti tali. Tra i vari deliri, uno espressamente vietava di far comparire nelle storie vampiri, zombie, licantropi ed altri mostri assortiti. Le solite malelingue asseriscono che fu una manovra studiata appositamente da marvel e dc, gli editori dell'uomo ragno e di batman, per far fallire la EC Comics, che come detto con i freak ci campava ed era la prima casa editrice dell'epoca. Naturalmente, chi lo pensa è un complottista, ed il fatto che la EC sia davvero fallita, a causa dell'impedimento succitato, è una pura coincidenza. Questo accadeva negli anni '50 in amerDica, e da allora, con tanta tanta pazienza, i mostri sono tornati dall'esilio più vigorosi e forti che mai. O quasi. Comunque, non ovunque. Anzi, da noi pare che il concetto di "mostro", inteso come essere disgustoso anzichè come prodigio (così com'era in origine) si sia allargato a dismisura, fino ad includere la nostra stessa quotidianità. Così ci ritroviamo con spot e fiction imbarazzanti dove i protagonisti sono tutti bellissimi, o per lo meno fascinosissimi, vestono abiti firmatissimi tagliati su misura, abitano in appartamenti bellissimi e spaziosissimi (e straripanti di libri che verosimilmente non hanno mai nemmeno preso in mano) che nessun essere vivente col loro reddito potrebbe permettersi e sono, naturalmente, buonissimi, gentilissimi e vivono in famiglie unitissime. Praticamente, la negazione della realtà in cui ogni giorno annaspiamo, fatta di monolocali, famiglie litigiose, piccole e grandi furbizie a scapito di sprovveduti e tre camicie per cinque euro dai cinesi. Se, per esigenze sceniche, deve essere presente anche una creatura orrenda di qualche tipo, non può avere che due ruoli: il cattivo da sconfiggere,o l'animale da compagnia che ispiri tenerezza. "Sono un uomo!", gridava John Merrick nel "The Elephant Man" di David Lynch; i cesaroni gli riderebbero in faccia, studio aperto ci farebbe l'apertura difendendo i bambini che l'hanno preso a sassate, la &lt;i&gt;vaiassa&lt;/i&gt; presenterebbe istanza parlamentare urgente per farlo rinchiudere in una segreta. Ora, capisco che lo scopo dell'intrattenimento è quello di proiettarci in mondi inaccessibili, facendoci credere di poterli davvero raggiungere, prima o poi, e che quindi tutto debba essere il più possibile fiabesco e meraviglioso. Basta comprare il tal yogurt, per essere felici ed in forma come la marcuzzi. Poi però ti rendi conto di come la situazione sia tracimata al di là di ogni decenza quando, una domenica mattina, spulci il televideo e trovi questa testuale notizia:  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Luigi e Daniela. Vivi per miracolo. Lui capitano di una delle più quotate squadre del campionato di Eccellenza del Lazio,l'Albalonga. Lei 28enne con qualche precedente agonistico, simpatica, piena di vita, bellissima. Li accomuna quella che viene definita 'morte improvvisa'. Il loro cuore, senza preavviso, un terribile giorno ha smesso di battere. Ma la loro è una storia a lieto fine. Con una morale. Non si può lasciare al caso la sicurezza delle persone.E tutti i luoghi pubblici andrebbero dotati di defibrillatori. E quanti più soggetti possibile addestrati ad usarli. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/view.jsp?p=160&amp;amp;id=733015&amp;amp;idmenumain=2"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/view.jsp?p=160&amp;amp;id=733015&amp;amp;idmenumain=2&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Chissà se luigi e daniela sarebbero ancora miracolosamente vivi se lui fosse stato un metalmeccanico in sovrappeso con problemi di traspirazione e daniela un'acida zitella con le vene varicose ed un passato da cassiera del carrefour. Il loro cuore, un terribile giorno, ha smesso di battere; per fortuna. La tuta bisunta di luigi e le gambe di daniela erano uno spettacolo indecente ed offensivo, nel quartiere. Una storia a lieto fine, con una (a)morale: scrivere "due persone come tante" sarebbe stato troppo semplice. Perchè nessuno si sarebbe preso la briga di salvarle, o di farsi addestrare per. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-La notizia della settimana: &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;rotondi definisce mara carfagna un patrimonio di tutto il pdl. Non si dica mai che silvio non divide coi suoi sudditi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;-La frase della settimana: &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. (F. W. Nietzsche) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-6351874382783553445?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/6351874382783553445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/11/apollo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6351874382783553445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6351874382783553445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/11/apollo.html' title='Apollo'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TOqFpScGZEI/AAAAAAAAAzM/WHzS-lFOn2w/s72-c/unclecreepy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-5968863497390484493</id><published>2010-11-17T08:56:00.004+01:00</published><updated>2010-11-17T10:04:27.090+01:00</updated><title type='text'>Corte(ll)i</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TOOZtOVUjZI/AAAAAAAAAyM/eKWUzYSGxA8/s1600/19851989.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 338px; height: 379px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TOOZtOVUjZI/AAAAAAAAAyM/eKWUzYSGxA8/s400/19851989.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540440968816528786" /&gt;&lt;/a&gt;Non può girare sempre bene; qualche piccolo contrattempo, prima o poi, deve pur capitare. Per fortuna, quello che mi impedito di recarmi a lavoro come al solito, questa settimana, è di quelli seri ma non gravissimi. Molto spavento, insomma, ma poteva andare peggio. Fatto è che, più o meno bloccato a casa, ho ricominciato a seguire il televideo, cosa che ultimamente evitavo per via dei problemi d'ansia di cui ho avuto modo di accennarvi... e se non vi mette ansia la prospettiva che, nella prossima legislatura, la lega sarà ancora più potente di quanto non sia adesso, non so cosa possa riuscirci. Ad ogni modo, non è della situazione politica che intendo parlare; le solite tiritere a nastro, sempre uguali a se stesse, dei cicchitto e capezzone e bersani e di pietro e disperati vari ormai sono talmente noiose da non meritare alcun commento. Nè mi interessa parlare della trasmissione rivelazione dell'anno, quel "vieni via con me" condotto da una delle peggiori coppie di sempre (il sempre ambiguo saviano ed il sempre più zerbinato fazio). Mi contento giusto di constatare i mal di pancia che sta causando all'azzannatore di poliziotti ed al malato di cimurro con ansia da matrimonio. Ricchi premi a chi indovina l'identità di questi due individui. No no, niente politica, stavolta, non fosse altro perchè a marzo non andrò a votare. Ebbene sì, torno tra le file degli astensionisti. A meno che non si candidi un vero progressista come Rufus T. Firefly. Preferisco condividere con voi una riflessione su un paio di notizie apparentemente scollegate. Una la dovreste sapere tutti: i cinque immigrati che, in quel di Brescia, si sono arrampicati su una gru per ottenere il permesso di soggiorno. L'ansa doveva ancora battere la notizia, che già centri sociali, sindacati ed altri perdigiorno erano in corteo per portare loro "solidarietà". Cosa sia accaduto sul più inutile dei social network, ovvero faccialibro, posso giusto immaginarlo, visto che da quella cloaca massima di umanità mi tengo ben lontano. Un fiorire di loghini, gruppettini, stemmini, proclamini del tipo "siamo tutti immigrati" e via decerebrando. Perchè la solidarietà via web è tanto bella e non impegna, permettendo tra l'altro di aggirare comodamente la sindrome "nimby". Sarei proprio curioso di sapere quanti di quelli che mandano l'eurino col messaggino per il bambino si preoccupano poi di andare a servire un pasto caldo alla mensa dei poveri, o di acquistare l'immancabile braccialettino che l'immancabile immigrato cerca di appiopparti appena cacci la testa fuori dalla macchina parcheggiata di fresco. Tommaso Labranca, in uno splendido "Collateral" che ahimè non ho conservato, citava il caso di una donna romena, perfettamente integrata, uccisa qualche settimana fa durante una rapina, parlando di come nessuno dei protestanti un tanto al chilo avesse levato una voce per condannare l'accaduto. La donna in questione, in quanto perfettamente integrata e conducente una vita normale, non faceva leva sul buonismo da operetta dei soliti sostenitori dello sfortunato di turno. E qui arriviamo all'intersezione con i cinque migranti sulla gru. Domenica, proprio nei giorni caldi della protesta bresciana, si suicida un imprenditore settantunenne, nel trevigiano, disperato per il fallimento della propria piccola azienda calzaturiera. Due righe sul televideo. Che durano un battito di ciglia. Nessun corteo di solidarietà ciggiellecisluil- centri sociali- grillini- idivisti- straccionidaltraestrazione.  Nessun loghino su facebook, immagino. Tanto, è solo un imprenditore. Un padrone. Un marchionne in pectore. Chi se ne frega, se si suicida; sicuramente avrà avuto qualche scheletro nell'armadio, per cui non vale la pensa indignarsi per gente così. Molto meglio concentrarsi sui migranti, sui senzatetto, sui cassaintegrati; ecco, specie su questi ultimi, loro sì vittime dei padroni senza scrupoli. Il padre di famiglia che agita la busta da settecento euro al mese davanti alla telecamera ci fa tanto sentire vicini a lui; il sindacato che lo sostiene, e lo ha convinto ad iscriversi, ha trovato il modo di spillare il 10% mensile da quella rendita da fame. Accade poi, magari, che il padrone della ditta richiami il pasionario in officina, per dimostrare di non essere quel mostro insensibile che tutti lo ritengono. Squilla l'Ipod, ed il cassaintegrato stremato dalla fame  ingiunge alla moglie di abbassare il volume del maxischermo al plasma sul quale sta guardando la marcuzzi condurre la nuova tornata di bestie ammaestrate nella casa del grande fratello. I bambini, nell'altra stanza, vengono zittiti con un'esclamazione; c'è bisogno di fare tutto questo casino, mentre giocano con il nuovissimo gioco della PS12??? Sbuffando, il pater familias cassintegratus sfiora il touch screen. Ehylà, capo. Cosa, rientrare a lavoro domani? Non posso. Ho già prenotato per andare a fare la settimana bianca con la famiglia. No no, anche settimana prossima non ci sono; siam via fino a fine dicembre. Ma cosa credi, che son qui ad aspettare voi che mi chiamate? Ho una vita mia, io, son mica qui ad aspettare i vostri comodi, sporchi capitalisti! Il ricevitore viene sbattuto con forza sulla forcella. Il pater familias cassintegratus torna borbottando a leggere i commenti di solidarietà sul suo profilo facebook. Ed aspetta di vedere quanti ce ne saranno quando il direttore, quello stronzo, lo licenzierà per negligenza. Chissà poi perchè.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;maroni vuole un faccia a faccia con saviano. Secondo gli analisti occorrerà una settimana per distinguerla dall'altra estremità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno: &lt;/b&gt;"Non basta fare il bene, bisogna anche farlo bene." (D. Diderot)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;IL CONSIGLIO DELLA SETTIMANA:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Moon, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;di Duncan Jones, &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;con Sam Rockwell, Dominique McElligott,Benedict Wrong&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Fantascienza, 97 minuti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Uscito nel 2009. Almeno così si dice.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;object width="350" height="221"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8c3nWrCM2Xc?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/8c3nWrCM2Xc?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="350" height="221"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-5968863497390484493?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/5968863497390484493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/11/cortelli.html#comment-form' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5968863497390484493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5968863497390484493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/11/cortelli.html' title='Corte(ll)i'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TOOZtOVUjZI/AAAAAAAAAyM/eKWUzYSGxA8/s72-c/19851989.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4973187969777095319</id><published>2010-11-07T13:22:00.008+01:00</published><updated>2010-11-07T15:12:32.201+01:00</updated><title type='text'>L'Illusionista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaurXNc5tI/AAAAAAAAAx8/eFfJvL9kyUg/s1600/lillusionniste9.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaurXNc5tI/AAAAAAAAAx8/eFfJvL9kyUg/s400/lillusionniste9.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536804851886646994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;1959: la voce, roboante, annuncia l'inizio dello spettacolo. Ma il sipario non ne vuole sapere di aprirsi. Per placare il pubblico, viene mandato in tutta fretta sul palco Tatischeff, il grande illusionista. E le proteste si trasformano subito in applausi scroscianti, mentre l'allampanato prestigiatore si cimenta nel numero del mazzo di fiori dal fazzoletto e del coniglio (obeso) dal cilindro. Comincia così, con queste immagini in un rigoroso bianco e nero d'epoca,"L'Illusionista", il nuovo film di Sylvain Chomet, già autore dello spettacolare e poetico "Appuntamento a Belleville" del 2003.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNarwd17kJI/AAAAAAAAAx0/o1i8qkzmBV0/s1600/L%27illusionista.jpg"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNarwd17kJI/AAAAAAAAAx0/o1i8qkzmBV0/s400/L%27illusionista.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536801641031504018" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 280px; height: 400px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Distribuito in Italia dalla Sacher di Nanni Moretti (e vergognosamente distribuito in un solo cinema nella zona di Milano &amp;amp; provincia; ricordatelo, la prossima volta che sentirete bondi parlare di salvaguardia della cultura), la seconda opera del regista francese è tratta da una sceneggiatura originale di Jacques Tatischeff, uno dei più noti artisti francesi, scomparso nel 1982. Non è dunque un caso che il protagonista di questo poetico, struggente film d'animazione classica (ricordatevelo, la prossima volta che un biNbominKia in pectore vi magnificherà le emozioni del treddì) sia proprio la versione animata del grande attore e regista francese, nè che Chomet abbia aggiunto alla versione originale alcuni elementi biografici ed omaggi, per celebrare tanto Tati stesso quanto una forma d'arte ormai irrimediabilmente perduta per sempre: quella del vaudeville, degli artisti che facevano del loro meglio per divertire e divertirsi col proprio pubblico, senza preoccuparsi troppo dell'incasso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaqd7PyGTI/AAAAAAAAAxU/12aVncnKWlc/s1600/illusionista_8.jpg"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaqd7PyGTI/AAAAAAAAAxU/12aVncnKWlc/s400/illusionista_8.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536800222995421490" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'arte per l'arte, per appagare se stessi, anzichè per farsi la villa a Montecarlo. Ventriloqui, clown, illusionisti; come da loro si sia finiti alla feccia sboccata e priva di talento che impesta i palcoscenici televisivi, e da lì poi tracima in quelli teatrali, rimane un mistero. O forse no; forse la risposta è tutta in un pubblico sempre più svogliato, distratto, falsamente esigente, pronto ad urlare istericamente per la boy band del momento tanto quanto è indisponibile a concedere spazio ed attenzione ai grandi artisti del passato, destinati a pellegrinaggi interminabili per esibirsi in imbarazzanti feste all'aperto e bettole di terz'ordine.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaqe36YpgI/AAAAAAAAAxk/MidpRQd7uBM/s1600/illusionista_15.jpg"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaqe36YpgI/AAAAAAAAAxk/MidpRQd7uBM/s400/illusionista_15.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536800239280236034" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Proprio in una di queste, un sempre più sconfortato Tatischeff incontrerà Alice, una ragazza talmente impressionata dai suoi trucchi da decidere di lasciare la sua vita di sguattera per seguirlo ad Edinburgo. Un rapporto delicato, il loro, fatto di gesti e sguardi, prima ancora che di parole. Sì, perchè a sottolineare ulteriormente l'incomunicabilità tra il protagonista, depositario di un passato fatto di onestà ed impegno, ed il nuovo che avanza, fatto di fenomeni "usa-e-getta", di fracasso e lustrini (emblematica, in questo senso, la sequenza con gli astri nascenti della musica rock, o quella con il juke box), il film è quasi completamente muto; pochi i dialoghi, sempre in lingua originale, con Alice che si esprime nel suo biascicato scozzese e Tatischeff in un francese essenziale, diretto, amichevole. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaqeN7IaNI/AAAAAAAAAxc/EWRHyd1_Vgk/s400/illusionista_7.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536800228009076946" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poche parole, già, perchè a parlare  sono i gesti. I sorrisi e le premure della ragazza per il vecchio Illusionista, nell'ingenua convinzione che egli sia davvero un mago come quello delle fiabe. I piccoli regali e sacrifici con cui lui ringrazia la sua imprevista compagna, capace col suo entusiasmo di restituirgli un minimo di fiducia in se stesso, di scopo. Una famiglia stravagante; lui, lei, il coniglio obeso ed irascibile, che non vuole saperne di starsene nel cilindro e non perde occasione per addentare chiunque si avvicini. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaqdliOuII/AAAAAAAAAxM/YsGq8aYE2Lw/s400/illusionista_6.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536800217167214722" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A suo modo, una famiglia felice (si ride non poco e di gusto, infatti), malgrado Tatischeff debba accettare lavori sempre più umilianti e fare i conti con la meschinità di individui che pensano solo al profitto. Forse credeva di potercela fare, il grande Illusionista, a sopravvivere al cinismo dilagante; forse pensava che il destino di tanti altri colleghi, a lui non sarebbe toccato. Almeno, non finchè Alice avrebbe creduto in lui. E fosse stato un film hollywoodiano, un happy end in questo senso sarebbe stato scontato. Nè ci sarebbero stati il ventriloquo sempre più attaccato alla bottiglia e sempre meno al suo pupazzo, oppure il clown che viene (inconsapevolmente) salvato dal suicidio da un piatto di spezzatino di coniglio (!!!!) preparato da Alice. O, se ci fossero stati, avrebbero avuto un ruolo molto diverso. Macchiettistico e consolatorio. Chomet, tuttavia, non mira a rassicurarci, men che meno pensa di cavarsela con un finale abborracciato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaqfIKhv8I/AAAAAAAAAxs/cF9tIfW78LI/s1600/illusionista_20.jpg"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaqfIKhv8I/AAAAAAAAAxs/cF9tIfW78LI/s400/illusionista_20.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536800243642908610" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il destino è tutto lì, in quel pupazzo abbandonato nella vetrina di un robivecchi. Nel suo ex proprietario, costretto a chiedere l'elemosina. In quello sguardo casuale di Alice fuori dalla finestra della camere d'albergo che condivide con il suo padre putativo. Tanto poco basta a spezzare l'ultimo incantesimo dell'Illusionista; tanto poco a richiamarlo, duramente, alla realtà. In un impietoso gioco di contrasti, il destino compie il suo corso, ineluttabile, amaro, senza speranza. Sotto una pioggia sferzante, le strade si dividono, le luci si spengono; non rimane nemmeno più il tempo, o la voglia, per un'ultima magia. Tutto è finito, ma non le lacrime. Già; quando le luci in sala si sono riaccese, piangevo sulla spalla della mia compagna (da quanto mi tenevo dentro quelle lacrime? Se non ci fosse stata lei, per quanto ancora le avrei scioccamente tenute dentro di me?). Piangevo per Tatischeff, per il ventriloquo, il clown, Alice... ma soprattutto per il coniglio. Piangevo perchè sentivo, come mai prima d'ora, il peso di ciò che perdiamo ogni giorno, di ciò che quotidianamente buttiamo in quei cessi voraci che sono le nostre esistenze, scandite da ritmi frenetici e falsi modelli. Piangevo, e mi vergognavo un po' di me stesso. Anche ora, a ripensarci, qualche lacrima mi riga il volto, impedendomi di vedere lo schermo. E finalmente capisco. Questo è l'ultimo, grande prodigio dell'Illusionista; più ancora del coniglio dal cappello, riuscire a tirar fuori dei sentimenti così vivi e profondi da qualcuno. Fossi anche l'unico al mondo ad aver reagito così. La magia, dopotutto, esiste. Basta saperla vedere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;object width="450" height="278"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Xp8xyYpQErU?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Xp8xyYpQErU?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0xe1600f&amp;amp;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="278"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;L'Illusionista- di Sylvain Chomet&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Animazione, 80 minuti&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Francia-Gran Bretagna 2010&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Distribuito in Italia da Sacher&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;NON uscito in sala il 29 ottobre&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; "La magia non esiste." (Tatischeff, nel suo biglietto d'addio ad Alice)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4973187969777095319?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4973187969777095319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/11/lillusionista.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4973187969777095319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4973187969777095319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/11/lillusionista.html' title='L&apos;Illusionista'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TNaurXNc5tI/AAAAAAAAAx8/eFfJvL9kyUg/s72-c/lillusionniste9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4160723035777547135</id><published>2010-11-01T09:20:00.003+01:00</published><updated>2010-11-01T10:28:40.262+01:00</updated><title type='text'>(In) giustizia per tutti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TM6HtYAWE7I/AAAAAAAAAwU/bJamxmc4YYs/s1600/giustizia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 387px; height: 347px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TM6HtYAWE7I/AAAAAAAAAwU/bJamxmc4YYs/s400/giustizia.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534510205692679090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E rieccoci qua. Un po' in ritardo sulla tabella di marcia, e sul proposito di garantire un post a settimana, ma tant'è; gli impegni son quelli che sono, il tempo pure, e raramente il secondo è sufficiente per affrontare i primi. Ad ogni modo, nei prossimi giorni la situazione dovrebbe drasticamente cambiare. In meglio. Come vi avevo accennato qualche tempo fa, infatti, dovevo sottopormi ad alcuni esami per determinare se un certo tipo di malesseri che mi affliggono da un po' di tempo in qua avessero una natura fisica o fossero determinati da cause esterne. Per dirla con Corrado Guzzanti, "la seconda che hai detto", come peraltro aveva già immaginato qualcuno (ciao, Sophie!^^). Il che significa, in soldoni, che dovrò liberarmi di tutte quelle attività che mi fanno venire il sangue marcio nel più breve tempo possibile, prima di fare la fine di Bill Foster. Magari prima potevo permettermelo, permettermi anche di essere stupidamente autodistruttivo; oggi no, perchè le mie responsabilità verso coloro a cui tengo davvero, coloro che amo, passano anche dalla cura di me stesso. Concetto banale, ma se la mia meravigliosa compagna non me l'avesse fatto notare in più modi ed a più riprese forse non ci sarei arrivato da solo. Ecco cosa succede a crescere col mito degli eroi duri &amp;amp; puri, votati al sacrificio egoistico. Quindi, nei prossimi giorni appenderò un bel po' di cose al chiodo, e ne tirerò giù parecchia altre che avevo messo lì quasi senza accorgermene. Compreso il tempo da dedicare ai miei romanzi e racconti, fermi da decisamente troppo tempo. Il che potrebbe essere, anzi quasi certamente è, una delle cause del problema, visto che la scrittura è sempre stata una delle mie valvole di sfogo. E in questi giorni, motivi per sfogarmi ne ho trovati parecchi. Uno in particolare. Qualche giorno fa, infatti, sono andato con la compagna di cui sopra alla presentazione di un libro, incentrato sulla vita carceraria italiana. O meglio, su quella che passa per "vita" in strutture fatiscenti, sovraffollate e spaventosamente inadeguate, dove il numero dei morti, solo quest'anno, è di 127 detenuti. Di cui 47 suicidi. Gli altri sono passati nel regno dei più a causa di non meglio precisati "incidenti". E sono dati di settembre, questi. Ora, che la giustizia in italia non funzioni è cosa su cui più o meno tutti, autori e partecipanti all'incontro, abbiamo convenuto. Poi però vai ad analizzare i motivi, ed ecco che il vostro Bobby tira su un vespaio di quelli che solo lui sa scatenare. Come fa? Semplicemente facendo osservare, o cercando di far osservare, che il sistema legislativo italiano non funziona per un motivo molto semplice: perchè a fare le leggi sono dei delinquenti, in alcuni casi con sentenze passate già in giudicato, dunque condannati in via definitiva (magari per aggressione a pubblico ufficiale, come ad esempio il ministro delle interiora maroni, quello che quando non è impegnato a glorificare le forze dell'ordine le azzanna al polpaccio), che studiano pastrocchi giuridici tesi ad evitare la condanna a se stessi a scapito dei disgraziati dal reddito insufficiente a garantirsi un mavalà ghedini. Così finisce che farsi una canna o masterizzare un dvd è più grave di un crack bancario che manda sul lastrico migliaia di piccoli risparmiatori. E quando la legge sulla class action, ormai non più procrastinabile, viene finalmente varata, è talmente macchinosa da essere quasi inutile, non essendo nemmeno retroattiva. tanzi grandi e piccini ringraziano, la platea si solleva; perchè, come ci tiene a farmi sapere una ben vestita signora, "se la giustizia in italia non funziona la colpa non è della politica, ma dei magistrati". Cori di assendo dall'auditorio, mentre la mia mascella precipita a terra, quasi uccidendo la mia compagna, non meno allibita. E via a snocciolare le malefatte dei giudici di "mani pulite",  i pm malati di protagonismo che cercano la notorietà in tv fregandosene della vita umana, qualcuno tesse l'elogio di gabriele cagliari ed enzo tortora, vittime innocenti di una giustizia disumana. Sul secondo posso anche convenire, sul primo, tangentaro e reo confesso, decisamente no; varrebbe comunque la pena ricordare che in italia esiste una cosuccia chiamata "obbligatorietà dell'azione penale", e che forse sono assai più disumani certi processi condotti nei salotti televisivi, in favor di telecamere, sulla base di illazioni e sospetti che possono, quelli sì, distruggere la vita di persone non in cerca di fama e notorietà. Ma farlo capire sembra cosa al di là delle possibilità di chiunque, perfino degli stessi oratori, che comunque non ritengono del tutto insensato il mio intervento. Il resto è una peana di critiche alla magistratura ed alle sue vittime, ovviamente quelle illustri e famose, vittime di un feroce accanimento giudiziario; mi piacerebbe tirare una nuova sassata quando, inevitabile, salta fuori l'argomento "pedofilia". Perchè improvvisamente le dame di carità ambosessi, che fino a quel momento recitavano salmi biblici ed aforismi di loro signore gesù (davvero!), si trasformano in belve spietate, essendo i pedofili imperdonabili, al di là di ogni redenzione possibile, che invece andrebbe accordata a tutti gli altri detenuti. Dunque, con i preti pedofili, con l'atteggiamento omissivo ed intimidatorio del vatic- ano, come vi ponete, care signore? Vorrei chiederlo, ma non ce n'è il tempo. La presentazione è finita, e ce ne andiamo abbastanza amareggiati, consci una volta di più che la lobotomia da tubo catodico prosegue con ottimi risultati sull'italiano medio. Una giornata buttata e dannosa per il mio già provato sistema nervoso? Affatto; a parte quel paio d'ore, le cose sono andate meravigliosamente, e non poteva essere diversamente. E pure da quelle due ore ho tirato fuori qualcosa di utile. O meglio, ritirato fuori, da un cassetto della memoria. Ci sarà modo di parlarne presto... per ora vi basti una sola parola: "Pamplona".&lt;div&gt;Cercherò di non lasciarvi troppo a lungo con la curiosità... fino ad allora, statemi discretamente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia della settimana:&lt;/b&gt; berlusconi coinvolto in un nuovo scandalo sessuale con una minorenne marocchina. Speravo in un cat fight con noemi, ma pare che calderoli e borghezio abbiano già ingoiato le prove.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase della settimana:&lt;/b&gt; "La voce della maggioranza non è garanzia di giustizia." (J. C. F. von Schiller)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4160723035777547135?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4160723035777547135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/11/in-giustizia-per-tutti.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4160723035777547135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4160723035777547135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/11/in-giustizia-per-tutti.html' title='(In) giustizia per tutti'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TM6HtYAWE7I/AAAAAAAAAwU/bJamxmc4YYs/s72-c/giustizia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-2055840998701322986</id><published>2010-10-20T09:12:00.003+02:00</published><updated>2010-10-20T10:18:50.254+02:00</updated><title type='text'>My michelle</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TL6jsSCYSpI/AAAAAAAAAvk/qZkkxgCItfo/s1600/no-alla-violenza.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 391px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TL6jsSCYSpI/AAAAAAAAAvk/qZkkxgCItfo/s400/no-alla-violenza.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530037373608938130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Pagina 140 del televideo rai, "Dall'Italia". Quarta notizia, subito sotto i nuovi capitoli dell'arma di distrAzione di massa del momento (l'omicidio di sara scazzi, per i distratti) e quasi parimerito con l'emergenza rifiuti a Terzigno (ma non era finita?): "Arrestato lo stalker di michelle hunziker". Il mondo catodico libero esulta, la mia fronte si corruga. Ancora? Ma non l'avevano già arrestato qualche mese fa? Una googlata veloce conferma che, malgrado l'età, la mia memoria funziona ancora abbastanza bene; il benemerito "pompiere della sera" mi fa sapere che la situazione è anche più compessa di quanto immaginassi. Sembra infatti che l'ex signora ramazzotti sia praticamente il bersaglio privilegiato di qualsiasi essere umano di sesso maschile ne incroci lo sguardo:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_24/hunziker-vita-da-molestata-serra_3379a9ac-3712-11df-bfab-00144f02aabe.shtml"&gt;http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_24/hunziker-vita-da-molestata-serra_3379a9ac-3712-11df-bfab-00144f02aabe.shtml&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A tal punto la vita di questa virginea fanciulla è minacciata da una pletora di arrapati che, in un'escalation di lirismo, afferma di sentire come sua l'inutile legge sullo stalking fortemente voluta dall'altrettanto inutile ministra delle troppe opportunità mara carfagna. Che prima di ingoiare le prove, raggiungendo il seggio ministeriale che oggi occupa, era della hunziker collega. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che succede, Bobby sbertuccia le vittime per difendere gli stalker, così chiamati perchè, com'è risaputo, usare i termini &lt;i&gt;english&lt;/i&gt; è molto più &lt;i&gt;cool &lt;/i&gt;e la gente capisce &lt;i&gt;a little less&lt;/i&gt;? Niente affatto; sono e rimango dell'idea che con certi individui, tra cui metto anche i pedofili, l'unico rimedio efficace sia la castrazione, non necessariamente chimica. Lo so, è molto leghista come idea, ma anche un orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno. A meno che non sia uno di quelli digitali, come gasparri. Dunque no, niente difesa per i molestatori. Ma capiamoci sul termine. E diamoci delle priorità. Non fatico, infatti, a credere che svariati esemplari del mio sesso manifestino attenzioni eccessive nei confronti di una donna che deve al fascino, ed alla luce riflessa del suo ormai concluso matrimonio*, gran parte del suo attuale successo. Mi riesce difficile però pensare che il resto del mondo dello spettacolo, italiano e non solo, non abbia a che fare con individui del genere. Ambosessi. Perchè, anche se ci piace pensare il contrario, esistono pure le svitate in gonnella, quelle pronte a suicidarsi se il biNbominKia appena uscito dall'x factor del momento rifiuta di sorriderle. O quelle che, meno anni fa di quanto si pensi, sciamavano a Manchester da tutta Europa piantando le tende sotto casa dei take that. E non erano solo adolescenti in tempesta ormonale. Quindi, forse, il fenomeno è molto più variegato e complesso di quanto non pensino la premiata ditta hunziker- carfagna- compagnia, con la prima nelle ridotte vesti dell'Erin Brockovich de noantri. In quanto tale, portata perciò a confrontarsi con mezze tacche sue pari e fare di ogni ammiccamento lascivo un caso nazionale, grazie anche alla stampa complice; del resto, ognuno fa quello che può per far parlare di sè. Anche usare la figlia come scudo umano per i paparazzi di passaggio, o per avere le due paginette mensili sulle riviste gossippare tanto care alle casalinghe di Voghera. Quelle che magari si indignano per i maniaci che tormentano la loro amichetta catodica, esultano quando vengono arrestati e si stracciano le vesti in caso di assoluzione... ma non fiatano se il marito della dirimpettaia, quando rientra a casa la sera, la riempie di botte. Oppure, ed è il caso peggiore, non osano loro per prime ribellarsi al marito violento, ai figli teppisti, al prepotente di turno. Perchè son fatti così, bisogna capirli, non condannarli. E se per caso, stufe delle violenze viste o subite, osano alzare la testa e denunciarle... eh beh, ma era proprio il caso? I panni sporchi è meglio lavarli in famiglia. E se la situazione è arrivata a questo punto, magari qualche colpa ce l'ha anche la vittima, qualche pugno se l'è meritato. Non come michelle. Lei è così dolce, cara, buona. Guarda come sta bene, topless. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Il link del giorno: &lt;/b&gt;ecco spiegato perchè la legge sullo stalking è uno specchietto per tordi:&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.laveracronaca.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=519:stalking-la-legge-che-favorisce-gli-avvocati&amp;amp;catid=1:ultime&amp;amp;Itemid=29"&gt;http://www.laveracronaca.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=519:stalking-la-legge-che-favorisce-gli-avvocati&amp;amp;catid=1:ultime&amp;amp;Itemid=29&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma siamo indulgenti, dalla carfregna non ci si poteva aspettare di più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; "Quando torni a casa da tua moglie, dalle sempre un ceffone. Tu non sai perchè, ma lei sì". (Proverbio popolare italiano; tanto perchè ci piace essere coerenti.)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;*mi sovviene ora che, in una vecchia intervista su "tv sorrisi e caZzoni" (mi pare),  la hunziker raccontò al giornalista che aveva conosciuto ramazzotti "perchè lo seguiva ovunque, come un'ombra, ed alla fine lui si accorse di me." Stalking!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-2055840998701322986?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/2055840998701322986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/my-michelle.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/2055840998701322986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/2055840998701322986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/my-michelle.html' title='My michelle'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TL6jsSCYSpI/AAAAAAAAAvk/qZkkxgCItfo/s72-c/no-alla-violenza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-6896191043537936143</id><published>2010-10-18T00:01:00.000+02:00</published><updated>2010-10-18T00:01:00.835+02:00</updated><title type='text'>Un anno e qualcosa fa</title><content type='html'>&lt;div&gt;Un anno e qualcosa fa, con tutte le ingenuità del caso, ho aperto questo blog, versione gemella di quello nato qualche settimana prima su myspace. Recentemente naufragato a causa della censura balorda che impedisce di ricordare le origini e gli ideali nazisti del pastore tedesco, con molte scuse ai cani. Quando questi blog vennero aperti, avevo un programma abbastanza ambizioso, che non pochi ritennero una violazione della Convenzione di Ginevra: ammanirvi un post al giorno, week end esclusi, disquisendo con voi di politica, costume, società, cinema, fumetti e letteratura, senza soluzione di continuità. Qua e là vi avrei anche redarguito sull’avanzamento, o sull’avanzato stato di decomposozione, dei miei nuovi lavori narrativi. Un anno e qualcosa fa, il progetto suonava già ambizioso, considerata la media dei blog sparsi per la rete, aggiornati in maniera discontinua o lasciati a morire nella risacca del web. Però era fattibile: dopotutto, ero a casa in cassa integrazione, senza impegni di rilievo, padrone assoluto del mio tempo. La mattina potevo preparare i post per il blog, il pomeriggio proseguire con le mie storie, la sera farmi  i fatti miei, barricandomi dietro un buon libro, un buon fumetto, un buon film. Poi, purtroppo o per fortuna, le cose hanno cominciato a cambiare. Il lavoro in ditta è ripreso, sebbene a singhiozzo; qualche impegno sindacale in più; questioni private e quotidiane, a volte piacevoli a volte no, cui dedicarsi. Ma insomma, ancora ce la facevo. Magari arrivando col fiato corto, ma riuscivo comunque a scodellervi il vostro (bel?) post quotidiano, portando avanti l’attività di scribacchino. Però da maggio il tempo è andato progressivamente diminuendo. Fino a sparire praticamente del tutto nelle ultime settimane; se prima affermavo che mi servivano giorni di 72 ore per fare quel che dovevo ed avanzare un po’ di tempo per me, adesso dovrei averne a disposizione alcuni che durino almeno il doppio, per sbrigare le mie faccende senza farmi venire una crisi di nervi e riuscire, comunque, a scrivere qualcosa qui sopra senza sacrificare le avventure di Fredrick, Emma e compagnia. Ci ho provato, finchè ho potuto. Ma quando, approfittando di un momento di calma, vedi che la tua attività principale, quella su cui vuoi investire tempo e risorse, è ferma al palo da più di due mesi mentre il blog procede imperterrito, vuol dire che devi riconsiderare le tue priorità. Un momento: Bobby ci sta dicendo che chiude il blog? No. Bobby vi sta solo dicendo che, almeno fino a gennaio, cambieranno un po’ di cose, perché devo rimettermi un po’ in pari con la scrittura in senso narrativo. Quindi, invece del solito post quotidiano, ne troverete uno a settimana, che farà il punto sulla situazione in generale. Magari anche più di uno, non è detto, certamente non di meno. Perché questo spazio,e voi che lo animate, è nato quasi per sbaglio, ma col passare del tempo è diventato sempre più importante, perché mi da’ modo di sfogarmi, aprirmi, riflettere, confrontarmi e confrontarvi. Mi piace anche pensare che, in qualche modo, si sia creata una piccola comunità di appassionati, silenziosi ma non per questo meno attenti. Insomma, tranquillizzatevi; “Memories From The Grave” non chiude e non sparisce, rallenta solo un po’. Quanto basta per tirare il fiato, sia io che voi. E non appena ci saremo riposati tutti per bene… via, verso mille altre incredibili elucubrazioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno: &lt;/b&gt;“Infinite cose da fare, e così poco tempo”. (J. Napier)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-6896191043537936143?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/6896191043537936143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/un-anno-e-qualcosa-fa.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6896191043537936143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6896191043537936143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/un-anno-e-qualcosa-fa.html' title='Un anno e qualcosa fa'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-8299437636411297522</id><published>2010-10-11T00:01:00.001+02:00</published><updated>2010-10-11T00:01:01.913+02:00</updated><title type='text'>Tavola Rotonda- "La fine dell'Impero (and i feel fine)"</title><content type='html'>Dunque; c'è il portavoce- portaborse- portascopino da cesso della presidentessa di Confindustria, tale rinaldo arpisella, una di quelle figure di cui nessuno sa niente fino a quando i giornalisti o presunti tali non ne sparano il nome in prima pagina. Ci sono i giornalisti o presunti tali, al secolo nicola porro ed alessandro sallusti, cecchini prezzolati al soldo (nominale) del fratello del premier, quel paolo berlusconi che si diletta ad andare in galera al posto del più blasonato silvio. La premiERata coppia porro- sallusti è indagata per aver confezionato un presunto dossier nei confronti di emma marcegaglia. Improvvisamente i due hanno scoperto la deontologia professionale? Macchè. La numero uno degli industriali doveva pagare dazio per aver osato criticare il governo , rifiutando addirittura a suo tempo le sirene del pederasta del consiglio, il quale ebbe la bella pensata di proporla come Ministro dello Sviluppo Economico in una leggendaria assemblea di Confindustria del maggio di quest'anno:&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6xKN-QlIpbI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/6xKN-QlIpbI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Al momento, nei confronti della premiERata ditta p&amp;amp;s non vi sono indizi a carico, perchè il fantomatico dossier ancora non è saltato fuori. Ci sono solo quei pochi minuti di telefonata, sufficienti a far rivoltare nella tomba il grande Montanelli nel vedere quali escrementi lavorano in quello che fu il suo glorioso quotidiano da lui fondato. Se sentite la terra tremare, sapete di chi è la colpa. E se non avete le fette di salame sugli occhi, dovreste esservi accorti della discesa irreversibile, a rotta di collo, intrapresa dagli eventi. Perchè quando cominci a sparare a zero su quelli che ti hanno sostenuto, si chiamino chiesa o confindustria, significa che sei nei guai. Guai seri, se si tratta di una reazione a critiche più che legittime sull'operato di una maggioranza di governo che, di fatto, non esiste più. Per colpa di Fini, colpevole di aver detto "il re è nudo" ed essersi comportato di conseguenza? Sì e no. Perchè il berlusconi quarto (o terzo, ormai s'è perso il conto) è caduto molto prima dello "scandalo" della casa di an a Montecarlo, imbastito da quell'altro segugio, nel senso di cane e con mille scuse ai migliori amici dell'uomo, di feltri. Ad abbatterlo è stato, ancora una volta, l'alleato storico. Quello che già ne provocò la morte prematura una quindicina di anni or sono. Ma da allora bossi, maroni e compagnia ne han fatta di strada. La maxitangente Enimont per cui è stato condannato il leader del carroccio, la condanna per aggressione e resistenza a pubblico ufficiale comminata al ministro delle interiora (per aver azzannato il polpaccio ad un poliziotto nel corso di una perquisizione; e poi i selvaggi sono gli extracomunitari), le indagini a carico di calderoli per ricettazione. Il padano medio, e per estensione l'italiota, ha dimenticato tutto questo. Se mai l'ha saputo. E nel caso, è tutto un complotto della solita magistratura politicizzata. Quando non di quei "poteri occulti, forti, volanti e non identificati" che tanto piacciono ai complottardi grandi e piccini. La verità è molto meno misteriosa e spettacolare, e si può riassumere così:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;-uno squilibrato ineleggibile, seduto su un mucchio di soldi guadagnati chissà come, servito e riverito da uno stuolo di prostitute non necessariamente di sesso femminile (cui, se è il caso, dispensa ricchi doni e cariche pubbliche) è convinto, non a torto, di poter fare ciò che vuole nel paese che lo considera una sorta di unto del signore. Per un po' il giochetto gli riesce, grazie anche al suo monopolio dei media, dei quali è quasi l'unico proprietario. Poi i suoi amici finanzieri d'oltreoceano la fanno fuori dal vaso, sul mondo si abbatte come un macigno la crisi economica più dura dagli anni '30 ad oggi, e come d'incanto tutti si svegliano. Per modo di dire, ovviamente; comunque l'aspirante ducetto, nonostante il CEPU sulla dittatura dell'amico vladimir, perde sempre più consensi. Sì, talvolta la sorte gli viene in aiuto scatenando qualche disgrazia dietro la quale nascondere i vari scandali, se proprio manca si prende un fatto di cronaca nera quale che sia e lo si trasforma in un caso nazionale (se solo lo zio non avesse subito confessato, sporco comunista!), ma l'impressione è che ormai il giochino di prestigio non incanti quasi più nessuno, se è vero che ancora abbiamo casi di attacchi d'ilarità ripensando all'agguato a maurizio belpietro. In tutto questo, i William Wallace ai raggi gamma hanno preso il timone e guidano la nave, il volto sorridente rivolto al sole (delle alpi, ovvio) e la voglia di giocare al gatto col topo; no, niente elezioni anticipate, però.... Lì vicino, l'unico uomo politico esistente in Italia, ovvero Gianfranco Fini, affila le armi e si prepara a dar battaglia, ammiccando agli amici di un tempo. In disparte, un noto contadino abruzzese vaga sul trattore, inneggiando alla Costituzione mentre manda avanti le facce presentabili del partito. In un angolo, il partito a vocazione maggioritaria, sprovvisto di facce presentabili, prosegue a decomporsi nell'indifferenza generale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Ed io mi/ vi chiedo: come finirà?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;per veltroni venire in italia è un'opportunità; per l'Africa veltroni è uno scampato pericolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno: &lt;/b&gt;"La Storia si ripete sempre due volte: la prima in tragedia, la seconda in farsa." (K. Marx)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-8299437636411297522?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/8299437636411297522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/tavola-rotonda-la-fine-dellimpero-and-i.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8299437636411297522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8299437636411297522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/tavola-rotonda-la-fine-dellimpero-and-i.html' title='Tavola Rotonda- &quot;La fine dell&apos;Impero (and i feel fine)&quot;'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-3586640627380973299</id><published>2010-10-08T00:01:00.000+02:00</published><updated>2010-10-08T00:01:01.109+02:00</updated><title type='text'>Il consiglio della settimana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Avete voglia di passare il week end guardando un buon film di fantascienza, una divertente commedia degli equivoci ed una sequenza di scontri vertiginosi? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Siete pratici di sottotitoli, ed avete un pargolo nei paraggi che vuol vedersi un cartone animato?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Avete voglia di tutto questo, ma solo un paio d'ore a disposizione?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Ecco il film che fa per voi:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HNzmW9VNt6g?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HNzmW9VNt6g?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Attivate muli e corsi d'acqua, si trova facilmente e non vi deluderà...e se non vi fidate del mio giudizio&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.animeclick.it/news/25042-summer-wars-recensione"&gt;http://www.animeclick.it/news/25042-summer-wars-recensione&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Buona visione e arrivederci a lunedì. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-3586640627380973299?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/3586640627380973299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/il-consiglio-della-settimana.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3586640627380973299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3586640627380973299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/il-consiglio-della-settimana.html' title='Il consiglio della settimana'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-6892391251230261745</id><published>2010-10-07T00:01:00.001+02:00</published><updated>2010-10-07T00:01:00.996+02:00</updated><title type='text'>Porche</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Prima regola del bravo sindacalista: mai interpellare direttamente gli operai su ciò che bisogna migliorare in Azienda. C'è il rischio che si sentano coinvolti, addirittura in diritto di partecipare a decisioni che spettano solo alla rappresentanza sindacale da loro eletta. Ma essendo io, com'è noto, un pessimo sindacalista, ho ben pensato di appendere nelle bacheche un questionario dove, in forma anonima, i lavoratori possono esprimere critiche e suggerimenti sulla mensa aziendale. Per la cronaca, l'iniziativa è stata accolta molto positivamente sia dai colleghi di lavoro che dalla Direzione Aziendale (quindi forse ho sbagliato qualcosa), mentre ha provocato diversi attacchi di panico ai sindacalisti più anziani, terrorizzati dall'idea che il volgo dica la sua e si scopra che diverge radicalmente dalla loro (quindi no, ho fatto bene). In attesa che quei grandi esempi di democrazia che sono gli esponenti della fiom- cgil vengano a tirare uova e randellate pure a me, mi ritrovo con già due fogli fitti di segnalazioni più o meno sensate. Tra le meno, ne spicca una dal sapore apparentemente goliardico, che recita "conigliette di Playboy al posto delle cuoche". Segue a ruota: "Personale femminile giovane". La cosa, tutt'altro che imprevista, poteva anche essere archiviata come puerile tentativo di umorismo, senonchè due fattori mi inducono alla riflessione. Il primo è che l'autore della segnalazione, da me bonariamente ripreso con l'invito a dare suggerimenti realizzabili, si è dimostrato tutt'altro che scherzoso; la sua, insomma, era una richiesta effettiva. Appoggiata da fugaci cenni del capo di altri lavoratori nei pressi. L'altro aspetto che mi perplime si trova un po' ovunque, in bella vista sui muri dei reparti, negli armadietti, in angoli remoti ma niente affatto inaccessibili, ed ha questo aspetto :&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TKwn1-iSd1I/AAAAAAAAAuk/GF2dY3pjIpY/s1600/sheena-lee-14.jpg"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TKwn1-iSd1I/AAAAAAAAAuk/GF2dY3pjIpY/s400/sheena-lee-14.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524834651150120786" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 307px; height: 400px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O questo:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TKwn2J3FSkI/AAAAAAAAAus/hExsIFxRpyw/s1600/lindsay-lohan-nude-nymag-hires-04.jpg"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TKwn2J3FSkI/AAAAAAAAAus/hExsIFxRpyw/s400/lindsay-lohan-nude-nymag-hires-04.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524834654190127682" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 275px; height: 400px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;o comunque uno molto simile. Ora, non sono fatto di carne e, benchè felicemente fidanzato, non disdegno certamente la vista di un corpo femminile relativamente vestito. Però il meccanismo non può non incepparsi quando, ovunque ti giri, ti trovi accerchiato da un vero e proprio esercito di amazzoni prosperose in costume adamitico. Sarà la mia filosofia bacata secondo la quale ogni spettacolo, per quanto piacevole, se ripetuto troppo a lungo e con insistenza alla fine stufa. Sarà anche che non sono mai riuscito a capire certi calendari, principale fonte da cui trarre le immagini di cui sopra. Passi quello della starlette del momento, che considera il poter essere immortalata senza veli come una sorta di consacrazione, e si fa dunque ritrarre con poco o nulla addosso per la gioia dei fans cercando, di spacciare il tutto come "nudo artistico". Meglio se ambientato in paesaggi esotici. Alcune foto sono innegabilmente molto ben fatte, ma parlare di "artistico", specie se il calendario  non è allegato ad una rivista di quelle glamour, ma viene dato come omaggio da aziende che producono motozappe, mi sembra leggermente eccessivo, visto che le sensazioni su cui fare leva sono assai più primitive del mero gusto estetico. Lindsay Lohan, la biondina con rete sulla capoccia qui sopra, per quanto sia un bel vedere non ha nulla a che spartire con, che so, la Venere del Botticelli. Una è Arte, l'altra è carne. D'altro canto, Lindsay Lohan non è qui rappresentata per puro caso, ma perchè da cosa nasce cosa (e perchè, pur essendo un'emerita testa di cazzo che sta buttando via la propria vita e la propria carriera, resta secondo me una delle migliori attrici della nuova generazione). Caso ha voluto, infatti, che domenica mi sia imbattuto nel trailer di "Machete", il nuovo film di Robert Rodriguez che forse mai giungerà in Italia, nel cui cast figurano attori come De Niro, Danny Trejo, Don Johnson, Steven Seagal (e dopo l'exploit di Stallone con "I Mercenari" ormai manca giusto di ripescare dal dimenticatoio Van Damme, che meriterebbe una resurrezione, anche momentanea) e la già citata signorina Lohan. Con Jessica Alba. Che appariranno nude, anche se per la Alba si tratterà di CG e non di un abbandono alla castità. Ed ecco perchè mi sono ritrovato a parlare di questo film con alcuni colleghi di lavoro, che nulla sanno in merito se non questo. Ed ecco perchè mi son ritrovato preso di mira da sguardi confusi e contrariati quando ho pacatamente affermato che, sinceramente, Jessica Alba in "Machete " mi intriga molto di più così &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TKwn2Y18HYI/AAAAAAAAAu0/lCEtYeCC0g0/s400/jessica-alba-machete.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524834658211863938" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 270px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;che non come mamma l'ha (molto ben) fatta. Sarà un altro dei miei problemi, quello di preferire l'immaginato all'esibito in ogni dettaglio. Anzi, è probabilmente così, vista la mia smodata passione per i bei vecchi film di una volta, dove il mostro di turno era intuito anzichè messo al centro del palco. Sì, probabilmente è un problema mio, che non vedo la sessualità con tutto ciò che ne deriva nè come una merce nè come un diritto fondamentale dell'uomo, ma al più come un piacevole contorno al riposo del guerriero [e delle amazzoni pure, che però temo abbiano meno possibilità di vedersi appagate come capita a noi portatori (in) sani di pene]. Sì, forse dopotutto è un problema mio. Ci penso un po' su, guardandomi attorno. Dal muro di fronte, due tette enormi per il corpo che le ospita mi fissano, enigmatiche.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;berlusconi promette il federalismo entro marzo, e nega di aver mai minacciato elezioni anticipate. Traduzione: entro marzo si torna alle urne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; "Tira più un pelo di figa che un carro di buoi." (Saggezza popolare)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-6892391251230261745?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/6892391251230261745/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/porche.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6892391251230261745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6892391251230261745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/porche.html' title='Porche'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TKwn1-iSd1I/AAAAAAAAAuk/GF2dY3pjIpY/s72-c/sheena-lee-14.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-3686800016220802204</id><published>2010-10-06T00:01:00.001+02:00</published><updated>2010-10-06T00:01:01.099+02:00</updated><title type='text'>Attentato (e merita di riuscirci)</title><content type='html'>Una dozzina d'anni fa, quand'ero ancora un operaio generico giovincello e di discrete speranze, iniziò il tormentone della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sacrosanto. Tra le varie iniziative, c'erano anche le esercitazioni anti incendio. Ciclicamente, ad un'ora prestabilita, si faceva suonare la sirena di reparto, ed i lavoratori dovevano dirigersi nel più breve tempo possibile al punto di raccolta prestabilito per scampare alle fiamme. Naturalmente il tutto avveniva tra frizzi, lazzi e smargiassate tipiche del metalmeccanico italiota medio. Ciononostante, ci si salvava tutti dal rogo immaginario, il quale aveva il &lt;i&gt;fair play&lt;/i&gt; di avvisarti con largo anticipo del suo prossimo divampare. Poi un bel giorno ne scoppiò uno vero, nel reparto accanto al mio. Me ne accorsi intravedendo, con la coda dell'occhio, un branco di scimmie impazzite in tuta blu che correva da tutte le parti, urlando ordini a caso a nessuno in particolare. Qualcuno si fece pure male inciampando nei suoi stessi piedi, oppure andando a sbattere contro muri ed altri ostacoli. Cosa che si ripete grossomodo puntualmente, ogni volta che capitano incidenti del genere in Azienda. E se è vero che le Aziende sono, in definitiva, delle microrealtà che riflettono specularmente il paese in scala 1:1200, capirete perchè mi vien da ridere ogni volta che sento parlare di "allerta attentati". Già lo spettacolo di maroni, frattini e compagnia ragliante che magnificano i nostri impenetrabili sistemi di sicurezza sono uno spettacolo da surrealismo d'avanguardia, se pensiamo che pochi anni fa un ultraleggero si schiantò indisturbato nel pirellone a milano ("il nostro 11 settembre!!!", esultarono i gasparri e la russa spargendo sperma ovunque, espulso direttamente dal cuoio capelluto). Senza voler scomodare i barconi di disperati che quotidianamente attraccano sulle nostre coste, nel silenzio dei media, più impegnati a riportarci le ultime prodezze di ibraimovich o la love story corona- mora. Mi piacerebbe vedere cosa succederebbe se, sul nostro suolo, avvenisse un attentato di quelli seri. Preparato da esperti del settore, non dagli sceneggiatori di "distretto di polizia" o "r.i.s.- delitti imperfetti" (cfr. la duomata a berlusconi del dicembre scorso e l'attentato a belpietro della scorsa settimana). Mi piacerebbe vedere se abbiamo imparato davvero qualcosa dai tempi di Capaci e Via D'Amelio. Dai tempi delle bombe fatte "con rispetto, quasi con affetto". (cfr. vittorio mangano e via Rovani). Se ascolti la casalinga di Voghera, che non è necessariamente donna, il governo sta facendo tanto per sconfiggere la criminalità organizzata di casa nostra; guarda quanti mafiosi hanno arrestato in poco meno di due anni! Peccato che in realtà si tratti di camorristi, perlopiù, mentre mafiosi o fiancheggiatori degli stessi siedono impuniti in parlamento (cfr. dell'utri, schifani, cuffaro). Peccato che il fenomeno della camorra abbia ottenuto risalto solo dopo il successo planetario di "Gomorra", l'opera di saviano che "fa male all'Italia" (cfr. berlusconi, afef.). In effetti è molto meglio produrre delle fiction per merdaset dove si mostra il latro eroico, romantico, eroico a modo suo della criminalità organizzata, tipo "il capo dei capi". Ma se vi lanciate in una simile elucubrazione, vedrete le orecchie del vostro interlocutore esalare un filo di fumo, dopodichè vi verrà ricordato che la minaccia viene soprattutto "da fuori". Per noi, inteso come occidente, il pericolo viene &lt;i&gt;sempre&lt;/i&gt; da fuori. Anche se, a voler guardare bene, la "minaccia islamica" l'abbiam creata, alimentata e finanziata anche noi grazie ai nostri grandi (ex) amici amerDicani, detentori del copyright su figure come bin laden e saddam hussein. La differenza è che, nonostante le speculazioni politiche sulla tragedia del WTC, l'amerDica qualcosa l'ha imparato, passando ad una sicurezza preventiva troppo spesso ai limiti del paranoico. Da noi, invece, è arrivata solo la paranoia, che fondendosi alla nostra inarrivabile incapacità genera episodi di idiozia antologici che servono al massimo a punire poi, anzichè prevenire. Tanto, quel che conta non è trovare una soluzione efficace perchè certe cose non accadano, ma cavalcare l'onda del populismo più becero dando l'impressione che si stia facendo qualcosa. E guai a dire che quel "qualcosa" è inefficace, dilettantesco, puerile. Si rischia di passare per amici dei terroristi, se si insinua che il problema è molto più vasto di quanto possa concepire la mente di guido crosetto, il sottosegretario alla difesa. La cui pagina su wikipedia è stata oscurata.  (Cliccare per credere: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Crosetto"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Crosetto&lt;/a&gt; ). Forse sbagliavo; dopotutto, qualcuno sa come garantire la propria sicurezza in maniera efficace e preventiva. Sempre col manganello, mediatico o reale che sia. Ma quel che conta, in fondo, è il risultato. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;michelle hunziker si da' al teatro. Perchè non darsi anche fuoco?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; "Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza." (B. Franklin)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-3686800016220802204?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/3686800016220802204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/attentato-e-merita-di-riuscirci.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3686800016220802204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3686800016220802204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/attentato-e-merita-di-riuscirci.html' title='Attentato (e merita di riuscirci)'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-8017247894873267544</id><published>2010-10-05T00:01:00.001+02:00</published><updated>2010-10-05T00:01:02.619+02:00</updated><title type='text'>Sconti</title><content type='html'>Domenica, spinto dalla necessità, ho abbandonato il mio eremo per recarmi col solito Hayato alla Radiant, la fiera dell'informatica ed affini che si tiene al parco esposizioni di Novegro. Caso voleva che, in concomitanza, nel parcheggio del suddetto parco si tenesse anche "Il Bagagliaio", minifiera dell'usato a cielo aperto che, come suggerisce il nome stesso, permette ai commercianti di mettere in vendita tutto quanto riescano ad infilare nel bagaliaio delle rispettive auto. Sapendo quale fascino i mercatini dell'usato esercitino su di noi, non potevamo esimerci. Così, prima di lanciarci in un rocambolesco e massivo acquisto di dvd, custodie, cartucce per stampanti eccetera, abbiamo fatto un giretto al Bagagliaio. Ne sono uscito con tre libri (pensa un po' che novità) e tanta vergogna conto terzi. Succede infatti che, mentre sono intento ad esaminare i volumi esposti in un banchetto, si avvicini una distinta signora poco oltre la mezza età, la quale chiede con affabile educazione il costo di alcuni tomi. L'indaffarato venditore, ancora intento a sistemar la merce, risponde "tre euro". E scoppia il putiferio. Perchè l'anziana donna, in un turbinar di cappotto della domenica e sciarpa in lana pregiata, non intende spenderne più di due; tanto valgono quei libri, il pover'uomo lo sa, quindi non si aspetti un soldo di più. Nemmeno un compromesso a 2,50 € viene accolto con favore; la buona donna se ne va bofonchiando di ladri ed approfittatori. Io? Pago i miei libri, "Pollyanna" ed "Harry Potter &amp;amp; l'Ordine della Fenice" (se siete interessati ai titoli), tre euro cadauno, e me ne vado, alquanto perplesso. Eppure di gente che si produce in simili, patetici siparietti ne ho vista quintalate. Ed altrettante manciate ne ho viste nel corso della Radiant; col senno di poi, capisco anche lo sguardo accigliato del venditore a cui ho chiesto un favore dopo aver acquistato la modica quantità di 400 dvd da masterizzare. Probabilmente pensava che mi mettessi a mercanteggiare un ulteriore sconto, rispetto a quello che già mi aveva fatto. In realtà volevo solo che li tenesse dietro il banco permettendomi di passare a ritirarli in un secondo tempo; girare in un carnaio come quello di domenica con due scatole delle dimensioni di lanciarazzi non è proprio il massimo della vita. Nè è stato il massimo origliare qua e là richieste assurde per componenti di PC unite agli immancabili mercanteggiamenti, talvolta imbarazzanti come quello della distinta signora di poco prima. Non so; sarà che si tratta di un comportamento lontano anni luce dal mio modo di essere, o semplicemente ho più vergogna di altri, ma mettersi ad improvvisare aste al ribasso mi sembra da morti di fame. Se una cosa mi interessa, aspetto un prezzo abbordabile o cerco quello più equo (inutile negare l'esistenza di commercianti che considerano la speculazione un diritto fondamentale dell'uomo); se non lo trovo, pace. Se la cifra è inferiore ai cinque euro, quasi sempre compro a prescindere. Ma mettermi a chiedere cinquanta centesimi di sconto su un totale di un euro, se non addirittura al casello (sì, cari voi, c'è gente che chiede sconti persino ai casellanti sul pedaggio autostradale) mi suona come una delle peggiori cretinate mai fatte dall'animale uomo. Peraltro, un particolare curioso da me riscontrato è che i maniaci dello sconto a prescindere sono quasi sempre individui ben vestiti, vantanti un'autoreferenziale conoscenza profonda delle leggi economiche ed affetti da un atavico disprezzo nei confronti di immigrati e senza tetto vari, costretti ad elemosinare per tirare avanti. Quando se ne trovano uno di fronte, i professionisti dello sconto si producono in esternazioni da far arrossire borghezio e calderoli, evocando lavori onesti, espulsioni o campi di sterminio. Dove sarà mai il governo, quando serve. Poi, senza smettere di lagnarsi per l'esistenza di quei miserabili accattoni, entrano nel primo outlet e si mettono a frignare con la cassiera. Due euro di sconto, che sarà mai? &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;mara carfagna si costituisce parte civile contro l'uomo che ha lapidato la moglie; per adempiere appieno al suo ruolo di ministro delle pari opportunità, dovrebbe anche fare la stessa fine. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno: &lt;/b&gt;"La vergogna non aiuta, anzi complica la vita." (R. Antoni)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-8017247894873267544?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/8017247894873267544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/sconti.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8017247894873267544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8017247894873267544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/sconti.html' title='Sconti'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-3399087813047039941</id><published>2010-10-04T00:01:00.000+02:00</published><updated>2010-10-04T00:01:00.739+02:00</updated><title type='text'>Scusa (nti)</title><content type='html'>&lt;div&gt;Quella santa donna di mia madre mi ha sempre insegnato che, quando si commette un torto nei confronti di qualcuno, è necessario scusarsi. Anche solo se si ha il vago sospetto di aver ferito una persona con una parola, un gesto, un atteggiamento. Con questo imprinting, si può ben capire perché fino a qualche tempo fa scusarmi per qualsiasi cosa fosse una delle mie attività preferite. Non essendo esattamente il massimo della diplomazia, conscio di avere fin troppo spesso la lingua più veloce del cervello (il che può essere tanto un bene quanto una dannazione), scusarmi mi veniva fin troppo semplice e naturale quando mi rendevo conto di aver offeso il mio interlocutore,o sospettavo di averlo fatto. Non vi dico l’angoscia quando, in tempi recenti, m’è capitato di avere a che fare con persone che hanno rispedito al mittente i miei atti di contrizione. Niente retorica esagerata: ci rimanevo proprio male, passavo ore ad arrovellarmi su cosa avessi fatto di tanto grave da non poter essere perdonato. Mi ci è voluto un po’ per rendermi conto di come stessero effettivamente le cose: in realtà le persone in questione pretendevano un altro tipo di scuse. Molto più difficili del classico “scusa”. Che non costa niente ed è facile da pronunciare. Da me si pretendeva che, compreso l’errore, non avessi a ripeterlo in futuro, sebbene fosse stato commesso per istinto e non per intima stronzaggine. Perché le scuse non servono a niente, se vengono usate solo per lavarsi la coscienza e non sono sincere. E non lo sono mai, se alle parole non seguono i fatti. Come sempre, ho dovuto constatare che avevano ragione loro. La riprova l’ho avuta qualche giorno fa, con l’ennesima sparata del cerebroleso bossi nei confronti dei romani. Seguite da scuse puntuali nel week end. Le ultime, in ordine di tempo, di una lunga serie di pentimenti tardivi e sentiti come poteva sentirci Beethoven. Solo quei quattro fessi del pd potevano cascarci (ed infatti hanno ritirato la mozione di sfiducia nei confronti del tangentaro leader della lega, convinti di averlo spaventato a morte. Mi raccomando, che nessuno li svegli), ma va detto che il senatùr è in buona compagnia. Chiunque ormai può fare qualunque cosa e chiedere candidamente “scusa” alla prima occasione mediaticamente utile. Magari a mezzo stampa. Magari dopo secoli, e non per modo di dire; basti pensare alle scuse della chiesa nei confronti di Galileo, subito rimangiate con l’arrivo di ratzy al seggio di pietro. Magari si chiede scusa per atti nei cofronti dei quali altri non otterrebero mai perdono. Così l’esercito amerDicano può mitragliare civili a piacimento e poi rammaricarsi pubblicamente, parlando di “errore umano”, “fuoco amico” (a questo punto meglio quello dei nemici, se non altro è meno ipocrita), “situazione contingente”. Insomma, “scusate-è-capitato”. Oppure: “scusate-ma-la-situazione-è-quella-che-è”. Ecco, peggio della scusa ad un soldo la dozzina c’è solo questa continua, forsennata ricerca della comprensione dell’altro, che porta a giustificare l’ingiustificabile. Capita così che persone vittime di abusi più o meno gravi, sia fisici che psicologici, si ritrovino a difendere il miserabile di turno con arringhe del tipo “eh, ma sai, è fatto così, urla, ti insulta, ti picchia, ma poi chiede scusa”. Consolante, pensi, mentre gli amici ti firmano il gesso, invitandoti ad essere clemente, comprensivo, superiore; vorrai mica scendere al suo livello, no? Certo che no. Ma se Akira Fudo ci ha insegnato una cosa, è che per sconfiggere un demone non devi essere un angelo; devi essere un diavolo peggiore di lui. Il che comporta anche, soprattutto, eliminare quella patina di buonismo comprensivo d’accatto  che ci fa sentire tanto superiori, e cominciare chiamare le cose col loro nome, a voce alta. Senza pretendere scuse lì per lì, avendo ormai queste perso ogni significato, esattamente come ogni cosa di cui si abusa a cuor leggero. Sarebbe ora di cominciare a dire forte e chiaro cosa non ci piace e pretendere che chi ci sta di fronte, anziché scusarsi invocando la nostra comprensione, non si comporti mai più in quel determinato modo. Scaricandolo se il fattaccio dovesse ripetersi, mandandolo a quel paese se pretende di voler essere semplicemente perdonato senza alcuna garanzia per un impegno futuro. L’esistenza è già abbastanza complicata di suo senza doversi trascinare dietro ulteriori pesi morti, ed una risoluzione del genere aiuta molto a capire il valore di chi ci sta di fronte, il suo reale attaccamento nei nostri confronti. Sì, lo so, anche io ero piuttosto scettico su questo modo di rapportarsi al prossimo. Ma l’ho provato stando da entrambi i lati della barricata. E sapete che c’è? Funziona. Quindi, se vi fo uno sgarbo involontariamente e non mi scuso, non rimaneteci troppo male; significa che mi sto impegnando sul lungo periodo a non farlo di nuovo. Sempre che lo meritiate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno:&lt;/b&gt; mi manca solo Giò Ronfo per finire la collezione!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; “Se serve mi scuso.” (m. gasparri, dopo aver implicitamente dato dell’assassino a napolitano durante la vergognosa vicenda di Eluana Englaro)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-3399087813047039941?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/3399087813047039941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/scusa-nti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3399087813047039941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3399087813047039941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/scusa-nti.html' title='Scusa (nti)'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-6073345582610847983</id><published>2010-10-01T00:01:00.001+02:00</published><updated>2010-10-01T00:01:03.722+02:00</updated><title type='text'>Stanchezza</title><content type='html'>Fisica e mentale. Perpetua. Probabilmente, dovrei staccare un po' la spina, cercando di evitare settimane da incubo come questa. Probabilmente, dovrei anche decidermi a fare un controllo medico di quelli seri e troppo a lungo rimandati. Alla seconda provvederò in settimana. Alla prima, ci penso da subito, prendendomi un bel week end lungo. Almeno dal blog.&lt;div&gt;Buon week end, gente. Ci vediamo lunedì. Sperando di non esser di nuovo ridotto ad uno straccio da culo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-6073345582610847983?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/6073345582610847983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/stanchezza.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6073345582610847983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6073345582610847983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/10/stanchezza.html' title='Stanchezza'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-6100975237899484238</id><published>2010-09-30T00:01:00.001+02:00</published><updated>2010-09-30T00:01:00.748+02:00</updated><title type='text'>Giovani leoni fuggono</title><content type='html'>&lt;div&gt;Vestirmi in modo che la vulgata comune definisce “strano” non è cosa recente; da che ricordo, mi tiro dietro questo problema dall’adolescenza. Allora venivo deriso più o meno pesantemente per il mio look da pseudometallaro, la qual cosa mi lasciava in bilico tra una certa tristezza (chi sarebbe felice di essere preso in giro per come si presenta?) ed una masochistica ilarità. Perché pur essendo oggetto di lazzi e sbeffeggi, erano lazzi e sbeffeggi divertenti e ficcanti, un po’ più elaborati del rozzo “ma come cazzo sei vestito”. Erano, soprattutto, lazzi e sbeffeggi coraggiosi. Gli autori avevano abbastanza amor proprio da dirti cosa pensavano di te guardandoti in faccia. E’ possibile provare nostalgia per un periodo in cui si era una sorta di zimbello per i propri coetanei, tutti ansiosi come me di mostrarci più “grandi”, non necessariamente adulti, di quel che eravamo? A quanto pare sì. M’è accaduto sabato pomeriggio, quando il mio abbigliamento è stato oggetto, nello spazio di un centinaio di metri, di indebite attenzioni. Dapprima un prode automobilista, che ha atteso lo scatto del semaforo verde per gridarmi dietro “vergognati!” dopo che avevo attraversato la strada. Di cosa dovessi vergognarmi, non saprei. Dei jeans neri? Della felpa in tinta? Dell’impermeabile bianco a corredare il tutto? Mistero. Fatto sta che, ormai sotto casa, incappo in un drappello formato da mezza dozzina di biNbiminKia, età media 14- 16 anni (ma forse anche meno), che sbucano dall’angolo e mi vengono incontro. Io proseguo per la mia strada, assorto sul cellulare; li noto appena, a stento mi accorgo che le loro grida sguaiate si sono trasformate in mugugni e risatine. Ci passiamo accanto, in direzioni opposte. E quando sono ormai dietro di me, li sento. Prima i passi in corsa, sempre più vicini. Poi le urla. “Fermo, non fare il coglione!”. Senza particolare fretta, mi volto. In tempo per beccare uno di loro, paurosamente simile ad un tronista in scala 1:144 sia per l’abbigliamento che per l’aria arrogante, fermarsi all’istante, ritornando al trotto dai suoi allarmati compagni dopo avermi scoccato un’ultima occhiata di disapprovazione. “Salve, lo scusi, è uno scemo”, balbetta uno di loro. Resto lì a guardarli, mentre si allontanano, ricoprendo di insulti e spinte il mancato aggressore. Ogni tanto si voltano a guardarmi, e mi trovano ancora lì, accigliato. Allungano il passo. Forse temono di aver provocato quello sbagliato. Che sotto quell’impermeabile nasconda chissà cosa. Un coltello, forse addirittura una pistola. In realtà, lì sotto c’è solo tanta amarezza. Non per quello che è accaduto. Ma per quello che poteva accadere, e non s’è verificato. Che il sestetto fosse la classica banda di adolescenti in libera uscita il sabato pomeriggio era evidente. Che in mezzo a loro dovesse esserci, per contratto, il coglione di turno era scontato; una vera compagnia (si chiamano ancora così?) non può definirsi tale se manca. Ma che alla coglionaggine si dovesse associare anche tanta vigliaccheria, mi ha veramente depresso. Perché non è la prima volta che capita. Il che mi porta a chiedermi che razza di nuove generazioni stanno ereditando questa miserabile palla di fango. Intendiamoci, non dico di aspirare ad essere la notizia d’apertura di “studio aperto”, del “tg4” o di qualche quotidiano locale. Anche perché essendo i biNbiminKia in questione palesemente italiani al massimo avrei potuto ottenere un trafiletto a margine. “Branco assale trentatreenne vestito in modo strano.Ma si sa, son ragazzi”. Una cosa così. Però avrei tanto preferito che il giovin spavaldo mi affrontasse a muso duro dicendomi che sono ridicolo, che sembro uscito da un brutto film horror, qualunque cosa, invece di vederlo fuggire come un coniglio impaurito. Tornando di corsa dai suoi degni compari, tutti pronti a smarcarsi, neanche fossero obbligati a scarrozzarselo dietro, sperando non faccia danni o si smarrisca strada facendo. Sa, è fatto così, sia comprensivo. L’episodio mi ha fatto tornare indietro di una quindicina d’anni, quando anche noi, alla loro età, si prendeva in giro questo o quell’altro. Senza dover simulare aggressioni. E se, fatalità, il bersaglio dello scherzo dimostrava di non gradire, immediatamente si faceva quadrato attorno all’amico fesso dalla lingua troppo lunga o dalla voce troppo alta. Salvo poi cazziarlo in privato. Ma almeno di fronte al pericolo, quasi sempre solo immaginato, ci si compattava. Oggi si punta alla rapidità di fuga, perché è facile essere coraggiosi al sicuro nella propria auto o quando si hanno buone gambe. E se ci scappa l’errore di calcolo, è più facile invocare la clemenza della corte che assumersi le proprie responsabilità. Può anche essere che, come diceva qualcuno, ricordi il passato più glorioso di quel che era in realtà. Ma non mi pare proprio che fosse così squallido come questo nostro presente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La curiosità del giorno: &lt;/b&gt;berlusconi e bersani sono nati lo stesso giorno, il 29 settembre.&lt;b&gt; &lt;/b&gt;Devo parlare col loro sceneggiatore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; “Il destino di questa vita è di essere condotta al più alto grado del disgusto di vivere.” (S. Kierkegaard)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-6100975237899484238?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/6100975237899484238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/giovani-leoni-fuggono.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6100975237899484238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6100975237899484238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/giovani-leoni-fuggono.html' title='Giovani leoni fuggono'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-675080648285172496</id><published>2010-09-29T00:01:00.002+02:00</published><updated>2010-09-29T00:01:01.924+02:00</updated><title type='text'>Il Paese Delle Meraviglie</title><content type='html'>&lt;div&gt;Oggi è il compleanno di silvio berlusconi. Che spera in un bel regalo; cioè che il caravanserraglio da lui guidato e da tutti creduto un governo incassi il voto di fiducia e possa proseguire la propria agonia. E noi con lui. Ma Fini fa le bizze, poco o punto scalfito dagli attacchi dei vari feltri e capezzone. Il neonato movimento del presidente della camera sosterrà il governo oppure no? Fellatio Italicus (nome scientifico, come sapete, di italo bocchino), portavoce del movimento in questione, non si sbilancia, tenendo papi sulla graticola. Nel frattempo perà quest’ultimo si consola fregando cinque deputati all’udc di piercasinando ed un paio all’api. Ogni volta che lo sento nominare, mi chiedo da quando il mio benzinaio è a Montecitorio. Poi realizzo che si tratta del partito semiclandestino di rutelli. Cioè il poveraccio che elemosina nei pressi del mio benzinaio. Nel frattempo tonino di pietro ed il resto dell’italia dei venduti farnetica quotidianamente di costituzione, sultani, moralità ed emergenza democratica. “Se Fini voterà la fiducia a berlusconi non son più suo amico”, sembra abbia borbottato succhiandosi il pollice. Comunque, idv voterà contro il Governo, insieme al già citato udc. dell’utri contro cuffaro; alla faccia di chi sosteneva che la guerra di mafia era finita. Dalla foto sulla lapide, un eroe a modo suo sorride ed approva, mentre i suoi conterranei dell’MPA fanno sapere che sfiduceranno berlusconi se non verranno presi impegni concreti per il sud. Molti chilometri più a nord, qualcuno se la ride, sbavando e facendo il gesto dell’ombrello rivolto al cielo. Le grida di guerra in padano fanno fuggire maialini atti a sconsacrar terreni su cui erigere moschee ed elettori facilmente impressionabili. “Non abbiamo bisogno di nessuno, i voti ce li abbiamo noi, la padania esiste, italia vaffanculo!!!” , latra il patriarca delle genti verdi, azzannando un bambino di colore. Vive proteste del vaticano e di confindustria. I primi si vedono sottrarre un divertente passatempo dal fascino esotico; i secondi un investimento futuro da far lavorare sottopagato finchè non muore, per poi buttarlo in un fosso. Il quartetto lupi- bonaiuti- capezzone (di nuovo lui!)- gasparri  (&lt;b&gt;sempre&lt;/b&gt; lui) parla di deriva comunista, golpe, complotto ordito dalla magistratura politicizzata. “Diggiamolo”, chiosa ignazio con voce raspante, picchiando un giornalista di passaggio. Contemporaneamente, feltri scrive un’informativa riservata in cui si dimostra che il cardinal bagnasco ha avuto una relazione con emma marcegaglia; imbusta il tutto, se la lascia sulla scrivania, e la mattina del 30 “il giullare” titolerà a tutta prima pagina che, secondo un’informativa riservata, esistono prove di un rapporto torbido tra emma marcegaglia ed il cardinal bagnasco. Per rappresaglia repubblica lancia una protesta online, invitando i lettori a partecipare. Siccome la mia capacità di immaginare idiozie ha un limite, non so quale potrebbe essere questa iniziativa per sostenere la democrazia e dire “basta!” a questo governo. Immaginate voi qualcosa che nemmeno i Teletubbies vorrebbero fare, e buona la prima. In tutto questo baillame, Marco Travaglio ha scritto un altro poderoso tomo in mezza giornata dove si riassumono le malefatte del governo, santoro ha formigli in collegamento dal tubo di scarico del water di palazzo madama (circondato ovviamente dai soliti cassintegrati, ma le loro proteste non sono poi così strazianti se strillate nel boccaglio, e le lacrime si perdono nelle chiare fresche dolci acque dello sciacquone) e bruno vespa organizza un acceso dibattito sul perché le Winx abbiano più successo delle Guerriere Sailor. In studio Kiko, il coniglietto di Bloom, Ubaldo Milord in rappresentanza delle Sailor e, in collegamento dal suo boudoir, daniela santamadechè per la marchetta della buona notte. Vedendo la scena mara carfagna, allarmata, telefona al premier per essere rassicurata; non sarà mica stata scavalcata da quella vecchiaccia? Purtroppo però il telefono del pederastadelconsiglio è occupato. Prima di mara hanno preso la linea marystar gelmini, noemi, diverse letterine, altre escort assortite e Veronica che chiede ancora gli alimenti. Quest’ultima sente echeggiare un “mavalà” e riattacca, spaventata. La giornata si avvia alla conclusione con minzolingua che ci ricorda come il primo dovere del servizio pubblico sia, appunto, fare servizi (etti) in pubblico, ma anche così qualcosa non torna. C’è la sensazione di essersi scordati qualcosa di importante, di… Oh, giusto. In tutto questo, il partito democratico, dopo essere quasi stato polverizzato dal suo ex segretario, proporrà una mozione di sfiducia. A bossi. Per la sua asserzione secondo cui “SPQR” = ”Sono Porci Questi Romani”. Eh già. I tremila fucili evocati un giorno sì e l’altro pure, le dichiarazioni aberranti sugli extracomunitari, gli insulti alla Costituzione ed alla bandiera… che saranno mai. I motivi per cui sfiduciare un ministro sono ben altri. Parola di quello con la bussola bella grossa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;*Click.*&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; “Il possibilismo è la nostra vera filosofia, che si traduce nell’immortale arte di arrangiarsi.” (E. Biagi)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-675080648285172496?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/675080648285172496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/il-paese-delle-meraviglie.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/675080648285172496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/675080648285172496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/il-paese-delle-meraviglie.html' title='Il Paese Delle Meraviglie'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-7097243202921270494</id><published>2010-09-28T00:01:00.001+02:00</published><updated>2010-09-28T00:01:01.290+02:00</updated><title type='text'>Carta carbone</title><content type='html'>&lt;div&gt;La notizia circola da un po’: Daniele Luttazzi copia. E non poco. Interi sketch e battute prese di peso dal repertorio di altri artisti, prevalentemente  d’oltreoceano. Adattati e rimaneggiati il tanto che basta per renderli attuali. Luttazzi si è difeso da par suo dalle orde inferocite che l’hanno usato per fare tiro al bersaglio, rinfacciandogli le accuse da lui stesso fatte ai colleghi, rei di rubare le battute dai suoi monologhi. L’ultimo capitolo del penoso teatrino s’è svolto sotto l’impietosa telecamera de “le iene”. Sapete, no. Quelli che, copiato il look da uno dei più celebri film di Quentin Tarantino, vanno a pizzicare questo e quell’altro per smascherarne le malefatte. Incassando, con la manina non occupata a reggere il microfono o la telecamera, lo stipendio elargito da uno dei massimi delinquenti italiani, da loro mai neanche sfiorato (il conflitto d’interesse, questo sconosciuto). Peraltro quello che stacca l’assegno ai cloni poveri di Mr. Pink &amp;amp; soci è autore di numerose querele nei confronti di Luttazzi, fin dai tempi della celeberrima puntata di “Satirycon” in cui fu ospite un allora semisconosciuto Marco Travaglio col suo “L’Odore dei Soldi”. A proposito di conflitto d’interesse- parte due. Comunque; lasciamo perdere il branco di ipocriti nerovestiti, e torniamo a quel copione di Luttazzi. Il quale ha fatto quel che poteva per difendersi dall’accusa di plagio. E l’ha fatto male, arrampicandosi sugli specchi, nascondendosi dietro paroloni altisonanti ed erudite spiegazioni, apparse ai più un mezzuccio per intimorire l’interlocutore. Non mi metterò qui a fare l’esegesi di quanto detto da Luttazzi, non mi interessa condannarlo o difenderlo. Tant’è vero che ho seguito la cosa molto distrattamente. Perché un simile polverone poteva sollevarsi solo in una nazione come la nostra. Luttazzi copia. E con ciò? I fumetti Bonelli, Dylan Dog in testa, sono infarciti di scopiazzature di altre opere. Ah no, scusate; quelli sono “omaggi”, “citazioni”. Oppure sentita questa: tre amiche gesticono un ristorante di giorno e fanno le ladre di notte. “Occhi di Gatto”, diranno ad una sola voce parecchi miei coetanei. No; “la ladra”, con veronica pivetti. In onda su raiuno. Tanto “Occhi di Gatto” è un cartone animato; chi se lo ricorda? Potremmo andare avanti per ore, con questo giochino. Così scopriremmo, per esempio, che l’espediente dell’idrante usato in “The Punisher” con Tom Jane è preso paro paro, quasi inquadratura per inquadratura, da una vecchia gag di Harpo Marx. O che il 100% degli effetti speciali e delle trovate slapstick più conosciute (una per tutte: l’uomo che, pressato a morte, si trasforma in una sottiletta) arrivano dritte dritte dalle intuizioni di George Meliès, che le portò sullo schermo già intorno al 1910. Senza andare a scomodare il pur geniale Quentin Tarantino, che intasa le sue pellicole di furti d’opere altrui più o meno dichiarati. I soliti estimatori-critici-zerbino parlano, come già per Bonelli, di “omaggi e citazioni”. Mentre Quentin ha pacatamente ammesso il ladrocinio. Ops. Ma il problema è proprio questo, saltano su a dire inviperiti i puristi: Luttazzi non ammette. Vero. Il che è un errore. Avrebbe reso un servizio migliore a se stesso ed ai suoi detrattori mandando questi ultimi affanculo… anche se, a ben pensarci, poi l’avrebbero accusato di copiare grillo. Perché se ti chiami, che so, james cameron puoi infarcire i tuoi film di plagi colossali mescolati a luoghi comuni avvilenti ed una regia dozzinale, facendola franca con un candido “ma non ho copiato, è tutta farina del mio sacco”. Fans rincoglioniti dal treddì annuiscono sbavando, critici ed esperti prezzolati annuiscono, alla gogna chi ha osato rivelare che il re è nudo. Se invece sei uno dei pochi (ssimi) artisti italiani capaci di far ridere e riflettere allo stesso tempo, con l’aggravante di non volerti far addomesticare né dalla destra né dalla sinistra né dal clero, allora puoi scordarti di apparire in televisione, fosse pure a notte fonda. E non dubitare che appena ci accorgeremo che, anche tu come la stragrande totalità dei tuoi colleghi noi compresi, ti ispiri a qualcuno (ah no, scusate, Luttazzi “copia”,  gli altri “omaggiano”) ti faremo a pezzi. Così, tanto per saldare qualche vecchio debito che il nostro capo non è riuscito a riscuotere personalmente, anche se ci ha provato per nove volte. Il fan deluso, così, si sentirà riscattato, e festeggerà la vittoria declamando qualche frase copiata dai suoi autori preferiti. Oh, no, scusate. Non “copiata”. “Presa a prestito”; noi siamo gente per bene. Certe cose le fanno solo i delinquenti come Luttazzi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;bossi definisce porci i romani, capezzone lo difende. alemanno subito pronto ad assumere il portavoce pdl come zerbino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; “La differenza tra la genialità e la stupidità è che la genialità ha i suoi limiti”. (Anonimo)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-7097243202921270494?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/7097243202921270494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/carta-carbone.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/7097243202921270494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/7097243202921270494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/carta-carbone.html' title='Carta carbone'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-9150680381587697874</id><published>2010-09-27T00:01:00.003+02:00</published><updated>2010-09-27T00:01:01.361+02:00</updated><title type='text'>Latitanza</title><content type='html'>&lt;div&gt;Mi è stato fatto notare che ultimamente sto latitando parecchio su questa nostra piccola ma importante comunità; atteggiamento poco corretto, probabilmente, visto che dovrei essere il vostro anfitrione. Ci tenevo perciò a dirvi che, se temete una mia progressiva disaffezione dal blog, siete fuori strada; altrimenti non vi ammannirei ancora una volta il vostro post quotidiano, equivalente del biblico pane. La verità ha, come ogni medaglia, due facce. La prima è che, a differenza degli albori, ormai posso contare su presenze fisse capaci di tenere viva la discussione anche senza la diretta presenza del sottoscritto. DanielaP, Mylady, Teresa, Daniele, Giancarlo (quando può), Ugo, Ju; sì, parlo proprio di voi, a cui va il mio ringraziamento per essere il sale capace di condire a dovere dei piatti non sempre gustosi. Senza dimenticare i vari lurker come Sophie, almeno apparentemente poco attivi ma che è bello sapere ci sono. Quelli che tengono davvero vivo questo spazio siete voi, prima ancora di me… colpevole di avervi abituati troppo bene nei mesi scorsi, con una presenza forse più invasiva che attiva. Il tutto derivava soprattutto da un eccesso di tempo, dovuto a cassaintegrazione e questioni personali. Perciò, di quando in quando, mentre vagavo per casa in cerca di spunti e spinte per uscire dallo spleen, veniva automatico dare una sbirciata al blog e lasciare due righe in risposta a commenti e considerazioni. Oggi invece, essendo schiacciato tra mille impegni, in casa ci sto pochissimo, e quando finalmente riesco a chiudere il resto del mondo fuori dalla porta sono quasi sempre troppo esausto mentalmente (prima ancora che fisicamente) per chiosare i vostri commenti. Il che non significa che non li legga e non sia soddisfatto nel vedere una tale massa di materia grigia albergare stabilmente su questi pixel. Purtroppo la mia viene spesso a mancare per:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Lavoro.&lt;/b&gt; Ripartito lancia in resta, per la gioia del conto in banca e dei miei pusher di fiducia. Finalmente la casella in fumetteria ricomincia ad avere un aspetto dignitoso, e tante action figure che rischiavano di rimanere orfane stanno trovando casa sulle mensole della camera. A parte il Gaiking the Great, sempre ospite delle Guerriere Sailor. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Mansioni di Consigliere Condominiale.&lt;/b&gt; Ne avrei fatto ben volentieri a meno, ma tanto è stato detto e tanto è stato fatto che mi son ritrovato addosso anche questo compito. E sì, si son già pentiti di avermi dato i “super poteri” che ne derivano. Sciocco chi pensava di averci messo pure un guinzaglio capace di trattenermi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Delegato Sindacale. &lt;/b&gt;Già, m’ero scordato di aggiornarvi; sono stato rieletto, quintuplicando i voti rispetto alle elezioni di tre anni fa (da cinque a venticinque). Il che significa una più ampia base di consenso per portare avanti le battaglie dei e coi colleghi di lavoro. Perché quelli di sindacato son già in preda al panico. Sarà perché gli ho detto che farò il possibile per regalare loro tre anni indimenticabili?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Scrittura.&lt;/b&gt; Che procede, sebbene a rilento, anzi a rilentissimo se mi passate il neologismo, per la stanchezza mentale di cui sopra. Ma procede. Passi di bimbo, per dirla con Bob/ Bill Murray.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Attività con l’Assessorato alla Cultura del mio paesello. &lt;/b&gt;Sporadico, come impegno, ma essendoci dentro in qualità di promotore (addirittura “padre putativo”, secondo l’Assessore) cerco di non far mancare il mio contributo, in ogni senso. Per la disperazione degli altri partecipanti agli incontri, che devono sorbirsi la mia inesauribile parlantina.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Vita sociale. &lt;/b&gt;Quasi nulla quella reale, molto più attiva quella via cavo. Tra forum ed altri blog. Anche lì, pochi commenti, ma presenza costante. E quando finisci di leggere tutto, ti accorgi che il tempo, inesorabile, è passato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A parte una scarsa presenza, come faccio ad affrontare tutto questo, non essendo più un giovincello, almeno a livello percepito? Ah. Qui casca l’asino. Alla fine, come sempre per ciò che conta. E tutto ciò che conta, è accanto a me. Finalmente. Non sperate che ve ne parli, perché è qualcosa che non intendo condividere con nessuno. Nemmeno con voi. Certe cose devono rimanere private, ed esclusivamente mie. E Lei è tra queste. Quindi tenete giù quelle mani, se non volete che ve le tagli. E continuate a leggermi, ricordando che sono sempre qui, anche quando pensate di no.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;per luca cordero di montezemolo la politica italiana è screditata. Ma finchè non me lo dicono totti e francesco facchinetti, io non ci credo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; "Se c'è un muro sulla nostra strada, noi lo distruggeremo! Se non c'è un percorso per noi, lo creeremo con le nostre stesse mani!" (Kamina e Simon)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-9150680381587697874?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/9150680381587697874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/latitanza_27.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/9150680381587697874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/9150680381587697874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/latitanza_27.html' title='Latitanza'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-429911524417743122</id><published>2010-09-24T00:01:00.001+02:00</published><updated>2010-09-24T00:12:08.465+02:00</updated><title type='text'>Ragazzi e ragazze...</title><content type='html'>...non sono affari vostri. Statemi bene, ci vediamo lunedì. Io, di sicuro, starò benissimo (anzi, da qualche tempo a questa parte nemmeno ricordo più cosa significhi "stare male"), quindi non preoccupatevi. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-429911524417743122?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/429911524417743122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/ragazzi-e-ragazze.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/429911524417743122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/429911524417743122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/ragazzi-e-ragazze.html' title='Ragazzi e ragazze...'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4992542076596457105</id><published>2010-09-23T00:01:00.002+02:00</published><updated>2010-09-23T00:04:28.103+02:00</updated><title type='text'>W. I. P.- Il giorno delle verità (o quasi)</title><content type='html'>Che non è il titolo di un nuovo romanzo o racconto a cui sto lavorando, ma potrebbe essere quello adatto per questa giornata. Oggi infatti capitano un paio di occasioni di poca importanza per il mondo, ma potenzialmente decisive per il mio microcosmo personale. La prima: nell'Azienda dove lavoro, si vota per il rinnovo della RSU. E come saprete, se avete letto i post dei mesi scorsi, il sottoscritto è in lizza in quota fim- cisl. Non esattamente il sindacato migliore del mondo, anzi, ma trovarne uno decente in italia è praticamente impossibile. E poichè candidarsi come indipendente equivale a starsene a casa a dormire (sia mai che le sigle storiche, cgil in testa, permettano a qualche cane sciolto di rompere loro le uova nel paniere), tanto vale onorare la fiducia datami da un ex delegato uscente ormai quattro anni fa e fare del mio meglio, coadiuvato da una tessera che è più un peso che altro. Non a caso, sono stato più volte definito "il sindacalista più antisindacale che ci sia". Colpa di quella mia brutta abitudine di ragionar con la mia testa, anzichè per schemi, logiche politiche o partito preso. Comunque. Oggi si vota, ed io, a differenza di altri candidati, arrivo all'appuntamento senza aver fatto un solo minuto di campagna elettorale. Perchè insomma, che dovrei dire? Che garantirò un milione di posti di lavoro? Meno tasse per tutti? Libertè, egalitè, fraternitè? Sparare insomma una promessa roboante purchè sia, tirando alla pancia dei colleghi anzichè al cervello, ed una volta guadagnata la poltrona fare lo gnorri, dando la colpa quando le cose si mettono male all'amministrazione precedente (che incidentalmente sono sempre io), all'Azienda, alla congiuntura economica alle cavallette al terremoto non è stata colpa mia? Ma andiamo. I colleghi di lavoro mi conoscono da sei anni, per tre mi hanno visto agire in qualità di loro rappresentante; se non li ho convinti in questo lasso di tempo della mia validità, non ci riuscirò certo con qualche parola buttata al vento all'ultimo minuto, per quanto bravo possa essere ad usarle. Senza dimenticare che non ambisco alla carica di delegato al punto tale da gettare nel cesso il mio amor proprio. Sarà che ho già delle poltrone abbastanza comode a casa, sarà che ho già un computer di tutto rispetto dotato di ADSL, dunque non sento la necessità di utilizzare quelli in dotazione all'ufficio RSU. Sottraendo così tempo al lavoro per farmi gli affari miei (peraltro regolarmente pagato), piuttosto che quelli dei colleghi che dovrei rappresentare. Altro limite mio; son convinto che a lavoro ci si va per lavorare, e salvo emergenze, che comunque capitano costringendoti a mollare il tornio per risolverle, la rappresentanza sindacale si può fare anche nei ritagli di tempo. Anzi, si fa meglio. Ovvio, poi qualcuno considera le mie dimissioni alla scadenza del mandato precedente, insieme alle famose lettere aperte alla RSU, una "campagna elettorale preventiva". Mentre pare che farsi crescere la barba per somigliare di più ai delegati duri &amp;amp; puri di una volta (col richiamo a lenin, che non guasta mai) e volantinare istericamente tutto il volantinabile per dimostrare quanto una certa sigla sindacale sia più bellabuona&amp;amp;brava delle altre sia una sorta di dovere. Vabbhè, ognuno fa quel che può per tirare a campare; ma mi lusingo di pensare che un po' di questa agitazione, da   tutti considerata anomala, sia colpa o merito anche mio, che ho rotto le scatole quanto basta da convincere qualcuno a mettere in campo tutti i suoi mezzi e poteri per non farmi rieleggere (ricordate?). Comunque, vediamo come va; forse in serata saprò già dirvelo.&lt;div&gt;L'altro appuntamento importante della giornata riguarda il mio futuro professionale. Caso vuole infatti che l'Azienda, nell'ottica del piano di riduzione del personale che sta attuando come molte altre aziende di tutti i settori, abbia messo a disposizione dei lavoratori una società che si occupa di valutazione e riqualificazione del personale. Tanto per capire se le mie aspirazioni hanno qualche possibilità di concretizzarsi o se al di là dal tornio, c'è solo il vuoto pneumatico nel mio avvenire, ho aderito al programma; vuoi per avere delle conferme su me stesso, vuoi perchè avere qualcuno che ti da' delle dritte non fa mai male, vuoi perchè quelle dritte sono gratis. Vuoi perchè non si sa mai, nella vita. Vuoi per tutto questo, nel pomeriggio avrò il secondo dei tre incontri previsti con la responsabile di questo progetto, con la quale preparerò un curriculum più mirato sulle mie aspirazioni autoriali e sul mio amore per la letteratura ed il cinema. Hai visto mai che mi si apre qualche porticina più consona. Tempo per mettere giù insieme il curriculum, comunque, ce n'è; almeno mezz'ora. Esattamente la durata delle votazioni per il rinnovo della RSU. Alle quali non parteciperò. Ci manca solo che, in caso di vittoria, qualcuno si metta a berciare che "se non avesse votato per sè...." (i numeri son così ristretti, infatti, che anche un solo voto può fare la differenza, e poi vai a spiegare che magari tu nemmeno hai votato per te; così elimino il problema alla radice, non presentandomi nemmeno alle urne). E poi, sinceramente, non vorrei che qualche collega rimanesse ferito. I ninja, dopotutto, son sempre in agguato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;ciao, Sandra. Scusa il ritardo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno: &lt;/b&gt;"L'uomo con la barba ed il volantino in mano è un uomo disperato." (Bobby S. Pedersen, a proposito dei sindacalisti che si scoprono tali solo in campagna elettorale)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4992542076596457105?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4992542076596457105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/w-i-p-il-giorno-delle-verita-o-quasi.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4992542076596457105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4992542076596457105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/w-i-p-il-giorno-delle-verita-o-quasi.html' title='W. I. P.- Il giorno delle verità (o quasi)'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-6661099668124097709</id><published>2010-09-22T00:01:00.000+02:00</published><updated>2010-09-22T00:01:01.931+02:00</updated><title type='text'>Auguri</title><content type='html'>Sarà che invecchiando, a livello percepito ancor prima che anagrafico, divento sempre più cinico. Sarà che da piccolo, alle feste, mi veniva meglio il ruolo di tappezzeria piuttosto che quello di invitato, il che mi ha lasciato delle tare nel subconscio. Sarà che ormai son talmente contro certe convenzioni da avere un rigetto automatico di fronte a riti come le vacanze estive ad agosto, le iniziative da oratorio della sinistra contro il governo e le feste comandate (da chi?), compleanni compresi. Già da qualche tempo, in realtà, affrontavo stancamente il trito rituale del mandare gli auguri e cercare il regalo. Una volta doveva essere "quello giusto", per dimostrare la propria stima ed affetto nei confronti del festeggiato, e si puntava sulla sorpresa di quest'ultimo per gongolare della propria capacità di intuire gli altrui &lt;i&gt;desiderata&lt;/i&gt;. &lt;div&gt;Questo sistema, che mi dicono tutt'oggi esistente, ha permesso agli interessati di sviluppare doti attoriali con relativa mimica fisico- facciale che nemmeno Jack Nicholson. &lt;div&gt;"Oh-che-meraviglia-ma-graaaaaaaaazieeeee!!!!" (intanto pensa a quale mercatino dell'usato rivendere quella roba.)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Ma-di-niente-figuuuuuuuuuuratiiiiiiiii!!!!!!!"(intanto pensa ecco,così dovrà farmi un regalo di pari valore quando sarà il momento.)&lt;div&gt;Se poi il presente costa anche un po', meglio; ulteriore dimostrazione di quanto ci tieni al festeggiando, e piccola affermazione anche per te che ostenti la tua opulenza economica (vera o presunta non importa), diventando in qualche modo l'altro cardine della festa. Per fortuna in questa spirale di decadimento morale mi son ritrovato coinvolto raramente e solo in età adolescenziale, pre e tarda; le cose recentemente erano nettamente migliori, non spingendosi mai più in là del canonico "pensierino". Però la "corsa al regalo" come dimostrazione di affetto/ stima/ considerazione/ fatevoi è rimasta grossomodo lì, intatta.  La domanda è semplice, ma importante: c'è davvero bisogno di un pacchetto colorato per rimarcare la propria stima/ considerazione/ affetto/ fatevoi nei confronti di qualcuno?  E di seguito: fa davvero piacere ricevere auguri da persone che non senti da una vita ed improvvisamente ti mandano il laconico SMS di auguri come a dire "visto che mi ricordo di te?" prima di sparire di nuovo nell'ombra &lt;i&gt;sine die&lt;/i&gt;? Per un po' mi sono detto di sì, che tutto questo mi faceva piacere. Poi ho capito che me la stavo cantando e suonando da solo, in nome della tradizione che impone questi riti più per automatismo che per reale partecipazione. Perchè se una persona si ricorda di me una volta ogni 365 giorni e poi sparisce per gli altri 364, senza trovare il tempo di mandare un SMS, una mail, uno squillo sul cellulare, un piccione viaggiatore, di passare sotto casa tua suonando il clacson, forse non mi ha così a cuore quanto credo e quanto crede lei stessa. E se c'è bisogno di un omaggio per sottolineare materialmente il proprio affetto nei confronti di qualcuno, qualcosa non funziona:  la prova dei sentimenti dovrebbe essere nei fatti, non nei mezzi. Vero, ho approfittato anch' io di questo meccanismo negli anni per farmi regalare cose cui tenevo, visto che i miei reiterati "non voglio regali" si fermavano regolarmente sulla soglia dei padiglioni auricolari di amici e conoscenti. Della serie, se proprio devo ricevere qualcosa, almeno che mi piaccia. Ma come diceva qualcuno, "puoi ingannare qualcuno per sempre, puoi ingannare tutti per un po', ma non puoi ingannare tutti per sempre". Ed io di prendermi e prendere in giro me stesso e coloro a cui tengo mi sono stufato. Quindi, dall'anno prossimo, basta regali fatti e ricevuti, basta auguri, basta formalità per celebrare eventi che almeno personalmente sento "per forza" e non per piacere. Il "se non lo fai non tieni a me e lo sai" lo lascio ad altri; personalmente preferisco dimostrare  giorno per giorno, mese per mese, con piccoli gesti anzichè con grandi pacchetti quanto qualcuno sia importante per me. Così ogni giorno diventerebbe una piccola festa. Comandata da noi, non da altri.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;rosi bindi assicura che i litigi nel pd finiranno presto. Insieme al pd.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno: &lt;/b&gt;"Festa: celebrazione religiosa connotata per solito da ingordigia e ubriachezza, spesso in onore di sante persone distintesi per sobrietà. Per la chiesa cattolica romana le feste sono mobili e fisse, ovvero immobili: ma i celebranti sono tutti uniformemente immbili, cioè non se ne vanno finchè non si sono riempiti la pancia." (A. Bierce, "Il Dizionario Del Diavolo")&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-6661099668124097709?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/6661099668124097709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/auguri.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6661099668124097709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6661099668124097709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/auguri.html' title='Auguri'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-6471896740336150199</id><published>2010-09-21T00:01:00.001+02:00</published><updated>2010-09-21T00:01:02.040+02:00</updated><title type='text'>Piccini picciò</title><content type='html'>&lt;div&gt;Sabato undici settembre; solita, stanca commemorazione di quel 2001 che cambiò il mondo, tra eccessi di retorica stantìa ed antiamericanismo d’accatto (con la verità nel mezzo, quindi destinata a rimanere sconosciuta ancora a lungo). Giornata indimenticabile per il sottoscritto per motivi che non vi racconterò mai. La sera torno a casa, stanco ma molti chilometri oltre la soglia della beatitudine, in tempo per la parte finale del tg2 delle venti e trenta. In tempo, cioè, per l’annuncio della vittoria di Sofia Coppola alla mostra del cinema di Venezia col suo meraviglioso “Somewhere”. Il mezzobusto da’ la notizia con l’aria di chi ha ingioiato una cassetta di limoni, sottolineando la “delusione per i film italiani in concorso”, rimasti a bocca asciutta. Parte sapido servizio che si rammarica, tra il detto e l’insinuato, della vittoria di Sofia, “che ha ritirato il premio dalle mani dell’ex fidanzato Quentin Tarantino, presidente della giuria”. Per qualunque essere vivente normodotato di encefalo, l’uscita in questione sarebbe da prendere, archiviare sotto la “V” (for “Vergogna”), e passare oltre. Per l’italiota tipo, quindi per una nazione di sottodotati encefalici, è invece la soluzione dell’enigma su come mai sia stato possibile che il figlio di maurizio costanzo ed il liga siano stati battuti. Voglio dire, il liga. Mica una rockstar sopravvalutata oltre ogni decenza che, convinto a torto d’esser in gamba e versatile, si ricicla romanziere e cineasta ad uso e consumo dei suoi fan biNbominKia. Comunque, in soldoni: Sofia Coppola vince il Leone d’Oro perché il suo ex era il presidente della giuria. E perché è figlia di Francis Ford. Quindi, traducendo per l’eventuale cerebroleso di passaggio: Sofia Coppola è una raccomandata che quasi sicuramente l’ha data al suo ex per portarsi a casa il premio. La zoccola figlia di papà, che col trucco, l’inganno ed il belletto porta via dalle capaci mani dei nostri migliori cineasti il dovuto trofeo. Perché noi italiani siamo i migliori del mondo, in questo campo: ricordate Zeffirelli, Pasolini, Fellini? Nomi che hanno fatto la Storia della settima arte, oggi sostituiti dai vanzina, dai moccia, dai muccino. Come si sia passati dallo zenith al nadir, resta ancora da capirlo. Così come mi riesce incomprensibilmente odioso l’ennesimo esempio del nostro provincialismo bigotto, piccino, campanilistico, secondo cui in virtù della grande nazione che siamo, patria di santi, poeti e navigatori (ed evasori fiscali, mafiosi, politici da barzelletta, nonché del calcio ad ogni ora, della televisione più becera che mai si sia vista, il resto aggiungetelo voi a piacere) tutto ci sia dovuto, e se non viene dato coi dovuti inchini c’è sotto l’imbroglio, la beffa, il raggiro, la soperchieria. Siamo un paese talmente disperato, sprofondato nella pochezza culturale ed identitatia, da essere affetti da bulimia cronica di visibilità. Così desiderosi di metterci in mostra da scadere sistematicamente nel ridicolo (in)volontario. Come quando, qualche anno fa, eravamo talmente ansiosi di emulare la tragedia del World Trade Center per assomigliare all’amerdica da trasformare qualunque disgrazia quotidiana nel “nostro undici settembre”; dal pirellone a nassirya, ne abbiamo avuti circa una dozzina, di undici settembre. Accade anche che, se un gruppo di ricercatori vince il premio Nobel, si evidenzia che sono italiani, perbacco, sentiamoci onorati, vai con l’inno di Mameli, zooma su bossi che si pulisce il culo col tricolore (ah, no, scusate, si stava asciugando la bava. Inconvenienti di avere due estremità pressochè identiche). Nessuno si chiede mai, però, perché costoro abbiano condotto le loro ricerche all’estero e non in patria. Come mai i nostri migliori intelletti vadano all’estero (e chi non lo farebbe, avendo bondi ministro della cultura*), e qui rimangono i tronisti, le veline, i gasparri e quei poveretti che, indomiti salmoni temporali, risalgono gli alberi genealogici dei vip stranieri fino all’età della pietra per scovare un’ascendenza italiana purchè sia. Come capitò con non ricordo più quale attrice, il cui ruolo sullo schermo passava in secondo piano rispetto al fatto che avesse una nonna toscana. E questa sgualdrina di Sofia Coppola arriva fresca fresca a portarci via il Leone d’Oro in casa nostra, ma come si permette? Domanda per tutti i poveri di spirito mononeuronici: quando Sofia Coppola vinse l’oscar per “Lost in Traslation”, non si esaltarono forse le sue origini italiane (che misero in secondo piano la pellicola, da tempo umiliata dagli spot della ponti con tognazzi)? Perché il cognome è abbastanza rivelatore. E se proprio vogliamo essere fiscali, il torto alla nazione l’ha fatto Quentin Tarantino, il cui spirito critico è stato offuscato dagli ormoni. Oh, a proposito, anche lui è di origini italiane, a quanto pare. Adesso lanciate l’osso verso il cielo e battetevi il petto dallo sdegno, levando il viso grufolante verso ‘o sole nostro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;ratzy esprime profondo dolore per le vittime dei preti pedofili. E per non potersi più togliere anche lui certi sfizi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; “Il nostro è un paese di contemporanei senza antenati né posteri, cioè senza passato. E senza futuro.” (U. Ojetti)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;* Questo programma ha eseguito un’operazione non valida e sarà terminato. I dati non salvati andranno persi. Riavviare il sistema; se bondi sarà ancora ministro della cultura, si consiglia di espatriare al più presto in altro luogo maggiormente civilizzato, come l’Artide.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-6471896740336150199?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/6471896740336150199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/piccini-piccio.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6471896740336150199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/6471896740336150199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/piccini-piccio.html' title='Piccini picciò'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-5792483225010941560</id><published>2010-09-20T00:01:00.002+02:00</published><updated>2010-09-20T00:01:01.352+02:00</updated><title type='text'>Sette storie per (non) dormire-  “Mangia, prega, ama” di Ryan Murphy</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TJYxKXgaPbI/AAAAAAAAAtU/OaG3vySoi1k/s1600/mangia+prega+ama%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 328px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TJYxKXgaPbI/AAAAAAAAAtU/OaG3vySoi1k/s400/mangia+prega+ama%5B1%5D.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518652447567527346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Liz Gilbert è una scrittirce newyorchese che ha tutto: successo, amici, un matrimonio felice. Finchè un bel mattino si sveglia ed apre gli occhi in tutti i sensi, scoprendosi vuota, irrealizzata, castrata da una società superficiale cui s’è adattata per esigenze di sopravvivenza. Per tacere del marito infantile ed inconcludente. Nel dubbio se proseguire la finzione per non perdere tutto quello che apparentemente ha o reinventare la propria vita partendo da zero, Liz sceglie la strada più difficile. Prende dunque un anno sabbatico intraprendendo un simbolico giro del mondo con tre tappe fondamentali: l’Italia, dove far pace col proprio corpo attraverso il rito liberatorio di mangiare a sazietà del buon cibo. Quindi, altri quattro mesi in India, presso la comunità di una guru suggeritagli da un attorino di belle speranze con cui Liz ha invano tentato di intraprendere una relazione dopo il divorzio. Infine Bali, dove conciliare la rinascita fisica e spirituale con l’aiuto di un simpatico sciamano incontrato l’anno prima per motivi di lavoro. E dove, naturalmente, Liz sarà chiamata a mettere in pratica in tempo zero quello che si presume abbia imparato e scoperto su se stessa e sul rapportarsi col prossimo. In poche righe, questa è la trama del nuovo film con Julia Roberts, uscito venerdì scorso (il 17, e già qui dovevo fiutare l’inghippo) e che sono andato a vedere in una delle mie amate salette di periferia, insolitamente riempitasi di spettatori d’ogni sesso e età probabilmente richiamati dalla Divina Julia, la quale è e rimane a mio insindacabile giudizio la più grande attrice vivente. Tuttavia, la platea non è rimasta gremita a lungo; già alla fine del primo tempo almeno una decina di persone hanno mollato il colpo e se ne sono andate borbottando. Difficile dar loro torto. Perché malgrado l’interessante spunto il film, tratto dalla biografia della vera Elizabeth Gilbert, è un polpettone mostruoso ed a più riprese imbarazzante. Nemmeno la verve di Julia, costretta a piangere o farsi venire gli occhi lucidi con una media inglese di dieci minuti per ogni cinque di sorrisi, riesce ad arginare la melassa tracimante che Ryan Murphy (già autore della nota serie televisiva “Nip/ Tuck”) non perde occasione di riversare sull’inerte spettatore per più di due ore. Una durata già eccessiva per reiterare il solito discorso sull’Amore come forza motrice di noi stessi e del mondo tutto. Se allo stucchevole messaggino aggiungiamo ambientazioni da cartolina e sottotrame che avrebbero esasperato la pur mite Pollyanna, il danno è fatto. Per le strade della Roma visitata da Liz non si vede una cartaccia per terra, un graffito su un muro, una qualunque scena di vita reale, o presunta tale, che non sia forzata oppure abbellita. Dunque l’Italia di Murphy è popolata di gggiovani simpatici ed apollinei cui fanno da contraltare genitori ottusi e legati morbosamente a tradizioni e saggezza popolare. Semplicemente agghiacciante, nel finale di trasferta, l’elogio dell’italiota sbrodolato da Giovanni/ luca argentero, amico- traduttore acquisito sul campo secondo cui siamo gente solidale, unita, aperta, dinamica. O sandro bondi ha revisionato il copione dell’adattamento italiano, o Ryan Murphy non vede altro che il TG1. Immagino comunque il popolo legarolo accusare la Roberts di tradimento per aver disertato le prelibatezze della padania, preferendo saltimbocca e pizza alla più salutare cassola e/o polenta &amp;amp; usei. Roma ladrona ha colpito ancora. Anzi, Roma mangiona. La parentesi indiana non va molto meglio, tra spiritualismo new age d’accatto e la solita polemica tra le righe sulla condizione delle donne in Oriente, non necessariamente medio. Impegno sociale facile facile che trova il suo apice nell’ultima parte del viaggio di Liz, la Bali dove le donne divorziate sono considerate reiette. Ma basterà una mail globale della Roberts agli amici incontrati strada facendo per racimolare una cifra da capogiro che garantirà all’amica balinese con figlia a seguito di costruirsi una casa da sogno e campare di rendita o quasi. Il finale non ve lo svelo per due motivi: primo, ne ho perso gran parte, essendo impegnato a tirare testate contro la poltrona di fronte, perché davvero non ne potevo più. Secondo, credo sia una di quelle cose che vanno (ri)viste coi propri occhi per poterci credere fino in fondo. E dare così una nuova interpretazione al titolo: Mangia (per tenerti sveglio), Prega (che il proiettore abbia un guasto possibilmente irrisolvibile), Ama (il momento in cui iniziano a scorrere i titoli di coda).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;REGIA: Ryan Murphy&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;SCENEGGIATURA: Ryan Murphy, Jennifer Salt&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;ATTORI: Julia Roberts, James Franco, Billy Crudup, Javier Bardem, Richard Jenkins, Viola Davis, Luca Argentero, Arlene Tur, Tuva Novotny, Stephanie Danielson, James Schram&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;DURATA: 133 Min&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno:&lt;/b&gt; berlusconi giura sulla testa dei suoi cinque figli che non si andrà al voto anticipato. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-5792483225010941560?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/5792483225010941560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/sette-storie-per-non-dormire-mangia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5792483225010941560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/5792483225010941560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/sette-storie-per-non-dormire-mangia.html' title='Sette storie per (non) dormire-  “Mangia, prega, ama” di Ryan Murphy'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TJYxKXgaPbI/AAAAAAAAAtU/OaG3vySoi1k/s72-c/mangia+prega+ama%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-3778790054815285315</id><published>2010-09-13T00:01:00.003+02:00</published><updated>2010-09-13T00:01:00.216+02:00</updated><title type='text'>Tavola Rotonda- "Clinicamente testato"</title><content type='html'>Martedì scorso si parlava di pena di morte ed affini; i vostri commenti sono stati numerosi e ponderati come al solito (quante soddisfazioni mi date ^^),  e molto lontani dalla mia posizione. Che è rimasta favorevole alla pena capitale, non come opera di deterrenza, ma di sterilizzazione di elementi irrecuperabili. Qualcuno però ha proposto un'alternativa: anzichè farli fuori, facciamoli lavorare. L'idea è interessante, ma col vostro permesso ne ho una migliore che potrebbe sanare la frattura tra le nostre posizioni: piuttosto che friggere/ gasare/ avvelenare i delinquenti irrecuperabili, o condannarli a lavori forzati che potrebbero essere svolti da altra onesta e brava gente, utilizziamoli come cavie da laboratorio. Vi lascio una riga per andare a strillare terrorizzati avendomi scoperto novello mengele, dopodichè tornate qui e finite il post.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fatto? Ok. Naturalmente, quando parlo di "cavie da laboratorio", l'obiettivo finale non è la creazione dell'ariano perfetto o del soldato instancabile,spesso rifilatici dall'aneddotica nazista o dalla fantascienza pulp che viene via un soldo a quintale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;No no, niente di così altisonante. Usiamoli come cavie al posto degli animali. Così forse riusciremo finalmente a porre un fine a brutture inutili come queste:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.leal.it/campagna-bruxelles/"&gt;http://www.leal.it/campagna-bruxelles/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(gradita la vostra firma e la divulgazione presso terzi)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tra gli europarlamentari firmatari di questa splendida iniziativa, troviamo nomi di prestigio come: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-barbara matera (una delle protagoniste dello scandalo euroveline e tra le poche sopravvissute all'Uragano Lario)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-sergio cofferati (che non è omonimo dell'ex leader della cgil, abituato ad ammannire belle parole e sani princìpi : è proprio lui)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-mario borghezio (devo spiegarvi chi è?)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-iva zanicchi (che qualche anno fa starnazzava a favor di telecamera contro gli animali abbandonati)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-magdi cristiano allam (alla faccia del "cristiano")&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-clemente mastella (vedi alla voce "mario borghezio")&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qui la lista completa ed un articolo in merito alla direttiva europea:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/08/vivisezione-approvata-nuova-direttiva-ue-animalisti-critici-piu-crudelta-di-prima/58003/"&gt;http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/08/vivisezione-approvata-nuova-direttiva-ue-animalisti-critici-piu-crudelta-di-prima/58003/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come vedete, un'asse trasversale di statisti pronta a tutto per garantirci una vita più lunga e sana, dove malattie come il cancro saranno solo un pallido ricordo e chiunque potrà usare prodotti "clinicamente testati". Peccato però che i "test clinici" effettuati su topi e conigli per provare l'atossicità di un cosmetico(stiamo sul banale, chè se già qui la barca fa acqua, immaginatevi a più alti livelli) non diano alcuna garanzia, essendo il DNA animale completamente diverso da quello di noialtre bestie; solo il genoma degli scimpanzè  è compatibile col nostro al 98,77%. Ricordatevelo, la prossima volta che qualcuno vi propina il creazionismo ed il "disegno intelligente". E tenete a portata di mano una foto di gasparri per smontare del tutto la tesi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Peraltro, come già detto altrove, fa sorridere (amaramente) che il cosmetico provato sul coniglio finirà poi a valorizzare anche l'aspetto di quella razza bovina nota come "modella" (attrice, soubrette...), che finito di lacrimare per gli animali abbandonati e dopo aver posato nuda per dire "no alle pellicce" salta sulla limousine e corre, investendo qualche randagio- lepre- porcospino lungo il tragitto (ma non è stata lei, guidava l'autista), agli studi televisivi per lo spot della lancome o della l'oreal, di cui è testimonial. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Due marche a caso tra le tante, le altre le trovate qui:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.lavocedeiconigli.it/lista_della_morte.htm"&gt;http://www.lavocedeiconigli.it/lista_della_morte.htm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora, non fraintendiamoci: a me piace mangiare la carne, non rinuncerei mai alla mia bistecca nè al panino col salame. Ma un conto è uccidere e macellare gli animali nel modo più rapido ed indolore possibile per necessità (e qua potremmo aprire un altro fronte sugli allevamenti e le coltivazioni, o sul termine "necessità"), altra cosa è torturarli deliberatamente in nome di un presunto progresso scientifico che finora non ha trovato riscontri, ma ha permesso alle multinazionali di cui sopra di risparmiare un sacco di miliardi in sperimentazione. Agli europarlamentari di casa nostra, che sono solo alcuni tra i tanti, pare che la cosa non desti alcun turbamento di coscienza (vedremo se "striscia" li braccherà com'è solita fare coi proprietari dei canili-lager, con tanto di telecamere, bivacchi, appostamenti e denunce. Se succede, sono pronto a cambiarmi il nome in Bobby Ostia Pedersen); la scienza prima di tutto. Potrebbero dunque essere loro i primi a dare il buon esempio, insieme ai loro familiari. Ammettetelo: comprare uno shampoo "clinicamente testato" lascia sempre qualche perplessità. Ma un rossetto "clinicamente testato su sandra lonardo"? Oppure un farmaco "approvato da nove condannati all'ergastolo su dieci"?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se va bene per loro, deve essere perfetto anche per noi. Non fosse altro perchè geneticamente siamo compatibili al 100%, appartenendo tutti alla stessa razza di bestie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O no?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed ora, come sempre e fino a venerdì, a noi la parola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;PS: si ringraziano Sophie, Virginia e Maremma del forum di Marco Travaglio per gli spunti e la documentazione (in particolare Sophie per la lista delle multinazionali che testano i loro prodotti sugli animali)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno: &lt;/b&gt;"Tornare alla Natura è un'idea stupida. La Natura non ci vuole neanche nei paraggi. E' per questo che ha creato le città: per tenerci il più lontano possibile!" (M. Moore)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-3778790054815285315?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/3778790054815285315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/tavola-rotonda-clinicamente-testato.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3778790054815285315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3778790054815285315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/tavola-rotonda-clinicamente-testato.html' title='Tavola Rotonda- &quot;Clinicamente testato&quot;'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-3582702080026233651</id><published>2010-09-10T00:01:00.000+02:00</published><updated>2010-09-10T00:01:01.249+02:00</updated><title type='text'>English</title><content type='html'>Appena tornato dai suoi irrinunciabili viaggi intorno al mondo, l'italiano accusa forti dolori agli arti superiori. Motivo: la sua scarsa propensione all'apprendimento delle lingue ha fatto sì che per tutta la durata del viaggio abbia cercato disperatamente di farsi capire a gesti. Di solito è lo stesso individuo che, nell'avvincente racconto della sua eccitante vita su qualche social network, utilizza a raffica termini inglesi orecchiati chissà dove in sostituzione dei normali aggettivi italiani. Quindi, una canzoncina è &lt;i&gt;catchy, &lt;/i&gt;piuttosto che orecchiabile. Un locale è &lt;i&gt;tacky, &lt;/i&gt;piuttosto che scadente. La ribollita di mamma è &lt;i&gt;tasty&lt;/i&gt;, invece che buona (e lui sa quanto ha sofferto nutrendosi di cibi esotici durante quei dieci giorni di ferie obbligate ed esterofile). E' lo stesso individuo che sogna (purtroppo senza mai realizzarlo) il trasferimento a Londra. Dove dopo una settimana lo ricovererebbero per lussazione di entrambe le clavicole. Qualche anno fa silvio berlusconi lanciò una grande campagna elettorale all'insegna della Scuola delle Tre I: Impresa, Internet, Inglese. Risultato fallimentare. Lo stesso presidente del consiglio, che eccelle nell'Impresa, è arrivato a Internet sono negli ultimi mesi e in quanto alle lingue estere pare cavarsela solo con il francese, appreso alla scuola degli chansonnier. Il resto della nazione lo segue, soprattutto per quanto riguarda la lingua di Shakespeare. Nonostante lo sbandierato insegnamento della seconda lingua ormai fin dalle sale parto, i miei connazionali continuano a ignorare persino le basi dell'idioma anglosassone. Tra ville blindate e auto blu, berlusconi vive un pericoloso scollamento dalla realtà simile a quello che ha portato la sinistra alla sconfitta perenne. Dovrebbe prendere esempio da un genio dell'editoria, sandro mayer, il quale dice di andare al lavoro con la metropolitana così da rendersi conto di cosa dice e cosa legge la gente comune. Poi, sul suo settimanale "di più", sapendo chi è il suo pubblico, fa seguire ogni termine inglese da una bella parentesi in cui è specificata la pronuncia. Così, sotto una foto rubata a simona ventura mentre fa stretching in Costa Smeralda, si specifica: &lt;&lt;(pronuncia: strètcin)&gt;&gt;. Lo ammiro. E spero che la stessa cosa sarà presto fatta anche a beneficio dei nostri colti telegiornalisti quando sono alle prese con termini tedeschi che pronunciano all'inglese. &lt;i&gt;Doicce bènk&lt;/i&gt;. Ciò nonostante, i cinema sono pieni di film con titoli in inglese. Perchè &lt;i&gt;The Interpreter&lt;/i&gt; non è stato tradotto con &lt;i&gt;L'interprete&lt;/i&gt;? Perchè &lt;i&gt;Death at a Funeral&lt;/i&gt; di Frank Oz fu "tradotto" con &lt;i&gt;Funeral Party&lt;/i&gt;? E le traduzioni insensate! &lt;i&gt;Strawberry Blond&lt;/i&gt; (1941) fu reso con &lt;i&gt;Bionda fragola&lt;/i&gt;. Ma &lt;i&gt;strawberry blond &lt;/i&gt;significa&lt;i&gt; rosso tiziano&lt;/i&gt;, quello dei capelli della protagonista, Rita Hayworth. Tornato a casa, il nostro eroe trova la città tappezzata di manifesti che pubblicizzano corsi miracolosi all'insegna della Union Jack (pronuncia: iùnion gèc): in tre mesi parlerete inglese come un rapper americano. Pagate uno sproposito e vi chiudono in una celletta con un ex idraulico scozzese semiubriaco che, stanco di &lt;i&gt;haggis&lt;/i&gt; (una delle cose più disgustose concepite da mente culinaria), è fuggito in Italia. Alla fine avrete l'accento pesantissimo del cantante scozzese Paolo Nutini, oscuro agli stessi inglesi. Un tempo c'erano i corsi su dischi della Linguaphone. Amanda Lear disse di aver imparato l'italiano grazie a quelli. O c'erano le dispense della De Agostini. Oggi quei corsi non escono nemmeno più perchè hanno un difetto: richiedono studio e applicazione. Troppa fatica. Il nuovo britannomane vuole tutto e subito. Tre mesi di &lt;i&gt;catchy, &lt;/i&gt;&lt;i&gt;tacky &lt;/i&gt;&amp;amp; &lt;i&gt;tasty &lt;/i&gt;e via! Si prende il primo low cost e si conquista il mondo. Alberto Sordi aveva già distrutto questa categoria in &lt;i&gt;Fumo di Londra&lt;/i&gt; (1966). Ma fece un errore. Arrivato in Inghilterra, l'antiquario Dante Fontana incontrava solo inglesi che parlavano un italiano corretto, sebbene con un accento comido da Mal dei Primitives. Non illudetevi, è fantascienza. Gli inglesi non parlano che l'inglese. Gli americani nemmeno quello.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#6600CC;"&gt;(Articolo di Tommaso Labranca tratto da FilmTV #35 del settembre 2010. Copyright degli aventi diritto. Minuscoli, dove presenti, miei.)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-3582702080026233651?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/3582702080026233651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/english.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3582702080026233651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/3582702080026233651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/english.html' title='English'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-8750734551677500467</id><published>2010-09-09T00:01:00.001+02:00</published><updated>2010-09-09T00:01:01.960+02:00</updated><title type='text'>Visioni Future</title><content type='html'>Al solito, l'estate si conferma periodo morto per il cinema. E direte: "cosatene,tanto tu vai dagli anni '90 in giù per quanto riguarda il materiale videoludico". Vero. Perlopiù. Il che non significa che qualche volta non provi piacere ad infilarmi in qualche saletta di periferia per vedermi uno di quei film che escono più o meno clandestinamente in mezzo ai grandi blockbustertreddì. Il punto è che ultimamente ho trovato pochi film capaci di solleticarmi abbastanza da vincere la mia atavica pigrizia e recarmi in sala. Speravo andasse meglio quest'anno, con la ripresa autunnale, ma mi sa che saranno altri mesi di vacche magre, per non dire scheletriche. Brandendo l'ultimo numero di FilmTV , occhieggio le uscite da qui a metà ottobre. Tutto quello che porta la dicitura treddì lo salto a piè pari; se devo andare al cinema per fare un giro sulle montagne russe o "sentirmi parte della pellicola", preferisco andare direttamente al luna park o chiudere gli occhi ed immaginarmi le storie da me. Così evito di rimpiangere i soldi del biglietto buttati via per filmini che non avrebbero ragion d'essere se non quella del treddì. Che poi, i luna park non mi son mai piaciuti, quindi...&lt;div&gt;Vediamo che altro c'è. Una pletora di film italioti, tutti più o meno sbucati o trainati dalla mostra del cinema veneziana. No grazie. Se persino ligabue viene annoverato tra i registi meritevoli di partecipare, o son rimasto indietro io, oppure la Settima Arte in Italia ha fatto un balzo indietro che nemmeno l'Iraq dopo la prima guerra del Golfo (il che spiegherebbe la rivalutazione delle commediacce anni '80). Che altro? Il remake di "Karate Kid" e di "Nightmare"... Per forza? Passiamo oltre. L'ennesimo film con adam sandler. Perchè se ha successo in patria, non può non funzionare anche qua. Magari strizzando l'occhio a brunetta; "un weekend da bamboccioni". Cerco di immaginarmi alla cassa del cinema a chiedere un biglietto per assistere alla visione. Chissà perchè mi vedo, subito dopo, intento a suicidarmi strangolandomi con la catena del portafoglio nella penombra della sala. No, no. Tirèm innanz. Un m0mento; che vedo? "Innocenti Bugie" con Cameron Diaz, attrice che non mi dispiace affatto...e tommasco crociera, che mi dispiace assai. Quando scientology ti spinge ancora di più verso al qaida. Altro? L'inutile sequel di "Paranormal Activity", con conseguente aumento di telecamere (perchè bisogna sempre giocare al rialzo) ed aggiunta del pargolo che fa sempre tenerezza. Aspetterò "paranormal activity 12: Katie contro Iron Man e Jack Sparrow". Cameo di Harry Potter. In attesa del remake di "Paranormal Activity Uno".  Che a breve dovrebbe essere rigirato da spielberg. Tanto per ingannare il tempo tra la riedizione di "titanic" in treddì e la versione estesa di "avapàr" con ben nove minuti in più di scene da capogiro e trama imbarazzante. Wow. A parte aprire un altro pacco di kleenex, che altro mi resta? Vediamo... Ecco qua.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-"Somewhere", di Sofia Coppola, regista che adoro oltre ogni misura, di cui già vi ho parlato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-"Mangia,prega,ama", con Julia Roberts. E tanto basta. "Realizzata ma triste, cambia strada", recita la minirecensione di Film Tv. Posso capirla; in "Un segreto tra di noi" era sposata con Willem Dafoe/ Goblin, qui è affiancata da James Franco, che nella saga di "Spider man" (che presto ripartirà da capo... dite voi qualcosa, vi prego) di Goblin era il figlio. Spero vivamente non finisca tra le braccia di Joker, o sul set di "Thor".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A fine ottbre uscirà anche il secondo lungometraggio delle Winx. In treddì. Non allarmatevi, eviterò di andare a vederlo in sala. Non fosse altro perchè per allora sarò tornato alla mia &lt;i&gt;mìse&lt;/i&gt; invernale e non vorrei essere tradotto in carcere come potenziale molestatore di giovanissime ninfe trendy tra il primo ed il secondo tempo. Dopodichè....&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopodichè è Natale, e le sale saranno invasi dai classici cinepanettoni, dai film per biNbiminchia d'ogni età e poco altro. Ok. Ho capito. Vediamo cosa posso recuperare dagli anni '80...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;scarsa affluenza alla fiera annuale del mio paese; diverse aiuole e passi carrabili non sono stati utilizzati come parcheggio dai visitatori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; "Pronto il sequel dell'Esorcista: una giovane madre chiama il Diavolo per togliere il prete da suo figlio." (D. Luttazzi)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-8750734551677500467?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/8750734551677500467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/visioni-future.html#comment-form' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8750734551677500467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8750734551677500467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/visioni-future.html' title='Visioni Future'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-175617284417547145</id><published>2010-09-08T00:01:00.003+02:00</published><updated>2010-09-08T00:03:20.257+02:00</updated><title type='text'>PDDtD</title><content type='html'>Nell'afa di metà agosto, all'improvviso, è arrivato un fulmine a ciel sereno: bersani lancia la mobilitazione del "pd porta a porta per spiegare agli italiani i danni fatti dal governo berlusconi e per lanciare la proposta di governo del partito democratico". La notizia mi lascia disorientato, soprattutto perchè mi serve un po' per ricordarmi chi sia bersani e cosa sia il partito democratico, cose che tendi a dimenticare dopo aver visto la loro strenua opposizione al "governo del fare (stronzate)" di papisilvio e zioumberto. Mi concentro un attimo e tutto mi sovviene: ah, sì, il pd. Quelli che si sono staccati dall'Ulivo di Prodi contribuendo alla caduta del suo ultimo (in tutti i sensi) governo tanto quanto mastella e le manovre sotterranee di papisilvio e del cuginoagostino. Quelli che nella successiva campagna elettorale sono stati guidati da uno che il nome di berlusconi manco riusciva a pronunciarlo, infatti era "il principale esponente dello schieramento a noi avverso". Quelli che non perdono mai le elezioni davvero, al massimo hanno una lieve flessione nei voti per colpa di grillo e di pietro, e già il fatto che un contadino abruzzese dall'italiano incerto ed un comico ti freghino dei voti magari qualcosa dovrebbe suggerirtelo. Comunque. Pare che molto presto al mio uscio si presenteranno degli eroici militanti piddini per spiegarmi perchè dovrei votare per loro. Come vi ho detto, con quelli che si materializzano sullo zerbino di casa non sono particolarmente ospitale. Ma li farò entrare, accomodare, ed offrirò loro da bere. Mentre saranno occupati a trangugiare, chiuderò la porta d'ingresso ed infilerò la chiave in luoghi dove nessuno oserebbe andarla a riprendere. Bobby si trasforma in una versione bassopadana di Leatherface? Vuole emulare la famiglia Firefly di Rob Zombie? Ma vi pare. Voglio solo che i militanti rispondano ad alcune domandine che mi frullano per la testa. Ad esempio:&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;1-quale ruolo ha avuto il partito nei "disastri del governo berlusconi" alla luce dell'opposizione praticamente inesistente fatta finora?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2-Sul ddl intercettazioni,noto anche come "legge bavaglio", franceschini ha dichiarato il 3 luglio la disponibilità a votare gli emendamenti al testo tesi a "contenere i danni". Perchè questa scelta, anzichè dare battaglia insieme alle altre forze parlamentari per far ritirare il DDL (nel frattempo arenatosi, grazie ad Uzala) che è un palese attentato alla libertà di stampa ed alla libertà investigativa?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;3- massimo d'alema, uno dei leader del pd e presidente del copasir votato all'unanimità dal pdl, ha definito mediaset "una risorsa culturale per il paese" (1998); la pensa ancora così?Ed è ancora convinto che per risolvere il conflitto d'interessi di berlusconi l'unica soluzione sia privatizzare la RAI, come dichiarò in una trasmissione radiofonica del luglio 2009? (essendo bersani, l'attuale segretario del pd, di area dalemiana, non è questione da poco)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;4-A tal proposito; cosa intendeva dire luciano violante quando, nel 2003, in una seduta alla Camera dichiarò: "l'onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di Governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l'onorevole Letta. A parte questo, la questione è un'altra. Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni. Durante i governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte."? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;5-Perchè alle elezioni politiche del 2008 il vostro programma elettorale era praticamente identico a quello del pdl?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;6-partito democratico: l'avete messo nel nome per evitare di dimenticarlo?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;7-A proposito di democrazia: perchè nel corso delle primarie succedutesi per eleggere il segretario di partito ad alcuni fu materialmente impedito di candidarsi e per contrastare beppe grillo venne addirittura cambiato lo statuto del partito?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(come dimostrato qui: &lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/primarie-pd-a-statuto-elastico/2105105"&gt;http://espresso.repubblica.it/dettaglio/primarie-pd-a-statuto-elastico/2105105&lt;/a&gt; )&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;8- Come mai, durante il "caso noemi", il pd non appoggiò la mozione di sfiducia al governo proposta da idv ritenendola "un boomerang" e si limitò a poche dichiarazioni ad opera dell'allora segretario franceschini, che dopo aver chiesto agli italiani "fareste educare i vostri figli dal premier?" chiese addirittura scusa ai figli del premier stesso?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;9- Stante l'attuale situazione politica, avete deciso se optare per il governo di larghe intese oppure andare subito al voto? Quali sono le priorità del primo, e con quale legge elettorale dovremmo andare al secondo?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;10- Alla festa del pd che si tiene in questi giorni a Torino non è stato invitato il governatore del piemonte, il leghista roberto cota. L'esclusione ha provocato malumori anche all'interno dello stesso pd. Se non sapete nemmeno organizzare una festa, come pensate di governare un paese?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Continua, senza dubbio. Se volete contribuire...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;Fini non può continuare a fare il presidente della Camera, a meno che non consegni spontaneamente elisabetta tulliani a silvio berlusconi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; "d'alema, dì qualcosa di sinistra!" (N. Moretti)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-175617284417547145?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/175617284417547145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/pdpp.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/175617284417547145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/175617284417547145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/pdpp.html' title='PDDtD'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-4671989668699450302</id><published>2010-09-07T00:01:00.002+02:00</published><updated>2010-09-07T00:01:00.831+02:00</updated><title type='text'>Sassate</title><content type='html'>Che non nutra alcuna stima nei miei simili in quanto razza è cosa abbastanza nota; fortunatamente ci sono delle nobili eccezioni, la maggior parte delle quali ho l’onore di chiamare “amici”, mentre altre sono persone che stimo. Sempre pochine, volendo fare i rapporti percentuali, ma tant’è. Questo per dire che, in linea di principio, non sono completamente contrario ad uno dei temi caldi (o presunti tali) di questo periodo: la pena di morte. Bobby favorevole alla pena di morte? Sì. Al termine di giusto e regolare processo, e per i crimini più efferati, senza dubbio. Non soltanto perché non credo alla redenzione, al ravvedimento, a qualunque altra scusa si possa accampare per giustificare il “sono cambiato/posso cambiare”. Ne faccio anche questione più terra terra. Quando si ha a che fare con un animale rabbioso o feroce, lo si elimina senza tanti complimenti. Anzi, normalmente è cosa di cui bullarsi con gli amici al bar. Acclarato che altro non siamo se non bestie autoproclamatesi “specie dominante” per diritto divino oppure evolutivo, a seconda della scuola di pensiero, tesi peraltro tutta da dimostrare, non vedo per quale motivo dovremmo usare un diverso metro di misura nei confronti di nostri simili feroci quanto o più di una leggendaria pantera avvistata nei pressi di Firenze. Sia mai che si abbia l’estate senza il fantomatico animale selvaggio che minaccia la quiete dei bravi cittadini. Oltre alle bestie che si uccidono per un parcheggio, oppure ai di loro cuccioli che picchiano un immigrato tra le risate e gli incitamenti dei genitori. Comunque. Siamo la “specie dominante” perché ci piace vincere facile, ci riteniamo evoluti e civilizzati, quindi si presume che alcune cose semplicemente non debbano essere fatte, perché altrimenti regrediremmo al livello degli animali. Che normalmente le fanno per nutrirsi o difendersi, e non per “futili motivi”, una delle aggravanti più ridicole della stampa e dei codici penali di mezzo mondo. Inoltre, gli animali non lapidano le loro donne per adulterio. Cose del genere le fanno solo gli esseri incivili, le bestie e gli islamici. Nella mente (chiamiamola così) di alcuni i tre termini sono sinonimi. E siccome ci piace vincere facile ogni volta che si può, ecco che, appena i media diffondono la notizia di una giovane donna condannata a morte per adulterio in quello stato canaglia che è l’Iran di ahmadinejad, si scende tutti in piazza per protestare, perché è ingiusto, incivile, “sakineh siamo noi”, e la passerella su cui indossare l’ultimo modello di Impegno Civile fa sempre chic. Ci fa sentire bene, altruisti. Ovviamente per contrasto. E perché è più facile scendere in piazza per protestare contro il sistema legislativo medioevale di uno stato nemico per definizione che farlo per le piccole, grandi crudeltà che accadono magari nell’appartamento di fronte al nostro. Perché dovremmo? C’è il rischio di beccarsi uno sganassone, di avere guai. E poi, ognuno in casa propria fa quello che vuole; chi siamo noi per andare ad interferire nelle questioni interne di una famiglia o di una nazione? Sono troppo cinico? No. Sto sostanzialmente ripetendo la risposta che il nostro governo strilla istericamente ogni volta che qualcuno all’estero punta il dito contro l’attuale governo o la classe politica tout court. Naturalmente, il volume della lagna è direttamente proporzionale al servilismo che ci lega al critico di turno, sempre comunque invitato a farsi gli affari propri su questioni quali il respingimento degli immigrati, il DDL intercettazioni, la satiriasi megalomane di cui soffre il nostro presidente del consiglio… Per non parlare della pena di morte, che se avviene in nazioni come la cina o l’amerDica non fa notizia, anzi sono cose loro. E poi usano sistemi umani, come le scosse elettriche, il gas, le iniezioni letali. Roba moderna. Se avviene in Iran a mezzo sassi, invece, “sakineh siamo noi”. Poco importa che del processo e delle cause effettive della condanna (adulterio? Omicidio? La versione cambia ogni giorno, per fortuna è quella ufficiale) si sappia poco o nulla; bisogna comunque scendere in piazza e mostrare sdegno. O quanto meno fingere, perché l’Islam è per definizione barbaro, incivile, estremista, mentre noi siamo belli &amp;amp; puri. Certo, faremmo più bella figura a dirlo se non fossimo culo e camicia con uno stato che non ha mai ratificato la Convenzione dei Diritti dell’Uomo e non fosse responsabile dell’estinzione di intere civiltà. O se qualche giorno fa i nostri leader politici (e per estensione, dunque, la nazione tutta che rappresentano) non si fossero azzerbinati ai piedi di un dittatore da operetta che vorrebbe l’Islam religione d’Europa. Poche e scarne proteste subito zittite e condannate perché l”’ospite è sacro”, ci ricorda il ministro della difesa dell’infidendibile, la russa. E poi, diggiamolo: chi non vorrebbe poter lapidare una donna alla prima occasione con la sicurezza di aver la legge dalla sua? Ne abbiamo bruciate migliaia, ai bei tempi rimpianti da ratzy e pierferdi. Cosa sarà mai qualche sassata? Tirata con una fionda di precisione, però. Siamo pur sempre quelli civili e moderni. Non dobbiamo dimenticarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;-La notizia del giorno: &lt;/b&gt;ancora nulla di deciso, secondo frattini, sull'esecuzione di sakineh.&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;In altre parole, è già morta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno:&lt;/b&gt; “Parliamo per ore e quasi sempre non riusciamo a capirci e finiamo per farci del male l’un l’altro, gli animali si annusano il culo una volta ed han già capito tutto. Siam proprio l’apice dell’evoluzione”. (Bobby S. Pedersen)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-4671989668699450302?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/4671989668699450302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/sassate.html#comment-form' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4671989668699450302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/4671989668699450302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/sassate.html' title='Sassate'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-1964139433038847453</id><published>2010-09-06T11:01:00.003+02:00</published><updated>2010-09-06T11:12:54.827+02:00</updated><title type='text'>La fine...</title><content type='html'>&lt;div&gt;Visto che oggi Youtube non vuole farmi inserire il video senza spaginare tutto, vi riporto l'articolo del "pompiere della sera" in cui si riassume il discorso fatto ieri da Gianfranco Fini a Mirabello.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Son proprio curioso di sapere che ne pensate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;Fini: «Si va avanti senza ribaltoni con un nuovo patto di legislatura»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;«Il Parlamento non può essere una sorta di dependance del governo». Poi sentenzia: «Il Pdl non esiste più»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;MIRABELLO (FERRARA) -Quello della mia «estromissione» dal Pdl è «un atto, e non ho nessuna difficoltà a dirlo, che forse è stato ispirato a chi lo ha scritto, e so che non lo ha scritto Berlusconi, da quel libro nero del comunismo che ci fu consegnato quando demmo vita a alleanza nazionale perché soltanto dalle pagine del peggior stalinismo si può essere messi alla porta senza alcun contraddittorio e con motivazioni che sono assolutamente ridicole». È questo uno dei passaggi forti del discorso del presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal palco della Festa Tricolore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;IL DISCORSO - Mirabello «è diventata ed è per un giorno capitale della politica italiana». Gianfranco Fini dedica alla cittadina nel Ferrarese l’inizio del suo intervento. Ricorda che «qui affondano le radici di parte della mia famiglia e qui tanti anni fa un uomo capace di guardare innanzi» Giorgio Almirante, «indicò al suo popolo la necessità di un salto di generazione. E credo che la presenza qui stasera insieme a tanti di un uomo come Mirko Tremaglia sia la più bella dimostrazione di quella ideale continuità». Mirabello, prosegue, è il «luogo delle emozioni che nel corso del tempo si sono rinnovate. Qui la destra italiana ha vissuto momenti importanti. Fu ancora qui che preconizzammo ulteriore svolta che portò alla nascita del Pdl». Ma, ha sottolineato «l’emozione di ieri è nulla rispetto a questo momento. Mai mai mai ho provato un’emozione forte come stasera».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;GARANTISMO - Una delle «questioni forse più spinose» che ha visto contrapposti i due fondatori del Pdl è la questione della giustizia. Ne è convinto il presidente della Camera Gianfranco Fini che da Mirabello si rivolge a Berlusconi. «Il garantismo - dice Fini - è un principio sacrosanto, ma mai può essere considerato come una sorta di impunità permanente. Deve essere, infatti, garantita la condizione che processi si svolgano e si concludano e che si accertino se ci sono responsabilità». «La Magistratura - aggiunge il co-fondatore del Pdl - è caposaldo della democrazia italiana».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;GHEDDAFI - Fini ha duramente criticato l'accoglienza riservata a Muammar Gheddafi durante la recente visita a Roma. È stato, ha detto nel suo intervento alla festa di Mirabello, «uno spettacolo poco decoroso quello con cui è stato accolto un personaggio che non può insegnare nulla né del rispetto delle donne né della dignità della persona». Certo, ha riconosciuto, «da ex ministro degli Esteri conosco la "real politik", ma non può portare a una sorta di genuflessione nei confronti di chi non può ergersi né a maestro né a punto di riferimento».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;LA STANDA - Con la premessa «Berlusconi è un uomo di spirito» Fini ha fatto anche qualche battuta. «Capirà e non si offenderà. Questi parlamentari non sono come i clienti della Standa che se non cambiano il supermercato ottengono il premio fedeltà. I parlamentari che sono qui hanno voglia di fare politica e di parlare alla gente».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;IL PARLAMENTO - «Il Parlamento non può essere una sorta di dependance del governo» ha detto Fini aggiungendo: «Ci vuole rispetto delle istituzioni e per questo saluto il capo dello Stato che è un punto di riferimento della nostra Costituzione». Quindi Fini ha chiosato: «Governare non può mai significare in alcun modo comandare. Governare è comprendere le ragioni altrui e garantire equilibrio tra i poteri». E «chi ha responsabilità istituzionali deve rispettare tutte le altre istituzioni, a partire dal Capo dello Stato, che è un punto di riferimento». «Bisogna dire chiaramente che la magistratura è un caposaldo della democrazia italiana».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;BERLUSCONI - «Berlusconi ha tanti meriti, ma anche qualche difetto: in primo luogo di non aver ben compreso che in una democrazia liberale non può esserci l'eresia, perché non c'è l'ortodossia. Siamo tutti grati a Berlusconi, e lo dico senza ironia, per quello che ha fato soprattutto nel 1994 per fermare la "gioiosa macchina da guerra", ma la gratitudine non può significare che ogni volta che si indica una strada diversa si incorre in una "lesa maestà"». «Non ci può essere una lesa maestà perché non c'è un popolo di sudditi ma di cittadini», ha aggiunto Fini. Ma «governare non può mai, in alcun modo, significare comandare» dice Fini rispondendo a quanti lo hanno accusato di «stillicidio di dissenso» per aver criticato certi atteggiamenti del premier. Piuttosto, conclude, «significa garantire equilibrio tra i poteri e garantire le ragioni altrui». Poi l'attacco ai telegiornali: «I telegiornali, salvo nobili eccezioni, sembrano fotocopie dei fogli d'ordine del Pdl».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;PDL - Fini ha decretato la morte del Pdl. «Il Popolo della libertà non c'è più», ha detto il presidente della Camera dalla festa di Mirabello. Dunque, «non potrà accadere che Futuro e libertà possa rientrare in ciò che non c'e più», ha sottolineato, «ora si va avanti». Attualmente, ha aggiunto, «c'è il partito del predellino, ma il Popolo della libertà non c'è più. È in qualche modo Forza italia che si è allargato». «Il Pdl come lo avevamo immaginato e conosciuto non esiste più, è finito il 29 luglio». La data si riferisce alla riunione dell'ufficio di presidenza che lo ha di fatto espulso dal partito. «Il Pdl non può essere derubricato a contorno del leader, un grande partito deve essere qualcosa di più del coro dei plaudenti». Un grande partito liberale, aggiunge il presidente della Camera, «deve essere una fucina di idee, un polmone che respira e che dà ossigeno anche all'intera azione del governo». E allora, sottolinea, «rivendicare il diritto di avanzare delle proposte, la necessità di esprimere delle critiche, di svolgere delle analisi e fare delle valutazioni non può essere frazionismo, boicottaggio, controcanto. È piuttosto democrazia interna, altro che teatrino della politica». Invece il «Fli non è An in sedicesimo. Chi lo pensa non ha capito nulla: Fli è lo spirito autentico del sogno Pdl. È pensare che la transizione possa finire».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;METODO BOFFO - «Si va avanti senza farci intimidire da quello che è stato il "metodo Boffo" messo in campo da alcuni giornali che dovrebbero essere, pensate un po', il biglietto d'amore del partito dell'amore; noi non ci facciamo intimidire perché di intimidazioni ne abbiamo vissute ben altre. Non ci facciamo intimidire da campagne paranoiche e patetiche». «Ho fiducia nella magistratura e aspettiamo che sia la magistratura a stabilire le responsabilità». Poi il leader di Fli ha aggiunto: «Vado avanti nonostante gli attacchi infami, non tanto contro la mia persona, ma contro la mia famiglia. Una cosa tipica degli infami. La campagna estiva di alcuni giornali del centrodestra è stata il tentativo di dar vita ad un'autentica lapidazione di tipo islamico contro la mia famiglia». Il presidente della Camera ha aggiunto: «Questi giornali sono «il biglietto da visita del partito dell'amore. Immaginiamo cosa scriverebbero se diventassero un po' meno amichevoli».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;PATTO DI LEGISLATURA - «Si va avanti - dice il presidente della Camera dal palco di Mirabello - senza ribaltoni o ribaltini, senza cambi di campo. E senza atteggiamenti che possano dare in alcun modo agli elettori la sensazione che noi si abbia raccolto voti nel centrodestra per poi portarli da qualche altra parte». Ma si va avanti, avverte Fini, «convinti della necessità di onorare quel patto con gli elettori, ma fino in fondo, senza magari aggiungerci qualche parte che nel programma non c'era e che invece diventa un'emergenza». «Sosterremo lealmente quei punti» che il premier presenterà alle Camere, «ma noi chiederemo, e non dovrà esserci negato, di discutere di come si traducono in realtà i titoli delle riforme». «Avanzeremo in Parlamento con spirito costruttivo le nostre proposte. Non per remare contro, ma per far camminare il governo più veloce». Poi il leader di Fli ha aggiunto: «Cercheremo di dar vita a quello che è stato chiamato un patto di legislatura per arrivare al termine dei 5 anni e riempire di fatti concreti gli anni che separano dal voto. Un nuovo patto di legislatura che non sia un tavolo a due gambe. Dov'è finito quel punto del programma -domanda- dove si prevedeva l'abolizione delle province? E quello che riguardava la privatizzazione e liberalizzazione delle municipalizzate?». «Berlusconi - si dice poi convinto Fini- metterà da parte l'ostracismo perché noi non ci fermiamo e andiamo avanti. Ha ben compreso che non servono a nulla gli ultimatum». «Berlusconi - fa notare ancora - ha diritto di governare perché scelto dagli elettori. E pensare a scorciatoie giudiziarie per toglierlo di mezzo è una lesione alla sovranità dello Stato».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;BOSSI - «Bossi - ha detto Fini - è un leader popolare, abbiamo polemizzato tante volte, solo chi non conosce la storia oltre che la geografia può pensare che la Padania esista davvero. Ma capisce che quella bandiera che alzato per primo, fra lo scetticismo e l'ironia, quella del federalismo oggi può essere bandiera che determinerebbe il compimento di una missione storica. Quel federalismo è possibile solo se è nell'interesse di tutta Italia non solo in quella della parte più progredita. Nella commissione bicamerale che dovrà verificare i decreti attuativi del federalismo fiscale dovremmo discutere e non lasciare la discussione all'asse Tremonti-Calderoli» La riforma del federalismo fiscale in questo senso deve servire, secondo Fini «per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia». «Il federalismo è possibile solo se sarà fatto» nell'interesse di tutta l'Italia, non soltanto nella parte più sviluppata del Paese. Bossi sa che è possibile realizzare il federalismo, ma solo se nell'interesse generale» e se non è «a scapito del Mezzogiorno».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;GIUSTIZIA - «Io non sarò mai contrario al lodo Alfano o al legittimo impedimento». Poi il leader di Fli ha aggiunto: «Berlusconi ha il diritto di governare senza che una parte della magistratura lo possa mettere fuorigioco. Ma quel simpatico dottor "Stranamore" che è l'onorevole Ghedini non deve trovare una soluzione purché sia. Dobbiamo lavorare non ad una legge "ad personam", ma per una legge, come in altri paesi d'Europa per tutelare la figura del capo del governo. E quindi non la cancellazione dei processi, ma la sospensione». Infine conclude: «La riforma va fatta per garantire gli onesti. Tutti vogliono che i processi si concludano in tempi brevi, ma la cosa inaccettabile è che una volta definiti i tempi congrui, li si renda retroattivi, lasciando così le parti lese e le vittime con un pugno di mosche in mano».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;LEGGE ELETTORALE - «Gli italiani hanno il diritto di scegliere non solo il premier ma anche i loro parlamentari». Con questa frase Fini apre alla riforma della legge elettorale. «Poi discuteremo come, se con il collegio o la preferenza, ma è un diritto degli italiani», ha aggiunto Fini, che ha sottolineato il suo «mea culpa, perché a quella legge ho contribuito anche io» ma sono «vergognose le liste ’prendere o lasciare’».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;MINISTRO SVILUPPO ECONOMICO - Gianfranco Fini ha criticato il lungo interim di Silvio Berlusconi alla testa del ministero dello Sviluppo economico. «In quale altro Paese manca un ministro dello Sviluppo economico?», ha detto il presidente della Camera dal palco della festa di Mirabello. Nonostante il "ghe pensi mi", aspettiamo ancora che l'oracolo di Delfi si pronunci sul ministro dello Sviluppo Economico».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ECONOMIA - «Fli deve anche fare tutto il possibile per affiancare ai soliti due temi, federalismo e giustizia, anche altri temi come quello di far ripartire l'economia. Anche per essere coerenti con il monito del capo dello Stato e delle imprese». Poi il leader di Fli ha aggiunto: «C'è un'Italia preoccupata e sfibrata. L'ottimismo non è solo la forza della volontà. L'ottimismo si deve tradurre nella capacità di fare la riforme. Il nostro governo ha ben fermato la crisi, ma oggi dobbiamo far ripartire l'economia. Non basta che i nostri conti pubblici tengono. Dobbiamo far ripartire l'economia. Come? Facendo le riforme che erano nel programma originario del Pdl. Riforme che portino una sintesi, ad un nuovo patto tra il capitale e il lavoro. Mettendo i produttori di ricchezza dalla stessa parte della barricata». Poi ha rilanciato «la grande assise del mondo del lavoro». «Se nell'ambito di cinque punti si deve ridurre carico fiscale, la proposta che noi facciamo è: interveniamo sul quoziente familiare per far sì che chi ha figli, anziani e disabili a carico abbia un peso fiscale minore», puntualizza Fini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ETICA - «Chiamo a raccolta l'Italia che lavora che è poi l'Italia onesta», ha detto Fini: «L'Italia onesta è quella dell'etica del dovere: quella dell'etica che un padre insegna ad un figlio. Il senso del dovere, di appartenenza e civico». Per Fini «non bisogna avere paura di aiutare i più deboli. Sono i deboli che hanno bisogno di garanzie e non i più forti. Questo per me è il centrodestra e della politica con la p maiuscola». L'ex leader di An ha quindi rilanciato l'idea di un «codice etico» per gli incarichi pubblici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;LA CONCLUSIONE - «Ridiamo un senso alla politica e andiamo avanti nel nome delle nostre idee». Così Fini ha concluso il suo intervento, durato circa un'ora e mezza. «Quando avevamo 18-20 anni, quando nessuno pensava che saremmo entrati in Parlamento e avremmo ricoperto cariche istituzionali - sottolinea Fini - amavamo dire che se un uomo non ha fiducia nelle sue idee e non è pronto ad impegnarsi per quelle idee, anche se scomode, o non valgono nulla quelle idee o non vale nulla quell'uomo». E siccome «le nostre idee valgono certamente - conclude - è nel nome di quelle idee che va avanti l'impegno la lotta e l'azione di futuro e libertà».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/politica/10_settembre_05/mirabello-fini_5441d126-b8f6-11df-aec9-00144f02aabe.shtml"&gt;http://www.corriere.it/politica/10_settembre_05/mirabello-fini_5441d126-b8f6-11df-aec9-00144f02aabe.shtml&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;(Copyright degli aventi diritto)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-1964139433038847453?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/1964139433038847453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/la-fine_06.html#comment-form' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1964139433038847453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/1964139433038847453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/la-fine_06.html' title='La fine...'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-8148013119032313871</id><published>2010-09-04T07:27:00.005+02:00</published><updated>2010-09-04T08:19:23.023+02:00</updated><title type='text'>Somewhere....</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TIHicG-KQsI/AAAAAAAAAr0/Oed8AnHnZnw/s1600/480-somewhere.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 354px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TIHicG-KQsI/AAAAAAAAAr0/Oed8AnHnZnw/s400/480-somewhere.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512936391413744322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una Ferrari nera che gira a tutta velocità su un anonimo circuito asfaltato, unica nota di colore in un paesaggio brullo e deserto. All'improvviso l'auto rallenta, si ferma. Ne scende un uomo che si guarda intorno spaesato, le mani sui fianchi, negli occhi una domanda: "Ed ora?". O forse: "Che sto facendo?". A Sofia Coppola basta questa manciata di secondi, prima ancora dei titoli di testa, per farci sapere tutto quel che occorre su Johnny Marco, acclamatissima star hollywoodiana che trascina le sue giornate vagando con la sua fuoriserie per le strade di Los Angeles inseguendo avvenenti e disponibili fanciulle fino a casa, per poi tornare alla sua camera dell'esclusivo Hotel Marmot dove si sta svolgendo l'ennesima festa di cui nemmeno conosce gli invitati, per assistere all'ennesimo spettacolino di due avvenenti ballerine di Lap Dance reclutate alla bisogna. Un depravato libertino? Piuttosto un uomo che si aggira spaesato nella sua stessa vita senza sapere bene cosa fare o che farci, in cerca di qualcosa che possa darle uno scopo, una direzione. Qualcosa che forse si trova sul fondo di una bottiglia di whisky, o nell'amplesso svogliato con donne di cui nemmeno riesce a ricordare il nome; ai suoi occhi, infatti, sono solo strumenti con cui riempire un vuoto che Johnny forse nemmeno percepisce del tutto. Almeno finchè non arriva lei, l'unica persona capace di trascinarlo fuori da quest'apatia apparentemente irreversibile: Cleo, la figlia undicenne, costretta a crescere troppo in fretta per non rimanere schiacciata tra questo padre decadente ed una madre assente, fredda, egoista abbastanza da affidarla all'ex marito per due settimane e partire verso lidi sconosciuti "in cerca di sè stessa". Se e quando tornerà, non è dato sapere: Johnny si arrangi, l'importante è che Cleo parta per il campo estivo entro il giorno stabilito. Così padre e figlia si arrangiano, tra sfide alla Wii ed una trasferta a Milano per ritirare il telegatto dalle mani di simona ventura lei medesima. Due settimane cruciali per Johnny, che al momento di separarsi da quella donna-bambina-figlia-complice-badante avverte finalmente il vuoto dentro ed attorno a sè. Un vuoto che nessuno sa o vuole colmare. Perchè nessuno può o vuole o deve farlo, eccetto lui. Ed ecco allora che non resta altra scelta se non quella di salire sulla rombante ferrari e partire, andare lontano, sempre di più, da tutto e da tutti. Anche da quel simbolo di una vita che altro non è se non apparente, vuota opulenza. Deve esserci altro. Là, oltre l'orizzonte. Da qualche parte....&lt;div&gt;Per la sua quarta pellicola, Sofia Coppola abbandona (momentaneamente) le atmosfere e le tematiche della sua cinematografia "delle adolescenti inquiete" e si riavvicina al secondo lungometraggio, quel "Lost In Traslation" che le è valso un Oscar. Stavolta non è però il disagio e l'incomunicabilità generazionale a passare sotto il suo ed il nostro sguardo, ma l'analisi di sè stessi. Il rischio di scadere nel buonismo disneyano ed affogare nella melassa retorica era altissimo, ma Sofia lo evita con gran classe, limitandosi a mostrare, e lasciando ai giochi di sguardi ed ai movimenti del corpo il compito di trarre conclusioni. Stephen Dorff è più che convincente nel ruolo della star sciupata ed un po' cialtrona, e l'alchimia che raggiunge quando duetta con Elle Fanning, sorella della più celebre Dakota, è qualcosa di incantevole. Come incantevole è il personaggio di questa donna-bambina timida e forte, che non perde tempo a tranciare giudizi; i suoi sguardi dicono tutto, ogni abbraccio al padre grida quella solitudine cui rifiuta di abbandonarsi se non quando, prima di partire per il campo estivo, scoppia in un pianto liberatorio naturale come ogni altra evoluzione della trama. "Somewhere" è un film malinconico e poetico, capace di toccare corde assai intime senza l'invadenza dei cinema strappalacrime hollywoodiani. Vale la pena di essere visto e rivisto, anche e soprattutto per ridere disgustati della nostra cialtroneria provinciale. Il film è infatti assurto agli onori della cronaca proprio per la trasferta italiana con simulata notte dei telegatti, per la quale Sofia Coppola ha reclutato alcuni v.i.p. nostrani. Così, appena sbarcato a Malpensa, Johnny e Cleo vengono subito intervistati da una rivoltante giorgia surina nel pieno della sua stupidità; non a caso interpreta sè stessa. Particolarmente significativa è poi la premiazione stessa. Prima di Johnny viene assegnato il telegatto alla carriera a Maurizio Nichetti, liquidato nel giro di due secondi. Ma quando tocca alla star internazionale, simona ventura e nino frassica (nella veste di conduttori) si zerbinano come non mai e Johnny si ritrova d'improvviso circondato da ballerine seminude ed ammiccanti tra cui spicca una valeria marini mai così volgare. Abbastanza da spingere padre e figlia a fuggire dall'Italia clandestinamente in largo anticipo sui tempi. Come dire: "ok, son messo male, ma a tutto c'è un limite".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per fortuna, non alla bravura di Sofia Coppola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mGQKBE59Wvo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/mGQKBE59Wvo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#6600CC;"&gt;"Somewhere", di Sofia Coppola&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#6600CC;"&gt;commedia drammatica, 98'&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#6600CC;"&gt;Con &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#6600CC;"&gt;Stephen Dorff &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#6600CC;"&gt;Elle Fanning &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#6600CC;"&gt;Michelle Monaghan &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#6600CC;"&gt;Laura Ramsey&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-8148013119032313871?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/8148013119032313871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/somewhere.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8148013119032313871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8148013119032313871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/somewhere.html' title='Somewhere....'/><author><name>Bobby S. Pedersen</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00047908413124924876</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='28' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/S80-6szdTpI/AAAAAAAAAVU/hmEX7hzaOBw/S220/Ronfo.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_QfR7L9w37lU/TIHicG-KQsI/AAAAAAAAAr0/Oed8AnHnZnw/s72-c/480-somewhere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-441304628014068650.post-8779375803722460944</id><published>2010-09-03T00:01:00.002+02:00</published><updated>2010-09-03T00:01:00.247+02:00</updated><title type='text'>Dell’Orrore</title><content type='html'>&lt;div&gt;Nel corso di alcune discussioni aventi per tema cinema e letteratura, mi sono reso conto di un fatto allarmante: o non sono più capace io di riconoscere un’opera dell’Orrore (mentre sugli orrori di opere ho le idee molto più chiare), oppure non ne è capace il resto del mondo. Atroce dilemma. Mano al Dizionario: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Orrore: SM. 1- Senso di raccapriccio, di ribrezzo, alla vista o al racconto di cose brutte e deformi, spaventose, crudeli. 2- ciò che suscita un senso di raccapriccio, di ripugnanza. 3- Sentimento di rifiuto, di avversione (con valore iperbolico). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;(Definizione tratta dal dizionario della lingua italiana DeAgostini)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In calce alla prima definizione,c’è l’ulteriore aggiunta riferita a film e romanzi: “che mira a suscitare sensazioni di disgusto o paura”. Ecco l’ennesimo riflesso dei tempi che, come sempre, abbaglia impedendo di vedere indietro con la dovuta chiarezza. Perché se ne fossimo capaci ci accorgeremmo, anzi ricorderemmo, che originariamente l’Orrore non aveva nulla a che fare con il disgusto se non come uno dei mezzi, nemmeno il principale, tramite cui veicolare la paura. Perché il vero scopo della narrativa e cinematografia orrorifica dovrebbe essere sempre e solo questo: risvegliare in noi i timori più riposti, farceli sfiorare, guardare negli occhi, e restituirci infine al nostro ben più orribile mondo. Sprofondandoci nella seconda definizione a tal punto che nemmeno ce ne rendiamo conto. Così come non ci rendiamo conto della nostra ipocrisia, quando cambiamo canale per sfuggire il film dove il maniaco di turno squarta la vittima del momento e rallentiamo in autostrada, in prossimità degli incidenti, per ammirare il sangue sulle lamiere. Oppure quando cambiamo canale per sfuggire il film dove il maniaco di turno squarta la vitttima del momento per soffermarci compiaciuti sulla soubrette mezza nuda cui improvissamente -ops!- scivola il vestito (chiamiamolo così) quel tanto che basta per mostrare il capezzolo in modo da fornire materiale per un’edizione di studio aperto ed una settimana di salotti televisivi (alla portatrice sana di poppa fuggiasca toccheranno invece copertine su periodici di gossip, video con ralenty su youtube e pagine dedicate in appositi blog). Da un orrore all’altro. Solo che in un caso, quello del maniaco di turno eccetera eccetera, è palese e dichiarato (in maniera mendace, peraltro, perché da quelle parti siamo già in zona splatter, cioè la versione più povera e decerebrata dell’Orrore ad uso e consumo dei biNbiminchia), nell’altro è talmente sottile e mimetizzato che non lo notiamo nemmeno. Ma cosa sono entrambi se non un’ostentazione di carne per il piacere vouyeristico del pubblico? Ancora: perché un film dove un assassino uccide a colpi di machete mocciosi (non) troppo cresciuti dovrebbe essere considerato “film dell’orrore”, mentre Uma Thurman che affetta chiunque in Kill Bill viene decurato come “azione- drammatico”? Per non parlare di Rambo, altro esempio di quello che reputo essere un film dell’orrore, dove non c’è nemmeno la scusa della minaccia soprannaturale a giustificare tutto. Lì c’è solo la barbarie dell’uomo sull’uomo che si perpetua. Oppure, per rimanere in casa nostra, delle fiction che appestano le reti raiset, descrivendoci allegre famiglie asessuate e prive di emozioni/ pensieri autonomi che vivono in appartamenti che nella realtà qualunque omonimo di uguale estrazione sociale potrebbe solo sognare. Eccolo, allora, il vero Orrore: strizzare l’occhio allo spettatore indicandogli non già cosa potrebbe essere, ma cosa dovrebbe aspirare a diventare. Scagliandolo così tra le grinfie di mostri affascinanti ed impeccabili nei loro doppiopetti, che sorridono ammiccando facendoti firmare un mutuo che nemmeno i tuoi figli forse riusciranno a saldare. E, novelli Dorian Gray, le loro malefatte non ne intaccheranno minimamente l’aspetto. Spetterà ad altri deturparsi e svilirsi per loro, arrivando magari al punto di porre fine alla propria vita ed a quella dei loro cari in un unico, incolmabile momento di disperazione. Ed eccoli qua, i mostri da sbattere in prima pagina. Eccole qua, le creature di cui dobbiamo aver paura. Eccoci qua. Eccolo, l’Orrore. Quello vero. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-Il Link del giorno: &lt;/b&gt;un forum segnalatomi di recente creazione e recentissima segnalazione, che per il sottoscritto equivale alla Terra Promessa:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://britishseries.forumfree.it/"&gt;http://britishseries.forumfree.it/&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Visitate, iscrivetevi, diffondete il Verbo. E sì, mi beccate anche qui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;-La frase del giorno: &lt;/b&gt;“Non è necessario credere nell’esistenza di un Male soprannaturale: ci sono già gli uomini, capaci di ogni nefandezza.” (J. Conrad)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/441304628014068650-8779375803722460944?l=bobbyspedersen.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/feeds/8779375803722460944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/dellorrore.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8779375803722460944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/441304628014068650/posts/default/8779375803722460944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bobbyspedersen.blogspot.com/2010/09/dellorrore.html' title='Dell’Orrore'/><author><name>Bobby S. 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Che dire; sono, sostanzialmente, lieto di constatare che esistano ancora persone dai così saldi principi, le quali sostanzialmente si battono strenuamente per evitare che, sostanzialmente, le menti in formazione delle nuove generazioni vengano corrotte in maniera sostanzialmente irreversibile da esempi sostanzialmente negativi e fuorvianti. Il fatto che poi, sostanzialmente, Lei abbia particolarmente tenuto a voler far risaltarte il Suo titolo per rafforzare, sostanzialmente, le proprie tesi, dovrebbe convincere anche il più ribelle a darLe retta scatenando in lui, sostanzialmente, q
